Atene e Santorini: itinerario di viaggio in bassa stagione

Un viaggio tra Atene e Santorini permette di unire due volti completamente diversi della Grecia: da una parte la storia e l’energia della capitale, dall’altra i paesaggi vulcanici e i villaggi bianchi affacciati sulla caldera. Noi abbiamo scelto di farlo in primavera, durante il periodo di Pasqua, quando Santorini è ancora lontana dall’affollamento dei mesi estivi.

PROMO:

Partiamo da Bologna con un volo diretto per Atene, ma la capitale greca è inizialmente soltanto il punto di passaggio verso le Cicladi. Dopo poche ore prendiamo infatti un secondo volo per Santorini, dove trascorriamo diversi giorni tra Fira, Oia, Akrotiri, Kamari, Perissa e la caldera, prima di tornare ad Atene e dedicare l’ultima parte del viaggio alla città.

Viaggiare in bassa stagione ci permette di scoprire una Santorini diversa da quella delle immagini estive: giornate ventose e mare ancora freddo, ma anche sentieri fioriti, ritmi più tranquilli e la possibilità di vivere alcuni dei luoghi più famosi dell’isola con maggiore calma.

In questo racconto ripercorriamo il nostro itinerario tra Atene e Santorini, mantenendo le impressioni e le esperienze vissute durante il viaggio e aggiungendo le informazioni utili per chi vuole organizzare oggi un percorso simile.

Da Bologna a Santorini passando per Atene

Il nostro viaggio tra Atene e Santorini comincia il giorno di Pasqua. Partiamo di prima mattina verso l’aeroporto di Bologna e alle 8:30 decolliamo con un volo diretto per Atene.

Dopo circa due ore e mezza atterriamo nella capitale greca, ma per il momento non usciamo dall’aeroporto. Atene sarà infatti l’ultima tappa del nostro viaggio: all’andata abbiamo soltanto il tempo di pranzare e aspettare il collegamento successivo verso le Cicladi.

Nel tardo pomeriggio saliamo a bordo del volo per Santorini. La tratta è breve e, avvicinandoci all’isola, dall’aereo iniziamo a vedere l’Egeo e le isole che emergono dal mare.

Atterriamo così a Santorini, pronti a trascorrere qui la parte più lunga del viaggio.

Panorama di Fira a Santorini, fuga in Grecia
Panorama di Fira a Santorini, fuga in Grecia

Dall’aeroporto di Santorini a Fira

All’uscita dall’aeroporto ci attende l’autista dell’Hotel Kastro, la struttura che abbiamo scelto per il nostro soggiorno a Fira.

La navetta ci lascia sulla strada principale e da qui continuiamo a piedi con i bagagli tra i vicoli del paese. Bastano pochi minuti perché davanti a noi si apra finalmente la caldera di Santorini.

È il nostro primo vero incontro con l’isola: le case bianche costruite sul bordo della scogliera, le terrazze e il mare molto più in basso restituiscono immediatamente quell’immagine di Santorini che fino a quel momento avevamo visto soltanto nelle fotografie.

Abbiamo scelto Fira come base per esplorare l’isola e la posizione si rivelerà particolarmente comoda sia per muoverci con i mezzi pubblici sia per partire a piedi alla scoperta della caldera.

Fira e il soggiorno all’Hotel Kastro

L’Hotel Kastro si trova in una posizione privilegiata, affacciato direttamente sulla caldera e lontano dal traffico della strada principale. La nostra camera è ampia e semplice e, proprio davanti all’ingresso, troviamo una piccola piscina incastonata tra le pareti bianche della struttura.

Ad accoglierci c’è George, il proprietario, che ci offre un cocktail di benvenuto e ci dà subito qualche consiglio utile per scoprire Santorini: dai sentieri panoramici alle spiagge, fino ai posti dove mangiare.

Lasciati finalmente i bagagli, usciamo per il nostro primo giro a Fira. In bassa stagione le strade sono animate senza risultare troppo affollate e passeggiamo tra negozi, boutique, gioiellerie e ristoranti alternando continuamente i vicoli del centro ai punti panoramici sulla caldera.

Da quassù possiamo osservare anche le isole vulcaniche al centro della caldera, che visiteremo qualche giorno più tardi durante un’escursione in barca.

Per cena scegliamo qualcosa di semplice e ci fermiamo al Bayatiko, lungo King Thiras Street, dove ordiniamo pita con gyros, verdure e tzatziki. Poi rientriamo in hotel: dopo una giornata iniziata molte ore prima a Bologna, è arrivato finalmente il momento di riposare.

Colazione sulla caldera e partenza per Oia

La mattina seguente facciamo colazione sulla terrazza dell’Hotel Kastro. Il servizio comincia alle 8:30, un po’ tardi rispetto alle nostre abitudini, e il vento rende difficile restare a lungo seduti all’aperto.

La colazione è piuttosto semplice, ma ricordo con piacere soprattutto lo yogurt greco con miele e noci. A fare davvero la differenza è però il panorama: davanti a noi abbiamo nuovamente la caldera e il mare.

Terminata la colazione siamo pronti per quella che diventerà una delle esperienze più belle del viaggio: raggiungere Oia a piedi seguendo il sentiero panoramico lungo la caldera.

Il sentiero tra Fira e Oia a Santorini, fuga in Grecia
Il sentiero tra Fira e Oia a Santorini, fuga in Grecia

Trekking da Fira a Oia lungo la caldera

Lasciamo Fira a piedi seguendo il sentiero che corre lungo il bordo della caldera di Santorini in direzione di Oia. È un percorso di circa 10 km e sarà una delle esperienze che ricorderemo maggiormente di questo viaggio.

La prima parte attraversa Firostefani e Imerovigli, tra case bianche, chiese e continui punti panoramici sul mare. In primavera il paesaggio è molto diverso dall’immagine arida che spesso si associa a Santorini: lungo il sentiero troviamo prati verdi e fioriture che contrastano con il terreno vulcanico e il blu dell’Egeo.

Superata Imerovigli, il percorso cambia progressivamente aspetto. Le strade lasciano spazio a tratti sterrati e pietrosi e ci allontaniamo dalle zone abitate. Continuiamo a camminare lungo la caldera, con Oia che compare sempre più chiaramente davanti a noi.

Il sentiero alterna salite e discese e richiede un po’ di impegno, ma non abbiamo fretta. Ci fermiamo spesso per osservare il panorama e scattare fotografie, approfittando anche delle temperature primaverili che rendono la camminata decisamente più piacevole rispetto a quanto potrebbe esserlo nelle ore più calde dell’estate.

Per percorrere l’intero trekking da Fira a Oia conviene mettere in conto indicativamente dalle 3 alle 5 ore, considerando anche le soste. Il tratto dopo Imerovigli è più esposto e quasi privo d’ombra: se affronti il sentiero nei mesi estivi, parti presto, porta con te acqua e proteggiti dal sole.

Scorcio di Firostrani a Santorini, fuga in Grecia
Scorcio di Firostrani a Santorini, fuga in Grecia

Arrivo a Oia

Dopo diversi chilometri finalmente raggiungiamo Oia, all’estremità settentrionale di Santorini.

Arrivare a piedi rende l’ingresso nel paese ancora più gratificante. Passeggiamo tra vicoli, case bianche, cupole blu e terrazze affacciate sulla caldera, ritrovando molti degli scorci che hanno reso Oia uno dei luoghi più conosciuti delle Cicladi.

Ci concediamo quindi il tempo per esplorare il paese senza un programma preciso, camminando tra le stradine e fermandoci nei punti panoramici.

Oia è celebre soprattutto per il tramonto sulla caldera, ma noi la scopriamo durante il giorno, quando possiamo goderci il paese prima di rientrare verso Fira e continuare il nostro viaggio a Santorini.

Red Beach, Santorini, fuga in Grecia
Red Beach, Santorini, fuga in Grecia

Red Beach e il sito archeologico di Akrotiri

Il giorno seguente decidiamo di esplorare la parte meridionale di Santorini. La nostra prima destinazione è Red Beach, una delle spiagge più riconoscibili dell’isola per il colore rossastro della parete vulcanica che si alza alle sue spalle.

Raggiungiamo la zona di Akrotiri e proseguiamo verso la costa. Il contrasto tra le rocce rosse, la sabbia scura e il mare crea un paesaggio completamente diverso dalle immagini di case bianche e cupole blu che avevamo incontrato nei giorni precedenti.

Più che per trascorrere una giornata al mare, soprattutto durante il nostro viaggio primaverile, vale la pena arrivare fin qui per osservare da vicino il paesaggio vulcanico di Santorini.

Dopo la Red Beach ci spostiamo verso uno dei luoghi storicamente più importanti dell’isola: il sito archeologico di Akrotiri.

Visitare il sito archeologico di Akrotiri

Akrotiri conserva i resti di un importante insediamento preistorico dell’Egeo, sviluppatosi per millenni prima di essere sepolto dai materiali dell’eruzione vulcanica che interessò Santorini nel XVII secolo a.C.

Gli scavi sistematici, iniziati nel 1967, hanno riportato alla luce strade, edifici a più piani, ceramiche e affreschi. Gran parte del sito visitabile si trova oggi sotto una grande copertura protettiva e passerelle sopraelevate permettono di osservare gli scavi muovendosi tra i diversi settori dell’antica città.

Passeggiando all’interno riusciamo così a farci un’idea molto più concreta della vita sull’isola prima dell’eruzione. È una visita completamente diversa dalle altre esperienze fatte a Santorini e aggiunge al viaggio una dimensione che va ben oltre spiagge, villaggi e panorami sulla caldera.

Il biglietto intero per Akrotiri costa attualmente 20 €, ma tariffe e orari possono cambiare nel corso dell’anno: prima della visita conviene quindi controllare le informazioni aggiornate sul sito ufficiale dell’Eforato delle Antichità delle Cicladi.

Se preferisci approfondire la storia del sito con una guida, puoi anche scegliere una visita guidata ad Akrotiri.

Spiaggia nera di Kamari a Santorini, fuga in Grecia
Spiaggia nera di Kamari a Santorini, fuga in Grecia

Kamari e la spiaggia nera di Santorini

Dopo la visita ad Akrotiri continuiamo a esplorare Santorini raggiungendo Kamari, sulla costa orientale dell’isola.

Qui il paesaggio cambia ancora. Al posto delle alte pareti della caldera troviamo una lunga spiaggia di sabbia e ciottoli vulcanici neri, dominata dalla sagoma di Mesa Vouno. Alle sue spalle corre il lungomare, con ristoranti, bar e strutture turistiche che rendono Kamari una delle località balneari più organizzate dell’isola.

Durante il nostro viaggio primaverile non siamo certamente qui per trascorrere una classica giornata di mare. Ne approfittiamo però per passeggiare lungo la spiaggia e vedere un altro volto di Santorini, molto diverso da Fira e Oia.

Kamari può essere interessante anche se visiti l’isola nei mesi più caldi e vuoi alternare le giornate sulla caldera a qualche ora al mare. Noi, invece, dopo questa parentesi sulla costa orientale rientriamo verso Fira: il giorno seguente ci aspetta una delle esperienze che più desideriamo fare durante il viaggio, navigare all’interno della caldera di Santorini.

Cratere Nea Kameni a Santorini, fuga in Grecia
Cratere Nea Kameni a Santorini, fuga in Grecia

Escursione nella caldera di Santorini

Una delle giornate più attese del nostro viaggio è quella dedicata all’escursione nella caldera di Santorini. Dopo averla osservata per giorni dall’alto di Fira, questa volta scendiamo fino al porto e saliamo a bordo di una barca per raggiungere le isole vulcaniche che si trovano proprio al centro della caldera.

La prima tappa è Nea Kameni, l’isola vulcanica che vediamo ogni giorno dalla nostra terrazza. Una volta sbarcati iniziamo a camminare sul terreno scuro e irregolare seguendo il percorso che sale verso i crateri.

Il paesaggio è completamente spoglio e il terreno vulcanico cambia colore lungo il cammino. In alcuni punti percepiamo anche il calore provenire dal sottosuolo e, avvicinandoci alle zone delle fumarole, incontriamo le tracce dell’attività vulcanica che continua a caratterizzare Santorini.

Raggiunta la parte più alta possiamo osservare la caldera da una prospettiva completamente diversa: davanti a noi si alzano le pareti di Santorini con Fira, Firostefani e Imerovigli costruite sul bordo della scogliera.

Caldera di Santorini, fuga in Grecia
Caldera di Santorini, fuga in Grecia

Le sorgenti termali di Palea Kameni

Tornati sulla barca, proseguiamo verso Palea Kameni, dove si trovano le sorgenti termali.

La barca non arriva direttamente a riva: per raggiungere la zona in cui l’acqua diventa più calda bisogna quindi tuffarsi e percorrere a nuoto l’ultimo tratto. Siamo in primavera e l’ingresso in mare non è particolarmente invitante, ma decidiamo comunque di provarci.

Avvicinandoci alla costa sentiamo progressivamente cambiare la temperatura dell’acqua e notiamo le caratteristiche sfumature dovute alla presenza di minerali e composti vulcanici.

È un’esperienza insolita e sicuramente uno dei momenti che ricordiamo meglio della giornata.

Thirasia, l’ultima tappa della navigazione

L’escursione continua verso Thirasia, la piccola isola che si trova sul lato opposto della caldera rispetto a Santorini.

Sbarchiamo al porto e approfittiamo della sosta per pranzare in una delle taverne vicino al mare. Ordiniamo pesce accompagnato da patate e tzatziki e ci concediamo un po’ di tempo per osservare l’isola prima di tornare a bordo.

Thirasia appare molto più tranquilla rispetto alle località di Santorini che abbiamo visitato nei giorni precedenti e rappresenta una piacevole ultima tappa prima della navigazione di ritorno.

Se vuoi vivere un’esperienza simile, puoi prenotare un’escursione nella caldera di Santorini con visita al vulcano e alle sorgenti termali: esistono diverse formule, alcune delle quali includono anche la sosta a Thirasia.

Thira, fuga in Grecia
Thira, fuga in Grecia

Perissa, Perivolos e l’Antica Thera

Per l’ultima giornata a Santorini decidiamo di tornare sulla costa orientale e raggiungere Perissa e Perivolos, due località affacciate su una lunga distesa di sabbia vulcanica scura.

Il paesaggio ricorda in parte quello incontrato a Kamari, ma questa volta ci troviamo sul versante opposto di Mesa Vouno, la montagna che separa le due zone costiere.

Passeggiamo lungo la spiaggia e ci concediamo qualche momento di relax, ma a un certo punto decidiamo di lasciare il mare alle spalle e salire verso l’Antica Thera, il sito archeologico che occupa la parte alta di Mesa Vouno.

La salita verso l’Antica Thera

Da Perissa imbocchiamo il sentiero che risale il fianco della montagna. La salita richiede un po’ di impegno e il percorso è ripido in diversi punti, ma man mano che guadagniamo quota il panorama si apre sulla costa e sull’Egeo.

L’Antica Thera sorge in una posizione strategica sulla sommità di Mesa Vouno. La città fu fondata nell’VIII secolo a.C. e rimase abitata per molti secoli, lasciando testimonianze di epoche diverse.

Raggiunto il sito possiamo camminare tra i resti dell’antica città e osservare ciò che rimane di strade, edifici pubblici, santuari e del teatro. La posizione è parte integrante della visita: dall’alto dominiamo la costa sud-orientale di Santorini e riusciamo a comprendere immediatamente perché questo luogo fosse stato scelto per costruire la città.

Dopo diversi giorni trascorsi tra villaggi, spiagge e paesaggi vulcanici, l’Antica Thera ci mostra ancora un volto differente dell’isola e conclude nel modo migliore la nostra ultima giornata a Santorini.

Scorcio di Plaka ad Atene, fuga in Grecia
Scorcio di Plaka ad Atene, fuga in Grecia

Ritorno ad Atene e prima serata a Plaka

Dopo diversi giorni trascorsi a Santorini è arrivato il momento di tornare ad Atene, dove passeremo l’ultima parte del viaggio.

Raggiungiamo nuovamente l’aeroporto dell’isola e prendiamo il volo per la capitale. Una volta atterrati, utilizziamo la metropolitana per arrivare in centro e scendiamo a Piazza Syntagma, uno dei principali punti di riferimento della città.

Il cambiamento rispetto a Santorini è immediato. Dopo i villaggi delle Cicladi, i sentieri lungo la caldera e le giornate trascorse tra mare e paesaggi vulcanici, ci ritroviamo nel traffico e nel movimento di una grande capitale.

A pochi minuti a piedi da Syntagma raggiungiamo l’Hotel Pan, una sistemazione semplice ma molto comoda per la posizione centrale. Lasciamo i bagagli e ripartiamo quasi subito a piedi: abbiamo poco tempo a disposizione e vogliamo iniziare a conoscere Atene.

Prima passeggiata nella Plaka

Per la nostra prima serata scegliamo Plaka, lo storico quartiere che si sviluppa ai piedi dell’Acropoli.

Non abbiamo un itinerario preciso. Passeggiamo tra stradine, edifici bassi, negozi, locali e taverne, mentre sopra di noi compare a più riprese l’Acropoli.

Dopo aver camminato per un po’ ci fermiamo a cena in una taverna e ordiniamo alcuni classici della cucina greca: insalata greca, moussaka e souvlaki misto.

È il nostro primo vero contatto con Atene. Per i monumenti ci sarà tempo il giorno successivo; questa prima sera ci basta camminare senza fretta per Plaka e iniziare a prendere confidenza con la città.

Partenone, Atene, fuga in Grecia
Partenone, Atene, fuga in Grecia

Acropoli, Antica Agorà e Monastiraki

Il giorno seguente è dedicato alla Atene antica. Da Plaka raggiungiamo a piedi l’Acropoli e iniziamo la salita verso il sito archeologico.

Lungo il versante meridionale incontriamo prima l’Odeon di Erode Attico, costruito in epoca romana, e il Teatro di Dioniso, strettamente legato alla nascita e allo sviluppo del teatro nell’antica Grecia.

Proseguiamo quindi verso la parte più alta della collina e attraversiamo i Propilei, l’ingresso monumentale all’Acropoli. Una volta entrati ci troviamo davanti ai monumenti che per secoli hanno rappresentato Atene nel mondo.

Il protagonista è naturalmente il Partenone, costruito nel V secolo a.C. e dedicato ad Atena Parthenos. Passeggiamo poi tra gli altri edifici dell’Acropoli, osservando la città dall’alto e riconoscendo alcuni dei quartieri che abbiamo iniziato a scoprire il giorno precedente.

Visitare l’Acropoli richiede tempo e vale la pena farlo senza fretta. Se vuoi approfondire la storia dei monumenti puoi prenotare una visita guidata dell’Acropoli di Atene, mentre per una visita autonoma conviene acquistare in anticipo il biglietto per l’Acropoli.

Dall’Acropoli all’Antica Agorà

Terminata la visita scendiamo verso l’Antica Agorà, uno dei luoghi centrali della vita pubblica dell’Atene antica.

Passeggiamo tra i resti degli edifici che occupavano quest’area e raggiungiamo il Tempio di Efesto, uno dei monumenti antichi meglio conservati della città.

Dopo una giornata trascorsa tra siti archeologici continuiamo verso Monastiraki, tornando progressivamente nell’Atene contemporanea. La piazza e le strade circostanti sono molto più animate e ci fermiamo a passeggiare tra negozi, bancarelle e locali prima di concludere la giornata.

Dopo i giorni trascorsi a Santorini, Atene ci sta mostrando una parte completamente diversa della Grecia e proprio il contrasto tra le due destinazioni è uno degli aspetti che più caratterizzano il nostro viaggio.

Monastiraki, Atene, fuga in Grecia
Monastiraki, Atene, fuga in Grecia

Ultimo giorno ad Atene: da Syntagma allo Stadio Panathinaiko

L’ultima giornata del nostro viaggio tra Atene e Santorini comincia da Piazza Syntagma, a pochi passi dal nostro hotel.

Davanti al Parlamento raggiungiamo il Monumento al Milite Ignoto, sorvegliato giorno e notte dagli Evzones, i soldati della Guardia Presidenziale greca. Ci fermiamo ad assistere al cambio della guardia ad Atene, una cerimonia che si ripete ogni ora e che attira inevitabilmente l’attenzione per i movimenti scanditi e le caratteristiche uniformi dei militari.

Da Syntagma entriamo quindi nel Giardino Nazionale, concedendoci una passeggiata nel verde prima di raggiungere lo Zappeion, l’edificio neoclassico che si trova sul lato meridionale del parco.

Proseguendo a piedi arriviamo allo Stadio Panathinaiko, o Kallimarmaro, interamente rivestito di marmo. È uno dei luoghi simbolo della storia olimpica moderna: proprio qui, nel 1896, si svolsero i primi Giochi olimpici dell’era moderna.

Dal Tempio di Zeus all’Arco di Adriano

Lasciato lo stadio torniamo verso il centro e raggiungiamo l’area dell’Olympieion, dominata dalle grandi colonne superstiti del Tempio di Zeus Olimpio.

Poco distante incontriamo anche l’Arco di Adriano, costruito in epoca romana e oggi quasi inglobato nel tessuto della città moderna. Da questo punto l’Acropoli torna a comparire sullo sfondo e ci ritroviamo nuovamente a poca distanza da Plaka.

Concludiamo così la nostra visita di Atene e, con essa, anche il viaggio iniziato diversi giorni prima a Bologna.

Ripensandoci, Atene e Santorini si sono rivelate due tappe profondamente diverse ma facili da abbinare nello stesso itinerario: da una parte siti archeologici, quartieri e vita urbana, dall’altra la caldera, i villaggi delle Cicladi, i sentieri e il paesaggio vulcanico di Santorini.

Atene e Santorini in bassa stagione: rifaremmo questo viaggio?

Alla fine del nostro viaggio tra Atene e Santorini, una delle scelte che rifaremmo è quella di partire in primavera.

Visitare Santorini in bassa stagione significa naturalmente accettare qualche compromesso. Il vento può essere forte, il mare è ancora freddo e una giornata in spiaggia ha un significato molto diverso rispetto all’estate. Anche durante l’escursione alle sorgenti termali abbiamo dovuto fare i conti con temperature decisamente poco invitanti per un bagno.

D’altra parte, proprio la primavera ci ha permesso di vivere l’isola in un modo che abbiamo apprezzato molto. Abbiamo percorso il sentiero da Fira a Oia senza il caldo estivo, trovato un paesaggio sorprendentemente verde e fiorito e visitato villaggi e siti archeologici con ritmi più tranquilli.

Santorini non è stata quindi soltanto mare e tramonti. Nel nostro itinerario abbiamo alternato trekking, siti archeologici, spiagge vulcaniche, villaggi e una giornata in barca nella caldera.

Anche dedicare gli ultimi giorni ad Atene si è rivelata una buona scelta. Il passaggio dalle Cicladi alla capitale ha cambiato completamente ritmo al viaggio e ci ha permesso di aggiungere Acropoli, Antica Agorà, Plaka e gli altri luoghi della città senza rinunciare ai giorni trascorsi sull’isola.

Se stai pensando a un itinerario simile, abbinare Atene e Santorini nello stesso viaggio è semplice grazie ai frequenti collegamenti tra la capitale e l’isola. Noi abbiamo scelto l’aereo, ma Santorini può essere raggiunta da Atene anche in traghetto.

Dove dormire e come organizzare un viaggio tra Atene e Santorini

Durante il nostro soggiorno a Santorini abbiamo scelto Fira come base e, per il tipo di viaggio che volevamo fare, si è rivelata una soluzione molto pratica. Abbiamo soggiornato all’Hotel Kastro, affacciato sulla caldera e comodo per muoverci alla scoperta dell’isola.

Puoi cercare un hotel a Fira e confrontare le diverse sistemazioni disponibili in base al periodo del viaggio e al tuo budget.

Ad Atene abbiamo invece soggiornato all’Hotel Pan, a pochi passi da Piazza Syntagma. La posizione centrale ci ha permesso di raggiungere a piedi Plaka e diversi luoghi visitati durante gli ultimi giorni.

Se vuoi organizzare un viaggio simile al nostro, puoi quindi dividere il soggiorno tra Santorini e il centro di Atene, scegliendo il numero di notti da dedicare alle due destinazioni in base a ciò che vuoi vedere.

Se invece Santorini sarà la destinazione principale del tuo viaggio e vuoi capire quale zona scegliere, dove soggiornare e come organizzare le giornate sull’isola, trovi tutti i consigli nella nostra guida per organizzare un viaggio a Santorini.

Oia, Santorini, fuga in Grecia
Oia, Santorini, fuga in Grecia
Informazioni su Luca Benericetti 26 Articoli
Sono un operatore ecologico 45enne con la passione per i viaggi, mezzo podista e ancor meno ciclista abitante a Ozzano dell'Emilia in provincia di Bologna.

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