Cosa vedere a Coggiola: santuari, natura e storia della Valsessera

Se cerchi cosa vedere a Coggiola, preparati a scoprire un paese profondamente legato alla Valsessera, dove natura, spiritualità e storia industriale convivono lungo le sponde del torrente Sessera.

PROMO:

Abbiamo conosciuto Coggiola durante le nostre esplorazioni del Biellese orientale, tornando più volte in questa parte della provincia per camminare nei boschi e raggiungere il suggestivo Santuario del Cavallero. Ma fermarsi al suo santuario più conosciuto significherebbe raccontare soltanto una parte del territorio.

Coggiola è infatti un paese dalla forte identità, cresciuto tra le montagne e l’acqua del Sessera. Il torrente non ha modellato soltanto il paesaggio, ma ha accompagnato anche lo sviluppo delle attività tessili che per secoli hanno segnato la vita della valle. Ancora oggi vecchi stabilimenti e architetture industriali convivono con chiese, piccoli nuclei abitati e sentieri che salgono verso i boschi.

Tra i luoghi da scoprire ci sono la Chiesa di San Giorgio, il Santuario dei Moglietti e naturalmente il Cavallero, ma vale la pena osservare anche il paese stesso e lasciarsi guidare dalle strade che raggiungono le sue frazioni.

In questa guida ti portiamo quindi alla scoperta di Coggiola e delle cose da vedere, alternando storia, natura e luoghi che abbiamo incontrato durante le nostre esplorazioni della Valsessera.

Il borgo di Coggiola in Valsessera - Cosa vedere a Coggiola
Il borgo di Coggiola in Valsessera – Cosa vedere a Coggiola

Conoscere Coggiola: storia e identità della Valsessera

Per capire davvero cosa vedere a Coggiola vale la pena conoscere qualcosa della sua storia, perché il paese che osservi oggi è il risultato dell’incontro tra montagna, acqua e attività umane che per secoli hanno modellato questa parte della Valsessera.

Anche l’origine del nome è curiosa. Secondo una delle interpretazioni riportate dal Comune, Coggiola potrebbe derivare da “Cozola”, a sua volta collegato al termine Cotius, con il significato di “monticello sassoso”, un riferimento che ben si adatterebbe alla posizione dell’abitato.

Uno degli episodi più drammatici della sua storia avvenne nel 1306, quando il passaggio di Fra Dolcino portò al saccheggio e all’incendio del paese. Coggiola venne ricostruita alcuni decenni più tardi dalla famiglia vercellese degli Alciati e attraversò successivamente altre fasi complesse, tra occupazioni e cambiamenti politici.

Nei secoli successivi Coggiola sviluppò però un’identità profondamente legata al torrente Sessera e alla lavorazione tessile, che avrebbe trasformato l’economia e persino il paesaggio del paese.

Ancora oggi boschi e montagne convivono con le tracce dell’archeologia industriale, raccontando due anime della Valsessera che qui sembrano continuamente incontrarsi.

La Chiesa di San Giorgio e la Danza Macabra

Nel centro di Coggiola si trova la Chiesa Parrocchiale di San Giorgio, uno degli edifici storici più importanti del paese. La chiesa venne probabilmente edificata dopo la distruzione dell’abitato avvenuta all’inizio del XIV secolo e fu successivamente ampliata e rinnovata nel Settecento.

L’interno presenta una grande navata affiancata da cappelle laterali, ma una delle testimonianze più curiose si trova all’esterno.

Sulla parete della chiesa sono infatti conservate tracce di un dipinto quattrocentesco legato al tema della Danza Macabra, testimonianza anche della presenza dell’antico cimitero che un tempo sorgeva accanto all’edificio.

Questo genere di rappresentazioni, diffuso soprattutto nel tardo Medioevo, ricordava attraverso l’incontro tra vivi e morte come davanti alla fine della vita non esistessero differenze tra ricchi, poveri e potenti.

Dell’antica decorazione di Coggiola oggi rimangono soltanto alcune porzioni, ma proprio per questo vale la pena osservare con attenzione l’esterno della chiesa: è un piccolo frammento della Coggiola medievale sopravvissuto fino ai nostri giorni.

L’Oratorio di San Giovanni

Tra i piccoli edifici religiosi da cercare a Coggiola c’è anche l’Oratorio di San Giovanni, situato alla fine di Via Roma, in località Ponte San Giovanni.

L’interno custodisce una testimonianza particolarmente interessante: secondo il CAI Valsessera vi si trova l’unico affresco della zona risalente al Cinquecento.

L’oratorio è inoltre un punto importante per chi vuole scoprire Coggiola a piedi. Proprio da qui partono infatti diversi itinerari escursionistici: il G4 verso le Piane di Rivò e la Bocchetta di Noveis, il G6 diretto verso Castagnea e il G13 che permette di raggiungere il Santuario della Brughiera.

Da questo punto passa anche la Grande Traversata del Biellese, che utilizza gli antichi collegamenti tra Coggiola, le frazioni e le montagne della Valsessera.

Il Torrente Sessera scorre sul fondovalle attraversando Coggiola
Il Torrente Sessera scorre sul fondovalle attraversando Coggiola

Coggiola e il Sessera: una storia di acqua e industria

Per comprendere Coggiola bisogna seguire il corso del torrente Sessera. L’acqua non è soltanto uno degli elementi che caratterizzano maggiormente il paesaggio della valle: per secoli è stata una risorsa fondamentale per lo sviluppo economico del paese.

Già dalla seconda metà del Settecento la tessitura costituiva una delle basi dell’economia locale. Inizialmente il lavoro veniva svolto a mano, ma con l’introduzione delle lavorazioni meccaniche il rapporto con il torrente diventò ancora più importante e lungo le sue sponde sorsero numerosi stabilimenti.

Ancora oggi, attraversando Coggiola, è difficile non notarli. Grandi edifici industriali si inseriscono tra il Sessera, le montagne e le abitazioni, creando un paesaggio molto particolare che racconta immediatamente la storia produttiva della Valsessera.

Alcune testimonianze si incontrano anche camminando. Tra Coggiola e la vicina Portula passa per esempio la Strada dell’Oro, antico percorso utilizzato tra Ottocento e Novecento dagli operai dell’alta valle per raggiungere ogni giorno gli opifici del fondovalle. Lungo il sentiero si incontrano anche i ruderi del lanificio Bozzalla Pel, costruito nel 1835 e successivamente distrutto da un incendio.

È una parte di Coggiola che trovo particolarmente interessante perché permette di leggere il territorio con occhi diversi: il Sessera che oggi accompagna passeggiate ed escursioni è lo stesso corso d’acqua attorno al quale si sviluppò una parte importante della vita industriale della valle.

Le frazioni di Coggiola e i piccoli nuclei della montagna

Per conoscere davvero Coggiola non bisogna fermarsi al centro del paese. Il territorio comunale si sviluppa infatti sui versanti della Valsessera e comprende diversi nuclei abitati, collegati da strade e antichi percorsi che progressivamente si allontanano dal fondovalle.

Tra le località indicate dal Comune troviamo Viera, Fervazzo, Piletta, Biolla, Rivò e Le Piane, anche se lo Statuto comunale riconosce formalmente come frazioni Viera, Rivò, Piletta e Fervazzo.

Questa distribuzione dell’abitato permette di scoprire un volto di Coggiola differente da quello industriale che caratterizza il fondovalle. Salendo di quota, gli stabilimenti lasciano progressivamente spazio alle case, ai boschi e al paesaggio montano, fino a raggiungere i sentieri che proseguono verso le montagne della Valsessera.

Trekking nei dintorni di Coggiola
Trekking nei dintorni di Coggiola

Viera, Rivò e la Chiesa di San Grato

Viera e Rivò sorgono sul pendio della montagna e condividono la Chiesa Parrocchiale di San Grato, uno dei piccoli edifici religiosi che testimoniano quanto le comunità sparse sul territorio abbiano mantenuto nel tempo una propria identità.

Da queste borgate passano anche antiche mulattiere e percorsi pedonali che un tempo permettevano agli abitanti di spostarsi tra le frazioni e raggiungere i luoghi di lavoro nel fondovalle. A Viera si conserva, per esempio, una pedonale acciottolata oggi inserita nella Grande Traversata del Biellese, testimonianza di quei percorsi quotidiani conosciuti anche come sentieri del lavoro.

Sono proprio questi nuclei e i loro vecchi collegamenti a far capire quanto Coggiola non sia soltanto il paese sviluppatosi lungo il Sessera, ma un territorio che dal fondovalle sale progressivamente verso la montagna.

Fervazzo, verso il Santuario dei Moglietti

Tra le frazioni da ricordare c’è anche Fervazzo, punto di passaggio per raggiungere uno dei luoghi più suggestivi del territorio comunale: il Santuario di Santa Maria dei Moglietti.

Il Presepe di Rivò

Se visiti Coggiola durante il periodo natalizio, a Rivò puoi trovare anche il caratteristico Presepe di Rivò, un allestimento che nel tempo è diventato una piccola tradizione della frazione e una curiosità stagionale da aggiungere alla visita.

Il Santuario di Santa Maria dei Moglietti

Tra i luoghi da vedere a Coggiola merita una deviazione il Santuario di Santa Maria dei Moglietti, immerso nel verde a circa 630 metri di altitudine e raggiungibile dalla frazione Fervazzo percorrendo anche un tratto di strada sterrata.

È un luogo decisamente più raccolto rispetto al Cavallero. Il complesso comprende una piccola chiesa con abside, porticato e campanile, affiancata da un antico romitorio, e conserva ancora quell’atmosfera appartata che caratterizza molti dei santuari minori della Valsessera.

Le origini della devozione sono antiche e vengono ricondotte alle vicende medievali legate ai Dolciniani, ma l’edificio che puoi vedere oggi risale alla metà dell’Ottocento. Durante la sua costruzione venne inglobato un precedente pilone votivo con l’immagine della Madonna con Gesù Bambino, attorno al quale si era sviluppata la devozione locale.

All’interno sono conservati anche diversi ex voto, lasciati nel tempo dagli abitanti della zona come ringraziamento per le grazie ricevute. Davanti al santuario si trova invece una caratteristica fontana in pietra, con alcuni mestoli metallici accanto al punto in cui sgorga l’acqua.

La festa del santuario viene tradizionalmente celebrata il 2 luglio.

Il Moglietti è inoltre inserito negli itinerari dedicati ai santuari minori della Valsessera, insieme al Cavallero e ad altri luoghi di devozione disseminati nelle vallate orientali del Biellese.

Santuario del Cavallero - Cosa vedere a Coggiola
Santuario del Cavallero – Cosa vedere a Coggiola

Il Santuario del Cavallero

Tra le cose da vedere a Coggiola non può naturalmente mancare il Santuario del Cavallero, uno dei luoghi che ci ha portato più volte a esplorare la Valsessera.

Il complesso sorge in una posizione appartata, alla confluenza del rio Cavallero con il torrente Sessera, e si raggiunge a piedi attraverso i sentieri che attraversano il bosco. È proprio l’arrivo a renderlo così suggestivo: dopo aver camminato nella natura, ci si trova davanti a un edificio religioso di dimensioni decisamente maggiori di quanto ci si potrebbe aspettare in un luogo tanto isolato.

Il santuario è dedicato alla Madonna della Neve e la sua storia è legata a una tradizione mariana risalente al XVII secolo. Particolarmente curiosa è la grande Piazza Ponte davanti alla chiesa, costruita sopra il rio Cavallero, mentre il complesso conserva cappelle, affreschi ed ex voto che testimoniano secoli di devozione.

Qui però non voglio raccontarti tutto: al Cavallero abbiamo dedicato due approfondimenti distinti.

Se vuoi conoscere la storia, la leggenda e cosa vedere nel complesso, leggi la nostra guida al Santuario del Cavallero a Coggiola. Se invece vuoi raggiungerlo a piedi, trovi percorso e consigli nell’escursione al Santuario del Cavallero.

Piane di Rivò, Monte Barone e trekking

Se ami camminare, tra le cose da fare a Coggiola c’è sicuramente esplorare il suo territorio montano. Salendo dal paese e attraversando le borgate di Rivò e Viera si raggiungono le Piane di Rivò, uno dei principali punti di partenza per le escursioni sulle montagne della Valsessera.

Da qui partono diversi sentieri, ma la meta più conosciuta è il Monte Barone, che con i suoi 2.044 metri è considerato la montagna simbolo della Valsessera. Lungo l’itinerario si raggiunge prima La Ciota, ex casa forestale situata a 1.226 metri di quota, per poi proseguire verso il Rifugio Monte Barone, all’Alpe Ponasca.

Dal rifugio è possibile continuare fino alla vetta. Si tratta però di un’escursione di montagna piuttosto lunga, con oltre 1.000 metri di dislivello, da affrontare con abbigliamento e attrezzatura adeguati alle condizioni del percorso.

La ricompensa è il panorama: dalla cima lo sguardo può spaziare sulla catena alpina, dal Monviso e Gran Paradiso fino al Monte Rosa.

Non è comunque necessario raggiungere la vetta per scoprire questa parte di Coggiola: anche i sentieri più brevi attorno alle Piane permettono di immergersi nel paesaggio montano della Valsessera.

Cosa vedere nei dintorni di Coggiola

Se hai più tempo a disposizione, Coggiola è un buon punto di partenza per continuare a esplorare il Biellese orientale. Il territorio comunale confina con Caprile, Portula, Pray e Valdilana e la sua posizione, all’estremità orientale del Biellese, permette di raggiungere facilmente anche Borgosesia e la vicina Valsesia.

A poca distanza puoi raggiungere Portula, altro comune della Valsessera immerso tra boschi e piccoli nuclei montani, oppure proseguire verso Pray, dove la storia industriale della valle trova una delle sue testimonianze più interessanti nella Fabbrica della Ruota.

Salendo verso Caprile puoi invece scoprire il piccolo paese e continuare fino all’Alpe Noveis, località montana che abbiamo conosciuto durante le nostre esplorazioni del Biellese e dalla quale si aprono bei panorami sulle montagne circostanti.

In direzione opposta si raggiunge Valdilana, porta d’accesso all’Oasi Zegna e alle montagne attorno a Bielmonte. Il Santuario della Brughiera è un’altra possibile tappa per chi vuole continuare a seguire il filo dei luoghi devozionali del Biellese orientale. Anche la cartografia turistica ufficiale evidenzia la vicinanza tra Coggiola, Caprile, Portula, Pray, Valdilana, Oasi Zegna e Santuario della Brughiera.

Se invece vuoi rimanere nell’area più orientale, puoi spingerti verso Ailoche e Crevacuore, oppure attraversare il confine provinciale e raggiungere Borgosesia, distante appena 13 chilometri da Coggiola.

Gran parte della valle è occupata dagli antichi edifici di filatura - Cosa vedere a Coggiola
Gran parte della valle è occupata dagli antichi edifici di filatura – Cosa vedere a Coggiola

Come arrivare a Coggiola

Coggiola si trova nella Valsessera, nella parte orientale della provincia di Biella, e per esplorare con libertà il paese, le frazioni e i punti di partenza dei sentieri la soluzione più comoda è arrivare in auto.

Dal versante valsesiano si raggiunge attraverso Serravalle Sesia e la SP71, mentre dal Biellese si può arrivare passando da Cossato e risalendo verso la Valsessera. La posizione di Coggiola rende inoltre Borgosesia particolarmente vicina, a circa 13 chilometri.

Se viaggi con i mezzi pubblici, le stazioni ferroviarie di riferimento sono Borgosesia e Cossato, rispettivamente a circa 13 e 23 chilometri, mentre i collegamenti autobus interessano Coggiola e gli altri centri della valle.

Avere un’auto resta comunque consigliabile se vuoi raggiungere luoghi più appartati come Fervazzo, le Piane di Rivò o i punti di partenza delle escursioni.

Dove dormire a Coggiola e dintorni

Se vuoi dedicare un intero weekend a Coggiola e alla Valsessera, fermarti una notte permette di combinare la visita del paese con un’escursione al Cavallero, ai Moglietti o sui sentieri verso il Monte Barone.

L’offerta ricettiva direttamente nel comune è piuttosto contenuta: il Comune segnala tra le strutture il B&B La Biulla e il Rifugio Monte Barone, quest’ultimo pensato naturalmente per chi raggiunge la montagna a piedi.

Puoi quindi cercare dove dormire a Coggiola e nei dintorni, valutando anche le sistemazioni verso Valdilana, Bielmonte o Borgosesia se vuoi utilizzare il soggiorno come base per esplorare una parte più ampia del Biellese orientale.

Quanto tempo dedicare a Coggiola

Per scoprire Coggiola senza dedicarti a escursioni impegnative, una giornata è sufficiente per visitare il centro, vedere la Chiesa di San Giorgio e spostarti tra le frazioni e i principali luoghi d’interesse.

Se però vuoi conoscere davvero il territorio, il consiglio è di fermarti un intero weekend in Valsessera. Il secondo giorno può essere dedicato a una delle escursioni: puoi raggiungere a piedi il Santuario del Cavallero, esplorare i sentieri attorno ai Moglietti oppure salire verso le Piane di Rivò e scegliere un itinerario in direzione del Monte Barone.

Le possibilità per camminare non mancano: dal territorio di Coggiola partono infatti numerosi sentieri CAI che raggiungono Cavallero, Viera, Alpe Noveis e Santuario della Brughiera, oltre ai percorsi verso le montagne dell’alta valle.

Un weekend permette quindi di alternare borghi, storia industriale, santuari e natura, senza trasformare la visita in una corsa da una tappa all’altra.

Informazioni su Gian Luca Sgaggero 716 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

2 Commenti

  1. Ciao, non conoscevo questo luogo e vorrei visitarlo.
    Ho provato a vedere su google maps dove si trova purtroppo la piantina non è precisa.
    In frazione ci sono indicazioni su come raggiungerlo? C’è la possibilità di lasciare l’auto in sosta lungo la strada?
    Grazie per le indicazioni, vi seguirò con attenzione è molto interessante il vostro blog.

    Ciao, Paolo

    • Ciao Paolo, siamo felici che il blog ti piaccia!
      I sentieri per raggiungere il santuario sono due, o da frazione Masseranga, che su google maps è segnalata, dove si può lasciare la macchina in una piccola piazzetta che si trova davanti alla filatura abbandonata, vicino alla casa di riposo. Il secondo sentiero invece parte da frazione Zuccaro, lo puoi raggiungere sempre da questa piazzetta oppure parcheggiando in paese dall’altra parte del Sessera, anche se non ricordo di aver visto molti posteggi in quella zona.
      Lungo il percorso ci sono di tanto in tanto delle frecce, piccoli segnali che indicano la direzione da seguire, se desideri visitarne anche l’interno ti consiglierei di andarci in una delle due date che ho segnalato nell’altro post, in occasione delle manifestazioni è aperto di sicuro, ma contiamo di tornare e domanderò al parroco se, contattandolo, sarebbe possibile organizzare delle visite a richiesta.
      Spero di aver dato risposta alle tue domande!

      P.S. Queste sono le coordinate approssimative del luogo in cui si trova il santuario, copiale e inseriscile nella ricerca di maps! 🙂
      45° 42′ 2.50″ N 8° 9′ 36.03″ E

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