Cosa vedere a Camandona, la bellezza delle cose semplici

In un weekend del Gennaio 2015 si è svolta l’esplorazione di Camandona, evento di promozione turistica della provincia di Biella, in cui abito, ideato dagli autori di questo blog a vocazione turistica. Un evento social e di condivisione, perché explore Camandona è stato uno degli episodi di #ExploreBiella. È aperto a tutti e più si è, meglio è! Ti porto con noi a scoprire cosa vedere a Camandona.

Ma nel dettaglio, di cosa si tratta?

  • Si tratta di coinvolgere le autorità locali, incontrare testimoni storici dei paesi, intesi come portatori di antichi ricordi, il più delle volte tramandati solo a voce;
  • Far vedere le cose belle presenti nei nostri paesi, siano esse un semplice scorcio panoramico, una villa da visitare o un sentiero da percorrere in mezzo alla natura;
  • Conoscere persone le cui iniziative personali hanno dato lustro al paese in cui vivono, assaggiare e promuovere prodotti tipici del luogo visitato (… si sa! La buona cucina è sempre fonte di seduzione…).

Riassumendo si tratta di vivere una giornata ricca di emozioni, di ricordi da portare con noi, di ricordi che, in futuro, diverranno bagagli preziosi della nostra vita.

Explore Camandona, il team di Viaggia e Scopri
Explore Camandona, il team di Viaggia e Scopri

Cosa vedere a Camandona

Ora veniamo a #ExploreCamandona: per me quest’esperienza è stata fonte di sorprese.

Essendo Camandona un comune montano, piccolino perché conta 373 abitanti, per me è sempre stato privo di interessi. Non lo conoscevo, e quel poco che sapevo proveniva dai racconti degli amici.

Amici appassionati di montagna e di tutto ciò che ne fa parte, passione che, fino a poco tempo fa, credevo non facesse al caso mio, dato che amo le città come Torino, ricche di fascino e storia.

Invece Camandona è un vero gioiellino.

Dalla piazza principale, Piazza dei Caduti, si trova la sede del comune e lì inizia il mio viaggio.

L’allora sindaco Gian Paolo Botto Steglia, l’assessore Lorenzo Lotto e Ilario Guelpa, lo storico del paese, ci raccontano del perché la piazza è dedicata ai caduti.

A breve sarà “Il giorno della memoria“, data nella quale, noi tutti, ricordiamo l’infelice evento: “la soluzione finale” con cui i nazisti eliminarono sistematicamente milioni di ebrei e non. Nel territorio comunale durante il 1945 si svolsero sanguinosi scontri tra partigiani e forze nazifasciste.

Da questo triste, ma doveroso, ricordo passiamo a osservare un campanile, il campanile storto della chiesa parrocchiale!

Pende, e pende anche più della più famosa torre di Pisa.

Ilario ci dice che ha uno scartamento di 80 cm su 19 metri di altezza effettiva della torre campanaria. Nella foto, verso la sommità, si possono vedere vari rimaneggiamenti. In passato, la torre è crollata più volte per l’eccessiva pendenza, da qui i vari strati di colori delle pietre che portano a termine il campanile.

Saliamo sulla cima, la pendenza si fa sentire, mentre andiamo su per gli stretti gradini dobbiamo appoggiarci alle pareti per non perdere l’equilibrio.

Il panorama sulle colline biellesi è da mozzare il fiato, da un’idea di pace e serenità se non fosse stato interrotto dallo scoccare delle ore… le 10 per esser precisi.

Credimi essere accanto alla campana mentre fa sentire i suoi rintocchi, oltre a essere assordante, al primo ti farà sobbalzare il cuore in gola.

Scesi dalla torre proseguiamo la visita alla scoperta di cosa vedere a Camandona diretti al più famoso Santuario del Mazzucco.

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Santuario del Mazzucco, cosa vedere a Camandona
Santuario del Mazzucco, cosa vedere a Camandona

Il Santuario del Mazzucco, prossimo alla via della transumanza, si trova all’interno di un faggeto, ed è dedicato a Sant’Anna, considerata dalla tradizione cristiana la madre di Maria Vergine. Ci troviamo in luoghi ricchi di testimonianze di fede da parte degli abitanti, per questo motivo su tutto il territorio, oltre la chiesa parrocchiale, si trovano 6 oratori.

Il Mazzucco in passato fu luogo di eremitaggio e, come narra la leggenda, di tristi sepolture. La vicenda vuole che nel 1600 una tremenda epidemia di peste cogliesse gli abitanti di Camandona mietendo diverse vittime.

Gli eremiti, per dare sepoltura alle numerose salme, si servirono di un terreno adiacente il santuario, coprendo poi i morti con strati di terra e calce per evitare ulteriori contagi.

In seguito, a distanza di decenni, un eremita utilizzò il terreno a scopo agricolo cercando poi di vendere gli ortaggi ai locali abitanti del villaggio. La gente di Camandona ovviamente rifiutò l’offerta ricordando il triste passato che vide quel terreno come teatro.

Una leggenda a dimostrare quanto fosse rilevante il santuario per gli abitanti del paese, così importante da creare una storia che lo ricordasse nelle tradizioni del territorio.

Fatto sta che questo bel santuario si trova nel mezzo di un gradevole bosco di faggi e ha un piccolo parco giochi per bambini situato a poca distanza in mezzo alla vegetazione.

L'ufficio d'informazione turistica di Camandona
L’ufficio d’informazione turistica di Camandona

Da qui ci spostiamo e explore Camandona fa tappa all’ufficio turistico del paese, gestito da Luca Patrian. Egli è uno tra i più persuasi che in un momento di crisi, come quello che stiamo attraversando, la visibilità dei piccoli abitati sia necessaria alla loro sopravvivenza.

Luca è inoltre il proprietario di un negozio di alimentari dove, la passione per i formaggi biellesi, l’ha portato a creare una cantina climatizzata per conservare e stagionare al meglio le forme di formaggio, luogo che non potevamo rifiutarci di visitare.

Proseguendo con la visita di Camandona ci dirigiamo a casa di Vittorio Perini, noto scultore.

Le numerose opere presenti ci lasciano estasiati! Sono una più bella dell’altra, sculture in alabastro, in bardiglio imperiale, in marmo bianco di Carrara statuario.

Nelle sue opere si nota la ragguardevole conoscenza del corpo umano, dovuta alla sua professione di ortopedico, esercitata da tutta la vita.

La sua umanità lo porterà in vari stati dell’Africa dove, per aiutare i bambini vittime di mutilazioni di guerra e da malattie, impianterà officine ortopediche.

Personalmente di lui mi ha colpito la semplicità, l’umanità e l’amore che traspare dal modo in cui parla delle sue opere. Un uomo eccezionale sotto molteplici aspetti.

Dopo tutto questo camminare siamo affamati e ci concediamo una pausa alla “Trattoria da Michela“. Piatti tipici, curati nel dettaglio, deliziano il palato e la vista dei commensali.

Il locale non è molto grande per cui è consigliato prenotare, ma stai pur certo che merita andar fin lì anche solo per mangiar bene.

Infine, se devo dirti ancora cosa vedere a Camandona, la risposta è la natura. Questo paese è abbracciato dalle montagne e tra i boschi e la diga non mancano percorsi escursionistici e per trascorrere lunghe giornate immersi nel verde.



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Cosa vedere a Camandona, panoramica della chiesa parrocchiale
Cosa vedere a Camandona, panoramica della chiesa parrocchiale

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