Body Worlds, la mostra che ha sconvolto il mondo

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Body Worlds, move
Body Worlds, move

Forse non tutti avremmo il coraggio di assistere a una simile esposizione, eppure Mara ha deciso di mettere alla prova se stessa per farci conoscere la curiosità, e forse i limiti, di una forma d’arte scentifica spesso poco compresa, ecco a voi ‘Body Worlds’, perché il viaggio è anche questo.

Body Worlds è sicuramente una mostra controversa.
L’esposizione, visitata durante le date di Bologna, riprende la tradizione rinascimentale dell’esposizione di corpi a scopo istruttivo e, in un paio di casi, questa cosa è anche citata.
Detto questo, molte persone non hanno voluto accompagnarmi perché l’idea di corpi veri esposti le sconcertava o le disgustava preventivamente.

Body Worlds

Body Worlds, standing
Body Worlds, standing

In realtà ogni cosa è plastinata e quindi alla visione non c’è grossa differenza tra questi e molti plastici esposti in molte scuole, non aspettatevi sangue che cola o altro simile. Tutto è pulito, illuminato, sterile e didascalico. Ogni pezzo è corredato da spiegazioni.

Molti gli organi sono esposti e circa una decina di corpi in posizioni spettacolari.
Se conoscete qualcuno che abbia studiato medicina vi dirà che ha visto di peggio (o di meglio) nel suo primo anno di studi, addirittura c’erano molte famiglie con bambini, nessunissimo di loro piangeva e anzi molti facevano domande ed erano incuriositi (mettendo in grossa difficoltà i genitori, quindi se li volete portare preparatevi).
A cosa è dovuto il grande successo di questa mostra? Innanzitutto non tutti abbiamo fatto medicina e l’idea di scoprire come siamo fatti veramente dentro senza abbellimenti o manipolazioni è una forte attrazione.
Davvero i polmoni di un fumatore sono neri? Sì. Quant’è grande un bambino alla 25esima settimana? Poco. Come si tendono i muscoli quando si fa la spaccata? E via dicendo…
Vi è poi un fattore psicologico: quel cuore era veramente il cuore di qualcuno, il dubbio su cosa pensasse quel cervello che adesso è lì sezionato, quel bambino probabilmente nato morto era veramente il bambino di qualcuno.
In sé, senza dubbio, i corpi plastinati sono spettacolari e, se gli organi possono avere un che di già visto, questo certamente non può valere per l’equilibrista con in mano il suo stomaco, o per la ginnasta che fa la spaccata in aria e viene sostenuta dalla sua spina dorsale, o il tennista che si triplicherà (miracoli della scienza!).
Come ho già detto tutto questo stranamente non vi disgusterà, ma anzi vi potrebbe capitare di sentire un’amabile vecchietta che, dopo diverse osservazioni sulla scatola cranica di un corpo, se ne usciva con : ”certo che da vivo doveva essere proprio bruttarello!”.
Impressionanti anche il busto fatto di capillari o la giraffa in sezione che ci mostrano come i particolari compongano un intero organismo.
Alla fine della mostra, oltre ad esservi tolti alcune curiosità solo per dare spazio a nuovi dubbi, passando davanti al cartello che spiega come contattare la Fondazione potrebbe anche a voi venire da chiedervi come a me: io, che sono sempre stata favorevole alla donazione di organi, il mio corpo per una mostra conoscitiva lo donerei?
La mostra, per chi fosse interessato a visitarla, è itinerante, maggiori dettagli sulle date e gli spostamenti dell’esposizione li trovate sul sito internet www.bodyworlds.com.
Testi di Mara Borra, le immagini sono fornite da bodywolds.com
Body Worlds, run
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About Gian Luca Sgaggero 583 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo!Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

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