Fuerteventura Oasis Park, il non zoo che recupera gli animali

Fuerteventura Oasis Park, i fenicotteri
Fuerteventura Oasis Park, i fenicotteri

Un viaggio a Fuerteventura è fatto di mare, sole e divertimento, un mix infallibile per una vacanza all’insegna del relax. Ma se vi sarete stufati della spiaggia e non avrete voglia di addentrarvi alla scoperta delle zone meno turistiche dell’isola, una visita al Fuerteventura Oasis Park può essere un’ottima idea per trascorrere una giornata diversa.

Vi starete chiedendo perché vi consigli di andare allo zoo a Fuerteventura, ma la risposta è semplice: il Fuerteventura Oasis Park non è uno zoo!

Ma partiamo dal principio.

Avevamo sentito parlare di questo luogo già prima di arrivare sull’Isla Tranquila, un luogo più simile a una riserva che a uno zoo, un posto in cui gli animali vengono recuperati e talvolta reinseriti nella natura.

I nostri amici tuttavia non erano dello stesso parere. Alcuni erano stati al Fuerteventura Oasis Park, ma riferivano di aver visto delle gabbie e alcuni animali non proprio in forma, insomma non ci consigliavano di perdere tempo qui.

Ma proprio questa differenza di opinioni ci ha convinti a dedicare una giornata alla visita di un complesso che ci ha davvero stupiti e che, dopo un ingresso molto titubante, non merita di essere chiamato zoo.

Lago dei coccodrilli al Fuerteventura Oasis Park
Lago dei coccodrilli al Fuerteventura Oasis Park

Fuerteventura Oasis Park

Raggiungere il Fuerteventura Oasis Park non è difficile, si trova poco più a sud dell’aeroporto e se non avete una macchina a disposizione non faticherete a trovare i bus navetta del parco che hanno fermate in tutta l’isola.

Dopo tutti i pareri sentiti a riguardo dell’Oasis Park non è stato semplice cercare di farsi un’idea incondizionata, proprio per questo la nostra guida, Saray, ci ha accompagnati per spiegarci quello che avremmo visto all’interno del parco. Un fattore determinante che ci ha permesso di rivalutare totalmente l’immagine del Fuerteventura Oasis Park.

La nostra visita è iniziata alle 10 del mattino, poco dopo l’orario di apertura, e dopo aver chiarito che non avremmo voluto proseguire nel caso si fosse trattato di uno zoo, siamo stati rassicurati da Saray che ci ha chiesto di ascoltare le sue parole prima di giudicare.

Saray stessa ci confida di aver rifiutato di lavorare per Fuerteventura Oasis Park in passato, ma da oltre due anni ha accettato di provare quest’avventura e, avendo scoperto un ambiente che lavora per garantire un habitat perfetto per la vita delle specie animali ospitate, oggi sostiene di aver trovato il suo posto e non volersene più andare.

L’ingresso attuale del parco avviene nell’area più vecchia della riserva, una zona che nacque oltre trent’anni fa come giardino botanico e negozio di fiori e piante, un’attività che ben presto venne tramutata in uno zoo, gestito alla moda degli anni ’80, ma che negli ultimi anni ha cambiato totalmente la propria filosofia decidendo di non acquistare più animali da mettere in mostra.

Tutti gli animali del Fuerteventura Oasis Park sono animali riscattati da strutture o privati che li avevano importati clandestinamente, oppure che non ne potevano garantire uno sviluppo equilibrato e una vita il più consona possibile allo stile di vita dell’animale stesso. Visti gli spazi che l’Oasis Park garantisce agli animali e alle favorevoli condizioni del clima, non mancano poi degli animali che gli altri zoo hanno deciso di cedere, per svariate ragioni, sicuri che qui si sarebbero sentiti come a casa, oppure gli animali nati proprio qui. Perché quando si sta bene in un posto, la natura comanda di moltiplicarsi e accudire una prole.

Ippopotamo al Fuerteventura Oasis Park
Ippopotamo al Fuerteventura Oasis Park

Da zoo a oasi per la difesa degli animali

Il processo di annientamento delle strutture realizzate per lo zoo è ancora in corso, proprio per questo si possono vedere alcuni animali ancora limitati, ma che sono semplicemente in attesa di una sistemazione che li faccia sentire liberi e ne garantisca una vita ottimale.

Le scimmie, ad esempio, soffrono tremendamente a essere limitate da una gabbia, anche quando la rete è ben mimetizzata o lo spazio interno molto vasto. L’unica barriera naturale che le scimmie temono è l’acqua, proprio per questo verranno presto trasferite in un’isola circondata da un lago artificiale, dove potranno sentirsi libere e ricevere cure e attenzioni che l’isola (che non è il loro habitat naturale) non potrebbe loro garantire. Le scimmie cresciute a contatto con l’uomo sono inoltre impossibili da reinserire in natura, poiché assimilano abitudini errate alla vita selvatica.

Anche i coccodrilli sono in attesa di un bacino d’acqua più grande, anche se è evidente che la loro attuale sistemazione è per loro congeniale. Il problema infatti è che continuano a riprodursi e, non avendo predatori naturali, stanno diventando troppi.

Un caso particolare è anche quello dei fenicotteri, salvati da una grande voliera dove erano rinchiusi nel giardino di un hotel. Le condizioni pessime li aveva resi bianchi e deboli, mentre qui, liberi di migrare nel caso lo volessero, hanno ripreso il loro colore rosa acceso e, nel 2015 per la prima volta, hanno nidificato dando vita a un piccolo.

Un altro esempio è anche quello degli elefanti, provenienti da situazioni di rifiuto del branco in cattività, che qui hanno trovato equilibrio e stanno formando una loro famiglia.

Gli esempi che dimostrano la bellezza di questo luogo sono molti, tutti mossi dal nobile amore per gli animali, alcuni dei quali volti al recupero di specie in via di estinzione o, udite udite, non più esistenti in natura.

La poppata del cucciolo di giraffa al Fuerteventura Oasis Park
La poppata del cucciolo di giraffa al Fuerteventura Oasis Park

Gli animali e l’uomo

Non dimentichiamo poi che molte specie animali sono affini alle specie che normalmente riteniamo domestiche. In questi casi l’attaccamento all’uomo diventa quasi impossibile e, spesso, questi animali hanno proprio bisogno del contatto umano per poter essere gestiti meglio o per vivere senza subire stress.

Le giraffe ad esempio sono lontane parenti delle mucche (o degli animali da soma), in ogni caso l’affinità con l’uomo è necessaria per poterle avvicinare in caso di visita veterinaria, controllo che viene effettuato periodicamente per garantire loro una salute di ferro. Non è raro quindi poter dare alle giraffe della verdura dalle proprie mani, oppure vedere un cucciolo, abbandonato alla nascita e alto qualche metro, poppare il latte da un biberon di notevoli dimensioni.

Anche i lemuri sono molto socievoli e con loro si può vivere un’esperienza immersi nella foresta, con una guida che spiega come comportarsi correttamente.

Su un colle poco distante (c’è una navetta interna che fa la spola tra le due aree del Fuerteventura Oasis Park) si trova invece una sorta di arena, un anfiteatro con vista panoramica dove vengono svolti spettacoli di falconeria con alcune specie di rapaci. Una nota importante è che una specie endemica di avvoltoio che stava andando in via d’estinzione, ha potuto ricominciare a crescere grazie al cibo e alla protezione messi a disposizione dal parco.

Pronti a socializzare con i lemuri, Fuerteventura Oasis Park
Pronti a socializzare con i lemuri, Fuerteventura Oasis Park

Un’ultima sorpresa è stata, infine, quella dei leoni marini.

Alloggiati in una capiente vasca questi grossi mammiferi hanno un carattere molto simile a quello dei cani, lo avreste pensato? I leoni marini hanno bisogno di essere coccolati e stimolati, proprio come i cani vogliono giocare per scaricare lo stress e vivere sereni. Immaginate il mio stupore quando Paco (un maschio enorme) mi si è avvicinato stampandomi un bacio puzzolente di pesce sulla bocca? Eppure nonostante lo sgomento e l’odore, non ho potuto fare a meno di notare l’estrema tenerezza nei gesti di quel gigante.

Insomma una giornata al Fuerteventura Oasis Park è una giornata di rivelazioni, un’occasione per vedere con i proprio occhi alcune importanti iniziative in difesa o recupero degli animali. Un’occasione per osservare con occhi diversi, oltre l’apparenza, quello che può sembrare un normale zoo, ma che invece è un vero santuario per la difesa di molte specie animali.

Fuerteventura Oasis Park vi aspetta e visitarlo con una guida che vi spieghi tutto su questo parco vi permetterà di apprezzare nel modo giusto la sua storia e la sua missione.

Scorcio della nuova savana del Fuerteventura Oasis Park
Scorcio della nuova savana del Fuerteventura Oasis Park
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Aka Sphimm, travel blogger, web content writer e social media strategist, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero in questo mondo che sempre più spesso somiglia ad un teatrino a misura di turista. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Mansione: fotografo e redattore blog, organizzatore e promotore viaggi estero.

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