Cosa vedere a Camandona? Prima di partecipare a #ExploreCamandona, devo ammettere che non avrei saputo dare una risposta particolarmente lunga. Conoscevo questo piccolo comune montano del Biellese soprattutto attraverso i racconti degli amici e, abituato ad apprezzare città ricche di storia e monumenti come Torino, pensavo che qui ci fosse ben poco capace di attirare la mia attenzione.
Mi sbagliavo.
Abbiamo trascorso due giornate a Camandona durante #ExploreCamandona, una delle tappe del progetto #ExploreBiella, accompagnati da persone che conoscono profondamente il territorio e le storie tramandate tra le sue frazioni. È stato proprio grazie a loro che un paese apparentemente piccolo ha iniziato, un pezzo alla volta, a rivelarsi.
Camandona è fatta di frazioni sparse sui versanti delle Prealpi biellesi, piccoli oratori, boschi, sentieri e panorami sulla valle, ma anche di racconti curiosi e persone che hanno mantenuto viva la memoria del paese. Durante la nostra visita siamo saliti persino sul suo particolare campanile pendente, abbiamo raggiunto il Santuario del Mazzucco immerso nel bosco e incontrato alcuni personaggi che ci hanno permesso di conoscere Camandona da un punto di vista molto più autentico.
Alla fine di quelle due giornate la mia impressione iniziale era completamente cambiata: Camandona si era rivelata un piccolo gioiello delle montagne biellesi.
In questa guida ti portiamo quindi alla scoperta di cosa vedere a Camandona, ripercorrendo i luoghi che abbiamo visitato durante #ExploreBiella e aggiungendo le informazioni utili per organizzare la tua visita.

Dove si trova Camandona
Camandona si trova in provincia di Biella, nell’alta Valle Strona di Mosso, sulle pendici delle Prealpi biellesi. Il territorio comunale si sviluppa in montagna e sale progressivamente verso boschi, pascoli e alpeggi in direzione del Bocchetto Sessera e dell’Alta Valsessera.
Una delle caratteristiche di Camandona è la sua struttura. Non esiste infatti un unico centro abitato compatto: il comune è formato da 15 frazioni distribuite sul territorio, collegate da strade che risalgono i versanti e attraversano piccoli nuclei di case immersi nel verde.
Questa conformazione influenza anche il modo migliore di visitare Camandona. Più che cercare un vero e proprio centro storico, conviene spostarsi tra le diverse frazioni, fermandosi nei luoghi più interessanti e lasciando spazio anche ai panorami che si aprono lungo il percorso.
Il territorio conserva inoltre un forte legame con la montagna. Dai nuclei abitati si sale verso boschi, pascoli e antichi percorsi utilizzati un tempo per raggiungere gli alpeggi.
Camandona si trova così in una posizione interessante anche per esplorare questa parte del Biellese, tra piccoli paesi, sentieri e ambienti naturali che continuano verso le montagne dell’Oasi Zegna.
Le frazioni di Camandona
Per capire davvero Camandona bisogna spostarsi tra le sue frazioni. Durante #ExploreCamandona ne abbiamo attraversate diverse, tra cui Falletti, Guelpa, Gallo, Governati e Vacchiero, scoprendo un territorio fatto di piccoli nuclei abitati distribuiti lungo il versante della montagna.
Ad accompagnarci c’era Ilario Guelpa, profondo conoscitore della storia locale e preziosa memoria del paese. Grazie ai suoi racconti abbiamo scoperto storie e curiosità che difficilmente avremmo potuto cogliere semplicemente passeggiando tra le case.
Ogni frazione conserva infatti qualche traccia del passato di Camandona: piccoli oratori, abitazioni tradizionali, scorci sulla valle e soprattutto racconti tramandati dagli abitanti. È anche questo intreccio tra luoghi e memoria a rendere interessante l’esplorazione del paese.
Tra le frazioni che abbiamo visitato, Falletti è sicuramente una di quelle che ci ha lasciato più materiale da raccontare.

Frazione Falletti e l’Oratorio dei Santi Pietro e Paolo
Falletti si trova nella parte alta di Camandona, poco più a valle del Santuario del Mazzucco. La sua piazzetta offre un bel panorama verso le frazioni sottostanti e ospita l’Oratorio dei Santi Pietro e Paolo, piccolo edificio religioso che conserva interessanti decorazioni ottocentesche.
Durante la nostra visita Ilario Guelpa ci raccontò una curiosa storia tramandata oralmente in paese. Tra le figure dipinte sulla volta ce n’è una che tiene due chiavi nella mano destra, mentre il braccio sinistro scompare dietro una nuvola. Secondo la tradizione locale, il pittore avrebbe voluto ricordare una ragazza della zona che sarebbe stata aggredita da un lupo e ferita proprio a quel braccio.
Non esistono, per quanto sappiamo, documenti che confermino la vicenda: è una delle storie che la memoria orale di Camandona ha tramandato nel tempo e proprio per questo ci sembra interessante conservarne il racconto.
Dietro l’oratorio si trova inoltre una villa settecentesca legata a Edgardo Sogno, protagonista della Resistenza italiana e medaglia d’oro al valor militare.
Alla fine di luglio Falletti è legata anche alle celebrazioni dedicate a Sant’Anna, una tradizione che unisce la frazione al vicino Santuario del Mazzucco.
Se vuoi conoscere meglio la borgata e vedere il video in cui Ilario Guelpa ci accompagna all’interno dell’oratorio, puoi leggere il nostro approfondimento dedicato a frazione Falletti di Camandona.
Piazza dei Caduti e la chiesa parrocchiale
Il nostro itinerario alla scoperta di Camandona è iniziato da Piazza dei Caduti, uno dei punti di riferimento del paese e sede del municipio. Fu proprio qui che, durante #ExploreCamandona, incontrammo alcuni rappresentanti dell’amministrazione comunale e Ilario Guelpa, che ci avrebbe accompagnato alla scoperta del territorio.
Il nome della piazza richiama una pagina importante della memoria locale. Anche Camandona fu coinvolta negli avvenimenti della Resistenza e, durante gli ultimi mesi della Seconda guerra mondiale, il territorio fu interessato dagli scontri tra le formazioni partigiane e le forze nazifasciste. Una storia che ha lasciato tracce nella memoria della comunità e che meriterebbe, da sola, un approfondimento dedicato.
A poca distanza si trova la chiesa parrocchiale di Camandona, dedicata ai Santi Grato e Policarpo. L’edificio religioso domina frazione Chiesa e rappresenta uno dei principali punti di riferimento del comune.
Durante la nostra visita entrammo nella parrocchiale e scoprimmo le sue decorazioni, ma fu soprattutto ciò che si innalza accanto alla chiesa ad attirare immediatamente la nostra attenzione.
Il campanile di Camandona è infatti visibilmente inclinato e la sua particolare pendenza nasconde una storia che abbiamo avuto modo di conoscere molto da vicino. Anzi, siamo saliti fin quasi alle campane.

Il campanile pendente di Camandona
Una delle curiosità che ricordo meglio di #ExploreCamandona è proprio la salita sul campanile pendente della chiesa parrocchiale. Guardandolo dal basso si nota già chiaramente l’inclinazione, ma è salendo lungo la stretta scala interna che la pendenza diventa ancora più evidente.
Secondo quanto ci raccontò Ilario Guelpa durante la visita, la torre presenta uno scostamento di circa 80 centimetri su 19 metri di altezza. Nel corso del tempo la parte superiore avrebbe inoltre subito diversi interventi, ancora riconoscibili osservando le differenti murature del campanile.
Salendo, l’inclinazione si percepisce fisicamente: lungo alcuni tratti della scala ci veniva spontaneo cercare l’appoggio delle pareti per mantenere l’equilibrio.
Una volta raggiunta la sommità, però, ad aspettarci c’era un bellissimo panorama sulle montagne e sulle frazioni di Camandona.
La tranquillità durò poco. Arrivammo accanto alle campane proprio mentre stavano per scoccare le dieci e il primo rintocco ci colse completamente di sorpresa. Trovarsi a pochi passi da una campana mentre suona è un’esperienza decisamente più intensa di quanto si possa immaginare.
È uno di quei piccoli episodi che ricordiamo ancora oggi e che trasformarono la nostra visita a Camandona in qualcosa di più di un semplice giro turistico.
Il Santuario del Mazzucco
Salendo verso la parte alta di Camandona si raggiunge uno dei luoghi più suggestivi del territorio: il Santuario del Mazzucco, piccolo edificio religioso immerso in un bosco di faggi e dedicato a Sant’Anna.
La posizione contribuisce molto al fascino del luogo. Il santuario sorge infatti in un ambiente appartato, lungo un territorio storicamente attraversato dalla transumanza, quando uomini e animali risalivano la montagna per raggiungere gli alpeggi durante la bella stagione.
Durante #ExploreCamandona abbiamo scoperto che il Mazzucco non è soltanto un luogo di culto, ma anche un punto attorno al quale si sono raccolte nel tempo storie, tradizioni e racconti della comunità locale. In passato vi avrebbero vissuto alcuni eremiti e proprio alla loro presenza è legata una delle vicende tramandate in paese, ambientata durante un’epidemia di peste.
Secondo il racconto, gli eremiti avrebbero utilizzato un terreno vicino al santuario per dare sepoltura alle vittime dell’epidemia. Anni più tardi uno di loro avrebbe provato a coltivare quello stesso terreno e a vendere i prodotti agli abitanti, che si sarebbero però rifiutati di acquistarli ricordando ciò che era accaduto in quel luogo.
Anche in questo caso parliamo di una storia appartenente alla tradizione locale, interessante soprattutto perché testimonia quanto il Santuario del Mazzucco sia rimasto presente nella memoria degli abitanti di Camandona.
Oggi vale la pena raggiungerlo anche semplicemente per godersi la tranquillità del faggeto e abbinarne la visita a una passeggiata nei dintorni.
Se vuoi approfondire la storia del luogo, le sue tradizioni e ciò che abbiamo scoperto durante la nostra visita, puoi leggere l’articolo dedicato al Santuario del Mazzucco di Camandona.

Sentieri, natura e Via della Transumanza
Oltre alle frazioni e ai piccoli luoghi di interesse storico, tra le cose da vedere a Camandona c’è soprattutto la montagna. Il territorio comunale sale infatti verso boschi, pascoli e alpeggi delle Prealpi biellesi, offrendo diverse possibilità per trascorrere qualche ora all’aria aperta.
Uno degli itinerari più interessanti parte dalla zona del Santuario del Mazzucco e risale in direzione del Bocchetto Sessera. Il percorso segue quella che viene ricordata come Via della Transumanza, utilizzata un tempo per condurre gli animali dalle frazioni verso i pascoli situati più in quota.
Camminare da queste parti permette quindi di leggere il paesaggio anche attraverso la storia delle attività che per secoli hanno caratterizzato la montagna. Le strade e i sentieri che oggi percorriamo per piacere erano vie di collegamento indispensabili per chi viveva e lavorava sul territorio.
Salendo di quota il paesaggio cambia progressivamente: le frazioni lasciano spazio ai boschi e poi agli ambienti più aperti degli alpeggi, fino ad avvicinarsi al Bocchetto Sessera e all’Alta Valsessera.
Se ami camminare, Camandona può quindi diventare un buon punto di partenza per scoprire un volto più tranquillo e meno conosciuto delle montagne biellesi. Prima di affrontare i percorsi più lunghi, ti consigliamo però di verificare tracciato, condizioni dei sentieri e meteo, soprattutto nei mesi invernali o dopo periodi di forti precipitazioni.
La Diga di Ponte Vittorio
Tra i paesaggi più particolari della zona merita una deviazione anche la Diga di Ponte Vittorio, situata nella parte montana del territorio tra Camandona e Callabiana. L’invaso si inserisce in un ambiente dominato dai boschi e offre un volto molto diverso rispetto alle piccole frazioni che caratterizzano la parte abitata del comune.
Durante la nostra esplorazione del territorio abbiamo raggiunto anche questa zona, scoprendo ancora una volta quanto rapidamente il paesaggio cambi salendo verso le montagne. Alle case e agli oratori delle frazioni si sostituiscono progressivamente boschi, corsi d’acqua e ambienti sempre più appartati.
La diga può quindi diventare una breve deviazione interessante se vuoi abbinare alla visita di Camandona una passeggiata nella natura. Più che un’attrazione da visitare in senso tradizionale, è uno di quei luoghi che aiutano a comprendere il carattere montano di questa parte del Biellese.
La zona crea inoltre un collegamento naturale con il vicino territorio di Callabiana, altro comune diffuso delle Prealpi biellesi che abbiamo esplorato durante #ExploreBiella.
Se vuoi proseguire il viaggio da questa parte della montagna, puoi quindi leggere anche la nostra guida dedicata a cosa vedere a Callabiana.

I volti e le storie di Camandona
Una delle cose che più ci ha sorpreso durante #ExploreCamandona sono state le persone. Visitando un comune così piccolo ci siamo resi conto che molte delle sue storie sopravvivono proprio grazie a chi continua a raccontarle, conservarle o rappresentarle attraverso le proprie passioni.
Fondamentale durante le nostre giornate fu Ilario Guelpa, memoria storica del paese e nostra guida tra frazioni, chiese e racconti della tradizione locale. Gran parte degli aneddoti che abbiamo raccolto durante la visita li dobbiamo proprio alla sua conoscenza del territorio.
A Camandona abbiamo però incontrato anche Vittorio Perini, medico ortopedico e scultore. Entrare nella sua casa fu quasi come visitare una piccola galleria d’arte: intorno a noi c’erano opere realizzate in marmo, alabastro e altre pietre, nate da una passione che lo aveva portato negli anni anche a partecipare a esposizioni e simposi di scultura.
In frazione Vacchiero conoscemmo invece Ivo Lotto, pittore per passione profondamente legato ai paesaggi delle montagne biellesi. Nel suo spazio di lavoro conservava numerose tele dedicate proprio a Camandona, alle sue frazioni e agli scorci che osservava quotidianamente.
Un’altra figura importante per il racconto del territorio era Luca Patrian, che all’epoca della nostra visita gestiva un negozio di alimentari con prodotti locali e il piccolo punto di informazione turistica del paese.
Sono incontri che ricordiamo ancora perché ci permisero di conoscere Camandona da una prospettiva diversa: non soltanto attraverso ciò che potevamo vedere, ma attraverso le persone che quel territorio lo vivevano e lo raccontavano.
Se vuoi conoscere meglio le loro storie e vedere i video realizzati durante #ExploreCamandona, puoi leggere il nostro approfondimento dedicato ai volti di Camandona.
Dove dormire a Camandona
Se vuoi dedicare più tempo ai sentieri e alle frazioni, fermarsi una notte a Camandona può essere una buona soluzione per vivere il territorio con maggiore calma. L’offerta ricettiva non è ampia come quella di località turistiche più grandi, ma nel comune sono presenti alcuni bed & breakfast.
Tra le strutture attualmente segnalate trovi Ai 4 Gatti B&B, in frazione Vacchiero, una soluzione immersa nel verde e comoda per chi vuole soggiornare direttamente nel territorio di Camandona.
Un’altra alternativa interessante è Il rifugio sui tetti, casa vacanze in frazione Mino nata dal recupero di una vecchia abitazione. Dietro questo progetto ritroviamo anche Luca Patrian, uno dei volti che avevamo conosciuto durante #ExploreCamandona: negli anni successivi alla nostra visita ha recuperato la casa trasformandola in una struttura ricettiva.
Tra le sistemazioni disponibili nella zona trovi inoltre Vivere – Tranquility at the foot of the Alps, una casa vacanze indipendente con giardino, adatta a chi cerca tranquillità e una base per esplorare le montagne e l’Oasi Zegna.
Dormire da queste parti può essere particolarmente comodo se vuoi partire al mattino per una passeggiata, raggiungere il Santuario del Mazzucco o esplorare con calma le diverse frazioni.
Qui sotto puoi cercare le strutture disponibili a Camandona e nei dintorni e confrontare le sistemazioni per le date del tuo viaggio.
Come arrivare a Camandona
Camandona si trova sulle Prealpi biellesi, nella parte alta della Valle di Mosso. Il modo più pratico per raggiungerla e soprattutto per esplorarne le diverse frazioni è l’auto, che permette di spostarsi liberamente tra i vari punti di interesse e di proseguire verso le zone più alte del territorio.
Arrivando da Biella puoi raggiungere Camandona risalendo verso le vallate orientali del Biellese. Una volta in paese tieni presente che non esiste un unico centro compatto: le frazioni sono distribuite sul versante della montagna e alcune delle cose da vedere si trovano a una certa distanza tra loro.
Se viaggi con i mezzi pubblici, le stazioni ferroviarie più vicine sono Biella e Cossato. Da Biella partono inoltre autobus che raggiungono Camandona e le località vicine, ma frequenze e collegamenti possono variare: prima della partenza conviene quindi verificare gli orari aggiornati.
Quando visitare Camandona
Camandona può essere visitata durante tutto l’anno, ma primavera, estate e inizio autunno permettono di approfittare maggiormente dei boschi, dei sentieri e delle passeggiate verso la parte alta del territorio.
Noi l’abbiamo scoperta in gennaio durante #ExploreCamandona e il sole ci regalò una splendida giornata invernale. Visitare il paese in questa stagione permette di vedere un volto completamente diverso delle Prealpi biellesi, ma richiede naturalmente maggiore attenzione alle condizioni meteorologiche e alla possibile presenza di neve o ghiaccio.
Se vuoi camminare, raggiungere il Santuario del Mazzucco o proseguire verso le zone più alte, controlla sempre meteo e condizioni dei sentieri prima di partire. Il Mazzucco si trova infatti a 919 metri di quota e da questa parte del territorio partono anche percorsi verso la montagna.
Quanto tempo dedicare a Camandona
Per vedere i principali luoghi di Camandona puoi dedicare al paese una giornata, spostandoti tra le frazioni, la chiesa parrocchiale, Falletti e il Santuario del Mazzucco.
Se però vuoi aggiungere una passeggiata, esplorare con più calma le frazioni o spingerti verso la parte montana, vale la pena fermarsi più a lungo. Noi trascorremmo due giornate a Camandona e fu proprio il tempo a disposizione a permetterci di conoscere non soltanto i luoghi, ma anche alcune delle persone e delle storie che abbiamo raccontato in questo articolo.
Per questo, più che una meta da visitare seguendo una lista di monumenti, Camandona secondo me funziona bene come tappa lenta alla scoperta del Biellese meno conosciuto.
Cosa vedere vicino a Camandona
Se hai più tempo a disposizione, puoi abbinare la visita di Camandona ad altri luoghi delle Prealpi biellesi, costruendo un piccolo itinerario tra borghi, boschi e montagne.
Poco distante si trova Callabiana, altro comune diffuso formato da numerose frazioni e legato a Camandona anche attraverso il territorio montano. Qui puoi scoprire piccoli nuclei abitati, fonti, sentieri e curiosità locali seguendo il nostro itinerario dedicato a cosa vedere a Callabiana.
Un’altra tappa può essere Bioglio, che abbiamo esplorato durante #ExploreBiella e al quale abbiamo dedicato una guida con i principali luoghi da vedere.
Salendo invece verso la montagna puoi raggiungere Bielmonte e l’Oasi Zegna, dove trovi sentieri, panorami sull’Alta Valsessera e numerose attività all’aria aperta. Lungo la Panoramica Zegna si trova anche Piazzale 2, nel territorio comunale di Callabiana, dove abbiamo raccontato l’area sosta camper di Bielmonte.
Camandona può quindi diventare una delle tappe di un itinerario più ampio alla scoperta di quella parte del Biellese che si sviluppa tra la Valle di Mosso, l’Alta Valsessera e le montagne dell’Oasi Zegna.
Domande frequenti su Camandona
Cosa vedere a Camandona?
Tra le principali cose da vedere a Camandona ci sono la chiesa parrocchiale con il caratteristico campanile pendente, il Santuario del Mazzucco, frazione Falletti con l’Oratorio dei Santi Pietro e Paolo e le diverse borgate distribuite sul territorio. Se ami la natura puoi inoltre approfittare dei sentieri che salgono verso la parte montana del comune e l’Alta Valsessera.
Dove si trova Camandona?
Camandona si trova in provincia di Biella, sulle Prealpi biellesi, nella parte alta della Valle di Mosso. È un piccolo comune montano formato da diverse frazioni distribuite lungo il versante.
Quanto tempo serve per visitare Camandona?
Per scoprire i principali luoghi di interesse può bastare una giornata. Se vuoi però percorrere qualche sentiero, esplorare con calma le frazioni e conoscere meglio il territorio, puoi dedicare a Camandona un intero weekend. Durante #ExploreCamandona noi vi abbiamo trascorso due giornate.
Perché il campanile di Camandona è inclinato?
Il campanile della chiesa parrocchiale presenta una vistosa inclinazione, facilmente percepibile anche osservandolo dalla piazza. Durante la nostra visita Ilario Guelpa ci raccontò che la torre avrebbe uno scostamento di circa 80 centimetri su 19 metri di altezza e che nel tempo avrebbe subito diversi interventi. Trattandosi di informazioni raccolte attraverso la memoria locale, preferiamo riportarle come testimonianza e non come misurazioni ufficiali.
Dove si trova il Santuario del Mazzucco?
Il Santuario del Mazzucco si trova nella parte alta di Camandona, immerso in un bosco di faggi. È dedicato a Sant’Anna ed è uno dei luoghi più suggestivi del territorio, sia per la sua storia sia per la posizione appartata nella natura.
Si possono fare passeggiate a Camandona?
Sì. Il territorio di Camandona offre sentieri tra boschi, pascoli e zone montane. Dalla zona del Santuario del Mazzucco si può inoltre proseguire lungo percorsi legati all’antica Via della Transumanza in direzione delle quote più elevate. Prima di partire è sempre opportuno controllare condizioni dei sentieri e meteo.
Qual è il periodo migliore per visitare Camandona?
Primavera, estate e inizio autunno sono i periodi più semplici per abbinare la visita delle frazioni alle passeggiate. Anche l’inverno può essere suggestivo, come abbiamo scoperto durante #ExploreCamandona, ma neve e ghiaccio possono rendere meno agevoli strade e sentieri.




Bonjour,
Je vous remercie pour tout écrit sur Camandona, village d’où sont originaires mes ancêtres Guelpa Carlotta, et… Agostinetto(i) Jacobus;
descendants de Giovani Antonio Guerpa, co seigneurs de Castellengo, selon les recherches de Jean Guelpa… j’aime connaitre mes racines de Camandona.
Merci
Merci pour votre message, c’est un plaisir de pouvoir parler de lieux liés à vos racines et raviver des souvenirs d’époques révolues. Gian Luca