Cosa vedere a Bologna: luoghi da non perdere e itinerario

Cosa vedere a Bologna se è la prima volta che visiti la città? Piazza Maggiore e San Petronio sono quasi inevitabili, ma basta iniziare a camminare sotto i portici per rendersi conto che Bologna offre molto più dei suoi monumenti più conosciuti.

PROMO:

Noi l’abbiamo scoperta passeggiando nel centro storico, entrando nell’Archiginnasio, attraversando le vie del Quadrilatero e raggiungendo le Due Torri. Abbiamo poi seguito uno dei percorsi più caratteristici della città, quello che sotto i portici sale fino al Santuario della Madonna di San Luca.

Bologna è però una città che merita di essere esplorata senza limitarsi a una lista di attrazioni. È la città dell’università, dei portici, delle torri medievali e di una tradizione gastronomica che diventa parte integrante del viaggio.

In questa guida abbiamo raccolto i luoghi da vedere a Bologna, partendo dalle tappe che abbiamo visitato personalmente e aggiungendo ciò che può aiutarti a costruire un itinerario in base al tempo che hai a disposizione.

Se vuoi abbinare la città ai suoi dintorni, trovi invece il nostro weekend a Bologna di 3 giorni, che combina Bologna con Dozza, Monteveglio e i Colli Bolognesi.

Indice dei contenuti

Cosa vedere a Bologna: le tappe da non perdere

Se visiti Bologna per la prima volta, questi sono i luoghi che inserirei nell’itinerario:

  1. Piazza Maggiore
  2. Basilica di San Petronio
  3. Fontana del Nettuno
  4. Archiginnasio e Teatro Anatomico
  5. Quadrilatero
  6. Due Torri
  7. Piazza Santo Stefano e le Sette Chiese
  8. Ghetto Ebraico
  9. Finestrella di Via Piella
  10. Portici di Bologna
  11. Santuario della Madonna di San Luca
  12. Palazzo d’Accursio e Torre dell’Orologio

Con più tempo puoi aggiungere musei, chiese e quartieri meno frequentati oppure utilizzare Bologna come punto di partenza per scoprire i borghi e le colline che circondano la città.

Il centro storico di Bologna si può vistare comodamente a piedi
Il centro storico di Bologna si può vistare comodamente a piedi

Come visitare Bologna

Il centro storico di Bologna si presta particolarmente bene a essere scoperto a piedi. Molte delle attrazioni principali si trovano a breve distanza l’una dall’altra e i portici permettono di attraversare buona parte della città riparati dal sole o dalla pioggia.

Per una prima visita puoi partire da Piazza Maggiore e costruire un percorso quasi circolare attraverso il centro, raggiungendo Archiginnasio, Quadrilatero, Due Torri e Santo Stefano.

San Luca rappresenta invece una tappa diversa: il santuario si trova sul Colle della Guardia e può essere raggiunto percorrendo a piedi il celebre portico oppure utilizzando i collegamenti disponibili.

Se hai un solo giorno a Bologna, concentrati sul centro storico e scegli se concludere la visita a San Luca. Con due o tre giorni puoi aggiungere musei, quartieri e luoghi meno centrali senza dover correre da un’attrazione all’altra.

Se è la tua prima volta in città e preferisci avere subito un quadro generale, puoi anche visitare il centro di Bologna con un tour guidato a piedi, scoprendo insieme a una guida alcuni dei principali monumenti prima di continuare l’itinerario in autonomia.

Piazza Maggiore, il cuore di Bologna

Se ti stai chiedendo cosa vedere a Bologna durante una prima visita, Piazza Maggiore è il punto dal quale inizierei.

La piazza nasce nel XIII secolo, quando il Comune iniziò ad acquisire edifici e terreni per creare uno spazio capace di rappresentare il potere delle istituzioni cittadine e, allo stesso tempo, diventare il centro degli scambi e delle attività pubbliche.

Ancora oggi è difficile immaginare Bologna senza partire da qui.

Intorno a Piazza Maggiore si affacciano alcuni degli edifici più importanti del centro storico: Palazzo d’Accursio, Palazzo del Podestà, Palazzo dei Notai, Palazzo dei Banchi e, naturalmente, la Basilica di San Petronio.

Prima di iniziare a entrare nei singoli monumenti, però, fermati qualche minuto nella piazza. È uno di quei luoghi nei quali monumenti, portici, locali e vita quotidiana convivono continuamente e rappresenta un ottimo punto di partenza per orientarti nel centro.

Da qui possiamo inoltre raggiungere in pochi minuti molte delle tappe che incontreremo nel nostro itinerario: Piazza del Nettuno, l’Archiginnasio, il Quadrilatero e, continuando verso est, le Due Torri.

La Fontana del Nettuno

Accanto a Piazza Maggiore si apre Piazza del Nettuno, dominata dalla grande fontana che rappresenta uno dei simboli di Bologna.

La Fontana del Nettuno venne realizzata nel XVI secolo, con la statua del dio scolpita da Giambologna. Le dimensioni della figura e la posizione al centro della piazza spiegano facilmente perché i bolognesi abbiano finito per chiamarla familiarmente il Gigante.

Avvicinandoti puoi osservare meglio la composizione della fontana, con figure, delfini e giochi d’acqua che circondano Nettuno.

È una tappa praticamente inevitabile durante una passeggiata nel centro: Piazza Maggiore e Piazza del Nettuno sono adiacenti e vengono quasi percepite come un unico grande spazio urbano.

Su Piazza del Nettuno si affacciano inoltre Palazzo Re Enzo e Salaborsa, quindi vale la pena utilizzarla non soltanto come punto nel quale fotografare la fontana, ma come passaggio verso altri luoghi del centro storico.

Basilica di San Petronio, weekend a Bologna
Basilica di San Petronio a Bologna

Basilica di San Petronio, il simbolo incompiuto di Bologna

A dominare Piazza Maggiore troviamo la Basilica di San Petronio, dedicata al patrono della città e riconoscibile immediatamente per la sua particolare facciata incompiuta.

La costruzione iniziò alla fine del XIV secolo e il progetto cambiò più volte nel corso dei secoli. La parte inferiore della facciata venne rivestita in marmo, mentre quella superiore rimase in laterizio, creando il contrasto che ancora oggi caratterizza l’edificio.

Nonostante la posizione e le dimensioni monumentali, San Petronio non è la cattedrale di Bologna. La basilica nacque come tempio civico voluto dal Comune; la cattedrale cittadina è invece San Pietro, lungo Via Indipendenza.

Entrando, le dimensioni dell’edificio diventano ancora più evidenti. L’interno è suddiviso in tre navate sulle quali si aprono ventidue cappelle, alcune delle quali custodiscono importanti testimonianze artistiche.

Tra queste spicca la Cappella dei Re Magi, conosciuta anche come Cappella Bolognini, decorata da Giovanni da Modena.

L’ingresso generale alla basilica è attualmente gratuito, mentre per alcune cappelle è previsto un biglietto. Prima della visita controlla comunque sempre eventuali variazioni di accesso legate alle celebrazioni religiose.

La Meridiana di Cassini

Uno degli elementi più curiosi all’interno della basilica è la Meridiana di Cassini, che attraversa obliquamente il pavimento della navata sinistra.

Venne realizzata nel 1655 dall’astronomo Gian Domenico Cassini e misura circa 67 metri.

Il funzionamento è tanto semplice da comprendere quanto affascinante da osservare: la luce solare entra attraverso un piccolo foro posto nella volta e viene proiettata sul pavimento, permettendo di determinare con grande precisione il mezzogiorno locale e di studiare il movimento apparente del Sole.

Durante una visita a San Petronio non limitarti quindi a osservare altari e cappelle: cerca la lunga linea che attraversa il pavimento e prova a immaginare la basilica trasformata, nel Seicento, in un enorme strumento astronomico.

La visita alla Meridiana è attualmente compresa nell’accesso gratuito alla basilica.

Tra architettura e affreschi l'Archiginnasio è uno dei luoghi più belli della città - Cosa vedere a Bologna
Tra architettura e affreschi l’Archiginnasio è uno dei luoghi più belli della città – Cosa vedere a Bologna

Archiginnasio di Bologna e Teatro Anatomico

Lasciando Piazza Maggiore bastano pochi minuti a piedi per raggiungere l’Archiginnasio di Bologna, uno dei luoghi che inserirei senza esitazioni tra le cose da vedere durante una prima visita alla città.

L’edificio venne costruito nel XVI secolo con l’obiettivo di riunire in un’unica sede gli insegnamenti universitari fino ad allora distribuiti in diversi luoghi di Bologna.

Oggi basta entrare nel cortile e percorrere logge e scaloni per ritrovare le tracce di quella storia. Pareti e volte sono ricoperte da migliaia di stemmi, iscrizioni e monumenti dedicati a studenti e docenti che frequentarono l’università.

L’Archiginnasio ospita oggi la Biblioteca Comunale, ma alcuni dei suoi ambienti storici sono visitabili e permettono di comprendere quanto profondamente la presenza dell’università abbia contribuito a costruire l’identità di Bologna.

La parte che più ci ha colpito durante la visita è però il Teatro Anatomico.

Il Teatro Anatomico è una visita da non perdere - Cosa vedere a Bologna
Il Teatro Anatomico è una visita da non perdere – Cosa vedere a Bologna

Il Teatro Anatomico

Realizzato nel XVII secolo, il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio veniva utilizzato per le lezioni di anatomia e per le dissezioni dei cadaveri.

L’ambiente è quasi interamente rivestito in legno e presenta una struttura ad anfiteatro: gli studenti prendevano posto sulle gradinate mentre al centro della sala si svolgevano le dimostrazioni anatomiche.

Alzando lo sguardo puoi osservare statue e decorazioni dedicate alla medicina e all’anatomia. Tra le figure più caratteristiche troviamo gli Spellati, due statue lignee che rappresentano corpi umani privati della pelle e sorreggono il baldacchino della cattedra utilizzata dal professore.

La sala che vediamo oggi è in buona parte frutto della ricostruzione effettuata dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, che nel 1944 causarono gravissimi danni all’Archiginnasio. Nel restauro vennero recuperati e riutilizzati gli elementi originali che era stato possibile salvare.

Visitare il Teatro Anatomico significa quindi entrare non soltanto in uno degli ambienti più insoliti di Bologna, ma in un luogo strettamente legato alla storia della sua università.

La Sala dello Stabat Mater

Il biglietto per gli ambienti monumentali permette normalmente di visitare anche la Sala dello Stabat Mater, antica aula utilizzata dagli studenti di diritto.

Il nome attuale deriva da un avvenimento molto successivo alla vita universitaria dell’edificio: qui, nel 1842, venne eseguito per la prima volta in Italia lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, diretto da Gaetano Donizetti.

Anche questa sala conserva numerosi stemmi e monumenti che raccontano la presenza di studenti provenienti da differenti territori e permette di completare la visita agli ambienti storici dell’Archiginnasio.

L’accessibilità può variare in occasione di eventi e iniziative culturali, quindi controlla sempre le condizioni di visita aggiornate prima di partire.

La pausa pranzo è al Quadrilatero, quartiere ricco di botteghe e ristoranti
La pausa pranzo è al Quadrilatero, quartiere ricco di botteghe e ristoranti – Cosa vedere a Bologna

Il Quadrilatero, tra botteghe e sapori di Bologna

Uscendo dall’Archiginnasio ci troviamo praticamente alle porte del Quadrilatero, una delle zone più caratteristiche del centro storico di Bologna.

Tra Via Pescherie Vecchie, Via Drapperie e le strade circostanti sopravvive l’antica vocazione commerciale di questa parte della città. Passeggiando troviamo botteghe, banchi alimentari, locali e attività che rendono il quartiere particolarmente vivace durante tutta la giornata.

Noi ci siamo fermati qui anche per conoscere alcuni dei sapori della tradizione bolognese, ma il Quadrilatero merita di essere attraversato indipendentemente dalla voglia di sedersi a tavola. Insegne, merci esposte e strette vie creano infatti uno degli scorci più riconoscibili della città.

Se vuoi approfondire la parte gastronomica del viaggio, nella nostra guida su dove mangiare a Bologna trovi i locali che abbiamo provato e le esperienze legate ai prodotti del territorio.

Puoi anche trasformare questa parte della visita in un’esperienza più approfondita partecipando a un tour gastronomico di Bologna, combinando la scoperta del centro con assaggi e tradizioni locali.

Il Mercato di Mezzo

Nel cuore del Quadrilatero troviamo anche il Mercato di Mezzo, uno spazio storicamente legato al commercio alimentare e oggi occupato da diverse proposte gastronomiche.

Può essere una tappa comoda durante l’itinerario, soprattutto se vuoi fare una pausa senza allontanarti dai principali luoghi da visitare nel centro.

Più che considerarlo un’attrazione da raggiungere appositamente, lo inserirei quindi naturalmente nella passeggiata attraverso il Quadrilatero prima di continuare verso le Due Torri.

La Torre degli Asinelli e la Torre Garisenda svettano nel centro di Bologna
La Torre degli Asinelli e la Torre Garisenda svettano nel centro di Bologna

Le Due Torri, simbolo di Bologna

Continuando dal Quadrilatero raggiungiamo Piazza di Porta Ravegnana, dove si alzano la Torre degli Asinelli e la Garisenda, le celebri Due Torri di Bologna.

Costruite nel Medioevo, avevano funzioni difensive e di segnalazione, ma rappresentavano anche il prestigio delle famiglie alle quali erano legate. Oggi sono uno dei simboli più immediatamente riconoscibili della città.

La Torre degli Asinelli è la più alta: raggiunge circa 97 metri e al suo interno una scala di 498 gradini conduceva fino alla sommità.

Accanto si trova la Garisenda, molto più bassa e immediatamente riconoscibile per la forte inclinazione. Anche Dante la citò nel XXXI canto dell’Inferno, contribuendo a legare la torre alla storia letteraria italiana.

Trovarsi ai loro piedi permette di rendersi conto delle dimensioni e soprattutto della pendenza della Garisenda, molto più evidente dal vivo di quanto possa sembrare nelle fotografie.

La nostra salita sulla Torre degli Asinelli

Durante il nostro viaggio a Bologna abbiamo avuto la possibilità di salire sulla Torre degli Asinelli.

Ricordo ancora la lunga successione di gradini della scala interna: 498 per arrivare fino alla sommità. La salita richiedeva un po’ di fatica, ma una volta raggiunto il punto più alto la vista permetteva di osservare Bologna da una prospettiva completamente diversa.

Dall’alto emergevano i tetti del centro storico, le altre torri e, oltre la città, le colline che circondano Bologna.

Oggi questa esperienza appartiene però al racconto del nostro viaggio e non deve essere considerata un’attività attualmente disponibile.

La Torre degli Asinelli è chiusa al pubblico e l’area delle Due Torri è interessata dagli interventi legati alla Garisenda. Se stai organizzando una visita, controlla sempre gli aggiornamenti ufficiali prima della partenza: la situazione potrebbe cambiare in futuro.

Le Due Torri rimangono comunque una tappa fondamentale durante una passeggiata nel centro di Bologna, anche osservandole soltanto dall’esterno.

Torre dell’Orologio, un’alternativa per vedere Bologna dall’alto

Se vuoi comunque osservare Bologna dall’alto, puoi tornare verso Piazza Maggiore e salire sulla Torre dell’Orologio di Palazzo d’Accursio.

Il percorso permette di entrare nella torre, osservare il meccanismo dell’orologio e raggiungere le terrazze panoramiche, dalle quali lo sguardo si apre sul centro storico e sulle colline.

La visita comprende anche l’accesso alle Collezioni Comunali d’Arte ospitate all’interno di Palazzo d’Accursio, quindi può diventare qualcosa di più di una semplice alternativa alla vecchia salita sull’Asinelli.

La terrazza più alta si raggiunge attraverso una scala stretta e sono previste specifiche condizioni di accesso. Ti consiglio quindi di controllare le informazioni aggiornate prima della prenotazione.

Se vuoi inserire questa esperienza nell’itinerario puoi prenotare la visita alla Torre dell’Orologio e scegliere l’orario più comodo per la tua giornata a Bologna.

Il complesso della Sette Chiese è un susseguirsi di chiostri e luoghi di preghiera - Cosa vedere a Bologna
Il complesso della Sette Chiese è un susseguirsi di chiostri e luoghi di preghiera – Cosa vedere a Bologna

Piazza Santo Stefano e il complesso delle Sette Chiese

Dalle Due Torri basta una breve passeggiata per raggiungere Piazza Santo Stefano, uno degli angoli di Bologna che personalmente inserirei sempre in un primo itinerario attraverso il centro.

La piazza ha una forma particolare, quasi triangolare, ed è circondata da palazzi e portici che accompagnano lo sguardo verso il Complesso di Santo Stefano.

È conosciuto anche come Sette Chiese, anche se il nome non deve essere interpretato come la presenza attuale di sette edifici completamente distinti. Il complesso si è infatti sviluppato e trasformato nel corso dei secoli attraverso chiese, cortili e ambienti collegati tra loro.

Entrando passiamo così da uno spazio all’altro e la visita assume quasi la forma di un piccolo percorso attraverso differenti epoche della storia religiosa della città.

Tra gli ambienti più caratteristici troviamo la Chiesa del Crocifisso, la Basilica del Sepolcro, la Chiesa dei Santi Vitale e Agricola, il Cortile di Pilato e il chiostro.

Ma Santo Stefano non è soltanto un luogo da visitare all’interno. Prima o dopo l’ingresso fermati nella piazza: lontano dal traffico di alcune delle strade principali, è uno dei punti nei quali vale la pena semplicemente rallentare e osservare Bologna.

Il Ghetto Ebraico di Bologna

Lasciando Piazza Santo Stefano possiamo continuare la passeggiata verso un’altra zona interessante del centro storico: l’antico Ghetto Ebraico di Bologna.

Il quartiere conserva ancora oggi l’intrico di strade e passaggi che caratterizzava questa parte della città. Tra Via dell’Inferno, Via de’ Giudei e le vie circostanti troviamo edifici storici, botteghe e scorci che raccontano un volto differente rispetto alle grandi piazze monumentali.

Il ghetto venne istituito nel XVI secolo e la comunità ebraica fu obbligata a vivere all’interno dell’area fino all’espulsione da Bologna alla fine dello stesso secolo.

Oggi possiamo attraversare liberamente queste strade e raggiungere anche il Museo Ebraico di Bologna, ospitato a Palazzo Pannolini, utile se vuoi approfondire la storia e la presenza ebraica in città e nel territorio emiliano-romagnolo.

Più che cercare un singolo monumento, qui ti consiglio di concederti semplicemente una passeggiata. È proprio la struttura delle vie, con passaggi stretti e improvvisi scorci, a rendere interessante questa parte del centro.

La Finestrella di Via Piella e i canali nascosti di Bologna

Tra le cose più curiose da vedere a Bologna c’è la celebre Finestrella di Via Piella, una piccola apertura che permette di affacciarsi sul Canale delle Moline.

La prima volta può sorprendere scoprire un corso d’acqua tra gli edifici del centro. Bologna possedeva infatti una fitta rete di canali, utilizzati nel corso dei secoli per alimentare attività artigianali e produttive.

Gran parte di questa rete venne successivamente coperta e oggi scorre sotto strade ed edifici, ma in alcuni punti l’acqua torna visibile.

La Finestrella è diventata il luogo più conosciuto per osservare questo volto nascosto della città: aprendola compare uno scorcio incorniciato dalle case che si affacciano sul canale.

È una tappa breve e non la considererei un’attrazione per la quale attraversare Bologna appositamente. Se però stai passeggiando nel centro, vale la pena inserirla nel percorso e scoprire così una parte della storia cittadina che rimane normalmente nascosta sotto i nostri piedi.

I portici di Bologna, Patrimonio Mondiale UNESCO

Non serve cercare un luogo preciso per incontrare uno degli elementi più caratteristici di Bologna: basta iniziare a camminare nel centro storico.

I portici di Bologna accompagnano infatti strade, piazze ed edifici creando una rete che nel corso dei secoli è diventata parte integrante dell’identità urbana.

La loro origine è legata all’espansione della città medievale. La necessità di aumentare gli spazi abitabili portò alla realizzazione di strutture sporgenti dai piani superiori degli edifici, sostenute inizialmente da elementi in legno e successivamente trasformate nei portici che ancora oggi caratterizzano Bologna.

Nel 2021 dodici componenti rappresentative del sistema dei portici di Bologna sono state inserite nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. Non significa quindi che ogni singolo portico cittadino sia individualmente riconosciuto dall’UNESCO: il sito comprende una selezione di complessi appartenenti a epoche e aree differenti.

Durante una visita ti accorgerai però che il loro valore va ben oltre il riconoscimento storico e architettonico. I portici modificano concretamente il modo in cui viviamo la città: permettono di camminare al riparo dalla pioggia e dal sole e collegano negozi, abitazioni, piazze e monumenti.

Tra tutti, ce n’è uno che conduce verso una delle tappe più importanti del nostro itinerario: il Santuario della Madonna di San Luca.

Santuario Madonna di San Luca - Cosa vedere a Bologna
Santuario Madonna di San Luca – Cosa vedere a Bologna

Il Santuario della Madonna di San Luca

Il Santuario della Madonna di San Luca domina Bologna dal Colle della Guardia ed è uno dei luoghi più legati alla storia e all’identità della città.

Puoi naturalmente raggiungerlo senza affrontare l’intero percorso a piedi, ma se hai tempo e voglia di camminare il modo più caratteristico per arrivare al santuario è seguire il lungo portico che sale dalla città.

Noi scegliemmo proprio questa soluzione.

Il percorso inizia nella zona di Porta Saragozza e prosegue per circa 3,8 chilometri, accompagnando progressivamente dalla città verso la collina. Lungo il cammino si attraversa anche l’Arco del Meloncello, uno degli elementi architettonici più riconoscibili del percorso.

La prima parte è relativamente semplice, mentre avvicinandosi al santuario la salita diventa più evidente. Se hai già trascorso diverse ore camminando nel centro di Bologna, tienine conto prima di iniziare il percorso.

Una volta raggiunto San Luca, però, cambia completamente anche la prospettiva sulla città: ci troviamo lontani dalle strade del centro e immersi nel paesaggio delle colline bolognesi.

Se ami camminare, considero la salita sotto il portico una delle esperienze più caratteristiche da fare a Bologna.

Come raggiungere San Luca senza salire a piedi

Non è necessario percorrere tutti i chilometri del portico per visitare il Santuario di San Luca.

Se hai poco tempo, viaggi con bambini o semplicemente non vuoi affrontare la salita, puoi verificare i collegamenti disponibili dal centro di Bologna e raggiungere il santuario con una soluzione più comoda.

Esistono inoltre esperienze turistiche che collegano il centro a San Luca e permettono di inserire la visita anche all’interno di una giornata dedicata alle principali attrazioni cittadine.

Prima di scegliere controlla sempre percorso, durata e punto di partenza, soprattutto se vuoi combinare San Luca con altre visite già prenotate.

Puoi confrontare tour ed esperienze per visitare San Luca e scegliere la soluzione più adatta al tuo itinerario.

Musei di Bologna: quali scegliere

Se hai più di un giorno a disposizione, puoi completare l’itinerario scegliendo uno dei musei di Bologna in base ai tuoi interessi.

L’offerta è molto ampia e cercare di visitarne troppi durante un soggiorno breve rischierebbe di togliere tempo alla scoperta della città. Per una prima visita ne selezionerei soprattutto quattro.

Pinacoteca Nazionale di Bologna

Se ami la pittura, la Pinacoteca Nazionale di Bologna è probabilmente il museo dal quale inizierei.

La collezione permette di attraversare diversi secoli di arte emiliana e italiana e comprende opere di artisti come Giotto, Raffaello, Perugino, Parmigianino, i Carracci e Guido Reni.

La Pinacoteca si trova inoltre nella zona universitaria, quindi puoi facilmente inserirla in un itinerario che comprende Via Zamboni e le strade legate alla storia dell’Università di Bologna.

Museo Civico Archeologico

Il Museo Civico Archeologico è invece particolarmente indicato se ti interessano archeologia e civiltà antiche.

Si trova a pochi passi da Piazza Maggiore, all’interno di Palazzo Galvani, e conserva importanti raccolte che permettono di approfondire anche la storia più antica di Bologna e del suo territorio.

Tra le collezioni trovi reperti legati alla civiltà etrusca, romana e greca, oltre a una significativa collezione egizia.

La posizione lo rende uno dei musei più semplici da aggiungere al percorso nel centro storico, soprattutto se il meteo non invita a trascorrere tutta la giornata all’aperto.

MAMbo, per l’arte moderna e contemporanea

Se preferisci l’arte più recente puoi scegliere il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, situato negli spazi dell’ex Forno del Pane.

È una visita molto diversa rispetto alla Pinacoteca e permette di conoscere il ruolo assunto da Bologna nella cultura artistica italiana del Novecento e contemporanea.

Lo inserirei soprattutto in un secondo o terzo giorno, quando hai già visitato i principali monumenti del centro.

Palazzo Poggi e la Bologna della scienza

Un’alternativa particolarmente coerente con la storia universitaria della città è Palazzo Poggi, lungo Via Zamboni.

Le sue collezioni permettono di entrare nel mondo della ricerca e dell’insegnamento scientifico attraverso strumenti, reperti e raccolte sviluppate nei secoli dall’Istituto delle Scienze.

Se durante la visita all’Archiginnasio ti ha incuriosito il rapporto tra Bologna e la sua università, Palazzo Poggi rappresenta quindi un naturale approfondimento.

Non cercherei di visitarli tutti nello stesso viaggio: scegli il museo più vicino ai tuoi interessi e utilizzalo per completare l’itinerario senza trasformare la visita a Bologna in una corsa tra collezioni.

Dentro al complesso delle Sette Chiese si resta a bocca aperta
Dentro al complesso delle Sette Chiese si resta a bocca aperta – Cosa vedere a Bologna

Bologna insolita: cosa vedere oltre i luoghi più famosi

Piazza Maggiore, le Due Torri e San Luca sono le tappe che quasi inevitabilmente associamo a una prima visita, ma basta deviare dalle strade più frequentate per incontrare anche una Bologna più insolita e curiosa.

Alcuni di questi luoghi richiedono soltanto pochi minuti e possono essere facilmente inseriti mentre ti sposti da un’attrazione all’altra.

Le tre frecce di Strada Maggiore

Sotto il portico di Corte Isolani, lungo Strada Maggiore, alzando lo sguardo puoi cercare tre frecce conficcate nel legno.

Intorno alla loro presenza sono nate diverse leggende, la più famosa delle quali racconta di tre arcieri incaricati di uccidere una donna che, distraendoli con la propria bellezza, avrebbe fatto sbagliare loro il bersaglio.

Qualunque sia l’origine reale delle frecce, cercarle è diventato uno dei piccoli giochi da fare passeggiando nel centro di Bologna.

Il Voltone del Podestà e il telefono senza fili

Tornando in Piazza Maggiore puoi provare un’altra delle curiosità più conosciute della città.

Sotto il Voltone del Podestà, mettendoti in uno degli angoli e parlando rivolto verso il muro, la particolare acustica permette a una persona posizionata nell’angolo opposto di sentire chiaramente la tua voce.

È una piccola esperienza che richiede pochi minuti e che puoi provare mentre visiti Piazza Maggiore e gli edifici circostanti.

Il dito di Nettuno

Anche la Fontana del Nettuno nasconde una curiosità legata alla prospettiva.

Da un preciso punto della pavimentazione, osservando la statua di Giambologna, il pollice della mano sinistra di Nettuno si sovrappone visivamente alla figura creando una particolare illusione ottica.

Non è certo una ragione per raggiungere appositamente la piazza, ma visto che il Nettuno fa già parte del nostro itinerario vale la pena cercare il punto dal quale osservare questo curioso effetto.

Le tracce dei canali

La Finestrella di Via Piella è il punto più famoso, ma non è l’unico luogo nel quale possiamo ritrovare la storia della Bologna delle acque.

Passeggiando nel centro puoi incontrare altri scorci e riferimenti alla rete di canali che per secoli alimentò attività produttive e mulini cittadini.

Se questo aspetto ti incuriosisce, la Finestrella può quindi diventare il punto di partenza per guardare Bologna con occhi diversi e cercare le tracce di una città che oggi scorre in parte nascosta sotto le strade.

Bologna è inoltre una città nella quale palazzi storici e spazi espositivi possono cambiare volto attraverso mostre ed eventi temporanei. Prima del viaggio controlla quindi anche il calendario culturale del periodo.

Noi abbiamo vissuto una di queste occasioni nel 2014, quando Palazzo Fava ospitò La ragazza con l’orecchino di perla a Bologna, eccezionalmente arrivata dal Mauritshuis dell’Aia.

Cosa vedere a Bologna in un giorno

Se hai un solo giorno a Bologna, concentrati sul centro storico e costruisci un percorso quasi interamente a piedi. Non riuscirai a vedere tutto, ma puoi conoscere molti dei luoghi simbolo della città senza trascorrere la giornata correndo da un’attrazione all’altra.

Mattina: Piazza Maggiore e il centro storico

Inizia da Piazza Maggiore e dedica la prima parte della mattinata alla Basilica di San Petronio, alla Fontana del Nettuno e agli edifici che circondano la piazza.

Prosegui quindi verso l’Archiginnasio, entrando nel Teatro Anatomico se vuoi approfondire la storia universitaria di Bologna.

Da qui raggiungi facilmente il Quadrilatero, perfetto anche per una pausa pranzo tra le vie del centro.

Pomeriggio: Due Torri e Santo Stefano

Dopo pranzo continua verso le Due Torri, che puoi osservare dall’esterno, e raggiungi Piazza Santo Stefano con il complesso delle Sette Chiese.

Se hai ancora tempo puoi proseguire attraverso il Ghetto Ebraico oppure raggiungere la Finestrella di Via Piella prima di tornare verso il centro.

San Luca oppure Bologna dall’alto?

Con una sola giornata farei infine una scelta.

Se vuoi vivere una delle esperienze più caratteristiche della città, dedica l’ultima parte della giornata a San Luca. Percorrere tutto il portico a piedi richiede però tempo ed energie, quindi valuta anche una soluzione alternativa per raggiungere il santuario.

Se preferisci restare nel centro storico puoi invece salire sulla Torre dell’Orologio e osservare Bologna dall’alto.

In un solo giorno eviterei di aggiungere musei, a meno che uno di essi non sia uno dei motivi principali del tuo viaggio.

Cosa vedere a Bologna in 2 giorni

Con due giorni a Bologna puoi rallentare il ritmo e aggiungere alcune visite che rimarrebbero inevitabilmente fuori da un itinerario di poche ore.

Primo giorno: la Bologna monumentale

Dedica la prima giornata ai luoghi più conosciuti del centro.

Parti da Piazza Maggiore e visita San Petronio, Archiginnasio e Teatro Anatomico, quindi attraversa il Quadrilatero e raggiungi le Due Torri.

Continua verso Piazza Santo Stefano e termina la giornata passeggiando tra le vie del centro. Se vuoi vedere Bologna dall’alto puoi inserire anche la Torre dell’Orologio.

Secondo giorno: portici, San Luca e musei

La seconda giornata può iniziare esplorando il Ghetto Ebraico e raggiungendo la Finestrella di Via Piella.

Dedica poi alcune ore a uno dei musei della città scegliendo in base ai tuoi interessi: Pinacoteca per la pittura, Museo Civico Archeologico per archeologia e antichità, MAMbo per l’arte moderna oppure Palazzo Poggi per approfondire il rapporto tra Bologna, università e scienza.

Nel pomeriggio raggiungi il Santuario della Madonna di San Luca. Se ami camminare puoi seguire il portico da Porta Saragozza; in alternativa scegli uno dei collegamenti disponibili per risparmiare tempo ed energie.

Due giorni permettono già di conoscere bene il centro storico, ma lasciano inevitabilmente fuori una parte della città. Se qualcosa ti interessa particolarmente, preferirei eliminare una tappa piuttosto che comprimere ulteriormente il programma.

Cosa vedere a Bologna in 3 giorni

Con tre giorni a Bologna hai due possibilità: continuare ad approfondire la città oppure utilizzare una giornata per iniziare a scoprire i dintorni.

Se preferisci rimanere a Bologna, utilizza il terzo giorno per visitare i musei rimasti fuori dal programma, passeggiare nella zona universitaria e dedicare più tempo ai quartieri e ai luoghi che hai incontrato velocemente nei primi due giorni.

Puoi anche lasciare qualche ora libera senza programmare visite: Bologna è una città che si presta particolarmente bene a essere scoperta semplicemente camminando sotto i portici e deviando dalle strade più frequentate.

Se invece vuoi alternare città, borghi e paesaggi, tre giorni permettono di costruire un viaggio più ampio.

È proprio quello che abbiamo fatto noi: nel nostro weekend a Bologna di 3 giorni abbiamo dedicato la giornata centrale alla città, utilizzando il giorno di arrivo per scoprire Dozza e quello della partenza per Monteveglio e i Colli Bolognesi.

In questo modo Bologna diventa la base di un piccolo itinerario attraverso tre volti differenti del territorio.

Tour e visite guidate a Bologna

Il centro di Bologna può essere visitato facilmente in autonomia, ma una visita guidata può essere utile se vuoi comprendere meglio la storia dei monumenti, dell’università e dei quartieri che attraversi.

Per una prima visita puoi scegliere un tour a piedi del centro storico, mentre se conosci già le attrazioni principali puoi orientarti verso esperienze più specifiche.

Tra quelle che valuterei ci sono:

  • tour guidati del centro storico, per avere una prima introduzione alla città;
  • tour gastronomici, se vuoi approfondire prodotti e tradizioni della cucina bolognese;
  • esperienze dedicate a San Luca, utili soprattutto se non vuoi affrontare l’intero percorso a piedi;
  • visite e ingressi ai principali monumenti, da combinare con un itinerario autonomo.

Puoi confrontare tour e attività disponibili a Bologna nelle date del tuo viaggio e scegliere soltanto quelle che aggiungono qualcosa al tuo itinerario.

Dove mangiare a Bologna

La gastronomia è parte integrante di un viaggio a Bologna e sarebbe difficile parlare della città senza dedicare almeno un momento ai suoi sapori.

Nel centro storico trovi mercati, botteghe, osterie e ristoranti, ma eviterei di scegliere un locale soltanto perché si trova lungo le strade più frequentate.

Durante i nostri viaggi abbiamo provato diversi indirizzi e conosciuto alcune delle produzioni più caratteristiche del territorio.

Per non trasformare questa guida in un articolo gastronomico, abbiamo raccolto esperienze e consigli nella guida dedicata a dove mangiare a Bologna, dove trovi i locali che abbiamo provato e i prodotti che hanno accompagnato il nostro viaggio.

Dove dormire a Bologna

Se visiti Bologna per la prima volta e rimani soltanto uno o due giorni, sceglierei una sistemazione nel centro storico o nelle immediate vicinanze.

In questo modo puoi raggiungere a piedi gran parte dei luoghi descritti nella guida e vivere il centro anche la sera senza dipendere continuamente dai mezzi pubblici.

Se arrivi in treno può essere comoda anche la zona compresa tra Bologna Centrale e il centro storico, soprattutto per un soggiorno breve.

Se viaggi in auto presta invece particolare attenzione alla ZTL e alla disponibilità di parcheggio: una struttura centralissima non è necessariamente la soluzione più pratica se devi raggiungerla con la macchina.

Puoi confrontare gli hotel disponibili a Bologna nelle date del viaggio e scegliere la zona più adatta al tuo programma.

Come arrivare a Bologna

Bologna è facilmente raggiungibile da molte città italiane e, se vuoi visitare soprattutto il centro storico, il treno è una delle soluzioni più pratiche.

La stazione di Bologna Centrale si trova a breve distanza dal centro e permette di iniziare la visita senza bisogno di un’auto. Puoi raggiungere Piazza Maggiore a piedi oppure utilizzare gli autobus urbani.

Se arrivi in aereo, l’Aeroporto Guglielmo Marconi è collegato alla stazione di Bologna Centrale tramite il Marconi Express.

L’auto diventa invece particolarmente utile se Bologna è soltanto una tappa di un itinerario più ampio o se vuoi esplorare liberamente i dintorni. In questo caso presta attenzione alla ZTL del centro storico e verifica prima della partenza dove lasciare la macchina.

Se vuoi seguire il nostro itinerario tra Bologna, Dozza e Monteveglio puoi anche raggiungere la città con i mezzi pubblici e confrontare le auto a noleggio soltanto per i giorni dedicati ai dintorni.

Come muoversi a Bologna

Una volta arrivato, il modo migliore per scoprire il centro di Bologna è camminare.

Piazza Maggiore, Archiginnasio, Quadrilatero, Due Torri e Santo Stefano si trovano a distanze che permettono di costruire facilmente un itinerario a piedi. I portici rendono inoltre piacevoli molti spostamenti anche quando piove o durante le giornate più calde.

Per raggiungere zone più lontane puoi utilizzare gli autobus urbani, mentre San Luca richiede una valutazione a parte: puoi affrontare il percorso sotto il portico, utilizzare i collegamenti disponibili oppure scegliere un servizio turistico.

Se viaggi in auto eviterei invece di utilizzarla per spostarti tra le attrazioni del centro. Tra ZTL, parcheggi e brevi distanze, rischia di complicare una visita che a piedi risulta molto più semplice.

Quanto tempo serve per visitare Bologna?

Per una prima visita considererei almeno due giorni a Bologna.

In una sola giornata puoi vedere Piazza Maggiore, San Petronio, Archiginnasio, Quadrilatero, Due Torri e Santo Stefano, ma dovrai inevitabilmente fare delle scelte. Inserire anche San Luca rende il programma più intenso.

Con due giorni puoi distribuire meglio le visite, raggiungere San Luca senza fretta e aggiungere un museo o alcuni dei luoghi meno conosciuti.

Tre giorni permettono invece di approfondire ulteriormente Bologna oppure iniziare a esplorare i dintorni.

Se disponi proprio di tre giorni e vuoi alternare città e territorio, puoi prendere spunto dal nostro weekend a Bologna di 3 giorni, che comprende anche Dozza, Monteveglio e i Colli Bolognesi.

La durata ideale dipende naturalmente dai tuoi interessi, ma eviterei di considerare Bologna soltanto una tappa di poche ore: è una città che dà il meglio quando lasci anche un po’ di spazio alle passeggiate senza un programma preciso.

Quando andare a Bologna

Bologna può essere visitata durante tutto l’anno, ma primavera e autunno sono particolarmente piacevoli se vuoi trascorrere molto tempo passeggiando nel centro e raggiungere San Luca a piedi.

In estate le temperature possono essere elevate, quindi conviene organizzare le visite all’aperto nelle ore meno calde. I portici aiutano a trovare riparo dal sole, ma non eliminano naturalmente il caldo.

L’inverno offre invece un’atmosfera diversa e può essere una buona occasione per alternare le passeggiate a musei, palazzi e soste gastronomiche.

Più che scegliere il periodo esclusivamente in base alla stagione, controllerei però il calendario di fiere ed eventi prima di prenotare. In alcune date la domanda alberghiera può aumentare sensibilmente e incidere sia sulla disponibilità sia sui prezzi delle sistemazioni.

Se hai date flessibili, confrontare più periodi può quindi fare una differenza significativa sul costo complessivo del viaggio.

Vale la pena visitare Bologna?

Prima di arrivare conoscevamo naturalmente molti dei simboli di Bologna, ma visitare la città ci ha fatto capire quanto sia riduttivo identificarla soltanto con Piazza Maggiore, le Due Torri o la sua cucina.

Quello che ricordo maggiormente è il modo in cui le diverse anime della città finiscono continuamente per incontrarsi.

Camminiamo sotto portici costruiti nel corso dei secoli e pochi minuti dopo entriamo negli ambienti dell’antica università. Attraversiamo piazze monumentali, ci perdiamo tra le botteghe del Quadrilatero e poi lasciamo gradualmente il centro seguendo il lungo percorso verso San Luca.

Anche per questo, se ti chiedi cosa vedere a Bologna, il mio consiglio è di non costruire un programma troppo rigido. Scegli le tappe che ti interessano davvero, ma lascia anche il tempo per camminare e deviare dal percorso.

Bologna si presta bene a un weekend, ma può diventare anche la base per un viaggio più lungo tra borghi e colline dell’Emilia-Romagna.

Noi abbiamo continuato proprio in questa direzione, raggiungendo Dozza e Monteveglio: se vuoi fare lo stesso trovi tutte le tappe nel nostro itinerario di 3 giorni a Bologna e dintorni.

La bicicletta è un'ottima soluzione per visitare Bologna
La bicicletta è un’ottima soluzione per visitare Bologna – Cosa vedere a Bologna
Informazioni su Gian Luca Sgaggero 716 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

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