Campeche, atmosfere coloniali e tramonti mozzafiato

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Una giornata lungo il Malecon di Campeche
Una giornata lungo il Malecon di Campeche

Quando penso al Messico l’emozione che mi pervade è una forte nostalgia, nostalgia di quei luoghi lontani, di un clima per me ottimale e di odori e esperienze che porto con me come un tesoro che questo viaggio mi ha regalato.

Non posso dire di conoscere bene questo Paese, il mio unico viaggio in Messico è stato un on the road sui bus pubblici attraverso la Penisola dello Yucatan e il Chiapas, e, sebbene io abbia vissuto a fondo ogni singola tappa, il Messico è talmente vasto da far si che io ne abbia vista solo una piccola parte.

Riuscire a farvi capire cosa sia stato questo viaggio è un compito non semplice, il Messico è ‘tutto troppo’ e ogni mio tentativo di spiegare mi pare sminuire uno dei paesi più belli che io abbia mai visto.

Fu proprio durante quel viaggio che toccai Campeche.

Lo stato di Campeche è il più vasto tra i tre stati della penisola dello Yucatan, tuttavia il turismo tende a fermarsi lungo la Riviera Maya e a toccare alcuni punti d’interesse poco all’interno e arrivare solo marginalmente a percorrere gli itinerari di Campeche.

La mia scelta di fare tappa qui, lo ammetto, è stata più per una comodità logistica lungo il mio viaggio da nord (ero partito da Merida) verso il Chiapas, e in particolare verso il sito archeologico di Palenque.

Se osservate la cartina noterete che da Merida a Palenque la strada non è poca, inoltre a poca distanza da Merida, e nell’entroterra rispetto a Campeche, si trovano alcuni siti Maya molto suggestivi e interessanti e io non volevo farmeli sfuggire.

Dopo questa deviazione tra Uxmal, Kabah, Sayil, Xlapak e Labnà (quella che viene chiamata la Ruta Puuc), il tempo per trovare una sistemazione per la notte scarseggiava e Campeche era senza dubbio la soluzione più vicina (nonostante i circa 100 Km) e comoda.

Le colorate case del centro di Campeche
Le colorate case del centro di Campeche

Arrivo a Campeche

Il mio arrivo a Campeche non fu dei più sensazionali, scendemmo dal bus alla sera e percorremmo il Malecon (il viale lungomare che costeggia il Golfo del Messico) potendone apprezzare solo i riflessi serali.

Dirigendoci verso il centro abbiamo iniziato ad insinuarci tra le vie alla ricerca di un posto dove dormire, e Campeche offre davvero una vasta gamma di sistemazioni, e fu in quel momento che la percepii. Quell’atmosfera magica che ti attrae, un mix creato dai colori vivaci delle case e dal suono della musica che giungeva dalle piazze. Dopo aver posato le nostre cose siamo usciti per fare subito un giro e nel verde, tra i viali ricchi di panchine, la vita era tutto un fermento di gente che parlava, si incontrava, passeggiava o sorseggiava una bibita.

Una città che, insomma, mi è subito piaciuta. Tanto da dire alla reception dell’ostello, al rientro, che ci saremmo fermati una notte in più (almeno).

Catedral de la Conception Inmaculada a Campeche
Catedral de la Conception Inmaculada a Campeche

Visitare Campeche

La mattina seguente mi sono svegliato con una strana curiosità in corpo, come se qualcosa mi dicesse che Campeche mi stava aspettando. Rinunciando al rito della colazione con gli altri ospiti ho deciso di uscire e andare a cercare un posto dove fare colazione per conto mio, i colori vivaci delle case bordate di bianco mi trasmettevano allegria e a pochi passi da dove ho pernottato c’era il Parque Principal, la piazza centrale su cui si affaccia la Catedral de la Conception Inmaculada, la grande cattedrale di Campeche.

Al centro del parco una grande copertura circolare ospita un piccolo bar, lo stesso che alla sera vendeva drink ai passanti, dove faccio una colazione americana spendendo meno di due Euro.

Aspetto un po’ di tempo osservando la città che si sveglia e gustandomi il ritmo di rilassatezza che trasmette, verso le 10 decido di mettermi in moto e faccio un salto a visitare al cattedrale, un edificio imponente in stile neoclassico la cui costruzione incominciata nel 1650 è stata ultimata solo nel 1850, 200 anni più tardi.

Lungo il lato sud ovest del parco si trova il Centro Cultural Casa Numero 6, un palazzo nobiliare arredato con mobili d’epoca che permette di farsi un’udea di come vivesse l’alta società di un tempo. In questo contesto si trovano delle interessanti mostre interattive sui principali punti d’interesse turistico della città e dello stato di Campeche. È anche possibile fare visite guidate gratuite.

Il Parque Principal cuore di Campeche
Il Parque Principal cuore di Campeche

Il Parque Principal è un buon punto per cominciare una visita a piedi di Campeche, attorno ad esso si sviluppa tutto il centro storico (oggi dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO), racchiuso all’interno di Avenida Circuito Baluartes, una sorta di grande strada che circonda il centro e passa proprio dove un tempo si trovavano le mura di cinta della città, andate totalmente distrutte nel corso dei secoli.

Ciò che resta dell’antica cinta muraria sono però le torri che fungevano da punti di guardia. Proprio rivolgendosi verso il mare, da Parque Principal, si vede uno degli ultimi tratti esistenti delle mura difensive, qui si trova anche il Baluarte de Nuestra Señora de la Soledad che oggi ospita l’interessante Museo de Estelas Maya.

Procedendo in senso orario si raggiunge il Baluarte de Santiago che ospita il Jardin Botanico Xmuch Haltun, un piacevole giardino tropicale non molto esteso, ma che ospita 250 tipi di piante intervallate da rinfrescanti fontane. Il Baluarte de Santiago segnava l’angolo di svolta delle mura e seguendo l’Avenida Circuito Baluartes mi sposto allontanandomi dal mare fino a raggiungere il Baluarte de San Pedro, sede di una permanente esposizione di artigianato.

Jardin Botanico Xmuch Haltun nel Baluarte de Santiago, Campeche
Jardin Botanico Xmuch Haltun nel Baluarte de Santiago

A questo punto la strada passa lungo quella che un tempo era la facciata della città fino a raggiungere la Puerta de Tierra, antica porta di accesso alle mura ancora perfettamente intatta. In questa zona si trova un vivace mercato ed è impossibile non perdersi ad assaggiare le specialità gastronomiche, osservare i prodotti locali o acquistare per pochi spiccioli un cocco che viene aperto e versato in un comodo sacchetto di plastica contenente ghiaccio e dotato di cannuccia.

Lascio la Puerta de Tierra e mi dirigo al Baluarte de San Carlos, al suo interno si trova il piccolo Museo de la Ciudad che mostra foto e documenti della città negli anni passati, una visita al suo interno vi permetterà però di accedere alle carceri sotterranee, oppure di salire sulle mura, punto panoramico da cui si gode una splendida vista sul mare.

Puerta de Tierra a Campeche
Puerta de Tierra a Campeche

Seguendo l’itinerario si incontrano anche il Baluarte de San Francisco, il Baluarte de San Juan e il Baluarte de Santa Rosa, alcuni di essi ospitano delle esposizioni minori, altri non sono accessibili. Continuando il giro dove un tempo si trovavano le mura arriverete però alla Puerta del Mar, l’antica porta rivolta verso il Golfo del Messico che ora si trova a qualche decina di metri di distanza, ma che un tempo lambiva le mura cittadine e da cui attraccavano le navi provenienti dal mare.

Siate curiosi e perdetevi tra le vie del centro e scoprite, seguendo il vostro istinto, qual è il locale tipico dove fermarvi a mangiare. Le alternative sono molte e spesso variabili, ma alcuni locali resistono e incontrano il favore anche degli avventori locali.

Noterete inoltre che in giro per Campeche non ci sono molti turisti e quasi mai qualcuno verrà ad importunarvi cercando di vendervi qualcosa. La città di Campeche, fuori dai circuiti del turismo di massa, è una sorta di angolo di quiete dove respirare i ritmo dell’atmosfera coloniale, un modo per staccare dalla frenesia del viaggio.

Il tramonto dal Malecon sul Golfo del Messico, Campeche
Il tramonto dal Malecon sul Golfo del Messico

Il Malecon

In qualsiasi ora del giorno vogliate, fate due passi lungo il Malecon, lo splendido lungo mare affacciato sul Golfo del Messico.

Non ci sono spiagge qui, occorre spostarsi di qualche chilometro a nord o a sud per trovarne, ma la rilassatezza che trasmette il Malecon è totale e rigenerante. Durante tutta la giornata vedrete gli abitanti di Campeche passare di qui, per incontrarsi, per chiacchierare, per osservare il mare, o anche solo per fare una deviazione lungo il loro percorso.

Ma c’è un momento in cui il continuo movimento del Malecon si congela, tutto si ferma per osservare la meraviglia del tramonto. Il cielo si tinge di rosso, il mare ne riflette i colori sembrando infuocato e il sole si tuffa nell’orizzonte.

Un’altra giornata finisce a Campeche, ora capite perché ho deciso di fermarmi un giorno in più? Il giorno seguente ho passeggiato senza pensieri per il centro, tra profumi e sensazioni che volevo fare mie prima di riprendere la mia strada verso sud.

Oggi, ancora, quando ripenso a Campeche ripenso ai suoi tramonti e alla voglia di perdersi in quei riflessi dove cielo e mare si confondono.

Relax lungo il Malecon di Campeche
Relax lungo il Malecon di Campeche

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About Gian Luca Sgaggero 570 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

4 Comments

  1. Ciao Gian Luca, io andrò in luna di miele a dicmebre e una tappa sarà il Messico, Sto costruendo il viaggio da sola senza agenzia volevo chiederti, anch’io mi sposterò da Merida a Campeche per andare poi a Palenque, ma viagginado in bus ho sono un pò legata agli orari, secondo te quanto ci vuole a visitarla? Una sera + una mattina o è meglio fare un giorno?
    Grazie
    Nicoletta

    • Buonasera Nicoletta, che bella idea il viaggio di nozze in Messico! Io personalmente dedicherei almeno una giornata a Campeche, più che altro perché, se deciderete di vistarla a piedi, vi accorgerete che c’è un bel po’ da camminare. Inoltre il tramonto sul Malecon è imperdibile!!! Sono proprio curioso di sapere se ti piacerà, io l’ho adorata! 🙂

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