Biella Oropa, bella da non annoiarsi mai

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Biella Oropa
Biella Oropa
Sono passati pochi giorni da quando sono stato a Biella Oropa in occasione delle Invasioni Digitali, ci sono stato per raccontare questo luogo che riesce sempre a catturare le emozioni, riempire gli occhi con la sua bellezza e dove ogni volta è impossibile annoiarsi.
La nostra visita è durata poco più di tre ore, in un pomeriggio che ci ha regalato un po’ di sole e ci ha permesso di conoscere nuovi amici, ad attenderci ai cancelli del santuario c’era Linda, la nostra guida che ci ha accompagnato in questa ‘invasione’.

Biella Oropa indimenticabile

Il Santuario di Oropa si sviluppa attorno a due chiostri principali, due grandi cortili che lasciano a bocca aperta i visitatori cingendoli come forti braccia in un abbraccio protettivo, di certo questa doveva essere anche la sensazione dei pellegrini che un tempo vi giungevano valicando le Alpi, percorrendo i sentieri montani che giungono dalla Francia, e che necessitavano di riparo e ristoro per proseguire il loro viaggio verso Roma.
Biella Oropa, Porta Regia
Biella Oropa, Porta Regia

Storia di Oropa

Documenti storici fanno supporre che il luogo in cui si trova oggi il santuario fosse considerato sacro già in epoca precristiana, tuttavia non si hanno testimonianze di quel periodo e sebbene si presuma che la nascita del primo nucleo avvenne nel IV secolo ad opera di Sant’Eusebio, vescovo di Vercelli, le prime testimonianze scritte della sua reale esistenza risalgono solamente al 1200.
La struttura subì modifiche e ampliamenti e nel corso dei secoli Oropa divenne, oltre che luogo di passaggio dei viandanti, anche luogo di permanenza e pellegrinaggio dei fedeli, la prima conformazione sviluppata attorno alla Basilica Antica, e orientata verso il Sacro Monte e quindi verso ovest, divenne così insufficiente per ospitare le persone che vi giungevano, si parla di migliaia di presenze in contemporanea spesso costrette a dormire all’addiaccio per mancanza di stanze in cui ospitarle.
Un ulteriore ampliamento venne effettuato abbattendo il Colle di San Francesco che si trovava a sud, dove ora c’è il Prato delle Oche, per dare spazio al grande cortile che oggi accoglie i visitatori e sul quale si affacciano negozi, bar e ristoranti.
Gli spazi così ottenuti permisero di ricavare nuove aree per dare rifugio ai pellegrini sempre in aumento e per i quali venne decisa la realizzazione di un terzo chiostro, mai compiuto, che avrebbe dovuto racchiudere il piazzale antistante la Basilica Superiore consacrata nel 1960.
Da quel momento l’ampliamento del santuario si fermò, i nuovi mezzi di trasporto resero più facile la salita Biella Oropa e molti visitatori vi si recano oggi per un’escursione in giornata, per chi volesse godere dell’ambientazione unica che qui si trova, nelle stanze del santuario è possibile alloggiare in camere dall’arredo molto accogliente.
Attualmente il Santuario di Oropa è il santuario mariano più grande dell’arco alpino.
Biella Oropa, dettaglio della Fontana del Burnell
Biella Oropa, dettaglio della Fontana del Burnell

Il chiostro principale

Risaliamo le gradinate e varchiamo l’accesso al chiostro principale, un particolare di questa porta si trova proprio lungo le pareti del passaggio, dove sono affisse grandi lapidi commemorative in onore di grandi personaggi che in passato sono stati qui.
Tra essi è da ricordare Guglielmo Marconi che trasse dalla contemplazione del panorama da Oropa l’ispirazione per l’invenzione del telegrafo, come cita nella frase qui incisa: “Nell’estate del 1894 dall’alta montagna d’Oropa contemplando il Biellese pensai che l’uomo potesse trovare nello spazio nuove energie, nuove risorse e nuovi mezzi di comunicazione.” [cit. Giglielmo Marconi]
Qui si trova anche la targa affissa in occasione dell’inserimento di Oropa tra i siti Patrimonio dell’Umanità, facente parte dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, avvenuta a Parigi il 3 luglio 2003.
Biella Oropa, Chiostro della Basilica Antica
Biella Oropa, Chiostro della Basilica Antica

La vista che si gode accedendo al chiostro è una delle più fotografate di questo luogo, di fronte, spesso attorniata di visitatori che bevono dai mestoli pendenti, si trovala Fontana del Burnell, ad entrambi i lati del portico un lungo colonnato cinge il cortile e sulla destra si trova la Basilica Antica.

Oltre ad essa un leggero pendio fa da uscita verso il monte e in quella direzione si erge imponente la Basilica Superiore, l’edificio più moderno dell’intero complesso.

Basilica Antica

La Basilica Antica è la dimora in cui si trova la Madonna Nera di Oropa, la cui statua è venerata da secoli e attira ogni anno circa 800.000 visitatori e fedeli.
La costruzione risale al 1600, edificata in occasione del voto della città di Biella scampata all’epidemia di peste del 1599, e la chiesa, costruita a contatto con la roccia, come dimostra il masso che si vede sul lato sinistro all’esterno, viene ultimata nel 1620.
Questo è il luogo più mistico del santuario, dove il silenzio regna dando spazio alla preghiera e la meditazione.
Molti gli affreschi e le opere presenti sulle pareti della basilica, ma l’attenzione non può non essere catturata dal Sacello Eusebiano, risalente alla Chiesa di Santa Maria che sorgeva qui prima della basilica.
Il sacello ha origini quindi ben più antiche, risale al IX secolo, e al suo interno, alle pareti, si trovano pregiati affreschi realizzati da un ignoto pittore conosciuto nella zona come Maestro di Oropa, mentre in una nicchia si trova la statua lignea della Madonna Nera, plasmata nel XIII secolo per mano di uno scultore valdostano.
Sul lato sinistro all’esterno del sacello si trovano invece tre lapidi commemorative, testimonianza degli unici tre miracoli certificati e attribuiti dalla Chiesa alla Madonna di Oropa.
Biella Oropa, la Madonna Nera
Biella Oropa, la Madonna Nera

All’interno del santuario

Proprio al fianco destro della Basilica Antica, mentre passeggiando osservate il mille particolari delle finestre, delle colonne, dei comignoli che vi circondano (e non riuscirete mai a vederli tutti), si trova una porta che conduce a una scalinata che sale fino alle Gallerie degli Ex-Voto.
Già facendo i gradini non si può non restare impressionati, decine di coccarde da neonato sono appese alla parete in ringraziamento alla nascita avvenuta, sotto di esse grandi mazzi di bastoni e stampelle fanno pensare a probabili guarigioni da terribili infortuni, ma qui non avete ancora visto niente.
Arrivati sopra ci si trova davanti un lungo corridoio le cui pareti sono piene di quadri di varie dimensioni i cui ritratti testimoniano terribili incidenti, decessi scampati, guarigioni ritenute prodigiose e migliaia di altre grazie che i fedeli attribuiscono alla Madonna Nera.
Percorrere le due gallerie osservando le raffigurazioni fa gelare il sangue nelle vene, ma rende consci di quanta fede e quanta devozione le persone provino per la Madonna di Oropa.
A metà circa della seconda galleria, un cartello indica l’ingresso del Museo dei Tesori di Oropa, il costo del biglietto non è caro e al suo interno si possono ammirare ricchezze, molte delle quali non solo in termine economico, legate alla storia del santuario.
All’ingresso tre grandi dipinti raffigurano i tre miracoli attribuiti alla Madonna Nera, questi tre quadri sono anche i primi tre ex-voto donati al santuario, il primo dei quali fu donato dalla città di Biella e risale al 1552.
Biella Oropa, Tesori della Madonna Nera
Biella Oropa, Tesori della Madonna Nera

Nelle prime due sale del museo si possono ammirare oggetti antichi di importanza storico-artistica e alcuni reperti archeologici rinvenuti a Oropa risalenti al II secolo a.C., nella terza sala invece sono esposti i paramenti sacerdotali storici del santuario, mentre nella quarta sala si possono ammirare preziosi gioielli e, nella teca centrale, i gioielli della corona che ogni cento anni vengono utilizzati per l’incoronazione centenaria della statua della Madonna Nera.

Le ultime tre stanze infine testimoniano il forte legame che il Santuario di Oropa ha avuto e conserva con la casata dei Savoia, molti lavori di ampliamento sono stati infatti finanziati e voluti dalla famiglia nobiliare e ancora oggi i discendenti, se lo desiderano, possono pranzare nella sala o dormire nelle camere da letto storiche.
Un tuffo nel passato quindi tra gli arredi storici del salotto, della camera del re e quella della regina, ambientazioni forse meno cariche di fede e misticismo, ma di certo significative per comprendere la storia passata di Oropa.
Uscendo dal museo, si può arrivare alla galleria delle camere da letto, in queste stanze restaurate si può soggiornare se si desidera fermarsi a Oropa per qualche giorno.
Dal lato opposto della galleria, ovvero all’angolo tra le due gallerie degli ex-voto, se ne avrete la fortuna, non lasciatevi sfuggire la possibilità di visitare la biblioteca, un vero tesoro del santuario con antichi scaffali in legno intagliato dove sono conservati ben 15000 volumi antichi tra cui molti trattati riguardanti il biellese e, tra altri vari pezzi rari o unici, una bibbia poliglotta tradotta anche in arabo.
Ovviamente tutto questo è solo una piccola parte di ciò che il santuario offre, un complesso unico nel suo genere, imponente e affascinante attorno al quale si trovano numerosi luoghi d’interesse, Oropa offre una varietà di percorsi e spunti di visita tali da non potersi annoiare mai.
Biella Oropa, Fontana del Burnell
Biella Oropa, Fontana del Burnell

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About Gian Luca Sgaggero 568 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

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