Callabiana, visita tra piccoli borghi e natura

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Callabiana, scorcio in Frazione Trabbia
Callabiana, scorcio in Frazione Trabbia

Il paese di Callabiana è uno dei tanti comuni diffusi del biellese, composto da 15 frazioni distribuite tra i colli a ridosso delle Prealpi, tra la Valle di Mosso e la Valle di Andorno, ma una cosa che molti si domandano è: perché visitare Callabiana?

Innanzitutto Callabiana è oggi un sinonimo di natura, ogni sua frazione si trova immersa nel verde delle montagne biellesi e conserva un aspetto un po’ invecchiato, tipico per i piccoli centri abitati da sempre dediti alla vita rurale. Le frazioni sono tranquilli agglomerati urbani composti da poche vie, qualche casa, magari una chiesa e, sempre, una fonte di acqua fresca.

Le fonti d’acqua sono praticamente onnipresenti, ogni angolo del paese ne ha una, motivo per cui Callabiana è anche conosciuto come il paese delle fonti. L’importanza di queste sorgenti è talmente radicata nella popolazione che gli abitanti di Callabiana hanno ideato anche un itinerario che i visitatori possono seguire per vedere le fonti più significative, molte delle quali hanno una storia da raccontare.

Basti pensare, in fin dei conti, che quando i saloni delle parrucchiere ancora non esistevano, i lavatoi erano il luogo in cui le lavandaie si scambiavano le informazioni sulla vita del paese, luoghi sociali in cui c’era incontro, dialogo e dove spesso capitava si prendessero decisioni a riguardo della comunità.

Questo può essere un itinerario curioso da seguire per visitare Callabiana, lungo il percorso si attraversano diverse frazioni, di certo le più significative, ma sopratutto si ha occasione di apprezzare i tanti e suggestivi panorami che l’increspatura ai piedi delle Alpi regala.

Callabiana, fonti d'acqua in ogni frazione
Callabiana, fonti d’acqua in ogni frazione

Callabiana, edifici e storie

Una curiosità raccontataci dai cittadini è di certo quella legata ai nomi delle frazioni. Callabiana, da buon paese biellese, è stata nello scorso secolo molto legata all’industria tessile, lungo questa via di comunicazione tra le due valli passava infatti la transumanza, ma oltre a ciò, nelle diverse frazioni, le famiglie si specializzarono in una specifica fase di lavorazione dei tessuti. Così frazione Cordaro porta il nome della professione dei cordai, Fusero era il luogo dove si trovavano i telai, a Pettano la lana veniva pettinata e così, fino ad ottenere un prodotto finito. Ogni frazione ricorda nel nome una fase della lavorazione tessile.

Dalla piazza del municipio, a piedi, è facilmente raggiungibile la sede della Pro Loco, associazione molto attiva che si occupa di organizzare e promuovere varie manifestazioni distribuite durante il corso di tutto l’anno. La passione e la grande affluenza a questi eventi rende Callabiana il paese le cui feste sono le più rinomate e famose nel biellese, merito dovuto al fatto che attirano centinaia di visitatori desiderosi di partecipare alla convivialità.

Di fianco alla sede della Pro Loco si trova il Locanda Erbavoglio, un locale semplice dove l’accoglienza e la simpatia sono un ottimo contorno alla cucina che propone non solo piatti del territorio, ma anche alcune specialità di pesce.

Callabiana, Chiesa parrocchiale della Madonna degli Angeli
Callabiana, Chiesa parrocchiale della Madonna degli Angeli

Ritornando verso il comune e proseguendo dalla parte opposta, dopo aver passato l’area attrezzata e coperta dove si realizzano le feste, si arriva a uno dei nuclei più antichi di Callabiana, qui si trova Villa Maura, una facoltosa residenza oggi lasciata un po’ a se stessa, e proseguendo si giunge al piccolo piazzale della Chiesa della Madonna degli Angeli, santo patrono della cittadina. Questo è l’edificio sacro più grande di Callabiana, importante perché vi si custodiscono alcune opere artistiche molto significative, come la statua della Madonna del Rosario (che viene portata in processione per le vie del paese durante la prima domenica di ottobre), una pala affrescata raffigurante la vita di Cristo, una finestra di vetri colorati che è compresa tra gli ex voto del Santuario di Oropa e infine una serie di affreschi, realizzati da autori differenti, il più antico dei quali risale al 1525 ed è il più antico e ancora visibile lungo il fondo dell’abside.

A guidarci è la signora Adriana, perpetua e memoria storica di Callabiana, ella ci accompagna descrivendo alla perfezione le varie opere e fornendo testimonianze sugli avvenimenti che le hanno caratterizzate. Poco distante dalla chiesa si trova la casa parrocchiale la cui sala al piano terra è molto ben decorata e nelle cui sale superiori si custodisce un archivio dove sono presenti tomi e libercoli antichi, nonché l’archivio dove si trova il libro delle anime, ovvero il ‘diario’ dove venivano annotate le nascite, le morti e gli eventi salienti del paese.

Callabiana, la Catlinin opera del Sandrun al cimitero comunale
Callabiana, la Catlinin opera del Sandrun al cimitero comunale

Imboccando poi la strada a destra della chiesa, e camminando per qualche centinaio di metri, si arriva al cimitero comunale, un piccolo cimitero come molti dove restiamo colpiti in particolare da due cappellette vicine che sembrano totalmente abbandonate. Il sindaco ci spiega che, in effetti, da alcuni decenni non è rimasto nessun discendente di quelle due famiglie e quindi nessuno si reca più qui a portare un fiore da lunghi anni.

Ma il motivo per cui siamo stati condotti fino qui è un altro, sulla destra appena entrati dai cancelli si trova infatti una statua bronzea conosciuta dai paesani come la ‘Catlinin‘. Realizzata dal Sandrun su commissione dei familiari negli anni ’70, la scultura rappresenta (e chi la conosceva dice che era uguale) la signora Caterina Forgnone in Gibello ed è a oggi una delle sculture più importanti di Callabiana.

Callabiana, lapide commemorativa per Radio Libertà
Callabiana, lapide commemorativa per Radio Libertà

Callabiana, Radio Libertà

Motivo di orgoglio per tutti i paesani, e commemorato con una lapide in pietra, è il luogo in cui nacque, il 14 dicembre 1944, la prima radio libera d’Italia.

Riscopriamo la sua storia in frazione Trabbia, una parte del paese situata lungo i declivi dei monti, e apprendiamo che qui, diretta dal professor Berruto, prendeva voce Radio Libertà, l’espressione della resistenza che trasmise fino al 23 aprile 1945.

La storia di Radio Libertà non fu mai facile, ma questa voce donava speranza e forza d’animo a molte di quelle persone oppresse dal regime durante la guerra, essa è stata come un faro che nemmeno le guardie riuscirono a estinguere.

Tutto cominciò nel 1944, quando dall’aeroporto di Cameri arrivò qui tra i monti un apparecchio ricetrasmittente, questo diede l’idea a un gruppetto di amici, che ovviamente dovevano lavorare in gran segreto, di utilizzare il marchingegno per le trasmissioni via radio.

I quattro si diedero un soprannome e capitanati da Sam (Sandro Berruto), si misero a lavorare, a Camandona e poi trasferendosi a Callabiana, a questa radio clandestina la cui prima trasmissione avvenne proprio il 14 dicembre. Le notizie venivano lanciate ogni sera dopo il coprifuoco delle 21,30, trasmettendo informazioni della lotta partigiana, fornendo comunicazioni per i civili e anche disposizioni cifrate del comando di zona al comando di brigata, l’intento era anche quello di abbassare il morale dei tedeschi e dei fascisti, così non mancavano mai le notizie relative alle loro sconfitte con qualche parola di più per convincerli a disertare perché per loro era finita.

Ma la cosa più importante era il conforto che Radio Libertà forniva alla gente, ai profughi e ai clandestini, rallegrandone gli animi trasmettendo anche un po’ di musica. Ogni sera, dopo solo mezz’ora di trasmissione, gli apparecchi venivano smontati e nascosti nei boschi fino alla sera successiva.

Radio Libertà rimase a Callabiana fino all’inizio del 1945 e venne spostata a Selve Marcone per motivi di sicurezza. Poche settimane dopo si trasferì a Sala Biellese, dove si ingrandì trasmettendo per un’ora al giorno fino a quando a seguito di un rastrellamento venne distrutta il 23 aprile 1945.

Solo due giorni più tardi, il 25 aprile del ’45, Radio Libertà tornò a trasmettere da Biella, libera e vittoriosa dopo la sconfitta dei fascisti, utilizzando le attrezzature di Radio Baita che venne abbandonata dal regime in fuga.

Sam (chimico-farmacista), Gibo (Luigi Gallesi di Biella, ferroviere), Gamma (Giovanni Passaglia di Miagliano, panettiere) e Grifo (Alfio Re, filatore di Miagliano) sono oggi commemorati per il loro coraggio e per il sostegno fornito alla popolazione.

Callabiana, cappella dedicata alla Madonna del Rosario
Callabiana, cappella dedicata alla Madonna del Rosario

Callabiana, alla scoperta della valle

Continuando con la scoperta delle valli in cui Callabiana si sviluppa, in periodo natalizio (da inizio dicembre a fine gennaio) è possibile ammirare il Presepe Meccanico di Callabiana, di cui già vi ho parlato in passato.

Tutto il resto è natura rigogliosa che si estende dalla Valsessera, ai confini con Bioglio e Tavigliano, fino alla diga di Ponte Vittorio ai confini con Camandona e propagandosi tra i colli boscosi del Monte Casto.

Presto vi parlerò anche di questo, ma intanto vi lascio una piccola curiosità. Sapevate che esistono due frazioni di Callabiana completamente abbandonate dopo la peste del 1600? Il terribile morbo provocò la morte di tutti gli abitanti di questi due nuclei e da allora più nessuno ha voluto abitarvi. Erose e diroccate queste case ancora esistono e prima o poi ci ripromettiamo di andare a riscoprirle.

Callabiana, scorcio suggestivo di Frazione Trabbia
Callabiana, scorcio suggestivo di Frazione Trabbia

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About Gian Luca Sgaggero 580 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo!Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

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