Cosa vedere a Cuenca in due giorni: itinerario e trekking

Capire cosa vedere a Cuenca in due giorni significa prepararsi a scoprire una delle città che più ci sorprese durante il nostro viaggio on the road in Spagna. Prima di arrivare ne sapevamo davvero poco, ma bastarono le prime ore tra vicoli medievali, gole profonde e case sospese nel vuoto per capire che la tappa meritava molto più spazio di quanto immaginassimo.

PROMO:

Situata nella Castilla-La Mancha, a est di Madrid, Cuenca possiede un centro storico arroccato su uno sperone roccioso tra le gole scavate dai fiumi Huécar e Júcar. Questa posizione spettacolare è parte integrante del suo fascino: basta allontanarsi di pochi passi dalle vie del centro per ritrovarsi davanti a pareti rocciose, sentieri e punti panoramici.

Il simbolo della città sono naturalmente le Casas Colgadas, le celebri case sospese sul precipizio, ma durante i nostri due giorni scoprimmo che Cuenca aveva molto altro da offrire: Plaza Mayor, la Cattedrale, il Puente de San Pablo e i percorsi nella natura che circondano la città.

Il centro storico fortificato di Cuenca è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1996 e il modo migliore per scoprirlo, almeno secondo la nostra esperienza, è alternare la visita della città alle passeggiate nelle vallate circostanti.

In questa guida ripercorro quindi il nostro itinerario di due giorni a Cuenca, aggiornandolo con le informazioni utili per organizzare oggi la visita.

Ponti di pietra verso la città vecchia - Cosa vedere a Cuenca
Ponti di pietra verso la città vecchia – Cosa vedere a Cuenca

Cosa vedere a Cuenca il primo giorno

Arrivammo a Cuenca nel pomeriggio e, dopo aver lasciato i bagagli nella parte nuova della città, decidemmo di iniziare subito a esplorare i dintorni.

La città bassa ci apparve vivace ma tranquilla, con zone pedonali, bar e un’atmosfera rilassata. Dopo uno spuntino iniziammo a camminare verso il centro storico senza conoscere ancora bene la disposizione della città.

Fu probabilmente il modo migliore per scoprirla.

Raggiunto il versante della collina, invece di cercare immediatamente la strada principale seguimmo il percorso lungo la Hoz del Huécar, una delle profonde gole che delimitano la città vecchia. Da qui iniziammo la salita verso il centro storico.

La strada si rivelò più ripida di quanto immaginassimo e procedeva a tornanti tra edifici costruiti a ridosso della roccia. Ogni tanto ci fermavamo per riprendere fiato e osservare divertiti le automobili impegnate nelle strette curve tra le case.

Non eravamo particolarmente allenati e quella salita si fece sentire, ma ci permise di capire subito una caratteristica fondamentale di Cuenca: qui la città e il paesaggio naturale sembrano continuamente sovrapporsi.

Plaza Mayor

Dopo la salita sbucammo quasi all’improvviso in Plaza Mayor, nel cuore della città vecchia.

Fu uno di quei momenti in cui una città riesce a sorprenderti proprio perché non sai ancora bene cosa aspettarti. La piazza è circondata da edifici dalle facciate colorate e su uno dei suoi lati si apre la Cattedrale di Santa María e San Julián.

Plaza Mayor è ancora oggi uno dei punti di riferimento migliori per orientarsi nel centro storico di Cuenca. Da qui puoi raggiungere facilmente la Cattedrale, inoltrarti nei vicoli della città alta oppure proseguire verso le Casas Colgadas e il Puente de San Pablo.

Noi ci fermammo per qualche minuto all’ombra. Era estate e, nonostante l’altitudine di Cuenca, il sole nelle ore pomeridiane si faceva sentire parecchio.

Dopo esserci rinfrescati con un po’ d’acqua, riprendemmo la passeggiata. Prima di andare alla ricerca delle celebri case sospese, però, avevamo davanti uno degli edifici più importanti della città: la Cattedrale di Cuenca.

Plaza Mayor - Cosa vedere a Cuenca
Plaza Mayor – Cosa vedere a Cuenca

Cattedrale di Cuenca

Su un lato di Plaza Mayor si affaccia la Cattedrale di Santa María e San Julián, uno degli edifici più importanti del centro storico di Cuenca.

La sua costruzione iniziò tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo, dopo la conquista cristiana della città. Nel corso dei secoli l’edificio venne più volte ampliato e modificato, motivo per cui oggi presenta elementi appartenenti a epoche e stili differenti.

La facciata che vedemmo affacciandoci sulla piazza è invece relativamente recente. Venne ricostruita all’inizio del Novecento dopo il crollo, nel 1902, della torre del Giraldo, che danneggiò parte della struttura precedente.

Durante il nostro primo pomeriggio a Cuenca ci limitammo soprattutto a osservarla dall’esterno. Se vuoi visitarne gli interni, considera però un po’ di tempo in più nel programma: oltre alle navate e alle cappelle, la visita permette di scoprire meglio uno dei monumenti che hanno accompagnato la storia della città per secoli.

Le Hoces del Huécar e del Júcar

Lasciata Plaza Mayor, continuammo a camminare nella parte alta della città e imboccammo quasi per caso uno dei passaggi che conducono verso il margine orientale del centro storico.

Fu qui che Cuenca cambiò completamente aspetto.

Davanti a noi si aprì la profonda Hoz del Huécar, una delle due gole che circondano la città insieme alla Hoz del Júcar. I due fiumi hanno scavato nel tempo il paesaggio roccioso sul quale sorge il centro storico, creando pareti, vallate e punti panoramici che rendono Cuenca molto diversa dalle altre città visitate durante il nostro viaggio in Spagna.

Osservando quelle rocce dal parapetto ci tornarono alla mente i paesaggi di Meteora che avevamo visto l’estate precedente in Grecia. Il contesto era naturalmente diverso, ma quella combinazione tra pareti rocciose, edifici e grandi spazi aperti ci regalò una sensazione simile.

Proseguendo lungo la strada panoramica iniziammo inoltre a intravedere alcuni sentieri sulle colline circostanti. Dall’altra parte della Hoz del Huécar, molto più in alto rispetto a noi, spiccava una grande figura bianca: il Cristo del Socorro.

Ancora non lo sapevamo, ma il giorno successivo saremmo saliti proprio fin lassù a piedi.

Per quel pomeriggio avevamo però un altro obiettivo: finalmente trovare le Casas Colgadas.

Il Cristo del Socorro domina Cuenca dall'alto - Cosa vedere a Cuenca
Il Cristo del Socorro domina Cuenca dall’alto – Cosa vedere a Cuenca

Casas Colgadas, il simbolo di Cuenca

Tornando verso Plaza Mayor iniziammo finalmente a seguire le indicazioni per le Casas Colgadas, il luogo che più di ogni altro viene associato a Cuenca.

Eravamo curiosi di vederle. Ne avevamo letto diverse descrizioni e visto alcune fotografie, ma non riuscivamo ancora a capire bene perché fossero considerate così particolari.

Raggiungemmo una piccola piazza e iniziammo a scendere verso il margine della città. Davanti a noi comparve il Puente de San Pablo, sospeso sopra la Hoz del Huécar, ma delle famose case sembrava non esserci traccia.

Facemmo qualche passo verso il ponte continuando a cercarle, finché ci voltammo.

Erano proprio alle nostre spalle.

Viste da quella prospettiva capimmo immediatamente la loro particolarità: gli edifici sembravano sorgere direttamente sul bordo della parete rocciosa, con le balconate in legno protese verso il vuoto della gola.

Le Casas Colgadas esistevano già alla fine del XV secolo e nel corso del tempo sono diventate il simbolo della città. Delle numerose costruzioni che un tempo occupavano questo versante ne rimangono oggi soltanto alcune, restaurate nel corso del Novecento.

Una di esse ospita il Museo de Arte Abstracto Español, dedicato all’arte astratta spagnola della seconda metà del Novecento. Se hai due giorni a Cuenca e ti interessa l’arte contemporanea, può essere una visita da aggiungere all’itinerario.

Noi quel pomeriggio ci limitammo invece a osservarle dall’esterno. Dopo averle cercate per buona parte della passeggiata, vederle finalmente sospese sulla Hoz del Huécar fu uno dei momenti più belli della giornata.

E il punto migliore da cui osservarle era proprio davanti a noi.

Se vuoi conoscere meglio la storia del centro storico, puoi scoprire le visite guidate e i tour di Cuenca. Tra le attività disponibili trovi tour a piedi, visite della Cattedrale e itinerari dedicati ai luoghi più caratteristici della città.

Casas colgadas - Cosa vedere a Cuenca
Casas colgadas – Cosa vedere a Cuenca

Puente de San Pablo

Il Puente de San Pablo attraversa la Hoz del Huécar collegando il centro storico con l’antico Convento de San Pablo, oggi sede del Parador de Cuenca.

L’attuale ponte, realizzato in ferro e legno all’inizio del Novecento, sostituì una precedente struttura in pietra. Con i suoi oltre cento metri di lunghezza attraversa la gola a parecchie decine di metri dal fondo e offre una delle prospettive più spettacolari sulle Casas Colgadas.

Durante quel primo pomeriggio facemmo soltanto qualche passo sul ponte. Avremmo avuto tutto il tempo di attraversarlo il giorno successivo, quando il nostro itinerario ci avrebbe portati sull’altro versante della valle.

Già allora, però, ci rendemmo conto che il Puente de San Pablo non è soltanto un collegamento tra due parti della città: è uno dei punti panoramici da non perdere durante una visita a Cuenca.

Se soffri di vertigini, preparati a una sensazione particolare. Il piano di calpestio è in legno e, soprattutto quando ci sono altre persone, puoi percepire le leggere oscillazioni della struttura. Noi il giorno seguente le avremmo sentite molto bene.

Puente de San Pablo - Cosa vedere a Cuenca
Puente de San Pablo – Cosa vedere a Cuenca

Secondo giorno a Cuenca: trekking al Cerro del Socorro

La mattina seguente ci svegliammo piuttosto presto e iniziammo la giornata con una colazione che durante quel viaggio in Spagna era diventata quasi una consuetudine: café solo, croissant a la plancha, marmellata e succo d’arancia.

Avevamo deciso di dedicare il secondo giorno soprattutto alla natura che circonda Cuenca, seguendo alcuni dei sentieri che avevamo intravisto il pomeriggio precedente dalle strade panoramiche della città alta.

Raggiungemmo nuovamente la Hoz del Huécar, questa volta dal versante opposto rispetto al centro storico. Qui sorge l’antico Convento de San Pablo, costruito a partire dal XVI secolo e oggi trasformato nel Parador de Cuenca.

La posizione è spettacolare: l’edificio si trova sul margine della gola e proprio nelle sue vicinanze parte il Puente de San Pablo, con le Casas Colgadas visibili dall’altra parte del precipizio.

Quella mattina, però, prima di attraversare il ponte decidemmo di salire ancora più in alto.

Il sentiero verso il Cerro del Socorro

Poco oltre l’antico convento imboccammo un sentiero che saliva tra la vegetazione verso il Cerro del Socorro, la collina che avevamo osservato il giorno precedente dal centro storico.

In cima si trova il Monumento al Sagrado Corazón de Jesús, comunemente conosciuto come Cristo del Socorro, facilmente riconoscibile anche dalla città grazie alla grande statua che domina la Hoz del Huécar.

Il percorso che seguimmo noi ci impegnò per circa un’ora e mezza, tra salite e numerose soste per osservare il paesaggio. Non prenderei però il nostro tempo come riferimento assoluto: esistono diversi percorsi nella zona e durata e difficoltà dipendono dal punto di partenza e dall’itinerario scelto.

Se vuoi affrontare oggi la salita, verifica quindi preventivamente il tracciato e le condizioni del sentiero, soprattutto durante le giornate più calde.

Mirador del Cerro del Socorro

Arrivati in cima capimmo immediatamente perché valesse la pena affrontare la salita.

Cuenca appariva piccolissima dall’altra parte della valle, arroccata sullo sperone roccioso tra le gole. Da lassù era molto più facile comprendere la particolare conformazione del territorio: il centro storico sembrava quasi emergere dalle rocce, mentre intorno si aprivano vallate e profonde spaccature modellate dai corsi d’acqua.

Il Cristo del Socorro dominava il paesaggio e intorno a noi regnava un silenzio completamente diverso dall’atmosfera incontrata il giorno precedente tra Plaza Mayor e le Casas Colgadas.

Fu uno dei panorami più belli dei nostri due giorni a Cuenca.

La discesa risultò decisamente più semplice e veloce. In circa 45 minuti tornammo nei pressi del Convento de San Pablo.

A quel punto non avevamo più scuse: era arrivato il momento di attraversare davvero il Puente de San Pablo.

Cristo del Socorro - Cosa vedere a Cuenca
Cristo del Socorro – Cosa vedere a Cuenca

Attraversare il Puente de San Pablo

Tornati nei pressi dell’antico Convento de San Pablo, eravamo finalmente pronti ad attraversare il ponte che il giorno precedente avevamo soltanto osservato.

Salimmo i pochi gradini all’ingresso del Puente de San Pablo e iniziammo a camminare sulle tavole di legno sospese sopra la Hoz del Huécar.

La sensazione fu decisamente particolare.

Il ponte oscillava leggermente con il vento che attraversava la gola, ma a sorprenderci maggiormente erano le vibrazioni provocate dai passi. In quel momento sul ponte eravamo una decina di persone e ogni movimento sembrava propagarsi lungo la struttura.

Più avanzavamo, però, più la sensazione di essere sospesi nel vuoto lasciava spazio al panorama.

Dal centro del ponte si apre infatti una delle viste più belle sulle Casas Colgadas. Osservate da qui, le case sembrano davvero aggrappate alla parete rocciosa, con i balconi protesi sopra la gola.

Noi cercavamo di scattare qualche fotografia mentre il ponte continuava a muoversi sotto i nostri piedi. Non era esattamente la situazione ideale per ottenere immagini perfettamente ferme, ma fu proprio questo a rendere l’esperienza così memorabile.

Se visiti Cuenca, attraverserei il Puente de San Pablo anche se non hai intenzione di proseguire sui sentieri: la vista sulle Casas Colgadas e sulla Hoz del Huécar vale da sola la passeggiata.

Il sentiero sull’altro versante della Hoz del Huécar

Una volta attraversato il ponte, invece di rientrare immediatamente nel centro storico decidemmo di continuare a camminare.

Imboccammo un sentiero che avevamo notato il giorno precedente dall’altro lato della valle. Dopo un breve tratto in discesa, il percorso iniziò nuovamente a salire lungo il versante della gola.

Il terreno era molto diverso dal sentiero affrontato quella mattina: alternava tratti sterrati, gradini e passaggi sulla roccia, alcuni dei quali richiedevano un po’ di attenzione.

Durante la salita incontrammo anche un grande edificio che allora ci apparve in evidente stato di abbandono. Ricordo i portici, il giardino affacciato sulla valle e le strutture che sembravano ormai deteriorate. Non riuscimmo però a capire con certezza quale fosse la sua storia e, a distanza di anni, preferisco lasciare quel ricordo esattamente per ciò che fu: una delle tante scoperte inattese incontrate camminando intorno a Cuenca.

Continuando a salire raggiungemmo un tratto sempre più panoramico. Guardandoci indietro potevamo distinguere l’antico Convento de San Pablo, il ponte appena attraversato e, più lontano, le Casas Colgadas sospese sul versante opposto.

Alla fine raggiungemmo nuovamente la parte alta di Cuenca. Ci fermammo qualche minuto a osservare il panorama e poi continuammo lungo le mura e le strade panoramiche che circondano il centro storico.

Dopo ore trascorse tra sentieri, gole e punti panoramici, tornammo infine verso Plaza Mayor.

Itinerari escursionistici nei dintorni di Cuenca - Cosa vedere a Cuenca
Itinerari escursionistici nei dintorni di Cuenca – Cosa vedere a Cuenca

Cuenca di sera: le Casas Colgadas illuminate

Rientrati nella parte alta della città, percorremmo ancora per un tratto le mura e la strada panoramica affacciata sulla Hoz del Júcar, prima di ritrovarci nuovamente tra i vicoli che conducono a Plaza Mayor.

Dopo tutte le salite affrontate durante la giornata avevamo decisamente bisogno di fermarci. Ci concedemmo quindi una pausa nei pressi della Cattedrale, godendoci senza fretta l’atmosfera della piazza prima di scendere nuovamente verso la città bassa.

Ma la nostra giornata a Cuenca non era ancora finita.

Dopo esserci riposati e aver cenato, approfittammo della temperatura più fresca della sera per risalire ancora una volta verso il centro storico. Avevamo un motivo preciso: volevamo rivedere le Casas Colgadas dopo il tramonto.

Tornammo così verso il Puente de San Pablo e trovammo un’atmosfera completamente diversa da quella delle ore diurne.

Con il buio, le Casas Colgadas illuminate sembravano emergere dalla parete rocciosa, mentre intorno la Hoz del Huécar scompariva progressivamente nell’oscurità. Anche il ponte, con meno persone e senza il caldo delle ore centrali, ci sembrò molto più piacevole da percorrere.

Fu probabilmente il momento più suggestivo dei nostri due giorni a Cuenca.

Se pernotti in città, ti consiglio quindi di non limitare la visita alle ore diurne. Tornare alle Casas Colgadas e al Puente de San Pablo dopo il tramonto permette di vedere uno dei luoghi simbolo di Cuenca sotto una luce completamente diversa.

Se ti piace scoprire le città dopo il tramonto, puoi anche partecipare a un tour serale di Cuenca, accompagnato da una guida locale tra storia, curiosità e leggende del centro storico.

Quanto tempo serve per visitare Cuenca?

Un giorno può essere sufficiente per vedere le principali attrazioni di Cuenca, soprattutto se vuoi concentrarti sul centro storico, Plaza Mayor, la Cattedrale, le Casas Colgadas e il Puente de San Pablo.

Se però stai decidendo cosa vedere a Cuenca e ami anche camminare nella natura, secondo me vale la pena dedicarle due giorni.

È quello che facemmo noi e il secondo giorno cambiò completamente la percezione della città. Uscire dal centro storico, salire verso il Cerro del Socorro e percorrere i sentieri affacciati sulle gole ci permise di osservare Cuenca da prospettive che non avremmo scoperto limitandoci alle vie della città vecchia.

Con due giorni puoi inoltre organizzare le visite con maggiore calma e lasciare spazio ai panorami, alle deviazioni lungo il percorso e a qualche sosta. Le distanze sulla mappa possono sembrare ridotte, ma salite e dislivelli rallentano parecchio gli spostamenti a piedi.

C’è poi un altro motivo per fermarsi almeno una notte: vedere Cuenca dopo il tramonto. Noi tornammo al Puente de San Pablo proprio la sera del secondo giorno e le Casas Colgadas illuminate furono una delle immagini che ricordiamo meglio del viaggio.

Se hai soltanto una giornata, concentrati quindi sul centro storico e sui principali monumenti. Con due giorni, invece, puoi combinare la visita culturale con trekking, punti panoramici e una serata a Cuenca, vivendo la destinazione con molta più tranquillità.

Dove dormire a Cuenca

Se decidi di fermarti almeno una notte, una delle prime scelte da fare riguarda la zona in cui dormire a Cuenca.

Il centro storico è sicuramente la soluzione più suggestiva. Dormire nella città alta permette di avere Plaza Mayor, la Cattedrale e le principali attrazioni a pochi passi e, soprattutto, di godersi le vie del centro quando molti visitatori giornalieri se ne sono andati.

La posizione ha però anche qualche svantaggio: salite, strade strette e accesso in automobile possono rendere meno pratici gli spostamenti, soprattutto se Cuenca è soltanto una tappa di un viaggio on the road.

Noi scegliemmo proprio per questo di dormire nella città bassa, dove era più semplice arrivare in macchina e trovammo una sistemazione economica. La scelta della zona fu pratica; quella della struttura, decisamente meno fortunata.

La nostra camera era minuscola, buia e molto umida, praticamente al livello del marciapiede. È una di quelle esperienze che oggi ci fanno sorridere, ma che ci insegnarono anche a controllare con maggiore attenzione posizione, fotografie e caratteristiche della camera prima di prenotare.

Se viaggi in auto, la città bassa rimane quindi una soluzione da considerare; se invece vuoi privilegiare atmosfera e comodità durante le visite, sceglierei il centro storico.

C’è poi una terza possibilità decisamente particolare: il Parador de Cuenca, ospitato nell’antico Convento de San Pablo sull’altro lato della Hoz del Huécar, proprio di fronte alle Casas Colgadas. È una sistemazione interessante soprattutto se cerchi qualcosa di speciale e vuoi soggiornare in uno degli edifici storici più scenografici della città.

Puoi confrontare qui gli hotel e le altre sistemazioni disponibili a Cuenca e scegliere la zona più adatta al tuo itinerario.

Come arrivare a Cuenca da Madrid

Cuenca si trova circa 170 km a est di Madrid e può essere raggiunta facilmente sia con i mezzi pubblici sia in automobile. Proprio la vicinanza alla capitale rende possibile visitarla anche in giornata, anche se, come abbiamo visto, fermarsi almeno una notte permette di scoprirla con molta più calma.

Da Madrid a Cuenca in treno

Il treno ad alta velocità è il modo più rapido per raggiungere Cuenca da Madrid.

I collegamenti AVE permettono di coprire la tratta in circa un’ora, anche se la durata varia in base al treno scelto. È quindi perfettamente possibile partire da Madrid al mattino e rientrare la sera.

Attenzione però alla stazione di arrivo: i treni ad alta velocità fermano a Cuenca Fernando Zóbel, che si trova fuori dal centro urbano. Una volta arrivato devi quindi considerare anche il trasferimento verso il centro di Cuenca.

Se stai organizzando una visita in giornata, controlla sempre gli orari aggiornati dei treni e calcola anche questo spostamento quando prepari l’itinerario.

Da Madrid a Cuenca in autobus

Un’alternativa è l’autobus, con collegamenti tra Madrid e Cuenca operati da Avanza.

Il viaggio richiede più tempo rispetto all’alta velocità, ma l’arrivo è più comodo per chi vuole raggiungere direttamente la città: la stazione degli autobus di Cuenca si trova nella città bassa, da cui puoi poi proseguire verso il centro storico con gli autobus urbani oppure a piedi.

Prima di partire verifica sempre orari, durata e disponibilità delle corse, perché possono variare in base al giorno e al periodo dell’anno.

Se hai soltanto una giornata e preferisci non organizzare autonomamente treni e trasferimenti, puoi anche visitare Cuenca con un’escursione organizzata da Madrid. Alcuni itinerari combinano la visita della città con la Ciudad Encantada, permettendo di scoprire nello stesso giorno anche uno dei paesaggi naturali più particolari della provincia.

Arrivare a Cuenca in auto

Noi raggiungemmo Cuenca durante un viaggio on the road in Spagna e l’automobile rimane una soluzione particolarmente interessante se vuoi inserire la città all’interno di un itinerario più ampio.

Da Madrid puoi raggiungere Cuenca percorrendo principalmente la A-3 e la A-40.

Avere un’auto permette inoltre di esplorare più facilmente i dintorni e la provincia, ma non è indispensabile per visitare la città: una volta arrivato, il centro storico di Cuenca si scopre soprattutto a piedi.

Se viaggi in macchina, valuta con attenzione anche dove pernottare e dove parcheggiare. Le strade della città alta non sono il luogo ideale in cui muoversi continuamente in auto e può essere più pratico lasciare il veicolo nella parte bassa o utilizzare uno dei parcheggi disponibili nei pressi del centro storico.

Consigli per visitare Cuenca

Dopo aver trascorso due giorni a Cuenca, il consiglio principale che posso darti è di non considerarla soltanto una città da visitare passando da un monumento all’altro. Una parte importante del suo fascino deriva proprio dalla posizione tra le gole e dai percorsi che permettono di osservarla da prospettive differenti.

Porta quindi con te scarpe comode, soprattutto se vuoi raggiungere il Cerro del Socorro o percorrere i sentieri intorno alla Hoz del Huécar. Anche all’interno del centro storico incontrerai salite, discese e strade acciottolate.

In estate considera inoltre il caldo nelle ore centrali. Noi visitammo Cuenca in agosto e durante alcune salite il sole si fece sentire parecchio. Acqua, protezione solare e un po’ di flessibilità negli orari possono rendere la visita decisamente più piacevole.

Se soffri di vertigini, tieni presente che il Puente de San Pablo è sospeso sopra la gola e il movimento della struttura può essere percepibile mentre lo attraversi. Non è necessario percorrerlo interamente per vedere le Casas Colgadas, ma è proprio dal ponte che si apre una delle prospettive più spettacolari.

Se hai più di due giorni oppure stai viaggiando in auto, puoi infine utilizzare Cuenca come base per esplorare anche i dintorni. Una delle escursioni più conosciute è la Ciudad Encantada, un paesaggio naturale caratterizzato da particolari formazioni rocciose modellate dall’erosione.

Cuenca fu una delle sorprese del nostro viaggio on the road in Spagna. Eravamo arrivati conoscendola appena e ripartimmo dopo due giorni trascorsi tra Casas Colgadas, vicoli, gole, ponti sospesi e sentieri panoramici.

Ed è proprio questa combinazione tra città e natura che, ancora oggi, considero il motivo migliore per inserirla in un itinerario attraverso la Spagna centrale.

Casas colgadas di notte - Cosa vedere a Cuenca
Casas colgadas di notte – Cosa vedere a Cuenca
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Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

1 Commento

  1. immagini bellissime di un luogo poco conosciuto che regalano l’emozione di scoprire un paesaggio affascinante in particolar modo le casas colgadas con la loro architettura la cui vista “notturna” è davvero fantastica!
    Immagino poi cosa si possa provare ad attraversare il ponte con i suoi ondeggiamenti…(per me sarebbe una bella sfida visto che soffro di vertigini eh heee)

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