Cosa fare a Bergen, tappa imperdibile in Norvegia, quando piove

Tetti del Bryggen di Bergen
Tetti del Bryggen di Bergen

Un viaggio in Norvegia regala sempre emozioni indelebili, ma vi sono località che più di altre riescono a conquistare il cuore: Bergen è una di esse. Seconda città di Norvegia per grandezza, conosciuta come la porta verso i fiordi, questa località è un po’ un crocevia per molti viaggiatori, centro incantevole e vivace che riesce a conquistare il visitatore già dopo poche ore, sopratutto se in cielo splende il sole. Ma cosa fare a Bergen quando piove?

Sia chiaro, in questo post non voglio parlarvi solo della città sotto la pioggia, ma durante il mio viaggio ho potuto passeggiare per Bergen con quasi tutte le condizioni atmosferiche (a parte la neve). In tutto sono stato in Norvegia per sei giorni, in compagnia di alcuni colleghi e con la guida dei preziosissimi amici di Visit Norway e di Volagratis, e tra Alesund e Bergen ho apprezzato sia il sole che la pioggia, perché anche sotto la pioggia la Norvegia mi è piaciuta.

Siamo arrivati a Bergen verso mezzogiorno del terzo giorno di viaggio, dopo una notte memorabile trascorsa in navigazione sull’Hurtigruten, la versione moderna del battello postale che collegava i fiordi, e ad attenderci c’era il sole.

Giusto il tempo per sistemare le nostre cose all’Hotel Scandic Neptune e poi ci incamminiamo verso il centro. La voglia di scoprire una tra le più famose località norvegesi è irrefrenabile.

Imbarcazioni attraccate davanti a Bryggen, Bergen
Imbarcazioni attraccate davanti a Bryggen, Bergen

Cosa vedere a Bergen, il Fish Market

La prima esperienza di quasi tutti i viaggiatori che arrivano a Bergen è la discesa verso il mare fino a raggiungere le banchine che abbracciano la baia del porto turistico, zona vivace e frequentata anche dai norvegesi per la presenza del Fish Market, il mercato del pesce tipico di questa località.

Arrivando in questa zona dallo Scandic Neptune ci si trova di fronte a uno degli scorci più suggestivi della città, dall’altra parte della baia si stagliano in fila le case di legno famose in tutto il mondo, è il Bryggen, il quartiere medievale fotografatissimo da tutti i visitatori.

Da qui basta seguire la banchina per raggiungere la zona dei mercati. Il Fish Market si divide in due zone principali ed entrambe caratteristiche. La prima si trova al piano inferiore del palazzo che ospita l’ufficio di informazioni turistiche, è un mercato coperto dove si possono trovare anche alcuni venditori che cucinano il pesce acquistato sul momento permettendo di mangiarlo come al ristorante.

Crostacei al Fish Market di Bergen
Crostacei al Fish Market di Bergen

Già questa zona per me è molto interessante, oltre al salmone che tutti ci aspettiamo di vedere sul banco di un pescivendolo norvegese quello che mi colpisce sono i grandi crostacei provenienti dal mare nordico. Tutto il pesce qui venduto proviene dal Mare di Norvegia, fredda e abbondante riserva di approvigionamento per i pescherecci locali.

Proseguendo lungomare si arriva alla zona scoperta del mercato, una parte costituita da bancarelle colme di pesce e prodotti tipici. Molto curioso è constatare che i mercanti sono per la maggior parte stranieri e non autoctoni, molti sono infatti gli italiani o gli spagnoli trasferitisi qui per motivi di lavoro.

Bancarelle del Fish Market di Bergen
Bancarelle del Fish Market di Bergen

Lasciati trasportare dai profumi e dalle insolite pietanze, assaggia e metti alla prova il tuo palato. Una delle cose più insolite che io abbia assaggiato qui è la carne secca di balena. Ammetto di aver provato un’iniziale riluttanza, ma ci è stato assicurato che le balene pescate in Norvegia appartengono ad una specie non a rischio di estinzione, inoltre il governo emette un’ordine prescrivendo un totale massimo di esemplari che è possibile pescare ogni anno, ma regolarmente questo numero non viene superato. Anzi, vengono pescati molti meno cetacei di quanto consentito.

Detto questo, non credo che mangerei balena tutti i giorni se ne avessi l’opportunità, del resto, per cultura, quei grandi mammiferi marini mi fanno una certa tenerezza. Ammetto però che la loro carne scurissima non mi è dispiaciuta. Salata e speziata mi ha ricordato un normale affettato nostrano, logicamente con un sapore molto più deciso e una consistenza umida e morbida. Almeno mi sono tolto questa curiosità.

Bryggen, Bergen
Bryggen, Bergen

Bryggen

Lasciati i mercati ci si trova all’altro capo della zona portuale, qui si trova la parte più storica di Bergen, costituita da una serie di edifici alti ed affiancati che, lo si nota dall’architettura delle facciate, sono stati eretti in epoche differenti tra loro.

La prima parte, edificata in muratura, è più recente e al suo interno si trovano alcuni locali, negozi, ma sopratutto il Museo della Lega Anseatica, importante luogo dove viene narrata la storia della città in funzione della Lega Anseatica che ne fondò l’importanza commerciale.

La zona del Bryggen si trova subito dopo questi primi edifici, la si riconosce per le facciate in legno colorate prevalentemente di bianco e di rosso. Questa parte storica di Bergen venne fondata dalla Lega Anseatica che possedeva al suo interno le sedi dei commercianti tra il XIV e il XVIII secolo ed è oggi Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.

Bottega caratteristica del Bryggen, Bergen
Bottega caratteristica del Bryggen, Bergen

Contrariamente a molte altre città del nord, il Bryggen non è mai stato colpito da incendi devastanti. Proprio per questo possiamo ammirarlo ancora oggi nell’aspetto che lo caratterizza da secoli. Al suo interno si trovano oggi dei negozi di souvenir, botteghe tipiche e alcuni ristoranti degni di nota.

Un consiglio è quello di assaggiare la cucina di Enhjørningen, l’unicorno, un ristorante caratteristico che riconoscerete per l’unicorno rampante fissato proprio sotto al nome sulla facciata. Qui la cucina è tipica e deliziosa, con piatti ricercati ma abbondanti per farti assaporare i gusti di Bergen in un ambiente molto confortevole.

Skostredet, una delle vie giovani di Bergen
Skostredet, una delle vie giovani di Bergen

A spasso per Bergen

Proseguendo oltre la zona di Bryggen si può ammirare la massiccia fortezza rocciosa edificata dai vichinghi, oggi appariscente costruzione sul mare. Aggirando poi il quartiere si può salire verso le vie della parte alta della città, dove scoprire una Bergen candida, dai colori chiari e stradine acciottolate che si intrecciano tra loro, rese vivaci dai coloratissimi fiori che qui crescono rigogliosi sulle finestre o fuori dalle soglie.

Dopo tanto camminare, scendendo di nuovo verso la zona del Fish Market, non puoi mancare di attraversare Skostredet, la via attorno a cui ruota la vita giovane ed esuberante della città. In questa zona troverai una serie di locali, birrerie, ristoranti, insomma luoghi dove trascorrere bei momenti con gli amici, oppure fare nuove conoscenze. Del resto i norvegesi sono molto socievoli.

Proseguendo verso il laghetto Lille si arriva infine alla parte più moderna di Bergen, dove si trovano i musei, alcuni grandi edifici dalla faccia moderna e da cui si è vicini all’hotel, nel caso la stanchezza voglia averla vinta.

Di certo Bergen ha moltissime cose interessanti da scoprire, però non sempre il sole è un buon alleato. Da buona città nordica Bergen gode di un clima piuttosto ballerino, che può mutare spesso e notevolmente. Proprio per questo è consigliabile vestirsi a cipolla e togliere e mettere strati di indumenti in base agli umori del meteo. Anche perché la pioggia può essere davvero fastidiosa.

Casa Museo di Edvard Grieg a Bergen
Casa Museo di Edvard Grieg a Bergen

Cosa fare a Bergen quando piove

Eccoci quindi al dunque. Cosa fare a Bergen quando piove?

Sotto la pioggia, con il cielo grigio, la città cambia notevolmente volto. Questo non significa che si spopoli, del resto i locals sono avvezzi ai cambiamenti climatici e, nonostante la pioggia, potrai vederli passeggiare imperterriti. Del resto anche qui vale il detto inglese “we are not made of sugar” (non siamo fatti di zucchero).

Non posso negare che il Bryggen sia comunque affascinante e anche il Fish Market ha un suo perché, se la pioggia non è battente e non ti stufi di evitare le gocce che grondano dai teloni dei banchi. Ma ci sono alcune cose asciutte da fare per sopravvivere anche alle giornate più bagnate.

Un’idea può essere quella di visitare l’Edvard Grieg Museum. Questo museo, situato in campagna alle periferie della città, è raggiungibile prendendo un bus che parte alle 10.00 in punto proprio sotto agli uffici d’informazione turistica. Il tragitto dura circa 20 minuti e non potrete che apprezzare i panorami rigogliosi alternati a specchi d’acqua che riflettono i colori della natura circostante. Certi scorci riescono a suggestionare anche con il cielo grigio.

Il biglietto d’ingresso al museo da diritto a due ingressi distinti (e facoltativi). Il primo riguarda la parte museale che si sviluppa nel piano terra della casa di Edvard Grieg, situata in posizione suggestiva, che ospita materiale che racconta la vita dell’artista. Molti arredi della dimora sono originali, alcuni ammassati e disposti come se fossero in un magazzino piuttosto che in un museo, ma la visita ha comunque un effetto interessante perché anche io sono ruscito ad incuriosirmi sulla vita di questo compositore che fino a poche ore prima mi era ignoto.

Edvard Grieg Museum a Bergen
Edvard Grieg Museum a Bergen

Sempre compreso nel museo si può accedere alla parte più moderna del museo interattivo e multimediale, dove sono acusticamente spiegate le tecniche musicali di Grieg, compositore e pianista. Purtroppo però molte delle attrezzature interattive non erano funzionanti al momento della mia visita, fattore che mi ha leggermente indisposto, sopratutto perché non c’era alcuna segnalazione di guasti o malfunzionamenti.

Di certo la parte più meritevole di una gita all’Edvard Grieg Museum è la possibilità di accedere all’auditorium e poter assistere ad un concerto dal vivo interpretato da talentuosi artisti che suonano la musica composta da Grieg. Questo auditorium, situato sotto la collina e realizzato per godere del panorama circostante, grazie ad una vasta vetrata che si trova dietro al pianista, possiede un’acustica favolosa e risulta davvero difficile non restare rapiti dalle melodie che escono dalle corde del piano.

Se ti stai ancora chiedendo chi fu Edvard Grieg, forse ti può aiutare sapere che una delle sue composizioni più celebri è stata il Peer Gynt.

Per tornare in città è sufficiente prendere la navetta che attende proprio al termine del concerto.

Il museo KODE di Bergen
Il museo KODE di Bergen

Visita al KODE

Una gita alla casa di Edvard Grieg può durare circa tre ore e, in genere, i bus sono in rientro al centro di Bergen verso le 13.00, giusto per l’ora di pranzo.

Ma se nel pomeriggio ancora sta piovendo il mio consiglio è di concedervi una visita al KODE, il museo d’arte di Bergen.

Questo complesso espositivo è davvero immenso, distribuito in 4 grandi edifici presenta le opere artistiche suddivise per periodo, per corrente artistica e per artista. Durante la mia visita non ho avuto tempo per girare il Kode interamente, ci vorrebbe sicuramente più di un giorno intero. Mi sono quindi limitato a visitare l’esposizione delle opere di Edvard Munch che si trova nel KODE 3.

Visite guidate alla collezione di Edvard Munch del KODE di Bergen
Visite guidate alla collezione di Edvard Munch del KODE di Bergen

La visita è stata piacevole e mi ha permesso di approfondire la conoscenza di questo artista che conoscevo principalmente per una sola celebre opera: l’Urlo.

Durante la visita guidata invece ho potuto scoprire un Edvard Munch diverso, conoscendone le origini, vedendone l’evoluzione artistica e capendo il perché di questa sua arte spesso di difficile interpretazione, segnata sovente dal dolore e dalla sofferenza.

Posso solo immaginare l’importanza delle opere conservate in tutte le aree del KODE, ma assicuro che già la sola collezione di Munch vale una visita in questo museo. Se poi fuori piove il tempo per godersi tutte le altre sezioni non mancherà di certo.

Rotaie della funicolare che sale a Fløyen a Bergen
Rotaie della funicolare che sale a Fløyen a Bergen

La salita a Fløyen

Se la giornata è serena, o comunque buona, è molto consigliato salire fino a Fløyen usando il Fløibanen, la funicolare panoramica che si arrampica lungo il ripido pendio di quello che è il più alto tra i sette monti che circondano la città.

La salita di per se è già uno spettacolo, non appena si oltrepassa il livello dei tetti delle case il panorama che si apre davanti agli occhi è sensazionale. Poi salendo gradualmente tutto acquisisce un’altra dimensione, la città si fa piccolina la sotto e guardare i fiordi, il mare, l’orizzonte non può che emozionare profondamente.

Una volta in cima, dal belvedere di Fløyen, lo spettacolo è sensazionale e i visitatori che si accalcano lungo la ringhiera sono davvero numerosi.

Proprio qua sopra si trova un ristorante, il nome non credo abbia molta importanza poiché ogni tanto cambia gestione, dove è possibile fermarsi per un pasto. Noi abbiamo cenato piacevolmente con un panorama che volgeva al tramonto, quindi dalle 20.30 fino quasi a mezzanotte.

Una volta usciti dal locale l’orizzonte era infuocato e il sole stava per scendere sotto la linea del mare. Vedere questo tramonto di quasi mezzanotte da quassù è pura suggestione, avvicinarsi alla ringhiera e sentire il vuoto sotto di se lo è ancora di più.

Invidio la famigliola di capre che beatamente vive nei succulenti prati di Fløyen, questi animali liberi godono ogni sera di questo spettacolo. Chissà se se ne rendono conto?

Panorama di Bergen visto da Fløyen
Panorama di Bergen visto da Fløyen

Dove mangiare a Bergen

Giovane e vivace, Bergen non è certo carente di luoghi dove mangiare e questo vale sia che si voglia un pasto completo, sia che si cerchi uno spuntino veloce.

Se stai cercando un pasto completo il Fish Market (a pranzo), l’Enhjørningen di Bryggen o il ristorante che si trova in alto sul belvedere di Fløyen possono essere scelte molto azzeccate.

Da non sottovalutare è però anche l’opzione spuntino veloce, sopratutto a pranzo. In questi casi sappi che ci sono molti locali nelle vie intorno a Skostredet, sia ristorantini che fast food o locali da asporto.

Nella zona più moderna invece, poco distante dall’Hotel Scandic Neptune, si trova una bottega molto graziosa in cui acquistare i prodotti tipici norvegesi. Quello che di questa bottega non si sospetta, finché non si varca la soglia, è che vi si trovano anche prodotti tipici provenienti da molte altre parti d’Europa. Io per esempio ho trovato confezioni di pasta e barattoli di passata di pomodoro provenienti dall’Italia, lo stesso vale per molte prelibatezze francesi, spagnole e di molte altre provenienze.

Scorcio di Bergen
Scorcio di Bergen

Questo luogo da provare è il Colonialen. Il nostro pranzo qui è stato un panino veloce prima di scappare in aeroporto e rientrare a casa, ma è stato una vera sorpresa. Il pane era ottimo e gli ingredienti (affettati e formaggi) erano freschi e molto gustosi. Promosso a pieni voti!

Insomma, con il sole o con la pioggia, per l’arte o il divertimento, per le birrerie o la buona cucina, Bergen è una città perfetta che sa conciliare un po’ di tutto in un perfetto connubio che non delude. E io che vi scrivo tutto ciò non posso che sperare di tornare presto a godere delle sue atmosfere che tanto ho amato.

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Bergen è facilmente raggiungibile con un volo dall’Italia. Spesso occorre fare scalo a Oslo, ma le tariffe sono in genere molto accessibili.

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Panorama da Fløyen aspettando la mezzanotte sopra Bergen
Panorama da Fløyen aspettando la mezzanotte sopra Bergen

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Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo!Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

4 Comments

  1. Che bella! In particolare, mi attira molto la zona del Bryggen, con i suoi edifici storici e i tipici tetti. Spero di visitare presto la Norvegia a caccia delle northern lights. 🙂

    • Ciao Roberta, hai detto bene, la zona del Bryggen è un incanto, ci si perde tra quelle casette e sembra di tornare indietro nel tempo… non fosse per i turisti! 😉 Ti auguro di visitare Bergen presto. Gian

    • Ciao Sebastiano, grazie per questo remind, ma penso di non aver mai pensato diversamente. Al limite mi definisco viaggiatore perché solitamente evito le destinazioni toccate dal turismo di massa, o comunque le strutture turistiche tipo villaggi, crociere, ecc… in ogni caso non le condanno, le ho provate in passato e mai ho escluso di rifrequentarle. Non ho mica capito a cosa ti riferisci 🙂
      A presto, Gian Luca

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