Capire cosa vedere a Kalimnos non faceva affatto parte dei nostri programmi. Sull’isola siamo arrivati quasi per caso, quando il viaggio che avevamo organizzato ci ha costretti a cambiare rotta proprio all’ultimo momento.
Eravamo ad Astypalea e dovevamo rientrare ad Atene, ma il volo era completo e gli orari dei traghetti non ci avrebbero permesso di raggiungere la capitale in tempo. La soluzione fu quindi diversa da quella prevista: raggiungere Kalimnos da Astypalea, trascorrere l’intera giornata sull’isola e ripartire la sera con il traghetto notturno per Atene.
Quello che inizialmente sembrava soltanto un problema logistico si trasformò così in una delle sorprese del viaggio.
Durante la giornata abbiamo avuto la possibilità di girare Kalimnos accompagnati da persone legate alla promozione turistica dell’isola. Abbiamo passeggiato per le strade di Pothia, scoperto il profondo legame degli abitanti con il mare e con la tradizione dei pescatori di spugne, raggiunto Vathy, attraversato alcuni dei paesaggi più belli dell’interno e osservato Telendos dalla costa occidentale.
E poi ci sono quei piccoli episodi che finiscono per rimanere impressi più dei monumenti: una donna che friggeva loukoumades a Vathy sommergendoli di miele mentre tutt’intorno ronzava una nuvola di api, le storie ascoltate guardando Telendos e la cena sul mare a Emborios, insieme alle persone che ci avevano accompagnato durante la giornata.
Avevamo poche ore e nessuna aspettativa. Kalimnos entrò nel nostro viaggio per caso e ne uscì come un’isola nella quale avremmo voluto avere molto più tempo.
In questa guida partiamo quindi dalla nostra esperienza per scoprire cosa vedere a Kalimnos, dai luoghi che abbiamo visitato alle spiagge, ai villaggi e alle esperienze che possono meritare qualche giorno in più sull’isola.

Pothia, il cuore di Kalimnos e dell’isola delle spugne
La nostra scoperta di Kalimnos iniziò da Pothia, il capoluogo e principale porto dell’isola. È qui che arrivano molti dei traghetti e, a differenza di altre località del Dodecaneso costruite intorno a un’immagine quasi da cartolina, Pothia ci apparve subito come una città vissuta, profondamente legata al mare.
Passeggiando per le strade del centro incontri edifici colorati, piazze, chiese e il continuo movimento del porto, ma per capire davvero Kalimnos bisogna conoscere soprattutto una parte della sua storia: quella dei pescatori di spugne.
Per generazioni gli uomini dell’isola hanno attraversato il Mediterraneo alla ricerca delle spugne naturali, affrontando immersioni lunghe e pericolose. Non si trattava semplicemente di un’attività economica: la pesca delle spugne ha segnato la vita delle famiglie, la cultura e l’identità stessa di Kalimnos.
Durante la nostra visita avemmo modo di approfondire proprio questo rapporto con il mare entrando in un piccolo museo dedicato alla vita tradizionale dell’isola. Attrezzature utilizzate dai pescatori, oggetti quotidiani e testimonianze del passato raccontavano un mondo nel quale partire per mare poteva significare restare lontani da casa per mesi.
È uno degli aspetti che ricordo maggiormente di quella giornata, perché permette di guardare Kalimnos con occhi diversi. Prima ancora delle spiagge e dei panorami, l’isola iniziò a raccontarci la propria storia attraverso il mare e le spugne.

Il Museo Marittimo e la tradizione dei pescatori di spugne
Per comprendere meglio questo legame vale la pena visitare il Museo Marittimo e del Folklore di Kalimnos, che si trova sul lungomare di Pothia, vicino al Municipio.
Noi lo visitammo durante la giornata trascorsa sull’isola e fu uno dei luoghi che ci permisero di capire quanto la pesca delle spugne abbia influenzato la storia di Kalimnos. Fotografie d’epoca, strumenti nautici, attrezzature utilizzate per immergersi e oggetti legati alla lavorazione delle spugne raccontano un mestiere che per generazioni portò gli uomini dell’isola a navigare in diverse zone del Mediterraneo.
Tra gli oggetti più particolari c’è la skandalopetra, una pietra utilizzata dai pescatori come ausilio durante le immersioni in apnea. Con il tempo le tecniche cambiarono e comparvero attrezzature che permettevano di raggiungere profondità maggiori, ma quello dei pescatori di spugne rimase un lavoro duro e pericoloso.
La visita non racconta soltanto il mare. Nello stesso edificio una collezione dedicata al folklore conserva abiti, utensili domestici, tessuti e arredi che permettono di entrare anche nella vita quotidiana delle famiglie di Kalimnos tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.
È un museo relativamente piccolo, ma secondo me aiuta a comprendere l’isola molto più di quanto potrebbero fare soltanto spiagge e panorami: Kalimnos è ancora oggi profondamente legata alla propria identità di “isola dei pescatori di spugne”.
Se soggiorni a Kos e vuoi scoprire anche questa tradizione, puoi visitare Pothia e una fabbrica locale di spugne con un’escursione in giornata a Kalimnos. Il tour prosegue poi verso Plati e Pserimos, combinando la visita dell’isola con una giornata in mare.

Agios Savvas e il panorama su Pothia
Se stai cercando cosa vedere a Kalimnos oltre alle strade di Pothia, prima di lasciare la città vale la pena salire verso Agios Savvas, uno dei luoghi religiosi più importanti dell’isola. Il monastero sorge sulle alture che dominano il capoluogo e già la sua posizione offre un motivo per raggiungerlo: da qui lo sguardo abbraccia Pothia, il porto e il mare che circonda l’isola.
Il complesso è dedicato a San Savvas di Kalimnos, figura particolarmente venerata dagli abitanti e patrono dell’isola, che trascorse qui gli ultimi anni della sua vita. La sua tomba si trova all’interno del monastero, diventato nel tempo un importante luogo di pellegrinaggio.
Anche lasciando da parte l’aspetto religioso, Agios Savvas merita una sosta per l’atmosfera e per il panorama. Le cupole e gli edifici del complesso emergono sul paesaggio roccioso sopra Pothia, mentre dalla terrazza puoi osservare dall’alto quella stessa città portuale che, vista dalle sue strade, appare molto più vivace e caotica.
È quindi una tappa che aggiungerei alla visita di Pothia prima di proseguire verso l’interno dell’isola.

Vathy e il fiordo di Rina
Lasciando Pothia e attraversando l’interno dell’isola, uno dei luoghi che più ci sorprese fu Vathy, sul versante orientale di Kalimnos. Dopo i paesaggi rocciosi che caratterizzano gran parte dell’isola, qui il panorama cambia improvvisamente: la strada entra in una valle fertile e verde, dove crescono soprattutto agrumi e la vegetazione contrasta con le montagne brulle circostanti.
La valle termina sul mare a Rina, un piccolo porto raccolto in fondo a una stretta insenatura tra le pareti rocciose. Vista dall’alto sembra quasi un fiordo in miniatura; raggiunta la costa, trovi invece un tranquillo approdo con barche, taverne e case affacciate sull’acqua.
È uno di quei luoghi che ricordo anche per una scena molto più semplice. Vicino al porto incontrammo una donna intenta a preparare loukoumades, piccole frittelle greche servite calde e ricoperte generosamente di miele. Attorno al banco ronzava una quantità impressionante di api: una scena quasi surreale che ancora oggi è tra le prime immagini che mi tornano in mente pensando a Vathy. Non mancavano neppure i gatti accoccolati vicino al porto, presenza quasi inevitabile nelle isole greche.
Vathy merita quindi una sosta proprio per il contrasto con il resto di Kalimnos: in pochi chilometri passi dalla roccia e dalle montagne a una valle coltivata che termina sul mare.
Se invece soggiorni a Kos e vuoi scoprire Kalimnos con un’escursione in giornata, puoi raggiungere Vathy con una crociera tra Kalimnos, Plati e Pserimos, combinando la visita dell’isola con alcune soste per il bagno nel Dodecaneso.

Telendos, l’isola che sembra galleggiare davanti a Kalimnos
Proseguendo verso la costa occidentale di Kalimnos, il paesaggio cambia ancora e davanti all’isola compare la sagoma inconfondibile di Telendos.
Noi non la raggiungemmo, ma ci fermammo ad ammirarla dalla costa. Fu proprio in quel momento che le persone che ci accompagnavano iniziarono a raccontarci alcune delle storie e delle leggende legate all’isola, rendendo quella piccola massa rocciosa apparentemente sospesa sull’Egeo ancora più affascinante.
Dietro alle leggende esiste però anche una storia molto più antica. Telendos conserva infatti resti paleocristiani e bizantini che testimoniano come quest’area fosse abitata già molti secoli fa. Nel 554 d.C. un violento terremoto colpì Kalimnos e il territorio tra le due isole sprofondò, modificando profondamente il paesaggio.
Ancora oggi sull’isola si possono trovare resti di antiche basiliche, tombe e fortificazioni. Tra questi ci sono la basilica di Agios Vasileios, il cimitero paleocristiano di Tholaria e l’insediamento fortificato di Agios Konstantinos, costruito successivamente sulle pendici settentrionali.
Ma anche senza raggiungerla, Telendos è una presenza costante lungo questo tratto della costa di Kalimnos. Più ci avvicinavamo alla zona di Myrties e Kantouni, più quella sagoma dall’altra parte del mare diventava parte del paesaggio.
Se avessi avuto più tempo a disposizione, sarebbe stata sicuramente una delle escursioni che avrei voluto aggiungere alla nostra giornata. Telendos non è soltanto un’isola da osservare dalla costa: è uno di quei luoghi che, già da lontano, ti fanno venire voglia di cambiare programma e prendere la prima barca per andare a scoprirli.

Emborios, l’ultima tappa della nostra giornata a Kalimnos
La nostra giornata a Kalimnos ci portò infine verso Emborios, nella parte settentrionale dell’isola. Dopo Pothia, Vathy, i punti panoramici e la costa affacciata verso Telendos, arrivare fin quassù ci fece capire quanto fossero diversi i paesaggi che avevamo attraversato nel giro di poche ore.
Emborios è un piccolo centro affacciato su una baia riparata, circondato dalle montagne brulle che caratterizzano questa parte di Kalimnos. Il ritmo è decisamente tranquillo e, soprattutto verso sera, il paese sembra quasi segnare la fine naturale della strada e della giornata.
Fu proprio qui che le persone che ci avevano accompagnato alla scoperta dell’isola ci portarono a cena in un ristorante affacciato sul mare.
Dopo aver trascorso l’intera giornata spostandoci da un luogo all’altro, finalmente ci fermammo. Seduti davanti al mare, continuammo a parlare di Kalimnos insieme a chi ce l’aveva fatta conoscere non soltanto attraverso i suoi paesaggi, ma anche attraverso racconti, tradizioni e piccoli episodi della vita locale.
È uno dei ricordi ai quali sono più affezionato, forse proprio perché quella cena arrivò alla fine di una giornata che non avremmo nemmeno dovuto trascorrere a Kalimnos.
Eravamo arrivati sull’isola soltanto perché non riuscivamo a rientrare direttamente ad Atene. Qualche ora più tardi, seduti a tavola a Emborios, la sensazione era completamente diversa: Kalimnos non sembrava più uno scalo imprevisto, ma un’isola alla quale avevamo dedicato troppo poco tempo.
Dopo cena tornammo verso Pothia per imbarcarci sul traghetto notturno diretto ad Atene, portandoci dietro la sensazione di aver scoperto per caso uno dei luoghi più sorprendenti di quel viaggio.

Le spiagge più belle di Kalimnos
Anche se noi abbiamo avuto a disposizione soltanto una giornata, è impossibile parlare di cosa vedere a Kalimnos senza citare le sue spiagge.
A differenza di altre isole greche famose per lunghe distese di sabbia, Kalimnos alterna soprattutto baie raccolte, spiagge di ciottoli e insenature incastonate tra montagne e pareti rocciose, creando paesaggi molto diversi tra loro.
Kantouni Beach
Situata sulla costa occidentale, Kantouni Beach è una delle spiagge più frequentate dell’isola. La baia è ampia, facilmente raggiungibile e circondata da strutture ricettive, taverne e locali.
È una buona scelta per chi cerca servizi e comodità senza rinunciare a un bel tratto di mare. Inoltre la posizione permette di ammirare splendidi tramonti sull’Egeo.
Masouri Beach
Masouri è una delle località turistiche più conosciute di Kalimnos. La spiaggia si trova proprio davanti a Telendos, regalando uno dei panorami più iconici dell’isola.
Qui si concentrano hotel, appartamenti, ristoranti e scuole di arrampicata. Se ti piace l’idea di soggiornare in questa parte dell’isola, puoi confrontare gli alloggi disponibili a Masouri. È infatti una delle zone preferite dagli appassionati di climbing che arrivano a Kalimnos da tutto il mondo.
Myrties Beach
Poco più a nord di Masouri si trova Myrties, un piccolo centro affacciato sul mare da cui partono le barche per Telendos.
La spiaggia non è particolarmente grande, ma la vista sull’isola di fronte e l’atmosfera tranquilla la rendono una tappa piacevole durante un soggiorno sulla costa occidentale.
Emporios Beach
Nel nord dell’isola, vicino al villaggio dove concludemmo la nostra giornata, si trova Emporios Beach.
La baia è raccolta e protetta, con acque generalmente calme e un’atmosfera molto più rilassata rispetto alle località più turistiche del sud-ovest. È una delle zone che consiglio a chi cerca una Kalimnos più tranquilla e autentica.
Vlychadia
Sul versante meridionale dell’isola, Vlychadia è una delle spiagge più apprezzate da chi cerca mare limpido e un ambiente meno frequentato.
Qui si trova anche il celebre Valsamidis Museum, dedicato alla vita marina e alla tradizione dei pescatori di spugne, che può rappresentare una piacevole sosta durante la giornata.
Le piccole baie da scoprire
Uno degli aspetti più interessanti di Kalimnos è che molte delle sue spiagge più suggestive non sono necessariamente le più famose.
Guidando lungo le strade costiere capita spesso di imbattersi in piccole baie, calette e insenature rocciose dove fermarsi per un bagno lontano dalla folla. Proprio per questo motivo, chi visita l’isola per alcuni giorni dovrebbe evitare di concentrarsi su una sola spiaggia e dedicare tempo anche all’esplorazione della costa.

Visitare Telendos da Kalimnos
Se durante la nostra giornata ci siamo limitati ad ammirare Telendos dalla costa di Kalimnos, avendo più tempo le avremmo sicuramente dedicato almeno qualche ora.
L’isola si raggiunge facilmente con le piccole imbarcazioni che partono da Myrties e la traversata dura soltanto pochi minuti. Una volta sbarcato trovi un piccolo insediamento affacciato sul porto e, soprattutto, un’isola praticamente priva di strade percorse dalle automobili.
Telendos si presta quindi a essere scoperta lentamente, alternando passeggiate, piccole spiagge e resti archeologici. Puoi raggiungere alcune baie a piedi, fermarti in una taverna sul mare oppure seguire i sentieri che salgono verso le zone più alte dell’isola.
Non serve necessariamente affrontare un trekking impegnativo: anche trascorrere qualche ora tra il piccolo porto, le spiagge e una taverna affacciata sull’Egeo può essere un ottimo motivo per raggiungere Telendos.
Se soggiorni nella zona di Myrties o Masouri, la vicinanza rende particolarmente semplice organizzare la visita. Puoi dedicarle mezza giornata oppure fermarti fino a sera, quando Telendos offre un punto di vista completamente diverso sulla costa montuosa di Kalimnos.
Se vuoi esplorare Telendos e la costa da una prospettiva diversa, puoi anche organizzare una gita privata in barca nelle acque di Kalimnos, personalizzando l’itinerario e alternando navigazione, soste per il bagno e snorkeling.
Arrampicata a Kalimnos, tra le pareti più famose dell’Egeo
Parlando di Kalimnos c’è un aspetto che non si può ignorare: l’arrampicata sportiva. Negli ultimi decenni l’isola è diventata una delle destinazioni di riferimento a livello internazionale per chi pratica climbing, tanto che oggi le sue montagne attirano appassionati provenienti da tutto il mondo.
Il motivo diventa abbastanza evidente già attraversando l’isola. Kalimnos è dominata da imponenti pareti di roccia calcarea, spesso molto vicine alla costa e ai centri abitati, sulle quali sono state attrezzate quasi 2.500 vie di difficoltà differenti.
Una delle zone più conosciute è quella intorno a Masouri, dove le pareti si innalzano alle spalle del paese mentre davanti si apre il panorama verso Telendos. Tra i luoghi diventati quasi simbolici per gli arrampicatori c’è anche la Grande Grotta, un enorme anfiteatro naturale di roccia calcarea famoso per le sue spettacolari formazioni.
Non devi però essere necessariamente un climber esperto per avvicinarti a questo mondo. Sull’isola operano istruttori e guide che propongono attività anche per chi vuole provare l’arrampicata per la prima volta. Se invece hai già esperienza, trovi vie che spaziano dai percorsi più semplici fino a pareti tecniche, strapiombi e itinerari multipitch.
Anche se l’arrampicata non rientra nei tuoi programmi, questo fenomeno aiuta a capire la Kalimnos di oggi. L’isola dei pescatori di spugne è diventata anche l’isola degli arrampicatori, senza perdere quel carattere aspro e profondamente legato al proprio territorio che avevamo percepito durante la nostra giornata.
E se ami la montagna ma preferisci restare con i piedi per terra, Kalimnos offre anche numerosi sentieri: alcuni seguono antiche mulattiere, altri raggiungono chiese, monasteri, siti archeologici, grotte e punti panoramici sulle coste dell’isola.

Chora e i castelli di Kalimnos
Se stai cercando cosa vedere a Kalimnos oltre alle spiagge e ai villaggi sul mare, vale la pena lasciare per qualche ora la costa e raggiungere Chora, l’antico capoluogo dell’isola prima dello sviluppo di Pothia.
Sopra l’abitato domina il Castello della Chora, conosciuto anche come Grande Castello. La fortezza occupa la sommità di un’altura a circa 255 metri sul livello del mare e per secoli rappresentò il principale centro fortificato dell’isola.
Le prime fortificazioni risalgono probabilmente al periodo bizantino, ma il complesso venne successivamente ampliato e rafforzato durante il dominio dei Cavalieri di San Giovanni. All’interno delle mura si sviluppò un vero insediamento medievale, con abitazioni, cisterne per raccogliere l’acqua piovana, frantoi e numerose chiese.
Oggi ne rimangono soprattutto rovine, ma proprio queste permettono di immaginare come dovesse essere vivere all’interno della fortezza quando gran parte della popolazione cercava protezione dalle incursioni provenienti dal mare. Particolarmente interessanti sono le dieci piccole chiese conservate all’interno del castello, alcune delle quali custodiscono ancora affreschi di epoca post-bizantina.
Il Castello di Chrysocheria e i tre mulini
Tra Chora e Pothia si trova invece il più piccolo Castello di Chrysocheria, costruito verso la metà del XV secolo dai Cavalieri di San Giovanni.
La fortezza ebbe una vita relativamente breve e venne abbandonata già verso la fine dello stesso secolo, ma all’interno delle mura sono ancora visibili resti di edifici medievali, antichi depositi per il grano e alcune piccole chiese.
A rendere particolarmente riconoscibile questo luogo sono anche i tre vecchi mulini a vento che sorgono poco distante dal castello. Insieme alle mura e al paesaggio roccioso circostante creano uno degli scorci storici più caratteristici dell’entroterra di Kalimnos.
Chora e Chrysocheria mostrano così un lato dell’isola molto diverso da quello delle spiagge e dei villaggi sul mare. Kalimnos non racconta soltanto la storia dei pescatori di spugne: conserva tracce bizantine e medievali che testimoniano secoli trascorsi a difendere e abitare questo territorio aspro.

Quanti giorni servono per visitare Kalimnos
Noi abbiamo trascorso a Kalimnos una sola giornata, arrivando al mattino da Astypalea e ripartendo la sera con il traghetto notturno per Atene. Grazie alle persone che ci accompagnarono riuscimmo a vedere moltissimo, ma il nostro fu inevitabilmente soltanto un primo assaggio dell’isola.
Se stai decidendo cosa vedere a Kalimnos durante una semplice tappa all’interno di un viaggio nel Dodecaneso, due giorni possono essere sufficienti per visitare Pothia, attraversare l’isola, raggiungere alcuni dei villaggi principali e concederti qualche ora al mare.
Con tre o quattro giorni, però, il viaggio cambia completamente. Puoi esplorare con maggiore calma la costa occidentale, scegliere ogni giorno una spiaggia diversa, visitare Chora e i suoi castelli e dedicare almeno mezza giornata a Telendos.
Se ami l’arrampicata o il trekking, oppure cerchi semplicemente una vacanza dal ritmo più lento, quattro o cinque giorni non sono affatto troppi. Kalimnos si presta bene a essere vissuta senza un programma serrato, alternando mare, passeggiate, piccoli villaggi e taverne.
La nostra esperienza dimostrò quasi il contrario di ciò che avevamo immaginato prima di arrivare: pensavamo di dover semplicemente riempire le ore che ci separavano dal traghetto per Atene e invece, alla fine della giornata, erano proprio le ore a non bastarci più.
Come muoversi a Kalimnos
Dopo aver deciso cosa vedere a Kalimnos, bisogna capire come spostarsi tra le diverse zone dell’isola. Avere un mezzo proprio è probabilmente la soluzione più comoda: Kalimnos non è enorme, ma i luoghi da visitare sono distribuiti tra Pothia, la costa occidentale, Vathy e i villaggi più settentrionali.
Noi avevamo la fortuna di spostarci insieme alle persone che ci accompagnavano durante la giornata e questo ci permise di attraversare buona parte dell’isola in poche ore. Se soggiorni a Kalimnos per più giorni, puoi invece scegliere tra auto, scooter, autobus e taxi.
Noleggiare un’auto o uno scooter
Auto e scooter permettono di organizzare le giornate senza dipendere dagli orari dei mezzi pubblici e sono particolarmente utili se vuoi alternare spiagge, villaggi e punti panoramici. Se preferisci muoverti in auto, puoi confrontare in anticipo le tariffe per il noleggio a Kalimnos e valutare le soluzioni disponibili per le date del tuo viaggio.
Sull’isola sono presenti diverse compagnie di noleggio, soprattutto nelle zone di Pothia, Masouri e Myrties. Lo scooter può essere una soluzione pratica per brevi spostamenti, mentre l’auto offre maggiore comodità se viaggi con bagagli o vuoi esplorare Kalimnos da un’estremità all’altra.
Le strade attraversano però un territorio prevalentemente montuoso: non avere fretta e presta attenzione soprattutto sui tratti più stretti e tortuosi.
Muoversi in autobus
Kalimnos dispone anche di una rete di autobus comunali che collega Pothia con alcune delle principali località dell’isola, tra cui le zone della costa occidentale e Vathy.
Può essere una buona soluzione se soggiorni nei centri principali e non vuoi noleggiare un mezzo, ma gli orari variano durante l’anno. Ti consiglio quindi di controllare i collegamenti aggiornati una volta sull’isola, soprattutto se vuoi raggiungere località più lontane da Pothia.
Taxi e barche
I taxi sono un’altra possibilità per gli spostamenti occasionali e possono essere particolarmente comodi all’arrivo al porto o all’aeroporto.
Per Telendos, invece, devi lasciare qualsiasi mezzo a Kalimnos: dal porticciolo di Myrties partono le piccole barche che effettuano il breve collegamento con l’isola.
In definitiva, se vuoi semplicemente raggiungere le località principali puoi organizzarti anche senza automobile. Se invece vuoi esplorare Kalimnos con libertà e fermarti nelle baie e nei punti panoramici che incontri lungo la strada, un mezzo proprio rende il viaggio decisamente più semplice.

Dove dormire a Kalimnos
La zona migliore dove dormire a Kalimnos dipende soprattutto dal tipo di viaggio che vuoi organizzare. Puoi scegliere la comodità di Pothia, soggiornare sulla costa occidentale davanti a Telendos oppure cercare maggiore tranquillità nella parte settentrionale dell’isola.
Pothia, per avere tutti i servizi a portata di mano
Pothia è la scelta più pratica se vuoi soggiornare vicino al porto e avere facilmente a disposizione ristoranti, negozi, servizi e collegamenti con il resto dell’isola.
Può essere particolarmente comoda se arrivi a Kalimnos in traghetto, se rimani soltanto una o due notti oppure se preferisci utilizzare gli autobus anziché noleggiare un mezzo.
Puoi confrontare gli alloggi disponibili a Pothia e verificare quali strutture si trovano più vicino al porto o al centro.
Masouri e Myrties, per mare e tramonti su Telendos
Se preferisci soggiornare vicino alle spiagge, sceglierei invece Masouri o Myrties. Sono due delle località più conosciute della costa occidentale e da entrambe puoi ammirare Telendos proprio di fronte a te.
Masouri offre una maggiore concentrazione di strutture ricettive, ristoranti e servizi ed è particolarmente comoda anche per chi arriva a Kalimnos per arrampicare. Myrties conserva un’atmosfera leggermente più raccolta e dal suo porticciolo partono le barche per Telendos.
Per una vacanza dedicata soprattutto a mare, escursioni e tramonti, puoi cercare un alloggio tra Masouri e Myrties.
Emborios, per una Kalimnos più tranquilla
Se invece vuoi allontanarti dalle zone più frequentate, Emborios può essere una delle alternative più interessanti.
Noi arrivammo fin qui durante la nostra giornata sull’isola e proprio a Emborios concludemmo il viaggio con quella cena sul mare che ancora ricordiamo. Soggiornare in questa parte di Kalimnos significa scegliere un ritmo decisamente più lento, con una piccola baia, taverne e le montagne alle spalle.
Devi però considerare la distanza da Pothia e dagli altri centri principali: avere un mezzo proprio diventa quindi particolarmente utile.
Se è proprio questa la Kalimnos che stai cercando, puoi controllare gli alloggi disponibili a Emborios.
Se non hai ancora deciso in quale zona soggiornare, la soluzione più semplice è confrontare tutti gli alloggi disponibili a Kalimnos, spostando poi la ricerca sulla parte dell’isola che preferisci.
Come arrivare a Kalimnos
Kalimnos può essere raggiunta sia in traghetto sia in aereo, ma la soluzione migliore dipende molto dall’itinerario che stai organizzando. Se stai viaggiando tra le isole del Dodecaneso, il traghetto è spesso la scelta più naturale; se invece parti direttamente da Atene puoi valutare anche il volo.
Arrivare a Kalimnos in traghetto
Il porto principale si trova a Pothia ed è collegato con il Pireo e con diverse isole del Dodecaneso, tra cui Kos, Leros, Lipsi, Patmos e Astypalea.
È proprio quest’ultima rotta che utilizzammo noi. Dopo aver scoperto che non saremmo riusciti a rientrare direttamente ad Atene da Astypalea, raggiungemmo Kalimnos in traghetto, trascorremmo l’intera giornata sull’isola e la sera ci imbarcammo nuovamente per proseguire verso il Pireo.
Questa rete di collegamenti rende Kalimnos particolarmente interessante anche all’interno di un itinerario tra più isole del Dodecaneso. Gli orari e le frequenze cambiano però in base alla stagione, quindi ti consiglio di verificare sempre le traversate disponibili per le date del tuo viaggio prima di costruire l’itinerario.
Raggiungere Kalimnos passando da Kos
Una delle alternative più comode è volare su Kos, che dispone di un aeroporto internazionale con molti più collegamenti rispetto a Kalimnos.
Da Kos devi raggiungere il porto di Mastichari, sulla costa settentrionale dell’isola, da cui partono traghetti diretti a Kalimnos. La traversata è breve e può quindi essere una soluzione pratica soprattutto se trovi un volo conveniente dall’Italia per Kos.
Se stai organizzando un viaggio più articolato, puoi anche approfittarne per abbinare Kos e Kalimnos nello stesso itinerario, proseguendo eventualmente verso altre isole del Dodecaneso.
Se ti trovi già a Kos e vuoi scoprire Kalimnos senza fermarti a dormire sull’isola, puoi anche confrontare le escursioni in giornata da Kos a Kalimnos. Le proposte disponibili combinano spesso la visita di Kalimnos con Pserimos, Plati e soste per nuotare nel Dodecaneso.
Arrivare a Kalimnos in aereo
Kalimnos possiede anche un piccolo aeroporto situato ad Argos, a pochi chilometri da Pothia.
I collegamenti sono nazionali e permettono di raggiungere l’isola da Atene. L’aeroporto è piccolo e l’offerta di voli è inevitabilmente più limitata rispetto a quella di Kos, quindi conviene confrontare entrambe le soluzioni prima di prenotare.
Se parti dall’Italia, puoi quindi valutare due itinerari principali: volare ad Atene e proseguire verso Kalimnos, oppure raggiungere Kos e completare il viaggio in traghetto.
Qualunque soluzione tu scelga, evita di costruire coincidenze troppo strette tra voli e traghetti. Vento, condizioni del mare e variazioni operative possono modificare gli orari dei collegamenti, soprattutto quando il viaggio comprende più isole.
Quando andare a Kalimnos
Il periodo migliore per andare a Kalimnos dipende soprattutto dal tipo di viaggio che vuoi organizzare. L’isola ha un clima mediterraneo, con estati calde e asciutte e inverni generalmente miti, mentre le piogge si concentrano soprattutto tra l’autunno e l’inizio della primavera.
Se il tuo obiettivo principale è mare e spiagge, i mesi da giugno a settembre sono naturalmente i più indicati. Luglio e agosto coincidono però con il periodo più caldo e frequentato, quindi personalmente prenderei in considerazione anche giugno e settembre, quando puoi ancora vivere pienamente il mare con ritmi generalmente più tranquilli.
La primavera e l’autunno diventano invece particolarmente interessanti se vuoi scoprire il lato più attivo dell’isola. Kalimnos è una destinazione importante per arrampicata e trekking e temperature meno elevate rendono molto più piacevoli le giornate trascorse sulle pareti rocciose o lungo i sentieri. L’isola conta quasi 2.500 vie attrezzate per l’arrampicata e numerosi percorsi escursionistici.
Se puoi scegliere liberamente il periodo, maggio, giugno, settembre e ottobre rappresentano quindi un buon compromesso per combinare esplorazione dell’isola, attività all’aperto e giornate sul mare, tenendo naturalmente conto che le condizioni meteorologiche possono cambiare da un anno all’altro.
Kalimnos, insomma, non è soltanto una destinazione estiva: il periodo migliore cambia a seconda che tu voglia vivere soprattutto le spiagge o le montagne dell’isola.

Cosa mangiare a Kalimnos
Anche la cucina racconta il rapporto di Kalimnos con il mare e con il suo territorio. La tradizione gastronomica dell’isola comprende naturalmente molti piatti a base di pesce e frutti di mare, ma ci sono anche prodotti locali che vale la pena conoscere indipendentemente da ciò che scegli di mangiare.
Uno dei più caratteristici è la kritharenia kouloura, una sorta di pane biscottato d’orzo aromatizzato tradizionalmente con anice e mastice. Nasce come alimento dei marinai: poteva conservarsi a lungo e veniva quindi portato a bordo durante i lunghi periodi trascorsi in mare.
Un’altra preparazione tradizionale è l’eptazymo, un pane dalla storia antica preparato sull’isola anche nella versione croccante. Nelle taverne puoi inoltre incontrare la mirmizeli, un’insalata rustica nella quale il pane d’orzo viene accompagnato da pomodoro, olio d’oliva e, nella ricetta tradizionale, formaggio locale.
Kalimnos è conosciuta anche per il suo miele di timo. Le montagne apparentemente aride dell’isola sono in realtà ricche di piante aromatiche come timo, salvia e origano, dalle quali nasce un miele particolarmente profumato. Ripensando a quella donna incontrata a Vathy mentre ricopriva i loukoumades di miele, direi che noi abbiamo avuto modo di vederne un utilizzo decisamente generoso.
Essendo vegano, durante i viaggi in Grecia tendo naturalmente a orientarmi verso i tanti piatti della cucina tradizionale che possono essere preparati senza ingredienti di origine animale. Anche a Kalimnos puoi quindi cercare dolmades, legumi, verdure grigliate, insalate e altri mezedes vegetali, chiedendo sempre conferma degli ingredienti alla taverna.
La cucina dell’isola rimane comunque fortemente legata alla sua storia marinara. E forse il modo migliore per scoprirla è proprio quello che capitò a noi: sedersi in una taverna davanti al mare e lasciare che siano le persone del posto a raccontarti cosa arriva in tavola.

Come organizzare un viaggio a Kalimnos
Dopo aver scelto cosa vedere a Kalimnos, puoi iniziare a costruire concretamente il viaggio. L’isola può essere inserita facilmente in un itinerario tra le isole del Dodecaneso, ma merita anche di essere scelta come destinazione principale, soprattutto se cerchi mare, trekking, arrampicata e un luogo ancora profondamente legato alle proprie tradizioni.
Una volta stabilito l’itinerario, confronta gli alloggi disponibili a Kalimnos. Pothia è pratica per porto e servizi, Masouri e Myrties sono ideali se vuoi soggiornare vicino al mare e davanti a Telendos, mentre Emborios permette di vivere una parte decisamente più tranquilla dell’isola.
Se vuoi muoverti in autonomia, puoi anche confrontare le tariffe per il noleggio auto a Kalimnos, soprattutto se prevedi di esplorare diverse zone dell’isola durante il soggiorno. I mezzi pubblici collegano alcune delle località principali, ma avere un veicolo rende molto più semplice raggiungere spiagge, villaggi e punti panoramici senza costruire la giornata intorno agli orari degli autobus.
Infine, soprattutto se Kalimnos è soltanto una delle tappe di un viaggio tra più isole, partirei con una buona assicurazione di viaggio. Puoi calcolare un preventivo Heymondo con il 10% di sconto riservato ai lettori di Viaggia e Scopri e verificare quali coperture sono più adatte al tuo itinerario.
Il consiglio che nasce dalla nostra esperienza è però uno solo: non considerare Kalimnos semplicemente come un’isola di passaggio. Noi ci arrivammo perché i nostri programmi erano saltati e avevamo una giornata da riempire; se tornassi oggi, organizzerei il viaggio esattamente al contrario, lasciandole diversi giorni per scoprirla senza fretta.
Kalimnos, l’isola che non avevamo programmato di visitare
Ci sono destinazioni che scegli per mesi e altre che entrano nel viaggio quasi senza chiedere permesso. Kalimnos per noi appartiene decisamente alla seconda categoria.
Doveva essere soltanto una soluzione per riuscire a tornare ad Atene dopo Astypalea. Si trasformò invece in una giornata trascorsa attraversando un’isola che fino a quel momento conoscevamo appena, ascoltando storie di pescatori di spugne, scoprendo Pothia e Vathy, osservando Telendos dall’altra parte del mare e arrivando fino a Emborios.
Forse è proprio per questo che ne conservo un ricordo così vivido. Non avevamo una lista di cose da vedere né aspettative da soddisfare: abbiamo semplicemente lasciato che fosse Kalimnos a raccontarsi.
Oggi non la considererei più un’isola di passaggio. Tornerei per fermarmi qualche giorno, raggiungere Telendos, esplorare con calma le sue coste e ritrovare quei paesaggi rocciosi che rendono Kalimnos così diversa da molte altre isole greche.
E pensare che, se quel volo da Astypalea non fosse stato completo, probabilmente non l’avremmo mai scoperta.




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