Jerash, l’antica Antiochia tesoro di Giordania

La Piazza Ovale con la nuova Jerash sullo sfondo
La Piazza Ovale con la nuova Jerash sullo sfondo
Tra i più bei siti che vi consiglio di visitare se organizzate un viaggio in Giordania, di certo non posso non includere Jerash, sito archeologico di importanza estrema per la testimonianza che porta del passato di questo territorio.
Come già vi ho spiegato nei miei altri post sulla Giordania non è sempre stata come ora. Sorvolando le vicissitudini trascorse nei secoli un periodo di grande importanza fu quello dei tre regni (Ammon, Edom, Moab) che vide fiorire le civiltà in quella che è conosciuta in tutto il mondo come la Terra Santa.
Il regno più settentrionale era Ammon, le cui vicissitudini storiche hanno plasmato ad essere oggi parte della Giordania, i cui confini furono stabiliti (a tavolino) dopo le guerre mondiali con la scissione dell’Impero Ottomano.
Jerash proviene quindi da una storia forte, un passato che, volente o nolente, le ha permesso di fiorire e diventare grandiosa, per poi incontrare un lento declino del quale restano oggi le mura e gli edifici finora ritrovati dai ricercatori.
Gli scavi di Jerash continuano, attualmente la parte scoperta è pari al 5% dell’antica città e in Giordania si continua a scavare per riportarne alla luce il fasto.
Camminando nella storia di Jerash
Camminando nella storia

Storia di Jerash

Le prime notizie di Jerash si hanno prima dell’anno zero, fu infatti fondata successivamente alla morte di Alessandro Magno con il nome di Antiochia sul Fiume d’Oro, una città importante di stampo greco che durò solo fino al 63 a.C. quando arrivarono i romani e ne decisero una ricostruzione radicale.
La pianta greca a raggiera venne eliminata e la città ricostruita secondo lo schema romano. Due erano le sue porte più importanti: la Porta di Philadelphia a sud (verso Amman) e la Porta di Damasco in direzione nord.
Un’ulteriore evoluzione si ebbe nel 313 d.C. a seguito del riconoscimento della religione cristiana come ufficiale, fatto che diede il via alla costruzione di numerose chiese.

In questo periodo Jerash è una città ricca, un crocevia di commerci e culture provenienti dalle zone dell’Iraq, dell’Arabia Saudita e da tutto il Medio Oriente, pervasa da un clima di pacifica convivenza come dimostrano le testimonianze dell’esistenza di almeno venti chiese sul suo territorio.

A decidere del destino di Jerash fu però la natura, nel 1747 infatti un terribile terremoto si abbatte sulla città radendola quasi completamente al suolo e lasciando i pochi abitanti sopravvissuti incapaci di porre rimedio a questa catastrofe.
Il declino di Jerash fu inevitabile e la città venne dimenticata nei secoli, fino al 1900, anno della sua ‘riscoperta’.
Per l’esattezza una piccola parte di Jerash era scampata al cataclisma, ma rappresentava il passato e il ricordo di una città ormai scomparsa, la nuova Jerash crebbe a pochi chilometri di distanza ed è oggi visibile dal sito archeologico.
Arco di Adriano, ingresso al sito archeologico di Jerash
Arco di Adriano

Visitare Jerash

Sebbene la parte finora scoperta sia minima, una visita alle rovine di Jerash è un’esperienza da non perdere, questo sito è assolutamente uno dei più belli della Giordania settentrionale e la visita può essere svolta come gita in giornata da Amman, a meno che decidiate di soggiornare nella città nuova.
Ben rappresentativo della maestosità di ciò che Jerash doveva essere, è l’Arco di Adriano edificato nel 129 d.C. in onore dell’imperatore Adriano, un arco di trionfo che simboleggiava il potere della città.
Nei pressi dell’arco si trova oggi l’ingresso al sito e il prezzo è di 8 dinari giordani, ma è gratuito per i ragazzi sotto i 12 anni.
Alzate lo sguardo e apprezzate la bellezza di questo arco, sebbene non sia l’esempio più significativo dell’architettura cittadina, esso rappresenta comunque un esempio di imponenza. Purtroppo alcuni incauti restauri ne hanno minato l’originalità.
Avanzando lungo il viale all’ombra delle massicce mura ci si addentra in quello che un tempo era il cuore cittadino, lo dimostra la grande piazza ovale contornata da colonne, che evidenzia una zona di importanza sia per il transito che per la vita cittadina. Ma non ci soffermiamo in questo punto, la nostra guida ci sprona a continuare il cammino risalendo la piccola collina da cui tutta l’area si vede dall’alto.
In cima all’altura si trova inoltre un altro edificio, è l’anfiteatro greco risalente al 90 d.C. che ci si presenta oggi quasi intatto nonostante gli avvenimenti.
Anfiteatro greco, Jerash
Anfiteatro greco

Le sedute sono pressoché integre e la struttura ha mantenuto intatta la sua acustica, al punto che talvolta, sul palcoscenico (realizzato dai romani che vi aggiunsero i corridoi per gli attori) vengono messe in scena alcune rappresentazioni teatrali. Rinvenimenti fatti in loco evidenziano l’invenzione del biglietto e anche la partecipazione della donna alla rappresentazione teatrale.

Risalgo le alte gradinate fino in cima, per osservare il teatro dall’alto, da quassù si vede benissimo la città nuova, mentre guardando dall’alto il sito archeologico vedo il colonnato lungo il cardo maximus e la piazza.
È in quel momento che due suonatori iniziano a far ‘cantare’ le loro cornamuse, probabilmente per farci meglio apprezzare l’acustica del luogo. La musica ci pervade e rallegra e, nella platea del teatro, vedo dei gruppi di turisti (tedeschi, inglesi e chissà) che cominciano a intonare dei canti e a ballare assieme in fraterna sintonia.
Resto assorto nell’osservarli e penso a quanto la Giordania riesca a stregarci tutti quanti, per quanto diversi possiamo essere.
Lasciamo il teatro (lo ammetto, a malincuore) e seguiamo un sentiero che si riallaccia a quello che doveva essere il decumano cittadino.
Visita al sito archeologico di Jerash
Visita al sito archeologico di Jerash

Discendiamo lungo una via colonnata, tra basamenti e capitelli segnati dal tempo, e svoltiamo lungo il cardo per dirigerci verso la piazza ovale.

La sua forma è stata studiata in questo modo per esigenze progettuali e, osservando attentamente, è possibile notare che le pietre della pavimentazione sono disposte in modo da creare un affetto ottico che fa deviare il cammino di chi ne segue il corso. Allo stesso modo anche le colonne sono leggermente spostate per assecondare questo movimento e dare continuità al viale colonnato che ritorna verso l’Arco di Adriano.
Luminosa e fiera, Jerash è una testimonianza dell’epoca antica che va preservata, un tesoro ancora quasi totalmente sepolto che piano piano sta tornando alla luce.
Per apprezzare al meglio una visita di Jerash è preferibile richiedere una guida, sarà un valore aggiunto per conoscere al meglio la storia di questo luogo, il secondo sito più famoso in Giordania dopo la maestosa città di Petra.
Ulteriori nformazioni sulla giordania sono reperibili sul sito www.visitjordan.com
Le rovine di Jerash
Le rovine di Jerash
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Aka Sphimm, travel blogger, web content writer e social media strategist, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero in questo mondo che sempre più spesso somiglia ad un teatrino a misura di turista. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Mansione: fotografo e redattore blog, organizzatore e promotore viaggi estero.

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