Castello di Benna: storia, curiosità e il progetto di ricerca dell’Università Ca’ Foscari

Tra i luoghi che più ci hanno incuriosito durante #ExploreBenna c’è stato senza dubbio il Castello di Benna. A prima vista può sembrare un edificio che ha perso gran parte del suo antico splendore, ma basta varcarne il cancello e ascoltare i racconti dell’archeologo Stefano Leardi per capire che queste mura custodiscono ancora importanti pagine della storia del paese.

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Abbiamo avuto l’opportunità di visitare il castello insieme a lui, osservando da vicino gli ambienti ancora accessibili e scoprendo il progetto di ricerca promosso dall’Università Ca’ Foscari di Venezia, nato con l’obiettivo di studiare e valorizzare il patrimonio storico di Benna.

In questo articolo ti raccontiamo ciò che abbiamo scoperto durante la visita e perché il Castello di Benna rappresenta uno dei luoghi più interessanti per comprendere la storia del paese.

Un castello che racconta la storia di Benna

Oggi il Castello di Benna non si presenta nelle condizioni in cui probabilmente appariva nei secoli della sua massima importanza. Numerosi interventi eseguiti nel corso del tempo ne hanno modificato gli ambienti interni e cancellato parte delle decorazioni originarie.

Entrando nella corte si percepisce subito come il complesso abbia vissuto una lunga evoluzione. Una parte dell’antica proprietà è oggi privata e non visitabile, mentre gli spazi ancora accessibili permettono comunque di immaginare il ruolo che questo edificio ha avuto nella storia del paese.

Nonostante le trasformazioni, il castello conserva ancora un fascino particolare. Più che per lo stato di conservazione, colpisce per tutto ciò che riesce ancora a raccontare a chi lo osserva con attenzione.

Cosa resta dell’antico maniero

Visitando gli ambienti interni si comprende quanto il castello sia cambiato nel corso dei secoli. Al piano terreno sono ancora visibili alcuni ampi locali, ma gran parte degli elementi originari è andata perduta a causa degli interventi di consolidamento e dei successivi lavori di intonacatura, che hanno coperto affreschi e decorazioni appartenenti alle fasi più antiche dell’edificio.

Salendo al piano superiore, però, emergono dettagli che testimoniano l’importanza del maniero. Tra questi spiccano gli eleganti soffitti a cassettoni, probabilmente tra gli elementi meglio conservati dell’intero complesso e preziosa testimonianza dell’antico prestigio del castello.

Sono proprio particolari come questi a far comprendere quanto il Castello di Benna abbia ancora molto da raccontare, nonostante il trascorrere del tempo.

Prima di organizzare la tua visita, puoi sfogliare anche la nostra galleria fotografica di Benna, dove trovi immagini del castello, del centro storico e degli altri luoghi che abbiamo esplorato durante #ExploreBenna.

Il progetto di ricerca dell’Università Ca’ Foscari

La visita al Castello di Benna ci ha offerto anche l’opportunità di conoscere un interessante progetto di ricerca che potrebbe contribuire a riscrivere parte della storia del paese. A raccontarcelo è stato Stefano Leardi, archeologo e dottorando presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, impegnato nello studio dei ricetti medievali del Piemonte.

Dopo aver lavorato su importanti realtà come Candelo e Magnano, il gruppo di ricerca ha avviato una collaborazione con il Comune di Benna per approfondire la conoscenza del patrimonio storico locale. L’obiettivo non riguarda soltanto il castello, ma anche le chiese storiche e gli altri edifici più antichi del paese, con l’intento di ricostruirne l’evoluzione nel corso dei secoli.

Uno degli aspetti più affascinanti del progetto riguarda la possibile esistenza di un antico ricetto medievale, citato in alcune fonti storiche ma oggi non più visibile. Attraverso lo studio degli edifici e future indagini sul territorio, i ricercatori sperano di raccogliere nuovi elementi utili a comprenderne l’origine, la posizione e il ruolo che potrebbe aver avuto nella storia di Benna.

È proprio questo a rendere il Castello di Benna un luogo così interessante. Non rappresenta soltanto una testimonianza del passato, ma anche un laboratorio di ricerca ancora aperto, dove ogni nuova scoperta può contribuire ad arricchire la conoscenza del territorio e della sua storia.

Scorcio del Castello di Benna
Scorcio del Castello di Benna

L’archeologia dell’architettura: leggere un edificio come un libro

Durante la visita, Stefano Leardi ci ha spiegato in modo semplice uno degli aspetti più affascinanti del progetto: l’archeologia dell’architettura.

Quando si pensa all’archeologia si immaginano quasi sempre scavi nel terreno e reperti che riaffiorano dopo secoli. In realtà, anche un edificio ancora in piedi può essere studiato come un sito archeologico.

Ogni muro, finestra, porta o modifica racconta infatti una parte della sua storia. Ampliamenti, demolizioni, restauri e cambi di destinazione d’uso lasciano tracce che, osservate con attenzione, permettono agli archeologi di ricostruire l’evoluzione dell’edificio e comprendere come sia cambiato nel corso dei secoli.

È un po’ come leggere un libro scritto nella pietra. Ogni intervento aggiunge un nuovo capitolo e, mettendo insieme tutti questi indizi, diventa possibile ricostruire non solo la storia del castello, ma anche quella delle persone che lo hanno abitato, trasformato e vissuto.

Proprio questo metodo guiderà le future ricerche sul Castello di Benna e sugli altri edifici storici del paese, con l’obiettivo di riportare alla luce informazioni che oggi non sono più visibili a un semplice sguardo.

Il mistero del ricetto medievale di Benna

Tra gli aspetti più affascinanti emersi durante il nostro incontro con Stefano Leardi c’è la possibile esistenza di un antico ricetto medievale, oggi non più visibile ma citato in alcune fonti storiche.

Nel Biellese i ricetti rappresentano una delle testimonianze più importanti dell’architettura medievale. Erano luoghi fortificati dove la popolazione conservava raccolti, beni e animali, trovando rifugio in caso di pericolo. Il più famoso è senza dubbio quello di Candelo, ma anche altri comuni del territorio conservano tracce di queste antiche strutture.

Per Benna, invece, la situazione è diversa. Le testimonianze documentarie suggeriscono l’esistenza di un ricetto, ma il tempo e le trasformazioni del paese ne hanno cancellato le tracce visibili. È proprio per questo che il progetto dell’Università Ca’ Foscari di Venezia potrebbe rivelarsi così importante.

Attraverso lo studio degli edifici storici e future indagini archeologiche, i ricercatori sperano infatti di raccogliere nuovi elementi che permettano di individuare la posizione del ricetto e ricostruirne la storia. Una scoperta di questo tipo contribuirebbe ad arricchire la conoscenza del passato di Benna e ad aggiungere un nuovo tassello alla storia medievale del Biellese.

Per ora si tratta ancora di un’ipotesi di ricerca, ma è proprio questo a rendere il progetto così affascinante. Sapere che il territorio potrebbe ancora custodire testimonianze capaci di raccontare nuove pagine della sua storia aggiunge un valore speciale alla visita del Castello di Benna e dimostra quanto ci sia ancora da scoprire.

I soffitti a cassettoni del castello in attesa di restauro
I soffitti a cassettoni del castello in attesa di restauro

Vale la pena visitare il Castello di Benna?

Assolutamente sì, soprattutto se ami scoprire luoghi che hanno ancora molto da raccontare.

Il Castello di Benna non colpisce per monumentalità, ma per la storia che custodisce e per le ricerche che stanno contribuendo a riscoprirla. Basta varcarne il cancello e conoscere la sua storia per capire che il suo valore non risiede soltanto nelle mura che sono arrivate fino a noi, ma anche nelle numerose domande che attendono ancora una risposta.

Durante #ExploreBenna abbiamo imparato a guardare questo edificio con occhi diversi grazie ai racconti di Stefano Leardi. La visita ci ha fatto comprendere come ogni parete, ogni modifica e ogni dettaglio architettonico possano raccontare secoli di trasformazioni, diventando preziose testimonianze della storia del paese.

Sapere che il castello è oggi al centro di un progetto di ricerca dell’Università Ca’ Foscari di Venezia rende la visita ancora più interessante. Gli studi sull’archeologia dell’architettura e la ricerca dell’antico ricetto medievale potrebbero infatti restituire nuove informazioni sul passato di Benna, contribuendo a valorizzare un patrimonio che merita di essere conosciuto.

Se visiterai Benna, il nostro consiglio è di non fermarti all’aspetto esteriore del castello. Prova invece a immaginare le storie che queste mura hanno custodito nei secoli e lasciati guidare dalla curiosità. È il modo migliore per scoprire uno dei luoghi più affascinanti e meno conosciuti del Biellese.

Se dopo la visita al castello desideri approfondire la storia del paese, ti consigliamo di leggere anche la nostra guida su cosa vedere a Benna, dove raccontiamo i principali luoghi d’interesse, le chiese storiche, il legame con l’acqua e le esperienze che abbiamo vissuto durante #ExploreBenna.

FAQ sul Castello di Benna

Quando è stato costruito il Castello di Benna?

Le origini del Castello di Benna risalgono al Medioevo, anche se l’edificio ha subito numerose trasformazioni nel corso dei secoli. Gli studi attualmente in corso puntano proprio a ricostruirne le diverse fasi costruttive e la sua evoluzione storica.

Il Castello di Benna è visitabile?

Il Castello di Benna è visitabile in occasione di aperture straordinarie, eventi o visite organizzate. Prima della visita è consigliabile informarsi presso il Comune di Benna o le associazioni locali per conoscere le eventuali aperture.

Chi è Stefano Leardi?

Stefano Leardi è un archeologo e dottorando dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, impegnato nello studio dei ricetti medievali del Piemonte. Durante #ExploreBenna ci ha accompagnati alla scoperta del castello e del progetto di ricerca dedicato al patrimonio storico del paese.

Che cos’è l’archeologia dell’architettura?

L’archeologia dell’architettura è una disciplina che studia gli edifici storici analizzando le tracce lasciate dalle trasformazioni avvenute nel tempo. Attraverso muri, aperture, materiali e tecniche costruttive è possibile ricostruire la storia di un edificio anche senza effettuare scavi archeologici.

A Benna esisteva davvero un ricetto medievale?

Alcune fonti storiche citano l’esistenza di un ricetto medievale a Benna, ma oggi non ne sono più visibili le tracce. Proprio per questo il progetto di ricerca dell’Università Ca’ Foscari mira ad approfondire questo aspetto, cercando nuovi elementi che possano confermarne posizione e caratteristiche.

Castello di Benna
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Informazioni su Emanuele Lattarulo 189 Articoli
Lelelatta (alias Emanuele Lattarulo): Con un'indole generalmente tranquilla e un apprezzamento per una vita confortevole, Emanuele dedica il suo tempo libero a iniziative umanitarie e al servizio degli altri. La sua passione per l'esplorazione lo porta a scoprire luoghi dal fascino misterioso e destinazioni a breve raggio. Nel suo ruolo di videomaker, cameraman ed editor del blog per "Viaggia e Scopri", Emanuele è specializzato nella scoperta di luoghi e curiosità locali. I suoi contributi spaziano attraverso diverse categorie di viaggio, offrendo consigli pratici e approfondimenti su destinazioni in Europa, Asia, Nord America e varie regioni d'Italia come Piemonte, Basilicata, Emilia Romagna e Sardegna. Tra i suoi articoli si trovano guide su siti archeologici, itinerari culturali, e reportage visivi di eventi e tradizioni. La sua dedizione al viaggio e alla narrazione rende il suo lavoro su "Viaggia e Scopri" una risorsa preziosa per chi cerca ispirazione e informazioni autentiche per le proprie avventure.

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