Se cerchi cosa vedere a Caprile, preparati a scoprire uno dei comuni più piccoli e tranquilli del Biellese, dove non esiste un vero centro compatto ma frazioni, boschi e strade di montagna che si distribuiscono sulle prime alture della Valsessera.
Noi lo abbiamo conosciuto durante ExploreBiella, trascorrendo un fine settimana di febbraio alla scoperta del suo territorio. Ad accoglierci in municipio fu l’allora sindaco Massimo Paganini, che iniziò a raccontarci un paese molto più articolato di quanto le sue dimensioni potessero far immaginare.
Ed è proprio questa una delle caratteristiche di Caprile: per conoscerlo davvero devi spostarti tra le sue borgate, cercare le piccole chiese e gli oratori nascosti tra le case, percorrere i vecchi sentieri che un tempo collegavano le frazioni e poi salire verso la montagna.
Durante la nostra visita entrammo nella Chiesa di San Carlo, salimmo con qualche esitazione lungo la vecchia scala del campanile, cercammo nei boschi le misteriose Grotte delle Tassére e raggiungemmo infine l’Alpe Noveis, località montana che in passato conquistò una tale fama turistica da guadagnarsi il soprannome di “Svizzera biellese”. La sua storia è molto più interessante di quanto possa suggerire oggi la tranquillità dei suoi prati e dei suoi boschi.
Caprile è quindi una destinazione da esplorare lentamente, soprattutto se ami piccoli borghi, passeggiate nella natura e luoghi poco conosciuti. In questa guida ti racconto cosa vedere a Caprile partendo dalla nostra esperienza, ma anche dalle storie e dai sentieri che permettono di scoprire questo angolo del Biellese orientale.

Dove si trova Caprile
Caprile si trova nel Biellese orientale, sulle alture che separano la Valsessera dalle montagne verso la Valsesia. Il suo territorio si sviluppa sui due versanti del contrafforte che dall’Alpe Noveis scende verso Coggiola e Pray, creando una geografia fatta di piccoli nuclei abitati distribuiti tra boschi, prati e corsi d’acqua.
Questa posizione spiega anche un’impressione che avemmo durante la nostra visita: Borgosesia sembra molto più vicina di Biella. Non è soltanto una sensazione geografica. Fino al 1992 Caprile apparteneva infatti alla provincia di Vercelli e passò alla nuova provincia di Biella insieme agli altri comuni interessati dalla sua istituzione.
Un comune fatto di piccole frazioni
Per capire Caprile bisogna dimenticare l’idea del classico paese raccolto intorno a una piazza. Il territorio è suddiviso in otto frazioni: Caprile Basso, Centro, Chiesa, Noveis, Persica, Piolio, Riale e Uccelli, distribuite tra boschi e pendii.
Questa frammentazione è una delle caratteristiche più interessanti del comune e influenza anche il modo di visitarlo: per scoprire Caprile devi spostarti da una borgata all’altra, seguendo le strade oppure gli antichi percorsi pedonali.

Cosa vedere a Caprile
Per iniziare a scoprire cosa vedere a Caprile bisogna raggiungere frazione Chiesa, dove si trovano il municipio e la parrocchiale dedicata a San Carlo Borromeo. Fu proprio da qui che cominciammo anche noi la nostra esplorazione durante ExploreBiella.
Caprile non è però un paese da visitare seguendo una semplice successione di monumenti. Il suo patrimonio si distribuisce tra piccole borgate, chiese, oratori, affreschi e antichi sentieri, ed è proprio spostandoti da una frazione all’altra che puoi comprenderne meglio l’identità.
La Chiesa di San Carlo Borromeo
Proprio di fronte al municipio sorge la Chiesa di San Carlo Borromeo, principale edificio religioso di Caprile. La sua storia è legata alla nascita della parrocchia autonoma: per lungo tempo il paese dipese infatti da Crevacuore, finché nel 1629 venne ufficialmente istituita la nuova parrocchia dedicata a San Carlo Borromeo.
La chiesa venne rifatta tra il 1629 e il 1630, mentre la parte superiore del campanile risale al 1812. A colpire maggiormente dall’esterno è però la facciata decorata da affreschi ottocenteschi, che proseguono anche sotto il portico posto davanti all’ingresso.
Durante la nostra visita avemmo la possibilità di entrare e raggiungere anche la balconata dell’organo, dalla quale si gode una bella prospettiva sull’interno della chiesa. Ricordo ancora la vecchia gradinata in legno e la cautela necessaria per percorrerla.

Il grande affresco di San Cristoforo
Prima di lasciare la piazzetta, vale la pena osservare anche la grande figura di San Cristoforo dipinta sulla facciata della casa parrocchiale, proprio di fronte alla chiesa.
L’opera venne realizzata da Antonio Ciancia Perrone, nato a Caprile nel 1822 e attivo come pittore, architetto e professore di disegno. È uno dei personaggi legati alla storia del paese e lavorò anche in diverse chiese del territorio biellese.
Le dimensioni dell’affresco lo rendono difficile da ignorare e trasformano questo piccolo angolo di Caprile in uno dei punti più caratteristici del paese.
Il campanile e il panorama su Caprile
Uno dei ricordi più particolari della nostra visita resta però la salita sul campanile della Chiesa di San Carlo.
La vecchia scala interna si avvolge nella torre e, almeno quando salimmo noi, richiedeva una certa attenzione. Alcuni gradini scricchiolavano rumorosamente e altri mi convinsero a scegliere con molta cura dove mettere i piedi.
Una volta raggiunta la parte alta, però, il panorama ripaga della salita. Da lassù si comprende molto bene la particolare conformazione di Caprile, con le sue borgate sparse tra boschi e rilievi. Durante la nostra visita il meteo non fu particolarmente clemente e persino San Bernardo di Trivero compariva tra le nuvole, ma lo spettacolo riuscì comunque a conquistarci.
La nostra salita avvenne durante la visita organizzata per ExploreBiella, quindi non considerare il campanile normalmente accessibile al pubblico.

Le frazioni di Caprile
Le borgate di Caprile erano un tempo collegate anche da sentieri e mulattiere, alcuni dei quali sono ancora percorribili. La Regione Piemonte segnala tuttora interventi di manutenzione sui collegamenti Uccelli-Chiesa, Piolio-Persica e Riale-Persica, testimonianza di una rete pedonale che continua a unire le diverse parti del territorio.
Percorrere questi sentieri permette di scoprire un Caprile diverso da quello che puoi osservare semplicemente spostandoti in auto, fatto di piccoli edifici religiosi, boschi e borgate dove il tempo sembra scorrere lentamente.
Uccelli e la cappella degli emigranti
Tra le frazioni che visitammo durante ExploreBiella ricordo in particolare Uccelli, piccolo nucleo posto a ridosso del territorio di Ailoche.
Proprio all’ingresso della borgata si trova una curiosa cappelletta in mattoni costruita nell’agosto del 1965 dagli abitanti di Uccelli emigrati in Francia. Un edificio semplice che racconta però una pagina importante della storia locale: da questo piccolo gruppo di case partirono infatti numerosi emigranti, che mantennero evidentemente un forte legame con il paese d’origine.
Poco distante sorge la Chiesa di San Giuseppe. Addentrandoti tra le case puoi inoltre incontrare alcuni dipinti murali e un pilone votivo, elementi di quel patrimonio religioso diffuso che caratterizza non soltanto Caprile, ma diverse borgate di questa parte della Valsessera.
Da Uccelli puoi anche proseguire a piedi verso frazione Chiesa seguendo un percorso che attraversa i boschi e supera alcuni piccoli corsi d’acqua. È uno dei modi più interessanti per comprendere quanto le frazioni di Caprile fossero legate tra loro ben prima delle moderne strade asfaltate.
Le altre borgate di Caprile
Anche Persica, Piolio, Riale e gli altri piccoli nuclei meritano di essere scoperti senza necessariamente cercare un monumento preciso. Qui il viaggio diventa soprattutto un modo per osservare l’architettura delle borgate e il rapporto tra gli abitati e il paesaggio montano.
Alcuni degli antichi collegamenti sono ancora riconoscibili e permettono di costruire passeggiate tra una frazione e l’altra. Esistono inoltre itinerari più lunghi che attraversano Ailoche, Caprile e Coggiola proprio seguendo chiese, oratori, cappelle ed edicole votive disseminate lungo il percorso.
Se ami camminare, quindi, visitare Caprile a piedi può diventare parte stessa della scoperta del paese, anziché essere soltanto un modo per spostarti da un luogo all’altro.

Sentieri e natura a Caprile
Se ami camminare, una delle ragioni più interessanti per visitare Caprile è proprio il suo territorio. Boschi, piccoli corsi d’acqua e antichi collegamenti tra le borgate formano una rete di percorsi che permette di scoprire il paese lentamente, lasciandosi alle spalle le strade asfaltate.
Alcuni sentieri seguono le vecchie vie utilizzate per spostarsi tra le frazioni, mentre altri si inseriscono in itinerari più lunghi che collegano Caprile ai comuni vicini. Camminando puoi incontrare cappelle, edicole votive, piccoli ponti e nuclei rurali, testimonianze di un territorio nel quale i collegamenti pedonali ebbero per secoli un ruolo fondamentale.
Uno degli itinerari documentati attraversa anche Piolio e prosegue nei boschi verso il rio Caneglio, passando nei pressi di uno dei luoghi naturali più particolari di Caprile: la Grotta di Tassere.
Le Grotte delle Tassére
Durante ExploreBiella andammo anche noi alla ricerca delle Grotte delle Tassére, nascoste nei boschi sotto l’Alpe Noveis. Non riuscimmo però a esplorarne l’interno e ci ripromettemmo di tornare in futuro accompagnati da persone esperte.
La grotta si apre nei pressi del torrente Caneglio, a circa 740 metri di quota, all’interno di una piccola lente di marmo immersa nelle antichissime rocce metamorfiche della Zona Ivrea-Verbano. Proprio la presenza di rocce carbonatiche facilmente soggette al carsismo ha permesso all’acqua di creare questa particolare cavità sotterranea.
I rilievi più aggiornati del Catasto Speleologico Piemontese e Valdostano indicano uno sviluppo reale di 237 metri, con un andamento prevalentemente orizzontale interrotto da alcuni piccoli pozzi. La grotta presenta inoltre strettoie, tratti molto fangosi e ambienti che richiedono esperienza e attrezzatura adeguata.
Non considerarla quindi una grotta turistica liberamente visitabile: l’esplorazione dell’interno è un’attività speleologica e va affrontata con persone competenti.
Le Grotte delle Tassére sono comunque interessanti anche dal punto di vista geologico: sono considerate una delle maggiori cavità conosciute all’interno della particolare formazione kinzigitica presente in questa parte del Biellese.

Alpe Noveis, la “Svizzera biellese”
Tra i luoghi da non perdere se cerchi cosa vedere a Caprile c’è sicuramente l’Alpe Noveis, raggiungibile salendo lungo la strada che attraversa i boschi e conduce oltre i 1.100 metri di quota.
Noi la raggiungemmo durante la seconda giornata trascorsa a Caprile, in pieno inverno. Salendo, il paesaggio cambiava progressivamente e, una volta arrivati, trovammo prati e conifere circondati dalle montagne, con la neve che rendeva l’atmosfera ancora più suggestiva.
Non sorprende quindi che Noveis sia conosciuta come la “Svizzera biellese”. Il soprannome affonda le radici nella storia turistica dell’altopiano, che già all’inizio del Novecento attirava comitive provenienti dai paesi della Valsessera. Gli alpigiani iniziarono a offrire ristoro e alloggio ai visitatori e nacquero i primi alberghi, tra cui il Belvedere e il Cornabecco.
Negli anni Venti arrivò anche il più ambizioso Albergo Monte Barone, voluto dagli industriali Fila di Coggiola e costruito nello stile degli chalet dell’epoca. A Noveis Basso esistevano persino due piccoli laghetti, con barchetta e un’osteria conosciuta come del lago. Era una realtà decisamente diversa dalla tranquilla località montana che puoi osservare oggi.
Alpe Noveis e la Resistenza
La Seconda guerra mondiale interruppe quella stagione turistica e l’Alpe Noveis divenne anche un luogo della Resistenza.
La posizione dell’altopiano favorì la presenza delle formazioni partigiane e il 20 luglio 1944 Noveis fu coinvolta in un’operazione nazifascista. Durante gli scontri alcuni partigiani persero la vita e oggi un memoriale sull’alpe ne conserva il ricordo.
Anche l’Albergo Monte Barone venne distrutto nel 1944 e della struttura che aveva rappresentato uno dei simboli della stagione turistica di Noveis rimasero soltanto le rovine.
Passeggiate ed escursioni dall’Alpe Noveis
Oggi l’Alpe Noveis è soprattutto un luogo dove godersi la montagna e partire per passeggiate ed escursioni. La sua posizione offre ampi panorami e permette di imboccare diversi sentieri diretti verso le montagne della Valsessera.
Tra gli itinerari più impegnativi c’è anche la salita al Monte Barone, che dall’Alpe Noveis raggiunge i 2.044 metri seguendo il sentiero G8. Si tratta però di un’escursione di montagna con quasi 1.000 metri di dislivello, quindi non va confusa con una semplice passeggiata sull’altopiano.
Noveis è conosciuta anche dagli appassionati di ciclismo. Nel Giro d’Italia 2014 la salita entrò per la prima volta nel percorso della corsa rosa come Gran Premio della Montagna, mettendo alla prova i corridori con le sue pendenze impegnative.
Anche senza affrontare lunghe escursioni, però, vale la pena salire fin quassù semplicemente per passeggiare, respirare l’aria di montagna e osservare il panorama. È uno di quei luoghi che permettono di capire quanto sia vario il territorio di un comune piccolo come Caprile.

Tradizioni ed eventi a Caprile
La vita di Caprile non si racconta soltanto attraverso chiese, borgate e sentieri. Come accade in molti piccoli comuni del Biellese, anche qui feste e iniziative locali hanno rappresentato occasioni importanti per riunire una comunità distribuita tra numerose frazioni.
Durante la nostra visita ci parlarono, in particolare, di una manifestazione che univa perfettamente due caratteristiche del territorio: camminare e stare insieme attorno a una tavola.
Cammin Mangiando tra le frazioni
La Cammin Mangiando era una manifestazione gastronomica itinerante che permetteva di scoprire Caprile spostandosi a piedi tra le sue frazioni.
L’idea era tanto semplice quanto piacevole: ogni tappa del percorso corrispondeva a una portata del pasto, trasformando i collegamenti tra le borgate in un itinerario fatto di passeggiate, incontri e sapori del territorio.
Quando conoscemmo Caprile durante ExploreBiella, la manifestazione ci venne raccontata come uno degli appuntamenti capaci di coinvolgere le diverse anime del paese e ci sembrò un modo particolarmente azzeccato per vivere un comune così frammentato.
Se oggi vuoi partecipare a eventi di questo tipo, però, verifica sempre il calendario aggiornato delle manifestazioni locali prima di organizzare la visita.
Dove mangiare a Caprile
Dopo aver esplorato le borgate e magari essere salito fino all’Alpe Noveis, può venire voglia di fermarsi a mangiare qualcosa senza allontanarsi troppo da Caprile.
Durante il nostro weekend di ExploreBiella seguimmo il consiglio degli abitanti e ci fermammo all’Osteria La Lanterna, che si trova in frazione Chiesa, proprio alle spalle della parrocchiale di San Carlo. Il locale è ancora oggi attivo e propone una cucina semplice da osteria insieme alla pizza.
La sera precedente eravamo già passati di qui per un aperitivo e decidemmo di tornare per pranzo. Ricordo un ambiente informale e senza troppi fronzoli, perfettamente inserito nell’atmosfera del piccolo paese.
All’epoca assaggiammo diversi piatti, dagli antipasti ai plin, accompagnati anche da piccoli bocconi di pasta per la pizza fritta. Proprio l’impasto ci aveva particolarmente convinti e gli abitanti ci parlarono molto bene delle pizze cotte nel forno a legna. A chiudere il pranzo arrivò un dessert della casa proposto in due versioni, una chiara e una al cacao e amaretti.
Sono passati diversi anni dalla nostra visita, quindi menu, gestione e proposte possono essere cambiati. La Lanterna rimane però attiva e continua a essere segnalata dall’ATL Terre dell’Alto Piemonte tra i locali di Caprile.

Dove dormire a Caprile
Se vuoi dedicare più tempo ai sentieri e alle borgate, trascorrere una notte a Caprile può essere una buona idea, soprattutto se vuoi abbinare la visita del paese a una giornata all’Alpe Noveis o proseguire alla scoperta della Valsessera.
La soluzione più particolare è dormire proprio all’Alpe Noveis, circondati dai boschi e dal paesaggio montano che un tempo valsero alla località il soprannome di “Svizzera biellese”.
Qui si trova ancora oggi l’Hotel bar caffetteria Noveis, struttura ricettiva situata in frazione Noveis. Le fonti turistiche ufficiali confermano per il 2026 la presenza di camere, ristorante, parcheggio, giardino e terrazza; la struttura accoglie anche gli animali domestici.
Dormire quassù può essere particolarmente interessante se vuoi svegliarti direttamente in montagna e partire a piedi per un’escursione, senza dover raggiungere Noveis in auto la mattina.
Le possibilità di pernottamento nel piccolo territorio comunale sono però limitate. Se non trovi una sistemazione adatta, puoi allargare la ricerca alla Valsessera e ai paesi vicini, oppure scegliere Borgosesia, particolarmente comoda per raggiungere Caprile anche dal versante vercellese.
Se invece vuoi utilizzare il soggiorno per esplorare una parte più ampia del territorio, puoi cercare una struttura nel Biellese orientale e costruire un weekend tra Caprile, Ailoche, Crevacuore e gli altri piccoli comuni della zona.
Cosa vedere nei dintorni di Caprile
Visitare Caprile può essere una buona occasione per dedicare più tempo alla Valsessera e al Biellese orientale. Le distanze tra i piccoli comuni della zona sono ridotte e puoi facilmente alternare borghi, santuari ed escursioni nella natura.
Non è un caso che anche la Grande Traversata del Biellese attraversi questo territorio: una delle sue tratte collega Crevacuore a Coggiola passando proprio per Ailoche e l’Alpe Noveis.
Ailoche
Il primo paese che ti consiglio di abbinare a Caprile è Ailoche, talmente vicino che durante la nostra visita potevamo scorgerlo già dal parcheggio nei pressi del municipio.
Anche Ailoche è formato da diverse borgate e conserva piccoli luoghi capaci di sorprendere, dal Santuario della Brugarola alle vie di Piasca, fino alle antiche miniere di ferro e al curioso Duomo della Montagna. Se vuoi approfondire, puoi leggere la nostra guida su cosa vedere ad Ailoche.
Crevacuore
Scendendo verso il fondovalle puoi raggiungere rapidamente Crevacuore, altro comune strettamente legato alla storia della Valsessera.
Vale la pena passeggiare nel suo nucleo storico, ma il paese può diventare anche il punto di partenza per camminare verso Ailoche e Caprile. Proprio da Crevacuore parte infatti una tappa della Grande Traversata del Biellese che segue l’antica strada comunale verso Ailoche e prosegue poi in direzione dell’Alpe Noveis.
Coggiola e la Valsessera
Dall’Alpe Noveis puoi invece scendere sul versante di Coggiola, entrando nel cuore della Valsessera.
Tra i luoghi più suggestivi del territorio c’è il Santuario del Cavallero, raggiungibile a piedi attraverso la valle. Se vuoi continuare l’esplorazione, puoi leggere il nostro approfondimento dedicato al Santuario del Cavallero, uno dei luoghi più affascinanti della Valsessera.
Anche gli escursionisti possono trovare diversi spunti: la Grande Traversata del Biellese prosegue dall’Alpe Noveis proprio verso Coggiola, passando dalle Piane di Viera.
Pray e gli altri paesi della Valsessera
Poco più a valle trovi Pray, sviluppato lungo il torrente Sessera e storicamente legato alle attività produttive della valle. Il territorio della Valsessera comprende infatti Caprile, Ailoche, Coggiola, Crevacuore, Portula e Pray, un insieme di piccoli comuni accomunati da un paesaggio nel quale natura, archeologia industriale e testimonianze religiose si intrecciano continuamente.
Se hai a disposizione un intero weekend, puoi quindi utilizzare Caprile come punto di partenza per un piccolo itinerario attraverso la Valsessera, scegliendo ogni giorno tra passeggiate, borghi e montagne.
Come arrivare a Caprile e informazioni utili
Caprile si trova nel Biellese orientale, in una posizione particolare tra la Valsessera e la vicina Valsesia. Il municipio si trova in frazione Chiesa, che può essere un buon punto di riferimento per iniziare la visita: qui trovi anche la Chiesa di San Carlo Borromeo e il grande affresco di San Cristoforo. Il sito ufficiale del Comune conferma la sede municipale in Frazione Chiesa 11.
Il modo più pratico per raggiungere Caprile e soprattutto esplorare le sue diverse borgate è l’auto. Se arrivi dal Biellese puoi risalire verso la Valsessera, mentre dal versante valsesiano puoi raggiungere la zona passando da Borgosesia, Pray e Crevacuore.
Una volta arrivato, considera che Caprile non ha un unico centro compatto. Se vuoi vedere le frazioni, raggiungere l’Alpe Noveis o imboccare uno dei sentieri, dovrai quindi spostarti tra punti diversi del territorio.
Come raggiungere l’Alpe Noveis
Per salire all’Alpe Noveis devi lasciare il fondovalle e affrontare una strada di montagna che conduce oltre i 1.000 metri di quota. Puoi raggiungerla sia dal territorio di Caprile sia dal versante di Coggiola; quest’ultimo collegamento passa dall’Alpe le Piane prima di arrivare a Noveis.
La strada presenta tratti stretti e pendenze importanti, proprio come ricordiamo dalla nostra visita. In inverno le condizioni possono inoltre cambiare rapidamente con neve e ghiaccio, quindi prima di salire conviene verificare meteo e viabilità.
Quando visitare Caprile
Puoi visitare Caprile durante tutto l’anno, scegliendo il periodo in base a ciò che vuoi fare.
Primavera e autunno sono particolarmente adatti se vuoi camminare tra le frazioni e percorrere i sentieri. In estate puoi invece salire verso l’Alpe Noveis alla ricerca di temperature più fresche e dedicarti alle escursioni in quota.
L’inverno regala forse l’atmosfera più particolare all’Alpe Noveis, soprattutto quando arriva la neve. Noi visitammo Caprile proprio in febbraio e ricordo ancora il contrasto tra le borgate più in basso e il paesaggio decisamente montano che trovammo salendo verso Noveis.
Se vuoi affrontare sentieri o escursioni più impegnative, verifica sempre condizioni del percorso, meteo e attrezzatura necessaria prima di partire.
FAQ su Caprile
Quante frazioni ha Caprile?
Caprile è suddiviso in otto frazioni: Caprile Basso, Centro, Chiesa, Noveis, Persica, Piolio, Riale e Uccelli. Questa particolare conformazione rende il paese molto diverso da un borgo raccolto attorno a un unico centro e invita a spostarsi tra i diversi nuclei per conoscerlo davvero.
Quanto tempo dedicare a Caprile?
Per una prima visita puoi dedicare a Caprile una giornata, spostandoti tra le frazioni e raggiungendo l’Alpe Noveis. Se vuoi aggiungere qualche escursione o esplorare anche Ailoche, Coggiola e gli altri paesi della Valsessera, puoi facilmente organizzare un weekend nel territorio.
Caprile si può visitare a piedi?
In parte sì. Diverse frazioni sono ancora collegate da antichi sentieri e mulattiere, alcuni dei quali permettono di costruire piacevoli passeggiate tra le borgate. Per esplorare l’intero territorio comunale e raggiungere località più distanti come l’Alpe Noveis, però, è più pratico avere a disposizione un’auto.
Da dove deriva il nome Caprile?
L’origine del nome non è del tutto certa. Una delle interpretazioni lo collega alla pastorizia e alla presenza di capre che in passato caratterizzavano queste montagne. Visto che non abbiamo però trovato una documentazione sufficientemente solida per considerarla un’etimologia certa, la presenterei sempre come ipotesi.
Cosa abbinare a una visita di Caprile?
Caprile si presta bene a essere inserito in un itinerario nel Biellese orientale e in Valsessera. Tra le località più vicine puoi abbinare Ailoche, Crevacuore, Coggiola e Pray, alternando piccoli borghi, santuari e passeggiate nella natura.




La foto indicata con “Caseripe, frazione di Caprile” non è Caseripe bensi Uccelli, frazione di Caprile.
Grazie Rudy per la segnalazione, abbiamo corretto la didascalia 🙂
Paese piccolo e tranquillo, boschi stupendi dove passeggiare. Una piacevole scoperta. Grazie!
Grazie a te Marco per averci lasciato un tuo commento, Caprile è davvero un’oasi di pace. Sei salito su fino a Noveis? 🙂
Alla scoperta del Piemonte dimenticato, spesso siamo prigionieri delle mode ed è in parte colpa nostra e dei media se molti angoli del ns. Bel Paese o addiritura delle regioni non vengono visitate anche se sono a due passi da casa. Complimenti per il tuo gradito ritratto.
Grazie Ferruccio per aver apprezzato, concordo con te ma aggiungo che spesso siamo troppo abituati a ciò che ci circonda per comprenderne il giusto fascino e il valore che rappresenta per chi viene da fuori zona. In ogni caso il Biellese è una continua scoperta 🙂