Barcellona gay, consigli friendly per vivere la capitale catalana

Passeggiando a Barceloneta alla scoperta della Barcellona gay
Passeggiando a Barceloneta alla scoperta della Barcellona gay

L’idea di andare a Barcellona mette entusiasmo. Addirittura sembra quasi di non andare nemmeno all’estero per quanto ci sembri una luogo famigliare. Credo che metta lo stesso entusiasmo che viene ascoltando la canzone “Barcelona” cantata da Freddie Mercury e Montserrat Caballè, nei lontani anni ’80. Canzone che mi ha frullato in testa per tutto il mio viaggio da Bologna a Barcellona El Prat.

Però se ci pensiamo un attimo Freddie Mercury negli ultimi anni della sua vita si concentra su una delle cose che più ama, cioè la lirica, e non lo fa omaggiando la patria della lirica (ndr l’Italia), ma una città spagnola insieme a una soprano spagnola (anzi Catalana) María de Montserrat Bibiana Concepción Caballé i Folch, per gli amici e per il pubblico Montserrat Caballè. Per la cronaca la canzone scritta per i giochi Olimpici del 1992 fu eseguita per la prima volta in una nota discoteca di Ibiza, il Ku Nightclub oggi Privilege. Purtroppo Freddie Mercury non riuscì a sentirne l’esecuzione durante i giochi Olimpici visto che era scomparso proprio l’anno prima.

Queste poche righe solo per dire che Barcellona è parte integrante della cultura gay mondiale ed evidentemente lo era già negli anni ottanta, nonostante non fosse passato poi così tanto tempo dalla fine della dittatura Franchista. Dittatura che aveva duramente represso l’omosessualità, facendo anche vittime illustri già durante la guerra civile spagnola con l’esecuzione pubblica del poeta e scrittore Federico Garcia Lorca, giustiziato nel 1936 a Granada da una squadra nazionalista perché omosessuale e di sinistra.

La depenalizzazione dell’omosessualità come crimine in Spagna è avvenuta solo nel 1979. Da quel momento in poi gli spagnoli hanno cercato di recuperare il tempo perduto approvando anche i matrimoni gay nel 2005. Superando, in tema di uguaglianza dei diritti, largamente il nostro Paese.

Questa premessa, forse poco da viaggiatori aiuta però a capire il contesto in cui ci troviamo e perché, come descriverò in seguito, Barcellona è una città super-gay-friendly.

Barcellona gay friendly anche negli spot pubblicitari
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Spostarsi e soggiornare nella Barcellona gay

In un’ora e mezza di aereo si arriva da Bologna a Barcellona. Il metodo più semplice per arrivare in città dall’aeroporto El Prat è l’Aerobus. Parte in continuazione per cui tempi di attesa sono limitatissimi, col biglietto andata e ritorno si risparmia qualcosa rispetto alla corsa singola che è di 5,90 €. Verificate al ritorno se partite dal terminal 1 o 2 che sono serviti da bus diversi. L’aerobus ferma nella principali piazze (di Spagna e Catalunya) da cui poi è facile prendere altri mezzi per arrivare a destinazione.

Barcellona è una città molto estesa, ma è servita benissimo dai mezzi pubblici e dalla metro. Il biglietto per 10 viaggi (T-10), che permette di cambiare mezzi e può essere usato da più persone, costa 9,95 €. Ci sono anche biglietti a tempo per più giorni, ma la scelta dipende da quanto vi volete muovere a piedi o con i mezzi. Non sottovalutate le distanze, si tratta pur sempre di una città di 1,5 milioni di abitanti.

Per quanto riguarda l’alloggio esistono infinite possibilità, nei principali siti potete trovare soluzioni per tutte le tasche. Se però la sera volete uscire in qualche bar o disco gay (locali de ambiente) la cosa migliore è alloggiare nella parte sinistra del quartiere dell’Eixample soprannominato anche Gayxample. In particolare le vie Villarroel, Casanova, Muntaner e Aribau, tra la Gran Via e Mallorca, sono il “cuore gay” della Barcellona gay: qui si trovano bar, discoteche, parrucchieri e negozi che sfoggiano all’entrata la bandiera arcobaleno.

Esiste anche un hotel esplicitamente gay che si chiama Axel. Altrimenti, soprattutto se viaggiate da soli potrebbe essere più confortevole alloggiare in qualche B&B gay.

Per scovarli il modo più semplice può essere quello di guardare gli annunci di alloggi su Gayromeo (Planetromeo) o comunque se vi mettete come viaggiatore in città è molto probabile che qualcuno vi contatti per offrirvi un alloggio, diffidate in questi casi di offerte di alloggio gratuite, potrebbero risultare decisamente imbarazzanti.

Altre soluzioni simili, ma più organizzate, sono quelle offerte da Mister bnb, un sito specifico per clientela gay, oppure il più famoso EBAB, senza dimenticare tutti gli altri siti per alloggi etero. Insomma, a Barcellona difficilmente resterete senza un letto… è forse più facile restare senza sonno.

El Berro, Barcelona gay
El Berro, Barcelona gay

La movida della Barcellona gay

A differenza di altre città europee, la vita della Barcellona gay non si è concentrata nel centro storico, ma appunto nell’Eixample che è un quartiere relativamente nuovo adiacente al centro storico. La sua caratteristica è quella di avere tutte vie parallele e gli isolati identici, è quindi anche facile perdersi perché ci sono pochi punti di riferimento.

In poche vie si concentrano i bar che, anche in base al nome, già vi possono indicare che tipologia di pubblico attirano. Ad esempio la categoria del cliente orsetto va molto di moda nella Barcellona gay e si può ritrovare al Bacon Bear Bar e al Osbar. Per gli utenti un po’ più anzianotti possiamo citare Maduros e il People Lounge. Per utenti misti e per un semplice aperitivo potete provare La Chappelle e il Punto uno di fianco all’altro. Per una birra post cena molto frequentato è il Night Barcelona. E per chi vuole anche ballare alcuni bar sono più grandi e hanno un dancefloor, tipo il Museum e El Cangrejo. Come discoteca c’è la Metro.

A questa lista vanno aggiunti i numerosi cruising e le diverse saune, i cui riferimenti potete trovare facilmente in rete, ma che personalmente non ho frequentato per cui non saprei dirvi come sono.

Insomma si può davvero dire che ce n’è per tutti i gusti, per questo difficilmente un turista gay potrà rimanere deluso dalla movida della Barcellona gay. Senza contare l’atteggiamento decisamente socievole degli spagnoli, o meglio in questo caso catalani, che rende certo facile relazionarsi con gente del posto, a differenza di altri paesi, e ottenere informazioni aggiornate su cosa c’è da fare in città.

Ad esempio per quanto riguarda i bar, generalmente a turno durante la settimana, organizzano l’happy hour, di solito fino alle 21, in questi casi i locali sono super affollati.

Sauna Casanova, Barcellona gay
Sauna Casanova, Barcellona gay

Mangiare a Barcellona

Per quanto riguarda il cibo bisognerebbe fare un post a parte. Barcellona come tutte le grandi città offre tantissime possibilità e diversi tipi di cucina, dalla cucina locale a quella etnica alla cucina più raffinata quindi per tutti i gusti e per tutte le tasche.

Detta questa banalità, non avendo la possibilità di approfondire questo tema, mi limiterò a dire che, sempre nell’Eixample, ci sono un paio di ristoranti o forse meglio dire bar di tapas (El Berro e BCN Cafè) all’incrocio tra Carrer Diputaciò e Casanova che rappresentano una tappa fissa per tutti coloro che migrano da un bar gay all’altro e, a un certo punto della serata, sentono un certo languorino. Si tratta di posti sempre molto affollati in cui si può degustare il menù del giorno oppure avventurarsi in un un mix di tapas. Non vi aspettate di mangiare alta cucina spagnola, ma l’atmosfera è decisamente friendly e i prezzi molto contenuti. Per chi invece vuole buttarsi in un’atmosfera più caotica ma molto stimolante può provare i bar di tapas ambulanti presenti nel mercato della Boqueria lungo la Rambla. (Approfondimento su dove mangiare a Barcellona)

Mangiare al Mercato de La Boqueria, Barcellona gay
Mangiare al Mercato de La Boqueria

Insomma credo che le informazioni per muovere i primi passi da turista gay in una Barcellona gay ci siano tutte.

Non vorrei tralasciare il fatto che il vero turista oltre ad approfondire gli aspetti ludici, che per la verità si manifestano in particolare la sera, ha tutto il tempo durante il giorno da dedicare alla visita di attrazioni artistiche non trascurabili che la città offre. Senza entrare troppo in dettaglio vi consiglio un paio di mete a volte non troppo gettonate tipo: Palau Guell, un’opera incredibile del genio di Gaudì (da prenotare in anticipo) e il Recinto Modernista Hospital Santa Creu Sant Pau.

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Avendo visitato la città in dicembre, non ho potuto approfondire tutti gli aspetti estivi, tra cui le spiagge e gli eventi all’aperto. Non bisogna dimenticare infatti che a pochi chilometri da Barcellona c’è Sitges che è una meta gay estiva molto frequentata, ma per questo sarà necessario un altro viaggio.

Recinto Modernista hospital Santa Creu Sant Pau, Barcellona gay
Recinto Modernista hospital Santa Creu Sant Pau
Informazioni su Barbalupo 5 Articles
Salve a tutti mi chiamo Alberto, in arte Barbalupo. Nato negli anni '60 sono cresciuto nelle Marche e in Umbria, poi ho girato un pò il mondo vivendo in Sud America, e Nord Europa, per poi tornare in Italia e stabilirmi fino ad oggi in Emilia-Romagna. Per lavoro e piacere ho la fortuna di viaggiare e mi piace raccontare e condividere soprattutto le emozioni di un viaggio insieme alle indicazioni pratiche a volte difficili da reperire. Buona lettura!

3 Commenti su Barcellona gay, consigli friendly per vivere la capitale catalana

  1. Très intéressant comme message! Merci pour cette suggestion. J’adore Barcelone. C’est vraiment une destination fantastique!Sincèrement, votre contenu est toujours impeccable et les sujets toujours très pertinents. Il est agréable de vous lire. Merci et à bientôt!

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