Cosa vedere ad Ailoche? Questo piccolo comune delle Prealpi Biellesi è stato il primo paese esplorato nell’ambito di ExploreBiella, il progetto di Viaggia e Scopri nato per raccontare tutti i comuni della provincia, uno alla volta. Arrivammo qui senza sapere bene cosa aspettarci e ne ripartimmo con la consapevolezza di aver scoperto uno dei luoghi più sorprendenti del Biellese.
Tra antiche frazioni in pietra, panorami che si aprono sulle colline, il suggestivo Santuario della Brugarola, il cosiddetto Duomo della Montagna e le affascinanti miniere di ferro abbandonate, Ailoche custodisce un patrimonio storico e naturale che merita di essere conosciuto. Ma ciò che rende davvero speciale questo paese sono le persone che lo abitano e che, con orgoglio, continuano a tramandarne la memoria.
Durante la nostra esplorazione siamo stati accompagnati da alcuni abitanti che ci hanno fatto conoscere il loro paese attraverso ricordi, aneddoti e luoghi che difficilmente avremmo scoperto da soli. È stato proprio grazie ai loro racconti che abbiamo compreso quanto Ailoche sia ricco di storia, tradizioni e angoli nascosti.
In questa guida ti accompagniamo alla scoperta di cosa vedere ad Ailoche, dalle sue frazioni più caratteristiche ai luoghi simbolo del paese, con tanti consigli utili per organizzare la visita e scoprire uno degli angoli più autentici del Biellese.
Perché Ailoche è stato il primo comune di ExploreBiella
Ailoche non è stato scelto perché fosse il comune più conosciuto del Biellese, ma perché ExploreBiella è nato con una regola molto precisa: esplorare tutti i comuni della provincia seguendo rigorosamente l’ordine alfabetico, senza fare distinzioni tra le mete più famose e quelle meno note.
Così, il 12 e 13 ottobre 2013, la nostra prima tappa ci portò proprio ad Ailoche, un piccolo paese di poco più di trecento abitanti incastonato tra le Prealpi Biellesi. All’epoca nessuno di noi conosceva davvero questo territorio e, come molti biellesi, sapevamo ben poco di ciò che custodiva.
Ad accoglierci furono Anna Iorio, Michela Piga e Rino Rizzi, profondi conoscitori del paese e innamorati della propria terra. Più che semplici accompagnatori, diventarono le nostre guide in un viaggio fatto di racconti, ricordi e luoghi che difficilmente avremmo scoperto da soli.
Fin dai primi chilometri capimmo che ExploreBiella stava iniziando nel migliore dei modi. Ailoche ci mostrò subito il suo volto più autentico: piccole frazioni di pietra, antiche tradizioni, panorami sorprendenti e una comunità desiderosa di raccontare la propria storia.
Fu proprio in quei due giorni che comprendemmo quanto fosse importante andare oltre i luoghi più conosciuti. Ailoche ci insegnò che anche i paesi apparentemente più piccoli possono custodire un patrimonio storico, naturalistico e umano capace di sorprendere chiunque decida di scoprirli con curiosità.

Dove si trova Ailoche e come è fatto il territorio
Ailoche è uno dei comuni più piccoli della provincia di Biella e sorge tra i 500 e i 600 metri di altitudine, sulle colline delle Prealpi Biellesi, ai confini con la Valsessera. È un territorio immerso nel verde, lontano dal turismo di massa, dove il silenzio della natura accompagna ogni passeggiata.
Una delle particolarità di Ailoche è la sua struttura. Non esiste un unico centro abitato compatto, ma una serie di frazioni distribuite tra colline e vallate, alcune delle quali distano diversi chilometri l’una dall’altra. Tra le principali troviamo Piasca, Venarolo, Gabbio, Giunchio, Ponte Strona, Peiro, Vacchera e il capoluogo di Ailoche.
Secondo la tradizione, il nome del paese deriverebbe dall’espressione dialettale “ai loche”, cioè “ai luoghi”. Un modo di dire utilizzato dai pastori che conducevano il bestiame tra le diverse località del territorio e che, con il passare del tempo, avrebbe dato origine al nome Ailoche.
Nel corso del Novecento il paese ha vissuto un progressivo spopolamento, come accaduto in molti comuni di montagna. La chiusura delle miniere di ferro e il trasferimento di molte famiglie verso le città hanno cambiato profondamente il volto del territorio. Dove un tempo c’erano pascoli, cascine e campi coltivati, oggi la natura si è lentamente ripresa i propri spazi.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che colpisce maggiormente chi visita Ailoche. Passeggiando tra le sue frazioni si percepisce ancora il legame con il passato, fatto di case in pietra, antichi sentieri, piccoli oratori e panorami che sembrano sospesi nel tempo. Un’atmosfera autentica che rende questo paese uno dei luoghi più sorprendenti da scoprire nel Biellese.

Il Santuario della Brugarola, uno dei luoghi più suggestivi di Ailoche
La nostra esplorazione di Ailoche iniziò da uno dei luoghi più amati dagli abitanti del paese: il Santuario della Brugarola, immerso nel verde lungo la strada che conduce verso l’Alpe Noveis. Già il tragitto per raggiungerlo regala scorci sulle colline biellesi, ma è arrivando nel piccolo piazzale che si percepisce tutta la tranquillità che caratterizza questo luogo.
Il santuario, dedicato alla Madonna di Oropa, fu costruito nel 1722 e ancora oggi rappresenta un importante punto di riferimento per la comunità locale. La facciata in stile barocco, impreziosita dagli stucchi, contrasta con la semplicità del bosco che lo circonda, creando un’atmosfera raccolta e quasi senza tempo.
Accanto alla chiesa si trova l’antica abitazione dell’eremita, che per molti anni accolse viandanti e pellegrini in transito lungo questi sentieri. Poco distante, raggiungibile con una breve salita tra gli alberi, sorge invece una piccola cappella edificata nel luogo in cui, secondo la tradizione, apparve la Madonna. Fu proprio questo episodio a dare origine al santuario che oggi possiamo ammirare.
Il Santuario della Brugarola fa parte anche delle Vie della Fede, un itinerario che collega alcuni dei principali santuari delle Prealpi Biellesi e che rappresenta una meta interessante sia per chi ama il turismo religioso sia per chi desidera camminare immerso nella natura.
Quando lo visitammo, purtroppo, la chiesa era chiusa e non potemmo ammirarne gli interni. Gli abitanti del paese ci consigliarono di tornare in occasione della Festa della Brugarola, che si svolge ogni anno nel mese di agosto e rappresenta uno dei momenti più sentiti dalla comunità di Ailoche. È senza dubbio il periodo migliore per visitare questo luogo, respirarne l’atmosfera e vivere una delle tradizioni più autentiche del paese.

Piasca, il borgo che ci fece innamorare di Ailoche
Lasciato il Santuario della Brugarola, proseguimmo verso Piasca, la frazione più antica di Ailoche e, probabilmente, quella che più di ogni altra racconta l’anima del paese. Fu qui che capimmo davvero quanto questo piccolo comune custodisse un patrimonio storico, culturale e umano sorprendente.
Appena arrivati, una delle prime curiosità che ci fecero scoprire fu la saleggia, una pianta aromatica molto diffusa in questa zona e simile all’origano selvatico. Gli abitanti la utilizzano da sempre in cucina per insaporire numerosi piatti della tradizione. Bastò strofinarne qualche foglia tra le dita per rimanere colpiti dal suo profumo intenso.
Passeggiando tra le strette viuzze di Piasca si ha la sensazione di fare un salto indietro nel tempo. Case in pietra, acciottolati, balconi in legno, muri consumati dagli anni e piccoli cortili raccontano la storia di un borgo che ha conservato intatto il proprio carattere. Ogni angolo invita a rallentare il passo e a osservare quei dettagli che nelle località più turistiche spesso passano inosservati.
Dal belvedere di Piasca si gode una splendida vista sul centro di Ailoche dominato dal Duomo della Montagna. È uno di quei panorami che restano impressi nella memoria e che, ancora oggi, associamo immediatamente a questo paese.
La Casa Museo del Beato Giacobino e i Pacaloit di Piasca
Nel cuore della frazione si trova la Casa Museo del Beato Giacobino Canepacio, nato proprio a Piasca nel 1438. Dopo essere entrato nell’Ordine Carmelitano, dedicò la propria vita all’assistenza dei pellegrini e dei più bisognosi. Oggi la sua abitazione ospita una piccola cappella e uno spazio museale che ne racconta la storia, mantenendo vivo il ricordo di una delle figure più importanti per la comunità locale.
Poco distante sorge la Chiesa di San Bernardo di Piasca, da non confondere con il Duomo della Montagna situato nel capoluogo. Questa piccola chiesa è legata a una curiosa tradizione popolare: gli abitanti della frazione erano infatti chiamati, con affettuosa ironia, i “Pacaloit ad Piasca”, cioè i diavoletti di Piasca. Il soprannome nasce dalla presenza di un piccolo diavolo raffigurato sulla facciata della chiesa accanto alla statua di San Bernardo, un dettaglio che ancora oggi fa parte dell’identità e del folklore locale.
Fu proprio passeggiando tra le vie di Piasca che capimmo quale fosse il vero valore di ExploreBiella. Non stavamo semplicemente visitando un paese, ma ascoltando le storie di chi lo aveva vissuto per tutta la vita. Furono proprio quei racconti a trasformare una semplice visita in un’esperienza che ricordiamo ancora oggi.

Il Duomo della Montagna, il simbolo di Ailoche
Tra tutti gli edifici di Ailoche, quello che colpisce maggiormente è senza dubbio la Chiesa di San Bernardo, conosciuta da tutti come il Duomo della Montagna. Il soprannome nasce dalle sue dimensioni imponenti che, per un paese di poco più di trecento abitanti, sorprendono fin dal primo sguardo.
Fu osservandola dal belvedere di Piasca che ne comprendemmo davvero la particolarità. La chiesa domina il capoluogo dall’alto della collina e il suo campanile emerge tra le case e il verde delle Prealpi Biellesi, regalando uno degli scorci più belli di tutto il territorio.
Anche l’interno merita una visita. La chiesa conserva decorazioni e affreschi che testimoniano l’importanza che questo edificio ha sempre avuto per la comunità locale. Durante la nostra esplorazione, purtroppo, non riuscimmo a visitarla perché nei mesi più freddi viene spesso chiusa per limitare i costi di riscaldamento.
Il Duomo della Montagna non va confuso con la Chiesa di San Bernardo di Piasca, anch’essa dedicata allo stesso santo ma situata nella frazione storica. L’edificio del capoluogo si distingue soprattutto per le sue dimensioni, per il campanile che domina le case e per il ruolo centrale che ha sempre avuto nella vita religiosa della comunità.
Se hai la possibilità di visitare Ailoche durante una celebrazione religiosa o una delle principali festività locali, ti consigliamo di entrare nel Duomo della Montagna. Oltre al valore artistico, rappresenta uno dei luoghi che meglio raccontano la storia e il profondo legame degli ailochesi con il proprio territorio.

Le Miniere di Ferro di Ailoche, uno dei luoghi più affascinanti del Biellese
Tra tutte le scoperte fatte durante la nostra esplorazione di Ailoche, nessuna riuscì a sorprenderci quanto le antiche Miniere di Ferro. Nascoste nei boschi nei pressi della frazione di Piasca, raccontano un passato industriale oggi quasi dimenticato, quando da queste montagne veniva estratto il minerale destinato alle lavorazioni siderurgiche.
Fu proprio grazie agli abitanti del paese che scoprimmo questo luogo straordinario. In particolare Piergiorgio Morera, che da ragazzo aveva conosciuto le miniere quando erano ancora attive, ci accompagnò lungo l’antico sentiero percorso ogni giorno dai minatori. Camminando tra castagni e vecchi ruderi raggiungemmo ciò che resta della centrale elettrica, dei magazzini e degli ingressi delle gallerie, oggi quasi completamente nascosti dalla vegetazione.
Le miniere sono un luogo dal fascino incredibile, ma anche estremamente pericoloso. Il bosco nasconde antichi pozzi di aerazione, cunicoli crollati e profondi vuoti coperti soltanto da foglie e vegetazione. Per questo motivo non devono essere esplorate autonomamente e l’accesso è consigliato esclusivamente nell’ambito di visite autorizzate o accompagnati da persone esperte.
Le leggende e le esplorazioni nelle miniere di Ailoche
Intorno a queste montagne sono nate numerose leggende popolari. La più famosa è quella dell’Om Salvej, una figura del folklore locale che, secondo la tradizione, viveva nei boschi e nelle grotte della zona. Probabilmente questi racconti servivano anche a tenere lontani i bambini da un luogo che, ancora oggi, nasconde numerosi pericoli.
Negli anni successivi tornammo più volte ad Ailoche per approfondire la storia delle miniere, partecipando anche ad alcune esplorazioni insieme al Gruppo Speleologico del CAI di Varallo. Quelle esperienze ci permisero di conoscere un mondo sotterraneo fatto di gallerie su più livelli, laghetti cristallini, antiche strutture minerarie e un ecosistema sorprendente popolato da pipistrelli e piccoli tritoni che vivono nelle acque delle cavità.
Le Miniere di Ferro di Ailoche rappresentano uno dei siti minerari storici più affascinanti del Biellese e, allo stesso tempo, uno dei suoi luoghi più misteriosi. Per questo abbiamo dedicato loro un articolo di approfondimento, nel quale raccontiamo la loro storia, le esplorazioni speleologiche, le leggende dell’Om Salvej e gli episodi più curiosi vissuti durante i nostri ritorni ad Ailoche.

Le altre frazioni di Ailoche
Il capoluogo e Piasca sono senza dubbio le località più conosciute, ma Ailoche è formato da numerose frazioni distribuite tra boschi, prati e colline. Questa particolare conformazione rende il paese diverso da molti altri comuni del Biellese e contribuisce a creare quella sensazione di tranquillità che accompagna ogni visita.
Tra le principali frazioni troviamo Venarolo, Giunchio, Gabbio, Peiro, Ponte Strona, Vacchera e lo stesso capoluogo di Ailoche. Ognuna conserva piccole testimonianze della storia locale, antiche abitazioni in pietra e scorci panoramici che meritano una sosta.
Passeggiando tra queste borgate si percepisce ancora il forte legame con il passato agricolo e pastorale del territorio. Molte case sono state recuperate con cura, mentre altre raccontano il fenomeno dello spopolamento che ha interessato gran parte delle montagne biellesi nel corso del Novecento.
Proprio questa autenticità rappresenta uno degli aspetti più affascinanti di Ailoche. Non troverai attrazioni spettacolari o grandi monumenti, ma un territorio che invita a rallentare, osservare e lasciarsi sorprendere dai piccoli dettagli.
Natura, sentieri e panorami
Ailoche è una meta ideale per chi ama camminare nella natura. I boschi che circondano il paese sono attraversati da numerosi sentieri utilizzati un tempo da minatori, pastori e abitanti delle diverse frazioni per spostarsi da un versante all’altro.
Durante le nostre esplorazioni abbiamo percorso diversi di questi antichi tracciati, spesso immersi tra castagneti, ruscelli e scorci che si aprono improvvisamente sulle Prealpi Biellesi. È un ambiente che cambia continuamente con il susseguirsi delle stagioni: il verde intenso della primavera, i colori caldi dell’autunno e la quiete dell’inverno regalano ogni volta un’esperienza diversa.
Per gli appassionati di trekking, Ailoche rappresenta anche un ottimo punto di partenza per raggiungere l’Alpe Noveis e altri itinerari escursionistici della zona.
Dove dormire ad Ailoche
Ailoche è un piccolo comune delle Prealpi Biellesi e l’offerta ricettiva è piuttosto limitata. Se desideri trascorrere più di una giornata alla scoperta del paese e dei suoi sentieri, ti consigliamo di valutare anche le strutture presenti nei comuni vicini.
Per trovare hotel, agriturismi e B&B aggiornati ti consigliamo di verificare le strutture disponibili nei dintorni di Ailoche, in particolare tra Valdilana, Coggiola, Crevacuore e Borgosesia, che rappresentano le basi migliori per esplorare questa parte del Biellese.
Come arrivare ad Ailoche
Ailoche si trova nella parte nord-orientale della provincia di Biella ed è facilmente raggiungibile in auto, il mezzo più pratico per visitare il territorio e le sue numerose frazioni.
Il paese dista circa 30 chilometri da Biella e si raggiunge seguendo la strada che attraversa la Valsessera in direzione dell’Alpe Noveis.
Se desideri visitare anche le frazioni, il Santuario della Brugarola e gli altri punti d’interesse, ti consigliamo di dedicare almeno mezza giornata, meglio ancora un’intera giornata se vuoi percorrere anche alcuni sentieri e visitare con calma i dintorni.
Vale la pena visitare Ailoche?
Assolutamente sì, soprattutto se ami scoprire i luoghi meno conosciuti.
Ailoche non è una destinazione che colpisce con grandi attrazioni turistiche o monumenti celebri. La sua forza è un’altra: l’autenticità. Qui il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso e ogni incontro contribuisce a raccontare un pezzo della storia del paese.
È stato il primo comune che abbiamo esplorato con ExploreBiella e, forse anche per questo, continua a occupare un posto speciale nei nostri ricordi. Tra il Santuario della Brugarola, Piasca, il Duomo della Montagna, le Miniere di Ferro e le tante persone che ci hanno accolto con entusiasmo, abbiamo scoperto un Biellese che nemmeno noi conoscevamo davvero.
Quando lasciammo Ailoche, non avevamo soltanto scoperto un nuovo comune del Biellese. Avevamo capito che ExploreBiella avrebbe funzionato. Se il primo paese in ordine alfabetico era riuscito a sorprenderci così tanto, chissà cosa avrebbero riservato tutti gli altri. E, guardandoci indietro oggi, possiamo dire che Ailoche aveva già anticipato lo spirito che avrebbe accompagnato ogni esplorazione successiva.
Se deciderai di visitare Ailoche, il consiglio è quello di farlo senza fretta. È proprio così che, secondo noi, si riesce a scoprire davvero cosa vedere ad Ailoche, andando oltre i luoghi più conosciuti e lasciandosi guidare dalle persone che lo vivono ogni giorno.
Continua a scoprire il Biellese
Ailoche è stato il primo comune esplorato nell’ambito di ExploreBiella, ma il viaggio continua. Se vuoi conoscere altri borghi, sentieri e luoghi poco conosciuti della provincia, scopri tutti gli articoli del progetto ExploreBiella.
FAQ su Ailoche
Dove si trova Ailoche?
Ailoche si trova nella parte nord-orientale della provincia di Biella, tra le Prealpi Biellesi e la Valsessera, a circa 30 chilometri dal capoluogo. È un piccolo comune immerso nella natura, composto da numerose frazioni distribuite tra colline e boschi.
Quali sono le principali attrazioni di Ailoche?
Le principali attrazioni di Ailoche sono il Santuario della Brugarola, la frazione storica di Piasca, la Casa Museo del Beato Giacobino Canepacio, il Duomo della Montagna e le antiche Miniere di Ferro, uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi del Biellese.
È possibile visitare le Miniere di Ferro?
Le Miniere di Ferro di Ailoche non devono essere esplorate autonomamente. Pozzi, cunicoli instabili e aperture nascoste dalla vegetazione rendono l’area pericolosa. È opportuno accedervi soltanto nell’ambito di eventuali visite autorizzate e accompagnati da persone esperte.
Perché la Chiesa di San Bernardo è chiamata “Duomo della Montagna”?
La Chiesa di San Bernardo è conosciuta come Duomo della Montagna per le sue dimensioni imponenti rispetto al piccolo centro abitato. Vista dalla frazione di Piasca domina l’intero paese ed è diventata uno dei simboli di Ailoche.
Quanto tempo serve per visitarla?
Per visitare i principali luoghi d’interesse è consigliabile dedicare almeno mezza giornata. Se desideri percorrere anche i sentieri, visitare le frazioni e conoscere con calma il territorio, l’ideale è trascorrere un’intera giornata ad Ailoche.
Quando visitare Ailoche?
Ailoche è una meta piacevole in ogni stagione. La primavera e l’autunno sono i periodi migliori per passeggiare tra boschi e frazioni, mentre ad agosto puoi visitare il Santuario della Brugarola durante la tradizionale festa dedicata alla Madonna.




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