Benna e l’acqua sono legate da un rapporto che dura da secoli. Durante #ExploreBenna abbiamo scoperto come questo elemento abbia contribuito a modellare il paesaggio, sostenere l’agricoltura, proteggere il territorio e persino creare un legame con altre comunità europee.
Può sembrare un dettaglio, ma osservando il territorio ci siamo resi conto che proprio l’acqua ha influenzato la storia e lo sviluppo del paese. Dai torrenti alle rogge, dai mulini alle moderne vasche di laminazione, ogni epoca ha trovato il modo di sfruttare questa preziosa risorsa, trasformandola in un elemento indispensabile per la vita della comunità.
Passeggiando nei dintorni di Benna abbiamo capito quanto questo legame sia ancora vivo. Oggi l’acqua non rappresenta soltanto una risorsa naturale, ma anche uno strumento di tutela del territorio e il simbolo di un progetto che ha unito Benna al comune francese di Lentigny attraverso il percorso Gemelli per l’Acqua.
In questo articolo ti raccontiamo come Benna e l’acqua abbiano costruito, insieme, una storia fatta di natura, lavoro, innovazione e collaborazione, contribuendo a definire l’identità del paese.

L’acqua ha modellato il territorio di Benna
Osservando una cartina del territorio si comprende subito quanto Benna debba la propria storia all’acqua. Il paese sorge nella pianura biellese, in un’area attraversata nei secoli da torrenti, rogge e canali che hanno favorito la fertilità dei terreni e reso possibile lo sviluppo dell’agricoltura.
Tra gli elementi più interessanti c’è il Rio Ottina, antico paleoalveo del Torrente Cervo. Oggi il suo corso appare molto più modesto rispetto al passato, ma rappresenta una preziosa testimonianza di come il territorio si sia trasformato nel tempo sotto l’azione dell’acqua.
Per secoli questi corsi d’acqua hanno irrigato i campi, alimentato le attività agricole e contribuito a modellare il paesaggio che ancora oggi caratterizza Benna. Passeggiando nei dintorni del paese è facile riconoscere lo stretto rapporto tra acqua, natura e lavoro dell’uomo, un equilibrio che continua a definire l’identità della pianura biellese.

I mulini: quando l’acqua diventava energia
Per molti secoli l’acqua non è servita soltanto a irrigare i campi, ma ha rappresentato anche una preziosa fonte di energia. Lo dimostrano gli antichi mulini che un tempo punteggiavano il territorio di Benna, strettamente legati alle attività agricole della comunità.
Queste strutture sfruttavano la forza dell’acqua per azionare le macine e trasformare i cereali coltivati nei campi in farina. Molti agricoltori che non possedevano un proprio mulino si affidavano a queste attività, che svolgevano un ruolo fondamentale nella vita quotidiana del paese.
Scendendo verso la Baraggia è ancora possibile osservare uno di questi edifici storici. Fino alla metà del Novecento la Roggia della Marchesa alimentava la pala del mulino, mettendo in movimento gli ingranaggi e la grande ruota che azionava la macina interna.
Oggi il mulino produce soltanto una piccola quantità di farina, ma continua a testimoniare l’ingegno con cui, per secoli, gli abitanti di Benna hanno saputo sfruttare l’acqua come risorsa indispensabile per il lavoro e la vita quotidiana.

Le vasche di laminazione: quando l’acqua protegge il territorio
Se in passato l’acqua era una risorsa indispensabile per l’agricoltura, oggi rappresenta anche un elemento da gestire con attenzione. Le precipitazioni sempre più intense possono infatti provocare l’innalzamento del livello dei torrenti e aumentare il rischio di allagamenti nelle aree di pianura.
Per questo motivo Benna, insieme ad altri comuni del Biellese e del Vercellese, ha partecipato alla realizzazione di un importante sistema di vasche di laminazione, progettato per ridurre il rischio di esondazioni del Torrente Cervo e proteggere il territorio circostante.
Passeggiando lungo la strada che conduce verso la Baraggia abbiamo potuto osservare da vicino queste opere idrauliche. Durante i periodi più asciutti appaiono come ampie depressioni del terreno, ricoperte da vegetazione spontanea, canneti e giunchi. È difficile immaginare che proprio questi spazi possano svolgere un ruolo così importante per la sicurezza del territorio.
Quando però si verificano forti precipitazioni, le vasche si riempiono d’acqua, trattenendo temporaneamente parte della piena e riducendo la quantità d’acqua che raggiunge i corsi principali. Una volta terminata l’emergenza, l’acqua viene rilasciata gradualmente, contribuendo a limitare il rischio di allagamenti nei centri abitati e nelle aree agricole.
Si tratta di un esempio concreto di come l’ingegneria ambientale possa convivere con il paesaggio, trasformando un’opera tecnica in uno strumento fondamentale per la tutela delle persone, dell’ambiente e delle attività agricole che caratterizzano questa parte della pianura biellese.

La Baraggia: dove l’acqua incontra la natura
Il rapporto tra Benna e l’acqua si ritrova anche nella vicina Riserva Naturale Orientata delle Baragge, uno degli ambienti più particolari del Piemonte.
Questo territorio, spesso definito la “savana del Biellese”, deve gran parte delle proprie caratteristiche all’alternanza tra zone umide, brughiere e boschi che, nel corso dei secoli, hanno dato vita a un ecosistema unico. Qui l’acqua ha contribuito a modellare il paesaggio, creando ambienti ricchi di biodiversità e offrendo rifugio a numerose specie animali e vegetali.
Durante la nostra visita abbiamo percorso alcune delle strade che costeggiano la riserva, scoprendo un paesaggio molto diverso da quello che normalmente si associa al Biellese. Felci, erica, arbusti e ampi spazi aperti si alternano creando scorci sorprendenti in ogni stagione.
In alcuni periodi dell’anno l’accesso ad alcune aree può essere limitato a causa delle attività svolte nel vicino poligono militare. Prima di organizzare un’escursione è quindi consigliabile verificare l’eventuale presenza di limitazioni temporanee. Anche senza addentrarsi nelle zone soggette a restrizioni, la Baraggia offre comunque numerosi punti panoramici e percorsi che permettono di apprezzarne il fascino.

Quando l’acqua unisce due comunità
Il legame tra Benna e l’acqua non si limita alla storia del territorio o alla gestione dell’ambiente. Negli ultimi decenni questo elemento è diventato anche un simbolo di collaborazione internazionale, dando vita a un progetto che ha rafforzato l’amicizia tra comunità appartenenti a Paesi diversi.
Benna è infatti gemellata da oltre trent’anni con il comune francese di Lentigny, un rapporto che nel tempo ha favorito scambi culturali, incontri e iniziative condivise, coinvolgendo cittadini di tutte le età. Da questo storico legame è nato anche il progetto Gemelli per l’Acqua, un’iniziativa che utilizza proprio l’acqua come filo conduttore per promuovere la tutela dell’ambiente, lo scambio di buone pratiche e la collaborazione tra territori.
Abbiamo avuto il piacere di partecipare a una delle iniziative organizzate nell’ambito del progetto, viaggiando insieme alle delegazioni di Benna e Cerrione fino in Francia, dove abbiamo conosciuto le comunità di Lentigny, Villerest e Roanne. È stata un’esperienza che ci ha permesso di capire come un gemellaggio possa trasformarsi in un autentico rapporto di amicizia, costruito negli anni attraverso l’ospitalità, il dialogo e obiettivi comuni.
L’acqua, che per secoli ha modellato il paesaggio e sostenuto la vita quotidiana della comunità bennese, è così diventata anche un ponte tra culture diverse, dimostrando come un elemento naturale possa favorire la nascita di relazioni che vanno ben oltre i confini geografici.
Scopri il progetto Gemelli per l’Acqua
Se desideri approfondire questa esperienza, ti consigliamo di leggere anche il nostro racconto dedicato al progetto Gemelli per l’Acqua, dove ripercorriamo il viaggio che ci ha portati in Francia insieme alle delegazioni dei comuni biellesi, raccontando le persone incontrate, i luoghi visitati e il valore di questo importante gemellaggio europeo.
Per organizzae al meglio la tua visita nel territorio, puoi consultare anche la nostra guida su cosa vedere a Benna, con i principali luoghi d’interesse e le esperienze da non perdere durante un soggiorno nel paese.
Gli appassionati di fotografia possono, infine, sfogliare la nostra galleria fotografica di Benna, con immagini del paese, della Baraggia e dei paesaggi che caratterizzano questo angolo del Biellese.

FAQ sul legame tra Benna e l’acqua
Perché Benna è così legata all’acqua?
Benna e l’acqua sono legate da secoli. Torrenti, rogge e canali hanno favorito lo sviluppo dell’agricoltura, modellato il paesaggio e influenzato la vita della comunità. Ancora oggi l’acqua svolge un ruolo fondamentale nella tutela del territorio e nella prevenzione delle alluvioni.
Cosa sono le vasche di laminazione di Benna?
Le vasche di laminazione sono grandi bacini progettati per raccogliere temporaneamente l’acqua durante le piene del Torrente Cervo, riducendo il rischio di allagamenti nei centri abitati e nelle aree agricole della pianura biellese.
Dove si trova il vecchio mulino di Benna?
L’antico mulino di Benna si trova lungo la strada che conduce verso la Baraggia. In passato sfruttava la forza della Roggia della Marchesa per azionare le macine destinate alla produzione della farina.
Qual è il rapporto tra Benna e la Baraggia?
La vicinanza con la Riserva Naturale delle Baragge ha influenzato profondamente il paesaggio e le attività del territorio. Ancora oggi la Baraggia rappresenta uno degli ambienti naturali più caratteristici del Biellese ed è una meta ideale per passeggiate e attività all’aria aperta.
Che cos’è il progetto Gemelli per l’Acqua?
Gemelli per l’Acqua è un progetto nato nell’ambito del gemellaggio tra Benna e il comune francese di Lentigny, con l’obiettivo di promuovere la collaborazione tra comunità europee attraverso il tema della gestione sostenibile delle risorse idriche e della tutela dell’ambiente.
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