Cosa vedere a Monteveglio durante un viaggio sui Colli Bolognesi? A meno di 30 chilometri da Bologna troviamo un piccolo borgo medievale raccolto intorno alla sua antica abbazia, circondato da vigneti, boschi e calanchi.
Noi abbiamo raggiunto Monteveglio durante l’ultima giornata del nostro viaggio nel territorio bolognese, dopo aver visitato Dozza e dedicato una giornata al centro di Bologna.
Lasciata alle spalle la città, il paesaggio cambia rapidamente e Monteveglio ci porta in una dimensione completamente diversa. Qui la visita non ruota intorno a una lunga lista di monumenti: il bello è salire verso Monteveglio Alto, attraversare l’antico borgo, entrare nell’Abbazia di Santa Maria Assunta e poi continuare a esplorare il territorio del Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio.
La storia accompagna continuamente il paesaggio. Monteveglio fu una roccaforte legata a Matilde di Canossa e nel Medioevo si trovò al centro degli scontri tra papato e impero.
In questa guida ti raccontiamo cosa vedere a Monteveglio, partendo dalla nostra esperienza e aggiungendo sentieri, natura e luoghi dei dintorni che possono trasformare la visita in una giornata intera sui Colli Bolognesi.
Se vuoi inserire Monteveglio all’interno di un viaggio più ampio, trovi questa tappa anche nel nostro weekend a Bologna di 3 giorni tra Dozza, Bologna e Colli Bolognesi.
Cosa vedere a Monteveglio: le tappe da non perdere
Monteveglio è una destinazione raccolta, ma il borgo può diventare il punto di partenza per esplorare una parte molto interessante della Valsamoggia. Durante la visita inserirei:
- Monteveglio Alto
- Porta e torre dell’antico castello
- Abbazia di Santa Maria Assunta
- Cripta dell’abbazia
- Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio
- Calanchi
- Sentieri tra boschi, vigneti e colline
- Corte d’Aibo e il territorio dei Colli Bolognesi
Per il solo borgo e l’abbazia possono bastare poche ore, ma se ami camminare ti consiglio di dedicare a Monteveglio almeno mezza giornata e abbinare la visita a uno dei percorsi nel Parco.

Monteveglio Alto, il borgo medievale
La parte più interessante da visitare è Monteveglio Alto, il nucleo storico che occupa il colle sopra l’abitato moderno.
Per entrare nel borgo attraversiamo ciò che rimane dell’antico sistema fortificato. Della roccaforte medievale sono ancora visibili la porta ad arco e la torre merlata, che introducono immediatamente nell’atmosfera del luogo.
Superato l’ingresso, il percorso continua tra edifici in pietra e scorci sulle colline circostanti fino a raggiungere l’Abbazia di Santa Maria.
Le dimensioni ridotte sono parte del fascino di Monteveglio Alto. Non aspettarti un borgo pieno di monumenti o negozi: è soprattutto un luogo nel quale rallentare, osservare gli edifici e affacciarsi sul paesaggio della Valsamoggia.
Quello che vediamo oggi racconta soltanto una parte della sua storia. Nel Medioevo Monteveglio era infatti una vera roccaforte fortificata, strategicamente importante per il controllo della valle.
Fu anche uno dei castelli legati ai possedimenti di Matilde di Canossa e proprio questa posizione lo portò a essere coinvolto nelle lotte tra papato e impero.
Monteveglio e l’assedio di Enrico IV
Uno degli episodi più importanti della storia di Monteveglio risale al 1092, durante la lotta per le investiture che contrappose il papato all’impero.
Matilde di Canossa si era schierata dalla parte del papa e Monteveglio faceva parte del sistema di fortificazioni legato ai suoi possedimenti.
L’esercito dell’imperatore Enrico IV pose sotto assedio il castello, ma Monteveglio riuscì a resistere. La sconfitta rappresentò un duro colpo per le forze imperiali e contribuì a rendere il castello uno dei luoghi simbolici di quella fase del conflitto.
Quando oggi attraversiamo la porta dell’antico borgo è difficile immaginare lo stesso colle trasformato in una fortificazione contesa tra due dei maggiori poteri dell’Europa medievale.
Proprio questa storia permette però di leggere Monteveglio con occhi diversi: dietro il piccolo borgo immerso nelle colline si nasconde un luogo che per secoli ebbe un’importanza strategica molto maggiore di quanto le sue dimensioni attuali potrebbero far pensare.

Abbazia di Santa Maria Assunta di Monteveglio
In fondo alle vie di Monteveglio Alto raggiungiamo l’Abbazia di Santa Maria Assunta, il monumento più importante del borgo e una delle testimonianze storiche più interessanti della Valsamoggia.
Le sue origini sono molto antiche. La presenza di elementi più remoti, ancora riconoscibili nella cripta, testimonia l’esistenza di un luogo di culto precedente all’edificio che vediamo oggi.
Fu soprattutto nel XII secolo che il complesso assunse l’aspetto romanico che ancora lo caratterizza. I Canonici Regolari di San Frediano di Lucca ricostruirono infatti la chiesa e gli ambienti monastici, dando forma a un centro religioso destinato ad avere un ruolo importante per tutto il territorio circostante.
Entrando troviamo un ambiente sobrio, molto diverso dalle grandi chiese monumentali che possiamo incontrare a Bologna. La chiesa è divisa in tre navate e il presbiterio rialzato anticipa uno degli spazi più interessanti dell’intero complesso: la cripta.
Nel corso dei secoli l’abbazia attraversò periodi di decadenza e rinascita. Nel 1456 arrivarono i Canonici Lateranensi, mentre nel 1628 papa Gregorio XV concesse alla comunità il titolo abbaziale.
Più che cercare grandi opere d’arte, qui vale la pena osservare l’insieme: architettura romanica, silenzio e paesaggio fanno dell’abbazia una naturale conclusione della passeggiata attraverso Monteveglio Alto.

La cripta dell’Abbazia di Monteveglio
Scendendo sotto il presbiterio entriamo nella cripta, uno degli ambienti più suggestivi dell’abbazia.
Colonne, capitelli e volte creano uno spazio raccolto che permette di percepire immediatamente l’antichità del luogo. Proprio alcuni elementi presenti nella cripta testimoniano infatti origini precedenti alla ricostruzione romanica del XII secolo.
Tra i materiali riutilizzati nell’edificio si trovano anche testimonianze di epoca romana: una lapide venne impiegata come mensa d’altare nella cripta, ulteriore traccia della lunga frequentazione di questo territorio.
È uno di quei luoghi nei quali eviterei di avere fretta. Dopo aver attraversato il piccolo borgo medievale, scendere nella cripta aggiunge un altro livello alla visita e permette di leggere Monteveglio attraverso epoche molto diverse tra loro.

Il chiostro dell’abbazia
Accanto alla chiesa si trova anche il chiostro, un altro degli ambienti che contribuiscono all’atmosfera raccolta del complesso.
Il piccolo spazio interno, con il pozzo e le strutture dell’antico monastero, ricorda che Santa Maria non era soltanto una chiesa: per secoli l’abbazia rappresentò un punto di riferimento religioso, amministrativo ed economico per gran parte del territorio circostante.
I canonici possedevano infatti numerosi poderi nell’area dell’attuale Parco, successivamente smembrati e venduti durante il periodo napoleonico.
Il chiostro completa quindi bene la visita alla chiesa e alla cripta, permettendo di immaginare Monteveglio non soltanto come borgo fortificato, ma anche come centro di una comunità monastica profondamente legata alle campagne circostanti.

Il Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio
La visita non finisce uscendo dall’abbazia. Monteveglio Alto si trova infatti all’interno del Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio, un territorio collinare nel quale ambiente naturale e paesaggio agricolo si intrecciano continuamente.
Intorno al borgo troviamo boschi, vigneti, frutteti, prati e calanchi, attraversati da strade secondarie e sentieri che permettono di proseguire la giornata a piedi.
È proprio questa varietà a rendere interessante il paesaggio. Alle forme più morbide delle colline coltivate si contrappongono improvvisamente i versanti argillosi dei calanchi, mentre nelle zone più riparate si sviluppano boschi e ambienti naturali differenti.
Se arrivi a Monteveglio soltanto per vedere l’abbazia puoi naturalmente limitarti al borgo, ma se ami camminare ti consiglio di dedicare qualche ora anche al Parco.
In questo modo la visita cambia completamente: Monteveglio smette di essere una singola tappa monumentale e diventa il punto di partenza per scoprire il paesaggio dei Colli Bolognesi.
I calanchi di Monteveglio
Tra gli elementi più particolari del paesaggio troviamo i calanchi, versanti argillosi profondamente modellati dall’erosione dell’acqua.
Il loro aspetto contrasta nettamente con il verde dei boschi e con le colline coltivate che caratterizzano buona parte della Valsamoggia.
Osservandoli possiamo vedere creste, incisioni e pendii quasi privi di vegetazione che cambiano aspetto anche in base alla luce e alla stagione.
Non sono quindi soltanto uno sfondo della visita: rappresentano uno degli ambienti naturali più caratteristici del Parco e diversi percorsi permettono di osservarli durante le passeggiate intorno a Monteveglio.
Dopo aver trascorso la prima parte della giornata tra mura medievali e architettura romanica, ritrovarsi davanti a un paesaggio di questo tipo è uno dei contrasti che rendono particolarmente interessante questa tappa sui Colli Bolognesi.

Salire a Monteveglio Alto a piedi lungo la Via della Costa
Se vuoi combinare fin dall’inizio natura e storia puoi raggiungere il borgo seguendo il Sentiero Natura – Salita al castello e all’Abbazia.
Il percorso parte dal parcheggio di Viale dei Martiri, nell’abitato moderno, e sale verso Monteveglio Alto attraverso il bosco.
Il sentiero segue l’antica Via della Costa, che in passato rappresentava la strada di accesso al castello, e raggiunge prima la torre, poi il borgo e infine l’Abbazia di Santa Maria Assunta.
Il percorso indicato dall’Ente Parchi è lungo circa 1,1 chilometri e richiede indicativamente 40 minuti. È classificato come escursionistico, quindi utilizza calzature adatte e considera che fondo e condizioni possono cambiare in base al meteo.
È una soluzione che trovo particolarmente interessante perché permette di arrivare al borgo gradualmente, anziché raggiungerlo soltanto come una singola attrazione.
Se hai più tempo puoi poi continuare la giornata scegliendo uno degli altri sentieri che attraversano il Parco.

Corte d’Aibo, tra vigneti e vini dei Colli Bolognesi
Dopo aver visitato Monteveglio Alto e il Parco, vale la pena dedicare un po’ di tempo anche al territorio agricolo che circonda il borgo.
Durante il nostro viaggio abbiamo raggiunto Corte d’Aibo, un’azienda vitivinicola biologica e agriturismo immerso tra i vigneti del Parco Regionale dell’Abbazia di Monteveglio.
L’azienda nasce nel 1989 e fin dall’inizio sceglie l’agricoltura biologica. Passeggiando nella proprietà ritroviamo molti degli elementi che caratterizzano il paesaggio dei Colli Bolognesi: vigneti, campi, alberi da frutto e, sullo sfondo, i profili delle colline e dei calanchi.
Noi abbiamo avuto la possibilità di visitare anche la cantina, scoprendo più da vicino il lavoro che porta dalla coltivazione della vite alla produzione del vino.
Tra gli aspetti che ricordo maggiormente ci sono le anfore di terracotta, utilizzate per la vinificazione secondo una tecnica che richiama metodi molto antichi. Corte d’Aibo continua ancora oggi a utilizzare la terracotta con l’obiettivo di valorizzare le caratteristiche dell’uva senza modificarne eccessivamente gli aromi.
La visita ci ha permesso così di aggiungere un altro tassello al viaggio: dopo la Bologna monumentale e il borgo medievale di Monteveglio, abbiamo incontrato anche il paesaggio agricolo e la cultura del vino che caratterizzano queste colline.
Visite in cantina e degustazioni
Se vuoi approfondire l’aspetto enologico della visita, Corte d’Aibo organizza anche visite guidate alla cantina con degustazione dei propri vini.
L’esperienza permette di conoscere i vigneti, entrare in cantina e avvicinarsi alla produzione vitivinicola del territorio, completando bene una giornata iniziata tra il borgo e l’Abbazia di Monteveglio.
L’azienda produce vini biologici legati ai vitigni dei Colli Bolognesi e si trova lungo la Via dei Colli, itinerario escursionistico che attraversa questo territorio tra vigneti, calanchi, borghi e abbazie.
Se la degustazione è uno dei motivi principali della visita, ti consiglio di verificare disponibilità e modalità direttamente con Corte d’Aibo prima di arrivare, perché attività e programmi possono variare nel corso dell’anno.
Dormire tra i vigneti di Monteveglio
Corte d’Aibo è anche un agriturismo, quindi può diventare una base interessante se vuoi trasformare la visita a Monteveglio in un soggiorno sui Colli Bolognesi.
Le camere si affacciano sul paesaggio circostante e gli ospiti possono utilizzare anche il biolago, un bacino d’acqua dolce nel quale la depurazione avviene attraverso un sistema naturale basato su piante e microrganismi.
Puoi controllare disponibilità e prezzi di Corte d’Aibo nelle date del tuo viaggio e valutare se fermarti una notte prima di continuare l’itinerario.
Cosa vedere nei dintorni
Se hai più di mezza giornata a disposizione, Monteveglio può diventare il punto di partenza per esplorare altri luoghi della Valsamoggia e dei Colli Bolognesi.
Il territorio alterna piccoli borghi, vigneti, aree naturali e strade panoramiche, quindi si presta particolarmente bene a un itinerario in auto oppure a un soggiorno dedicato alle passeggiate e alla scoperta delle produzioni locali.
Tra le località che puoi prendere in considerazione trovi Bazzano, con la Rocca dei Bentivoglio, e Savigno, conosciuta anche per il legame con il tartufo.
Con più tempo puoi invece ampliare il viaggio verso altri territori della provincia di Bologna oppure combinare Monteveglio con la visita della città.
Noi abbiamo inserito questa tappa proprio alla fine del nostro weekend a Bologna di 3 giorni, dopo aver visitato Dozza e trascorso una giornata nel capoluogo.
Quanto tempo serve per la visita?
Se vuoi vedere soltanto Monteveglio Alto e l’Abbazia di Santa Maria Assunta, puoi considerare circa un paio d’ore.
Dedicherei però almeno mezza giornata alla zona. In questo modo puoi salire al borgo con calma, visitare l’abbazia e la cripta e percorrere almeno un breve tratto dei sentieri del Parco.
Una giornata intera diventa invece interessante se vuoi aggiungere un’escursione più lunga, una visita in cantina o una degustazione e continuare poi attraverso i Colli Bolognesi.
È proprio questa possibilità di combinare storia, natura e territorio a rendere Monteveglio più interessante di una semplice sosta lungo il viaggio.

Come arrivare a Monteveglio
Monteveglio si trova in Valsamoggia, a meno di 30 chilometri da Bologna.
L’auto è la soluzione più comoda se vuoi esplorare anche il Parco, raggiungere aziende agricole e cantine oppure continuare il viaggio attraverso i Colli Bolognesi.
Se arrivi a Bologna in treno o in aereo e vuoi dedicare uno o più giorni ai dintorni, puoi anche noleggiare un’auto a Bologna e utilizzarla soltanto per questa parte dell’itinerario.
Monteveglio può essere raggiunta anche con i mezzi pubblici, ma prima della partenza controlla sempre collegamenti e orari aggiornati, soprattutto se vuoi rientrare a Bologna nella stessa giornata.
Una volta arrivato, il modo migliore per scoprire Monteveglio Alto e il territorio immediatamente circostante rimane comunque a piedi.
Quando andare a Monteveglio
Monteveglio può essere visitata durante tutto l’anno, ma primavera e autunno sono probabilmente i periodi che sceglierei se vuoi combinare borgo, abbazia e passeggiate nel Parco.
In primavera il paesaggio torna verde e nei boschi e sui prati compaiono numerose fioriture. È un periodo particolarmente piacevole per percorrere i sentieri e osservare il contrasto tra vigneti, boschi e calanchi.
L’autunno offre invece colori differenti e permette di vivere anche il lato agricolo ed enogastronomico dei Colli Bolognesi, tra vigneti e prodotti del territorio.
In estate puoi visitare tranquillamente Monteveglio, ma nelle giornate più calde organizzerei le passeggiate nelle prime ore del mattino o nel tardo pomeriggio.
Anche l’inverno può avere il suo fascino, soprattutto se vuoi concentrarti sul borgo e sull’abbazia, ma le condizioni dei sentieri meritano maggiore attenzione.
In qualsiasi stagione, se vuoi camminare nel Parco controlla sempre lo stato dei percorsi prima della partenza. Dopo periodi di pioggia alcuni tratti possono diventare fangosi e occasionalmente singoli sentieri possono essere temporaneamente chiusi.
Vale la pena visitare Monteveglio?
Monteveglio è stata una delle tappe che ci hanno permesso di scoprire un volto completamente diverso del territorio bolognese.
Dopo le piazze, i portici e i monumenti di Bologna, arrivare tra queste colline significa cambiare improvvisamente ritmo. Attraversiamo la porta dell’antico castello, percorriamo le poche vie di Monteveglio Alto e raggiungiamo un’abbazia che racconta quasi mille anni di storia.
Ma è soprattutto il territorio circostante a completare la visita.
Boschi, vigneti e calanchi trasformano il borgo nel punto di partenza per passeggiate nel Parco, mentre aziende agricole e cantine raccontano il legame ancora molto forte tra queste colline e il lavoro dell’uomo.
Per questo non considererei Monteveglio soltanto una breve deviazione da Bologna. Se hai tempo, dedicale almeno mezza giornata e prova ad abbinare il borgo a un sentiero, a una passeggiata tra le colline o alla scoperta delle produzioni locali.
Nel nostro caso Monteveglio ha rappresentato l’ultima tappa di un viaggio iniziato a Dozza e proseguito a Bologna, prima di concludersi proprio tra i paesaggi dei Colli Bolognesi.
Se vuoi seguire lo stesso percorso, trovi tutte le tappe nel nostro weekend a Bologna di 3 giorni.




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