Passeggiare tra le botteghe del Ricetto di Candelo significa scoprire uno degli aspetti più autentici di questo straordinario borgo medievale. Se le antiche rue raccontano oltre sette secoli di storia, sono gli artigiani, gli artisti e i piccoli laboratori ospitati nelle antiche cellule a mantenere vivo il Ricetto ancora oggi.
Ogni volta che torno a Candelo mi piace rallentare il passo e sbirciare all’interno delle botteghe aperte. Dietro una porta in legno può nascondersi un liutaio intento a rifinire uno strumento musicale, poco più avanti un laboratorio dove la carta si trasforma in opere d’arte o una piccola officina in cui il metallo prende nuova vita tra le mani di un artigiano. Sono proprio questi incontri, spesso accompagnati da una chiacchierata spontanea con chi lavora qui ogni giorno, a rendere ogni visita diversa dalla precedente.
In questa guida ti accompagno alla scoperta delle botteghe del Ricetto di Candelo, raccontandoti gli artigiani che ho avuto il piacere di conoscere, cosa puoi trovare passeggiando tra le antiche rue e perché, secondo me, vale la pena entrare in queste botteghe anche solo per lasciarti raccontare una storia.
Prima di visitare le botteghe ti consiglio di leggere anche la guida completa al Ricetto di Candelo, dove trovi la sua storia, cosa vedere, i musei, gli eventi e tutte le informazioni utili per organizzare la visita.

Perché visitare le botteghe del Ricetto di Candelo
Una delle cose che rende speciale il Ricetto di Candelo è il fatto che non sia rimasto un semplice borgo medievale da osservare dall’esterno. Passeggiando tra le sue antiche rue ti accorgerai ben presto che molte delle cellule, un tempo utilizzate come depositi per cereali, vino e attrezzi agricoli, oggi hanno trovato una nuova vita trasformandosi in botteghe artigiane, laboratori artistici, atelier e piccoli negozi.
Entrare in questi spazi significa fare un viaggio tra tradizione e creatività. Ogni bottega ha una propria identità, frutto della passione di chi ha scelto di lavorare all’interno di uno dei borghi medievali meglio conservati d’Europa. Qui non trovi grandi catene commerciali né negozi tutti uguali, ma persone che realizzano le proprie creazioni con pazienza, raccontano il loro lavoro e contribuiscono ogni giorno a mantenere vivo il Ricetto.
È proprio questo il motivo per cui ti consiglio di non limitarti a passeggiare tra le vie del borgo. Fermati davanti alle vetrine, entra nelle botteghe che attirano la tua curiosità e, se ne hai l’occasione, scambia qualche parola con gli artigiani. Spesso sono proprio questi incontri a trasformare una semplice visita in un ricordo che resta nel tempo.

Gli artigiani e le botteghe del Ricetto, un borgo in continua evoluzione
Una delle cose che più mi affascina del Ricetto di Candelo è che, pur conservando intatto il suo aspetto medievale, continua a cambiare nel tempo. Le botteghe che incontri passeggiando tra le antiche rue non sono sempre le stesse: alcuni artigiani decidono di intraprendere nuove strade, altri lasciano il posto a nuove attività e, anno dopo anno, il borgo continua ad arricchirsi di persone che scelgono di far rivivere questi spazi con il proprio lavoro.
È anche per questo che ogni visita può regalare una scoperta diversa. Negli anni ho avuto il piacere di conoscere artisti, artigiani e creativi che hanno lasciato un ricordo speciale delle loro botteghe, ma ho visto anche nuove realtà affacciarsi tra le antiche cellule, dimostrando come il Ricetto non sia un luogo fermo nel tempo, bensì un borgo capace di evolversi senza perdere la propria identità.
Tra le novità più interessanti degli ultimi anni c’è, ad esempio, la bottega di Viviana Negro, che ha portato nel cuore del Ricetto i prodotti della propria azienda agricola di Borgo d’Ale. Entrando nel suo negozio puoi trovare specialità realizzate direttamente in azienda, creando un piacevole legame tra il borgo medievale e il territorio circostante. È un esempio concreto di come oggi le antiche cellule continuino ad accogliere attività capaci di valorizzare le eccellenze locali e offrire ai visitatori un’esperienza sempre autentica.
Nelle prossime sezioni ti racconto alcuni degli incontri che ricordo con più piacere durante le mie visite. Alcuni di questi artigiani potrebbero aver cambiato laboratorio o aver lasciato il posto a nuove realtà, ma le loro storie raccontano perfettamente lo spirito del Ricetto di Candelo, un luogo che continua a vivere grazie alle persone che ogni giorno ne custodiscono la storia e le tradizioni.

Sergio Verna e gli strumenti musicali fatti a mano
Tra gli incontri che ricordo con maggiore piacere durante le mie visite al Ricetto di Candelo c’è quello con Sergio Verna, artista e liutaio che per molti anni ha avuto qui il proprio laboratorio. Entrare nella sua bottega significava immergersi in un mondo fatto di legno, musica e artigianato, dove ogni strumento raccontava una storia e ogni dettaglio era il risultato di un lavoro paziente e meticoloso.
Osservare Sergio mentre lavorava era un’esperienza affascinante. Le sue mani trasformavano il legno in strumenti musicali capaci di unire tecnica, tradizione e creatività, dimostrando come l’artigianato sia prima di tutto una forma d’arte.
Anche se oggi le botteghe del Ricetto sono cambiate rispetto ai miei primi viaggi, il ricordo di quell’incontro resta uno dei più vivi. È proprio grazie a persone come Sergio che ho capito come il vero valore del Ricetto non siano soltanto le sue antiche mura, ma le storie di chi le ha vissute e continua a farle vivere ogni giorno.

Piera Oddone e la Cantina Creativa
Un altro incontro che porto nel cuore è quello con Piera Oddone, anima della Cantina Creativa, una bottega che mi ha fatto scoprire un modo completamente diverso di intendere la carta. Entrando nel suo laboratorio non si ha la sensazione di trovarsi in un semplice negozio, ma in uno spazio dove la creatività prende forma attraverso materiali che tutti noi utilizziamo ogni giorno.
Durante la visita mi raccontò il suo lavoro e mi mostrò alcune delle sue creazioni, spiegandomi come la carta potesse trasformarsi in opere d’arte, oggetti d’arredo e perfino abiti realizzati interamente a mano. Rimasi colpito dalla cura dei dettagli e dalla capacità di dare nuova vita a un materiale tanto semplice quanto versatile.
È stato uno di quegli incontri che ricordo ancora oggi perché mi ha fatto capire come ogni bottega del Ricetto custodisca una storia diversa. Non si tratta soltanto di acquistare un oggetto artigianale, ma di conoscere la passione, l’esperienza e la creatività delle persone che lo hanno realizzato. Ed è proprio questo che rende una passeggiata tra le botteghe del Ricetto molto diversa da una normale giornata di shopping.

La Quinta Rua, dove arte e creatività trovano casa
Tra le realtà che negli anni hanno contribuito a rendere ancora più vivo il Ricetto di Candelo merita una menzione speciale la Quinta Rua, un progetto nato con l’obiettivo di trasformare alcune delle antiche cellule in spazi dedicati all’arte, all’artigianato e alla creatività. Per molti visitatori rappresentava una tappa obbligata della visita, proprio perché concentrava in pochi metri alcune delle realtà artistiche più interessanti del borgo.
Passeggiando lungo questa parte del borgo era facile lasciarsi incuriosire dalle vetrine e fermarsi a osservare gli artisti al lavoro. Ogni laboratorio aveva una propria identità e raccontava una storia diversa, offrendo ai visitatori l’occasione di entrare in contatto con persone che avevano scelto di dare nuova vita a questi ambienti medievali attraverso il proprio talento.
Ciò che mi è sempre piaciuto della Quinta Rua è che non si limitava a esporre oggetti da acquistare, ma invitava a entrare, osservare, fare domande e conoscere chi li aveva realizzati. Era un modo diverso di vivere il Ricetto, più lento e autentico, nel quale il valore dell’incontro diventava importante quanto quello delle opere esposte.
Anche se, come tutto il borgo, la Quinta Rua è cambiata nel corso degli anni, continua a rappresentare lo spirito con cui il Ricetto ha saputo reinventarsi senza perdere la propria identità. È la dimostrazione che questo luogo non è rimasto fermo al Medioevo, ma continua a evolversi grazie alle persone che scelgono di lavorare tra le sue antiche mura.
Raffaella Moretti e un mondo uscito da una fiaba
Tra le botteghe che mi hanno colpito maggiormente ricordo anche quella di Raffaella Moretti, artista capace di trasformare tele e colori in immagini che sembrano uscite da un libro di fiabe. Entrando nel suo laboratorio si aveva la sensazione di varcare la soglia di un mondo sospeso tra fantasia e realtà, dove ogni quadro raccontava una storia e invitava l’osservatore a immaginarne il seguito.
Le sue opere contribuivano ad arricchire ulteriormente l’atmosfera del Ricetto, dimostrando come questo borgo non sia soltanto un luogo dove conservare la memoria del passato, ma anche uno spazio in cui l’arte contemporanea riesce a dialogare con l’architettura medievale in modo sorprendentemente naturale.
AracneTrama, quando il tessuto diventa arte
Passeggiando tra le rue mi è capitato di fermarmi anche davanti alla bottega di AracneTrama, una realtà che interpretava l’artigianato attraverso tessuti, filati e lavorazioni realizzate a mano. Era uno di quei laboratori in cui valeva la pena entrare anche solo per osservare i dettagli delle creazioni e parlare con chi le aveva realizzate.
È proprio questa varietà a rendere speciale una visita alle botteghe del Ricetto. Nel giro di pochi passi puoi passare dalla musica alla pittura, dalla carta al tessile, dal legno ai prodotti del territorio, scoprendo come ogni artigiano abbia trovato un modo diverso per esprimere la propria creatività all’interno delle antiche cellule medievali.

Viviana Negro e i sapori del territorio
Tra le realtà che negli ultimi anni hanno contribuito a mantenere vivo il Ricetto di Candelo c’è anche la bottega di Viviana Negro, che ha scelto di portare tra le antiche mura i prodotti della propria azienda agricola di Borgo d’Ale.
È una presenza che racconta molto bene l’evoluzione del borgo. Se un tempo le cellule custodivano cereali, vino e prodotti della terra, oggi alcune di esse continuano a mantenere vivo quel legame con il territorio, proponendo ai visitatori specialità realizzate direttamente in azienda.
Entrare nella sua bottega significa scoprire sapori autentici e conoscere il lavoro che si cela dietro ogni prodotto, in un dialogo continuo tra tradizione agricola e valorizzazione delle eccellenze locali. È un modo diverso di vivere il Ricetto, che non si limita all’arte e all’artigianato, ma abbraccia anche le produzioni del territorio biellese e delle aree vicine.
È anche questo il bello delle botteghe del Ricetto di Candelo: ogni visita può riservare una sorpresa. Accanto ad artisti, pittori e artigiani puoi imbatterti in realtà che raccontano il territorio attraverso i suoi sapori, contribuendo a rendere il borgo un luogo sempre vivo e in continua evoluzione.

Cosa acquistare nelle botteghe del Ricetto di Candelo
Passeggiando tra le botteghe del Ricetto di Candelo è difficile uscire a mani vuote. Ogni laboratorio propone infatti creazioni originali e prodotti legati al territorio, spesso realizzati in piccole quantità e difficili da trovare altrove.
Tra gli scaffali e le vetrine puoi trovare opere d’arte, dipinti, oggetti decorativi, lavorazioni in legno, manufatti tessili, creazioni in carta, libri artigianali e prodotti agroalimentari locali, frutto del lavoro di artisti e produttori che hanno scelto di portare la propria attività all’interno del borgo medievale.
Più che un semplice acquisto, ti consiglio di vivere ogni bottega come un’occasione per conoscere chi ha realizzato ciò che stai osservando. Spesso gli artigiani sono felici di raccontare il proprio lavoro, spiegare le tecniche utilizzate o condividere la storia che si nasconde dietro una particolare creazione. Sono proprio questi momenti a rendere la visita ancora più autentica e a trasformare un oggetto in un ricordo speciale da portare a casa.
Perché vale la pena entrare in ogni bottega
Se c’è un consiglio che mi sento di darti durante la visita al Ricetto di Candelo, è quello di non avere fretta. Molti visitatori percorrono le antiche rue limitandosi ad ammirare il borgo dall’esterno, ma basta varcare la soglia di una bottega per scoprire un mondo completamente diverso.
Ogni laboratorio custodisce storie, passioni e competenze tramandate nel tempo o reinterpretate con uno sguardo contemporaneo. Alcuni artigiani lavorano in silenzio, concentrati sulle proprie creazioni, altri sono felici di raccontare il percorso che li ha portati a scegliere il Ricetto come luogo in cui esprimere la propria arte. In entrambi i casi, ogni incontro aggiunge un tassello all’esperienza di visita.
È proprio grazie a queste persone che il Ricetto continua a essere un borgo vivo e non un semplice museo a cielo aperto. Le botteghe cambiano, nuovi artigiani arrivano, altri intraprendono strade diverse, ma ciò che resta immutato è la capacità di questo luogo di accogliere chi desidera creare, condividere e mantenere vive le tradizioni.
Per questo motivo, ogni volta che torno a Candelo, mi piace concedermi il tempo di aprire una porta in più, osservare una nuova bottega o fermarmi a scambiare qualche parola con chi lavora tra queste antiche mura. Sono spesso questi piccoli incontri, più ancora degli acquisti, a rendere il Ricetto un luogo capace di lasciare un ricordo autentico.
Dopo aver esplorato le botteghe, concediti ancora un po’ di tempo per passeggiare tra le antiche rue del Ricetto, fermarti in uno dei suoi ristoranti o proseguire la giornata alla scoperta delle altre bellezze di Candelo. È il modo migliore per assaporare con calma uno dei borghi medievali più affascinanti del Piemonte.
Dopo aver visitato le botteghe, concediti una pausa tra i sapori del borgo. Nel nostro articolo dedicato a dove mangiare a Candelo trovi i ristoranti e i locali che consigliamo per completare la visita.
FAQ sulle botteghe del Ricetto di Candelo
Le botteghe del Ricetto di Candelo sono sempre aperte?
Non tutte. Gli orari possono variare in base alla stagione, ai giorni della settimana e alla presenza degli artigiani. Durante eventi come Candelo in Fiore o il Borgo di Babbo Natale è più facile trovare la maggior parte delle botteghe aperte.
Cosa si può acquistare nelle botteghe del Ricetto di Candelo?
Nelle botteghe puoi trovare opere d’arte, dipinti, lavorazioni in legno, manufatti tessili, creazioni artigianali, prodotti agroalimentari locali e tante idee regalo realizzate da artisti e produttori del territorio.
Gli artigiani del Ricetto cambiano nel tempo?
Sì. Il Ricetto è un borgo in continua evoluzione: nel corso degli anni alcune botteghe hanno cambiato gestione, altre hanno aperto e nuove realtà continuano ad arricchire il borgo. È anche per questo che ogni visita può regalare nuove scoperte.
Quanto tempo serve per visitare le botteghe del Ricetto?
Se desideri entrare con calma nelle botteghe e parlare con gli artigiani, ti consiglio di dedicare almeno un paio d’ore, meglio ancora se abbinate alla visita completa del Ricetto.
È possibile parlare con gli artigiani durante la visita?
Sì. Molti artigiani sono presenti all’interno delle loro botteghe e sono felici di raccontare il proprio lavoro, spiegare le tecniche utilizzate e condividere la storia delle loro creazioni. Se trovi la bottega aperta, fermarti a fare due chiacchiere è uno dei modi migliori per vivere il Ricetto in modo autentico.




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