Se cerchi cosa vedere a Casapinta, preparati a scoprire uno dei piccoli paesi del Biellese che più facilmente possono sorprendere. Siamo nel Mortigliengo, in un comune raccolto tra boschi e borgate, dove apparentemente bastano pochi passi per attraversare il centro e dove, invece, alcune storie meritano di farti rallentare.
Visitammo Casapinta durante il progetto ExploreBiella e ricordo bene la sensazione di trovarci davanti a un paese piccolo, ma con una comunità orgogliosa della propria storia. Entrammo nella sede degli Alpini, conoscemmo la realtà della corale locale e visitammo alcuni degli edifici che ancora raccontano l’evoluzione del borgo.
A colpirmi furono però soprattutto i dettagli. La torre costruita durante il periodo fascista, l’antica sede municipale, la casa che gli abitanti ci indicarono come la Casa Dipinta legata alla memoria del paese e, soprattutto, una piccola cappella accanto alla Parrocchiale di San Lorenzo.
Qui ti aspettano scheletri dipinti, iscrizioni dedicate alla morte e immagini decisamente inquietanti, testimonianza di quando accanto alla chiesa si trovava ancora il cimitero. Oggi al suo posto c’è una piazzetta, ma quella cappella continua a ricordare a chi passa quanto effimera sia la vita.
E poi c’è la natura. Dal paese puoi incamminarti tra boschi e sentieri verso il Lago delle Piane, trasformando la visita in una piacevole giornata tra storia e paesaggio.
In questa guida ti racconto quindi cosa vedere a Casapinta, partendo da ciò che abbiamo scoperto durante la nostra visita e dalle storie che rendono particolare questo piccolo angolo del Biellese.
Casapinta e il Mortigliengo: storia e origine del nome
Per comprendere meglio Casapinta bisogna allargare per un momento lo sguardo al territorio che la circonda. Il paese appartiene infatti al Mortigliengo, area storica del Biellese orientale che comprendeva i cinque antichi cantoni di Casapinta, Mezzana, Strona, Crosa e Soprana.
Per lungo tempo questi centri formarono un’unica comunità, della quale Mezzana rappresentava il nucleo principale. Nel 1627 i cinque cantoni si separarono e Casapinta iniziò così la propria storia come comune autonomo.
Ma una delle curiosità più interessanti riguarda proprio il suo nome.

Perché Casapinta si chiama così?
Un documento relativo alla visita pastorale del 4 ottobre 1606 riporta la denominazione Casa-dipinta, accompagnata dall’espressione latina “de domo picta”. Il toponimo sembra quindi richiamare proprio l’esistenza di una casa dipinta, tanto caratteristica da contribuire all’identificazione del luogo.
E una traccia di questa storia sembra essere sopravvissuta fino ai nostri giorni.
Durante la nostra visita alcuni abitanti ci indicarono infatti, all’ingresso del paese, l’edificio che la tradizione locale identifica con la Casa Dipinta. Ci raccontarono che un tempo la sua facciata presentava vistose strisce rosse, oggi non più visibili.
Il legame con questa immagine rimane però nell’identità stessa di Casapinta: lo stemma comunale raffigura una casa caratterizzata dai colori argento e rosso.
Non possiamo stabilire con certezza che l’edificio indicato dagli abitanti coincida con la domo picta ricordata nei documenti seicenteschi. È però affascinante vedere come un’antica denominazione continui a vivere nel nome, nello stemma e nella memoria degli abitanti del paese.
Cosa vedere a Casapinta
Non servono grandi distanze per scoprire cosa vedere a Casapinta. Il centro è raccolto e i principali luoghi d’interesse si raggiungono facilmente a piedi, ma sono proprio alcune piccole curiosità a rendere piacevole la visita.
Tra queste spiccano la Parrocchiale di San Lorenzo, la sorprendente cappella ossario, gli edifici che hanno ospitato nel tempo il Comune e la torre che caratterizza il centro del paese.

La Parrocchiale di San Lorenzo
Nel cuore di Casapinta sorge la Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo, principale edificio religioso del paese.
All’interno merita attenzione soprattutto l’altare maggiore in marmi policromi, realizzato nell’Ottocento e sovrastato da una tela dedicata al martirio di San Lorenzo. Le decorazioni pittoriche presenti nella chiesa vengono inoltre messe in relazione con l’attività di artisti che lavorarono nell’area tra Settecento e Ottocento.
Durante la nostra visita la parrocchiale ci piacque molto, ma fu uscendo e costeggiando uno dei suoi muri esterni che trovammo uno degli angoli più sorprendenti e inquietanti di Casapinta.

La cappella ossario e gli scheletri dipinti
Accanto alla chiesa si conserva infatti una piccola cappella ossario, testimonianza di quando il cimitero occupava l’area circostante la parrocchiale. Oggi al posto delle sepolture trovi una piazzetta, ma gli affreschi della cappella continuano a parlare esplicitamente della morte.
La tradizione attributiva collega queste pitture a Pietro Velatta di Cellio, attivo anche all’interno della chiesa intorno al 1800.
Ricordo ancora la sorpresa quando ci affacciammo alla cappella. Sulla parete esterna compaiono scheletri che reggono dei libri, accompagnati da iscrizioni che ricordano a chi passa che la morte potrebbe voltare pagina e chiamarlo con sé.
All’interno il messaggio diventa ancora più esplicito. Sopra un altro scheletro compare la frase:
Sprezzo con egual man gli argenti e ori
e tronco con egual piè scetri e camauri.
Il significato è potente: davanti alla morte non esistono ricchezza, potere o rango. Oro e argento non servono a nulla e la stessa sorte attende tanto chi porta uno scettro quanto chi indossa il camauro, antico copricapo pontificio.
È un piccolo memento mori nascosto nel cuore di Casapinta e, secondo me, uno dei dettagli più particolari da cercare durante la visita.

L’antica Casa Comunale di Casapinta
Anche gli edifici comunali raccontano un capitolo curioso della storia di Casapinta. Nonostante il paese avesse ottenuto l’autonomia nel 1627, per quasi due secoli non ebbe infatti una vera Casa Comunale.
Le riunioni del consiglio si svolgevano nella Casa Parrocchiale, mentre l’archivio comunale trovava posto addirittura nella sacrestia. Soltanto nel 1820 il Comune ricavò due locali da un porticato nel Cantone Nicola, ma gli spazi si dimostrarono presto insufficienti.
Bisognò attendere il 1874-1875 per vedere finalmente la costruzione di un vero Palazzo Comunale. L’edificio esiste ancora nel centro storico e durante la nostra visita ci colpì soprattutto perché conserva l’aspetto dell’architettura tradizionale del paese, molto diverso dalla sede municipale che conosciamo oggi.
Il Municipio e la torre di epoca fascista
Nel 1960 il Comune trasferì la propria sede nell’ex Casa del Fascio, abbandonando il vecchio municipio ottocentesco.
Accanto all’attuale edificio comunale si innalza una torre costruita durante il periodo fascista, uno degli elementi architettonici che più attirò la nostra attenzione passeggiando per Casapinta. Fu proprio il sindaco, durante la nostra visita con ExploreBiella, a raccontarci l’origine della torre e la storia dell’edificio.
La sua architettura crea oggi un contrasto curioso con la vicina Parrocchiale di San Lorenzo e con gli edifici più tradizionali del centro. È anche un buon esempio di come, in uno spazio davvero raccolto, Casapinta conservi testimonianze appartenenti a epoche molto differenti.
Personalmente trovo interessante osservare il vecchio e il nuovo municipio uno dopo l’altro: due edifici che permettono di leggere, quasi attraverso l’architettura, una parte dell’evoluzione amministrativa e sociale del paese.
Casapinta, un piccolo paese con una comunità molto viva
Visitando Casapinta ci siamo accorti presto che per conoscere il paese non bastava osservarne chiese ed edifici storici. Una parte importante della sua identità vive infatti nelle associazioni e nelle persone che continuano ad animare la comunità.
Durante ExploreBiella avemmo la possibilità di entrare in alcuni spazi che normalmente un visitatore di passaggio difficilmente conoscerebbe. Tra questi ricordo una bella sala comunale destinata a incontri, eventi e convegni, che il Comune mette a disposizione anche su richiesta.

La Corale di Casapinta
Una delle realtà più rappresentative del paese è sicuramente la Corale di Casapinta. Durante la nostra visita fu Vanni Bonardi ad accoglierci nella sede e a mostrarci con orgoglio i numerosi trofei e riconoscimenti conquistati dal gruppo nel corso degli anni.
La Corale vanta una storia particolarmente lunga: nel 2024 ha celebrato l’80° anniversario della fondazione, confermandosi una delle realtà associative storiche del paese, mentre il Festival dei Cori organizzato a Casapinta ha raggiunto nel 2026 la 37ª edizione.
Più che una semplice associazione musicale, la Corale rappresenta quindi un importante punto di aggregazione per il paese, portando il nome di Casapinta anche in rassegne e manifestazioni fuori dal Biellese.

La vecchia scuola di Casapinta
Tra i luoghi che avemmo la possibilità di scoprire durante ExploreBiella ricordo con particolare piacere anche la vecchia scuola di Casapinta, un altro piccolo spazio legato alla memoria del paese.
Ad accompagnarci furono il sindaco e alcuni suoi amici, che decisero di rendere la visita decisamente più divertente: presero posto nell’aula e improvvisarono una vera e propria lezione d’altri tempi, permettendoci per qualche minuto di immaginare come potesse essere la vita scolastica nel paese molti anni prima.
Fu uno di quei momenti spontanei che ricordo ancora con piacere. Più che osservare semplicemente un vecchio edificio, avemmo infatti la possibilità di scoprirlo attraverso i racconti e i ricordi di chi vive Casapinta e ne conserva la memoria.
La vecchia scuola aggiunge così un altro tassello alla storia quotidiana del paese, quella che non passa necessariamente attraverso grandi monumenti, ma attraverso luoghi nei quali generazioni di abitanti hanno studiato, lavorato e costruito la propria comunità.
La sede degli Alpini
Anche il Gruppo Alpini di Casapinta occupa un posto importante nella vita della comunità. Durante la nostra giornata alcuni membri ci aprirono con orgoglio la loro semplice sede, raccontandoci qualcosa delle attività del gruppo e del legame con il paese.
Il gruppo nacque nel 1948 e continua ancora oggi a partecipare attivamente alla vita associativa di Casapinta.
Sono esperienze che difficilmente inseriresti in un normale elenco di cose da vedere a Casapinta, ma per noi furono fondamentali. Ci permisero di scoprire che, dietro alle dimensioni ridotte del paese, esiste una comunità molto legata alle proprie tradizioni e alle realtà associative che continuano a mantenerle vive.
Le borgate di Casapinta
Per scoprire Casapinta vale la pena allontanarsi di qualche passo dalla piazza principale. Il territorio comunale è molto piccolo e attorno al centro si distribuiscono numerosi cantoni e borgate, spesso separati soltanto da brevi tratti di strada e circondati dai boschi.
Passeggiando tra questi nuclei ritrovi un’architettura semplice, legata alla vita rurale del Mortigliengo: vecchie case raccolte attorno ai cortili, pozzi comuni, edicole votive e piccoli giardini. In passato il bosco, i castagneti, i prati e le coltivazioni rappresentavano risorse fondamentali per le famiglie, mentre tra le attività caratteristiche del paese figurava anche quella dei carrettieri.
Più che cercare singoli monumenti, questa parte di Casapinta invita quindi a camminare senza fretta tra le case, osservando quei dettagli che raccontano ancora l’origine rurale del paese.

Broglio e l’Oratorio di Sant’Antonio Abate
Tra le borgate di Casapinta merita una menzione particolare Broglio, dove sorge il piccolo Oratorio di Sant’Antonio Abate, costruito nella prima metà dell’Ottocento in seguito a un voto della popolazione.
Durante la nostra visita avemmo la fortuna di poter entrare grazie al priore Flavio Marcato, che ci accompagnò alla scoperta dell’oratorio e della sua storia.
Normalmente non è un luogo che trovi aperto durante una semplice passeggiata per Broglio. La comunità lo apre soprattutto in occasione della festa di Sant’Antonio Abate (nel mese di gennaio), quando torna al centro della vita religiosa della borgata. Ancora oggi la ricorrenza coinvolge Casapinta con celebrazioni e tradizioni legate al santo.
Proprio per questo conservo un bel ricordo della visita: entrare in un piccolo oratorio normalmente chiuso e poterlo conoscere attraverso il racconto di chi se ne prende cura ci permise di scoprire un altro frammento della vita e delle tradizioni di Casapinta.
I sentieri di Casapinta e il Lago delle Piane
Dopo aver visitato il paese puoi continuare a scoprire Casapinta a piedi, seguendo i sentieri che attraversano i boschi e scendono verso il Lago delle Piane.
Negli ultimi anni il Comune, con l’aiuto di alcuni volontari, ha recuperato circa 25 chilometri di sentieri, organizzati in cinque percorsi, tre dei quali ad anello. Dal centro del paese puoi così raggiungere il lago, camminare verso la diga oppure salire fino a un punto panoramico che domina il bacino. Il Comune mette inoltre a disposizione mappa, descrizione dei percorsi e tracce GPX.

A piedi da Casapinta al Lago delle Piane
Anche noi durante ExploreBiella lasciammo il paese per raggiungere a piedi il Lago delle Piane, seguendo uno dei sentieri che scendono attraverso i boschi.
Il lago è in realtà un bacino artificiale creato sbarrando il torrente Ostola. La diga si trova nel territorio di Masserano, ma lo specchio d’acqua interessa anche Casapinta e altri comuni vicini.
Ricordo questa passeggiata come un piacevole cambio di scenario dopo la visita del paese: dalle case e dalle piccole borgate ci si immerge gradualmente nel verde, fino a raggiungere le sponde del lago. Nella zona della diga si trovano anche spazi attrezzati dove fermarsi per una pausa o un picnic.
Se vuoi raggiungere il Lago delle Piane a piedi, prima di partire consulta la mappa ufficiale dei sentieri di Casapinta, dove trovi i diversi itinerari e le relative tracce GPX.

Cosa vedere nei dintorni di Casapinta
La visita a Casapinta si presta bene a diventare il punto di partenza per continuare a esplorare il Biellese orientale. In pochi chilometri puoi raggiungere altri paesi del Mortigliengo, borghi storici e paesaggi molto diversi tra loro.
Masserano e il suo antico Principato
Tra le mete che abbinerei per prime a Casapinta c’è sicuramente Masserano, uno dei borghi storicamente più interessanti del Biellese orientale.
Per secoli fu sede di un piccolo principato e ancora oggi conserva un centro storico ricco di testimonianze di quel passato. Passeggiando tra le sue strecce, gli stretti vicoli del borgo antico, puoi raggiungere il Palazzo dei Principi, la Collegiata e gli edifici legati all’antica zecca. Poco fuori dal centro si trovano inoltre la chiesa di San Teonesto e l’ex convento, il cui chiostro conserva una particolare serie di meridiane.
Mezzana Mortigliengo
Per continuare a conoscere il territorio storico del Mortigliengo puoi raggiungere Mezzana Mortigliengo, caratterizzata da numerose piccole borgate distribuite tra boschi e colline.
Tra i luoghi più interessanti trovi la Parrocchiale di San Bartolomeo con il campanile romanico, l’Oratorio di San Rocco a Montaldo, che conserva un ciclo di affreschi attribuito a Daniele de Bosis, e BondArte, galleria d’arte contemporanea all’aperto nella borgata Bonda.
A Mezzana si trova inoltre il Museo Laboratorio del Mortigliengo, parte dell’Ecomuseo del Biellese, dove puoi approfondire la vita rurale di questo territorio attraverso attività tradizionali come la lavorazione della canapa, delle castagne, delle mele e delle noci.
Strona e gli altri paesi del Mortigliengo
Anche Strona, Crosa e Soprana appartengono alla storia dell’antico Mortigliengo. Oggi Crosa e Soprana fanno parte di Valdilana, ma visitare questi piccoli centri permette di continuare a leggere nel paesaggio quella stessa storia rurale che abbiamo iniziato a conoscere a Casapinta.
Tra Lago delle Piane e Rive Rosse
Se invece preferisci continuare nella natura, puoi esplorare il territorio intorno al Lago delle Piane oppure spingerti verso Curino e il paesaggio delle Rive Rosse, uno degli ambienti più caratteristici del Biellese orientale. Il territorio di Mezzana arriva proprio verso queste formazioni sulla sponda dell’Ostola.
Dove dormire nei dintorni di Casapinta
Casapinta è un paese molto piccolo e l’offerta ricettiva direttamente nel comune è limitata. Se vuoi fermarti più di una giornata, conviene quindi allargare la ricerca ai paesi vicini e più in generale al Biellese orientale, dove trovi bed & breakfast, appartamenti, agriturismi e altre strutture.
Una buona soluzione è cercare nei dintorni di Masserano, soprattutto se vuoi abbinare alla visita di Casapinta quella del borgo e del suo centro storico. In alternativa puoi spostarti verso altri paesi del Mortigliengo oppure scegliere una sistemazione più vicina a Biella, utilizzandola come base per esplorare questa parte della provincia.
Se stai organizzando un itinerario dedicato al Biellese orientale, fermarti almeno una notte può essere una buona idea: Casapinta occupa soltanto una parte della giornata e puoi facilmente abbinarla a Masserano, al Lago delle Piane o ad altri piccoli borghi della zona.
Domande frequenti su Casapinta
Perché Casapinta si chiama così?
Il nome Casapinta deriva con ogni probabilità da “Casa-dipinta”. La denominazione compare già in occasione di una visita vescovile del 4 ottobre 1606, quando nei documenti viene ricordato il cantone di Casa-dipinta, con l’espressione latina de domo picta.
Durante la nostra visita gli abitanti ci indicarono la casa che la tradizione locale associa all’origine del nome, raccontandoci che un tempo presentava vistose strisce rosse.
Cosa vedere a Casapinta?
Nonostante le piccole dimensioni, tra le principali cose da vedere a Casapinta ci sono la Parrocchiale di San Lorenzo, la particolare cappella ossario con gli affreschi dedicati alla morte, il Municipio con la torre di epoca fascista e l’antica Casa Comunale.
Vale inoltre la pena passeggiare tra le borgate, raggiungere Broglio con l’Oratorio di Sant’Antonio Abate e, se hai più tempo, percorrere uno dei sentieri che scendono verso il Lago delle Piane.
Cosa rappresentano gli scheletri dipinti vicino alla chiesa?
La cappella ossario, costruita nel 1800 accanto alla Parrocchiale di San Lorenzo, conserva affreschi attribuiti da don Lebole a Pietro Velatta di Cellio. Quando la cappella venne realizzata, attorno alla chiesa si trovava ancora il cimitero.
Gli scheletri e le iscrizioni rappresentano un vero e proprio memento mori: ricordano che la morte non distingue tra poveri e ricchi e non risparmia neppure chi detiene il potere. In una delle scene la Morte calpesta infatti tanto gli scettri dei sovrani quanto i camauri dei papi.
Quanto tempo serve per visitare Casapinta?
Per visitare il centro e le principali borgate puoi considerare qualche ora. Casapinta è piccola e le distanze sono ridotte, ma vale la pena procedere con calma per osservare chiese, edifici e dettagli del paese.
Se vuoi aggiungere anche una passeggiata verso il Lago delle Piane, ti consiglio invece di dedicare alla zona almeno mezza giornata, scegliendo il percorso in base al tempo che hai a disposizione.
Si può raggiungere il Lago delle Piane a piedi da Casapinta?
Sì. Dal paese partono diversi sentieri verso il Lago delle Piane. Il Comune ha recuperato circa 25 chilometri di percorsi, suddividendoli in cinque itinerari, tre dei quali ad anello. Sono disponibili anche una mappa e le tracce GPX.
È proprio uno di questi percorsi che abbiamo seguito durante la nostra visita, lasciandoci progressivamente alle spalle le case di Casapinta per immergerci nei boschi fino al bacino.
Casapinta fa parte del Mortigliengo?
Sì. Casapinta era uno dei cinque cantoni dell’antica comunità del Mortigliengo, insieme a Mezzana, Strona, Crosa e Soprana. Nel 1627 i diversi centri si separarono e Casapinta divenne un comune autonomo.
Oggi il nome Mortigliengo sopravvive soprattutto in Mezzana Mortigliengo, ma identifica storicamente un territorio più ampio del Biellese orientale.




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