Chicago, forti emozioni a stelle e strisce

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Chicago from the John Hancock Center
Chicago from the John Hancock Center

Per gli amanti degli Stati Uniti, Marco ci porta nella terza città per grandezza dello stato, Chicago, caotica e affascinante essa racchiude uno spaccato di America caratteristico e ammaliante, una realtà che trasmette forti emozioni a stelle e strisce.

Chicago è una città di solito fuori dai circuiti turistici internazionali, italiani in particolare.
Dopo averci trascorso qualche giorno in una fredda primavera, devo ammettere la scarsa attenzione che i viaggiatori le rivolgono è totalmente immeritata.
Oggi vi spiego perché non dovrebbe essere considerata come una meta alternativa.

Chicago, l’anima della città

Esistono delle città che trasmettono delle sensazioni a chi ha l’animo disposto a riceverle, e di solito sono sensazioni forti. Chi non ha mai percepito la grandiosità di Parigi, la regalità compassata di Londra o la decadenza di San Pietroburgo?
Chicago è una di queste. È una città Americana in tutto e per tutto, costellata di innumerevoli grattacieli, ma ha una sua anima, un suo cuore pulsante. È una città in perenne movimento come i suoi abitanti, è una città che vive.
Il modo migliore di assaporarla è di osservarla da un punto privilegiato, e Chicago ne offre uno perfetto.
Chicago Loop-SEcorner by Kelly Martin
Chicago Loop-SEcorner by Kelly Martin

Basta prendere la metropolitana cittadina e percorrere il lungo tratto sopraelevato a forma di anello che circonda il business district, non a caso denominato ‘loop’, da questa posizione, circa 7-8 metri sopra il livello stradale, tutto assume una fisionomia diversa: si possono osservare non visti i pedoni e studiarne i comportamenti, si possono guardare gli impiegati indaffarati direttamente negli occhi e percepirne le frustrazioni o la stanchezza.

L’intera struttura e le stazioni in particolare, con i pavimenti di legno consumato, sono uno splendido esempio di archeologia moderna perfettamente integrata nel panorama dei grattacieli degli anni ’30, lo stridio dei treni sui vecchi binari contribuisce a ricreare un’atmosfera d’altri tempi.

Panorami indimenticabili

La città è adagiata sul Lago Michigan, considerato dai locali come un mare vista e, dopotutto come dar loro torto, considerando che la superficie è maggiore di quella di Sicilia e Piemonte insieme?

Nelle giornate ideali lo sguardo si perde all’infinito sulla distesa d’acqua, che ci ricorda essere un lago solo per l’assenza di onde degne di questo nome.
Proprio dal lago, direzione Canada, proviene quel vento freddo che sferza la città tutto l’anno e le conferisce il soprannome, meritatissimo, per cui è nota in tutti gli Stati Uniti.
Gli abitanti non si scompongono nel dover rincorrere cappelli e altri oggetti leggeri che rotolano sospinti dalla brezza, consci che volendo la loro esposizione può essere limitata a pochi minuti avendo l’accortezza di utilizzare uno dei tanti percorsi pedonali interni presenti in città.
Il panorama migliore si gode salendo in cima alla Willis Tower, che con i suoi 443 metri di altezza (520 metri incluse le antenne) è il grattacielo più alto dell’emisfero occidentale.

Basta prendere uno degli ascensori veloci dedicati ai turisti e, dopo una corsa mozzafiato che dura meno di un minuto, raggiungere il 103esimo piano per affacciarsi allo Skydeck, composto da 2 strutture vetrate a sbalzo che vi proiettano all’esterno del grattacielo, sospesi sopra la città, divisi dal vuoto solo da uno strato trasparente. Un’esperienza da evitare, se si soffre di vertigini.

Ma anche chi non vuole provare cosa significhi camminare sospesi nel nulla rimarrà ammaliato dall’incredibile panorama che si ammira da lassù.
Il contrasto fra la città colorata e il blu delle acque immobili non lascia indifferenti (nelle giornate più limpide si può vedere fino a 80 km di distanza), e non capita tutti i giorni di poter osservare dall’alto gli elicotteri delle TV alla ricerca continua dello scoop sensazionale.
Chicago, museo storia naturale
Chicago, museo storia naturale

Gli altri grattacieli, imponenti nel loro mostrarsi ai pedoni nelle strade, sembrano nani insignificanti quando osservati da lassù: i tetti e i loro segreti reconditi sono svelati.

L’intera atmosfera è ovattata: i clamori della città in perenne movimento sono lontani, le auto che si affannano nel traffico sono come formiche in affannosa ricerca in una foresta contorta, solo il vociare degli altri visitatori riporta alla realtà.

Il Magnificent Mile di Chicago

Il Magnificent Mile, o Mag Mile come lo chiamano abbreviando gli abitanti della città, è il salotto buono, quello da esibire nelle occasioni migliori e dove ricevere gli ospiti di rango.

Questo altisonante appellativo, coniato negli anni ’40, è appannaggio di un’unica strada rettilinea, la Michigan Avenue, dove si concentra il meglio che la città possa offrire in termini di negozi di lusso, alberghi e ristoranti.
Ubicato vicino al centro città e a Rush Street, uno dei principali agglomerati di vita notturna, trasmette una sensazione di eleganza e opulenza attraverso i suoi palazzi anni ’30, ognuno dei quali può sfoggiare un suo biglietto da visita fatto da soluzioni ardite e ricerca del sensazionalismo.
I prezzi degli affitti sono secondi solo a quelli della 5° Strada a New York e di Rodeo Drive a Los Angeles.
Qua nessuno è indaffarato, nessuno affannato o stanco. Le signore eleganti si mescolano ai turisti rumorosi sfoggiando un’aria di superiorità, pur accomunati tutti dal desiderio di sottoporsi al rito degli acquisti che, in America, è eletto al rango di vera e propria religione di stato.

Non solo grattacieli

Ma Chicago non è solo traffico, grattacieli o negozi di lusso.
Vanta un’area verde estesissima fatta di giardini e parchi comunicanti fra di loro nella quale ci si può perdere mentre si percorrono lungo il lago i 14 Km che dividono il Navy Pier dal Museo della Scienza e dell’Industria.
Un’area perfettamente adeguata a quella che è risultata essere la terza città degli Stati Uniti per numero di abitanti, dopo New York e Los Angeles.
Offre una serie di musei interminabile, in grado di soddisfare anche le esigenze culturali dei viaggiatori più smaliziati.
Ma soprattutto offre un vero spaccato di metropoli a stelle e strisce, fatta di spazi ampissimi, ritmi accelerati e unione di etnie, grazie alle quali suoni e odori diversi si mescolano a formare quell’unicum tipico della società americana.

Testi e fotografia di Marco Scandali, ‘Un italiano negli USA‘.

Chicago, skydeck
Chicago, skydeck

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About Marco Scandali 23 Articoli
Non sono del mestiere, non ho competenze specifiche o un background di studi attinente al turismo e frequento la rete da blogger solo dal 2011. Però, fin da piccolo, ho un talento naturale (almeno così mi dicono) per la scrittura creativa e riesco nei miei testi a trasmettere emozioni (sempre a detta degli altri). Blogger, Marco Scandali Area 51A questo è bastato sommare la passione fortissima per i viaggi e un mestiere da giramondo che mi ha portato a toccare i 5 continenti, e il gioco è stato fatto. Sono nato a Verona nel 1971, laureato in Ingegneria nel 1997, marito e padre appassionato, la mia famiglia condivide la mia vocazione e insieme abbiamo attraversato in macchina quasi tutti gli Stati Uniti, dove vivo dal 2011. Oltre 100.000 km alla scoperta di un continente sconfinato e meraviglioso, l’unico modo per coglierne le 1000 anime diverse è confrontarsi con esse trasformando il viaggio in una ricerca di se stessi. Prima ancora ho vissuto in tutta Italia, dal Nord fino alla Sicilia e sicuramente, anche quando sarò tornato, ripartirò in breve tempo. Animo da blogger Mi piace andare oltre l’impatto iniziale dei luoghi che visito, capirne l’essenza e immedesimarmi nei suoi abitanti per sentirmi cittadino del mondo, per poi infine condividere le sensazioni mediante le parole. Suoni, colori, culture e immagini si fondono in un racconto che trasporta il lettore al centro della scena. Adesso è il momento di raccontare le mie esperienze attraverso il mio sito, Viaggia e Scopri e i libri che sto scrivendo. Come dicono negli States…more to come!

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