Cosa vedere a Quittengo: borgate e panorami della Valle Cervo

Se ti stai chiedendo cosa vedere a Quittengo, preparati a scoprire uno di quei luoghi della Valle Cervo che si possono attraversare senza rendersi conto di quante cose nascondano le sue borgate. Lo conoscevamo di nome e, pur essendo cresciuti nel Biellese, prima di dedicare un fine settimana alla scoperta di Campiglia Cervo non avremmo saputo indicare con precisione tutto ciò che c’era da vedere da queste parti.

PROMO:

E invece abbiamo trovato piccoli nuclei di case in pietra, antiche mulattiere, ville signorili, panorami sull’Alta Valle Cervo e borgate quasi disabitate, distribuiti soprattutto lungo la Banda Soulìa, il versante della valle maggiormente esposto al sole.

Dal 2016 Quittengo non è più un comune autonomo: insieme a San Paolo Cervo è confluito nel Comune di Campiglia Cervo. La sua identità, però, è ancora facilmente riconoscibile nelle borgate che componevano l’antico territorio comunale: Quittengo, Balma, Bogna, Oriomosso, Rialmosso, Roreto, Sassaia e Tomati.

Durante #ExploreBiella le abbiamo raggiunte seguendo strade, sentieri e vecchie mulattiere, scoprendo luoghi che dalla provinciale di fondovalle rimangono quasi completamente nascosti. Tra quelli che ricordiamo meglio ci sono Villa Piatti a Roreto, il panorama da Oriomosso, la croce del Monte Pila e soprattutto Sassaia, dove incontrammo Pietro, che allora era l’unico abitante stabile della borgata.

In questa guida ti raccontiamo quindi cosa vedere a Quittengo, come orientarti tra le sue borgate e quali luoghi vale la pena raggiungere per scoprire uno degli angoli meno conosciuti della Valle Cervo.

Il Torrente Cervo alla Balma - Cosa vedere a Quittengo
Il Torrente Cervo alla Balma – Cosa vedere a Quittengo

Dove si trova Quittengo

Quittengo si trova nell’Alta Valle Cervo, a nord di Biella, lungo il versante conosciuto tradizionalmente come Banda Soulìa. È il lato della valle maggiormente esposto al sole, contrapposto alla Banda Veja che si sviluppa sul versante opposto.

Dal 1° gennaio 2016 Quittengo non è più un comune autonomo. In seguito alla fusione con San Paolo Cervo, il suo territorio è entrato a far parte del Comune di Campiglia Cervo, che oggi comprende numerose borgate distribuite sui due versanti della valle.

L’antico territorio di Quittengo non corrisponde però all’intera Banda Soulìa. Verso il fondovalle si trova infatti il nucleo di Campiglia Cervo, mentre più in alto e sui pendii si distribuiscono le borgate che un tempo appartenevano al comune di Quittengo.

Per comprendere davvero questa geografia bisogna in parte dimenticare la strada provinciale. Molti nuclei abitati rimangono nascosti dal profilo della montagna e dalla vegetazione e per secoli furono collegati soprattutto da sentieri e mulattiere. È proprio percorrendo queste strade secondarie che Quittengo comincia a rivelarsi.

Cosa vedere a Quittengo

La Balma e il Torrente Cervo

Una delle prime località che incontri risalendo la valle è la Balma, un tempo frazione del Comune di Quittengo e oggi parte di Campiglia Cervo. È probabile che molti biellesi conoscano questo luogo anche senza associarlo immediatamente a Quittengo, soprattutto per il suo rapporto con il Torrente Cervo.

Vicino al ponte in pietra il torrente scorre tra grandi rocce formando anse, pozze e angoli particolarmente suggestivi, frequentati soprattutto durante l’estate da chi cerca un po’ di refrigerio nelle giornate più calde. L’acqua di montagna rimane decisamente fresca, ma il paesaggio è uno di quelli che ricordiamo bene della nostra esplorazione della valle.

La Balma racconta però anche un capitolo importante della storia della Bürsch. Proprio in questa zona si svilupparono infatti le cave di sienite, la pietra che per generazioni diede lavoro agli scalpellini della Valle Cervo. L’attività estrattiva assunse una tale importanza che nel 1891 la Balma divenne il capolinea della ferrovia proveniente da Biella, utilizzata anche per il trasporto del materiale estratto dalle cave.

Attraversando il ponte si raggiunge inoltre il Parco delle Cave, oggi punto di partenza di sentieri e percorsi che permettono di esplorare le borgate sui due versanti della valle.

La Balma diventa così un buon punto da cui iniziare a scoprire cosa vedere a Quittengo: dal fondovalle, infatti, basta cominciare a salire verso le borgate della Banda Soulìa perché il paesaggio cambi completamente.

Villa Piatti a Roreto, Quittengo
Villa Piatti a Roreto – Cosa vedere a Quittengo

Roreto e Villa Piatti

Salendo dalla Balma verso le borgate di Quittengo, uno degli edifici che più facilmente catturano lo sguardo è Villa Piatti, nella piccola frazione di Roreto. La sua caratteristica torre circolare emerge tra le case e rende il complesso riconoscibile anche osservando questo versante della Valle Cervo da lontano.

La villa venne costruita verso la metà dell’Ottocento dall’impresario Pietro Antonio Piatti, appartenente a una delle famiglie di costruttori della Bürsch. L’edificio racconta bene la prosperità raggiunta da alcuni impresari originari della valle: oltre alla torre presenta un orologio, una meridiana e grandi terrazzamenti sostenuti da muri in pietra, realizzati alle spalle della dimora.

Villa Piatti è legata anche ad alcuni personaggi importanti dell’Ottocento italiano. Tra gli ospiti di Pietro Antonio Piatti ci furono Camillo Benso di Cavour e Giovanni Battista Cassinis, mentre negli ultimi decenni del secolo Edmondo De Amicis trascorse qui numerose estati, diventando un frequentatore e un osservatore appassionato della Valle Cervo e dei suoi abitanti.

Proprio dalla conoscenza della vita della Bürsch nacquero anche alcune pagine dedicate ai Valit, come vengono chiamati gli abitanti dell’Alta Valle Cervo. Un legame che rende Roreto qualcosa di più di una semplice borgata attraversata durante la visita a Quittengo.

Durante #ExploreBiella ci colpì soprattutto l’imponenza di Villa Piatti rispetto alle dimensioni del piccolo nucleo abitato. Passando lungo la strada che costeggia il complesso, gli alti muri dei terrazzamenti accompagnano per un tratto il percorso e lasciano intuire quanto estesa dovesse essere questa dimora signorile.

Rialmosso, tra le borgate della Banda Soulìa

Proseguendo verso la parte alta di Quittengo si raggiunge Rialmosso, una delle piccole borgate distribuite lungo la Banda Soulìa. Per arrivarci la strada lascia progressivamente il fondovalle e sale sul versante, regalando lungo il percorso alcuni scorci sulla Valle Cervo.

Durante la nostra esplorazione ci colpì soprattutto la posizione della borgata, raccolta sul fianco della montagna e in parte nascosta dal profilo del versante. È uno di quei nuclei che aiutano a comprendere quanto fosse frammentato un tempo l’insediamento nella Bürsch, quando sentieri e mulattiere avevano un’importanza molto maggiore rispetto alle strade percorse oggi in automobile.

Rialmosso è ancora attraversata da questi antichi collegamenti pedonali. Da qui è infatti possibile proseguire a piedi verso Tomati e Oriomosso, seguendo percorsi che mettono in comunicazione le borgate della Banda Soulìa e che oggi fanno parte anche degli itinerari escursionistici della Valle Cervo.

Nei dintorni di Rialmosso si trovano inoltre alcune piccole falesie frequentate dagli appassionati di arrampicata, un’altra possibilità per chi vuole abbinare alla scoperta delle borgate qualche attività all’aria aperta.

Panorama dell'Alta Valle Cervo visto dal cimitero di Oriomosso - Cosa vedere a Quittengo
Panorama dell’Alta Valle Cervo visto dal cimitero di Oriomosso – Cosa vedere a Quittengo

Oriomosso e il Belvedere della Pila

Tra le borgate da non perdere se cerchi cosa vedere a Quittengo c’è sicuramente Oriomosso, uno dei nuclei più alti della Banda Soulìa. Già raggiungerlo è parte dell’esperienza: la strada sale con diversi tornanti e, man mano che si guadagna quota, la vista si apre sempre di più sull’Alta Valle Cervo.

Uno dei luoghi che ricordiamo meglio è il Belvedere della Pila, nei pressi del piccolo cimitero. Da questa terrazza naturale lo sguardo abbraccia buona parte della valle: più in basso si riconoscono Campiglia Cervo e le borgate dell’antico territorio di Quittengo, mentre sul versante opposto compaiono quelle di San Paolo Cervo. Guardando verso l’alta valle, il paesaggio prosegue in direzione di Rosazza e Piedicavallo.

Durante #ExploreBiella fu uno dei panorami che ci impressionò maggiormente. Nel vecchio articolo arrivammo a definirlo il più bello di Campiglia Cervo e, a distanza di tempo, rimane sicuramente uno dei punti da cui meglio si comprende la particolare geografia della Bürsch, con le borgate disseminate sui due versanti.

Merita una passeggiata anche Oriomosso stessa, con le sue case distribuite lungo il pendio, passaggi coperti, scalinate e antiche vie pedonali. La borgata è infatti ancora collegata a Rialmosso, Tomati e Quittengo attraverso quella rete di sentieri e mulattiere che per secoli rappresentò la principale via di comunicazione tra i nuclei della valle.

Da Oriomosso puoi inoltre proseguire a piedi verso il Monte Pila, raggiungendo in breve tempo un altro punto panoramico affacciato sulla Valle Cervo. Il percorso Banda Veja e Banda Soulìa passa proprio da queste parti e indica il Monte Pila a 983 metri di quota.

Il signor Pietro, ultimo abitante di Sassaia, Quittengo
Il nostr incontro con il signor Pietro a Sassaia durante #ExploreBiella – Cosa vedere a Quittengo

Sassaia e il ricordo di Pietro

Tra i luoghi che più ci sono rimasti impressi durante #ExploreBiella c’è Sassaia, piccolo borgo della Banda Soulìa raggiungibile soltanto a piedi nell’ultimo tratto.

Lasciata l’auto al parcheggio, un breve sentiero conduce tra case in pietra, cortili, scalinate e scorci che si aprono sulla Valle Cervo. La piazzetta con il lavatoio è uno degli angoli più caratteristici, mentre nella parte bassa del borgo si trova La Crôta dla Bürsch, una cantina privata arredata con oggetti legati alla vita tradizionale della valle.

Ma il ricordo più forte che conserviamo di Sassaia è legato a Pietro, che durante la nostra visita ci venne presentato come l’unico abitante stabile del borgo. Ci raccontò di vivere qui dal 2009, dopo la morte della madre, circondato soprattutto dalla tranquillità della montagna e dai suoi animali.

Alla nostra domanda su come fosse vivere quasi completamente da solo rispose con ironia che, almeno, “non si litiga con nessuno”.

Ci raccontarono anche un episodio avvenuto in occasione di una frana, quando Sassaia rimase isolata. Le forze dell’ordine cercarono di convincerlo ad allontanarsi, ma Pietro si rifiutò di lasciare la sua capra e le galline:

«O portate via anche loro, altrimenti io non vengo».

È una storia che conserviamo come parte della memoria orale raccolta durante #ExploreBiella e che racconta meglio di qualsiasi descrizione quanto forte possa essere il legame tra una persona e il luogo in cui ha scelto di vivere.

Oggi non diamo per scontato che la situazione di Sassaia sia rimasta identica a quella incontrata allora. Quello che rimane nel nostro racconto è soprattutto l’incontro con Pietro e il senso di silenzio, isolamento e appartenenza che percepimmo entrando nel borgo.

Banda Veja e Banda Soulìa: Quittengo a piedi

Per comprendere davvero la disposizione delle borgate di Quittengo bisogna lasciare almeno per un po’ l’auto e tornare alle antiche mulattiere che per secoli collegarono i piccoli nuclei della Valle Cervo. Oggi molti di questi percorsi fanno parte dell’itinerario Banda Veja e Banda Soulìa, conosciuto anche come Il Cammino che Unisce.

Il percorso completo si sviluppa per circa 18 chilometri e attraversa quasi tutte le borgate degli antichi comuni di Quittengo, San Paolo Cervo e Campiglia Cervo. Parte dal Parco delle Cave, nei pressi della Balma, attraversa prima la Banda Veja e raggiunge il Santuario di San Giovanni d’Andorno, per poi proseguire verso Campiglia Cervo e rientrare lungo la Banda Soulìa. L’anello può essere affrontato in giornata, indicativamente in circa sei ore di cammino, oppure suddiviso in due tappe.

È proprio lungo la Banda Soulìa che il cammino permette di ritrovare diversi luoghi raccontati in questa guida. Si attraversano boschi e vecchie vie pedonali raggiungendo borgate come Sassaia, Quittengo, Oriomosso e Tomati, fino a ridiscendere verso la Balma.

Durante #ExploreBiella percorremmo diversi tratti di questa rete di sentieri e fu uno dei modi migliori per capire quanto le borgate fossero un tempo strettamente connesse tra loro. Quello che oggi appare come un insieme di piccoli paesi isolati era in realtà parte di una fitta rete di collegamenti, relazioni e vita quotidiana.

Se vuoi affrontare l’intero itinerario, nella nostra guida su cosa vedere a Campiglia Cervo trovi maggiori informazioni sul percorso Banda Veja e Banda Soulìa e sulle altre tappe che attraversa.

La Croce sul Monte Pila a Quittengo
La Croce sul Monte Pila – Cosa vedere a Quittengo

Come arrivare e muoversi tra le borgate di Quittengo

Visitare Quittengo significa in realtà spostarsi tra diverse borgate distribuite sul versante della Valle Cervo, alcune facilmente raggiungibili in auto, altre più appartate e da scoprire percorrendo brevi tratti a piedi.

Il principale punto di accesso è la Strada Provinciale 100 della Valle Cervo, che da Biella risale la valle in direzione di Campiglia Cervo. Lungo il fondovalle si incontra la Balma, mentre per raggiungere le borgate della Banda Soulìa bisogna imboccare le strade secondarie che salgono sul versante della montagna.

Roreto, Rialmosso e Oriomosso possono essere raggiunte seguendo la viabilità locale, ma è proprio abbandonando le strade principali che si comincia a percepire il carattere di questo territorio. Le distanze non sono grandi, tuttavia le strade sono quelle tipiche di montagna: strette, tortuose e da percorrere senza fretta.

Per alcune località, invece, camminare è parte integrante della visita. È il caso di Sassaia, dove l’ultimo tratto si percorre a piedi, ma anche del Monte Pila e delle antiche mulattiere che collegano le borgate.

Se hai tempo, il nostro consiglio è quindi di non pensare a Quittengo come a una serie di tappe da raggiungere rapidamente in automobile. Alternare piccoli spostamenti in auto e passeggiate permette di comprendere molto meglio la geografia della Banda Soulìa e di scoprire scorci che dalla strada di fondovalle rimarrebbero invisibili.

Per organizzare una visita più ampia dell’Alta Valle Cervo puoi abbinare queste borgate al centro di Campiglia Cervo, al Santuario di San Giovanni d’Andorno e alle altre località della Bürsch, costruendo facilmente un itinerario di una giornata o di un fine settimana.

Dove dormire a Quittengo e in Valle Cervo

Se vuoi dedicare più di una giornata alla scoperta di Quittengo e dell’Alta Valle Cervo, fermarti a dormire in zona è una buona soluzione, soprattutto se vuoi percorrere qualche sentiero o visitare con calma le diverse borgate.

Non aspettarti una grande concentrazione di hotel proprio a Quittengo. L’ospitalità della valle è distribuita tra piccole strutture, appartamenti, bed & breakfast e alloggi immersi nella natura, sia nel territorio di Campiglia Cervo sia scendendo verso gli altri centri della Valle Cervo.

Dormire nei dintorni permette soprattutto di vivere questo territorio con ritmi diversi. Al mattino puoi partire direttamente alla scoperta delle borgate della Banda Soulìa, dedicare qualche ora alle passeggiate e proseguire poi verso Campiglia Cervo, il Santuario di San Giovanni d’Andorno e gli altri luoghi della Bürsch.

Se preferisci avere una scelta più ampia di strutture, puoi invece cercare un alloggio a Biella, che dista relativamente poco dall’imbocco della Valle Cervo e rappresenta una buona base anche per esplorare altre zone del Biellese.

Per trovare la soluzione più adatta, valuta soprattutto la posizione rispetto alle borgate che vuoi visitare: pochi chilometri, sulle strade della Valle Cervo, possono fare una certa differenza nei tempi di spostamento.

Quando visitare Quittengo

Quittengo può essere visitato in diversi periodi dell’anno, ma il carattere della Valle Cervo cambia molto con le stagioni e la scelta del momento giusto dipende soprattutto da come vuoi esplorare le sue borgate.

La primavera e l’inizio dell’estate sono ottimi periodi per alternare la visita dei piccoli nuclei abitati alle passeggiate lungo sentieri e mulattiere. Le giornate più lunghe permettono inoltre di dedicare tempo alle diverse borgate senza dover concentrare tutto in poche ore.

Anche l’autunno può regalare atmosfere particolarmente suggestive. I boschi che circondano la Banda Soulìa cambiano colore e luoghi già molto tranquilli come Oriomosso e Sassaia assumono un fascino ancora più raccolto.

In estate le temperature della valle possono rendere piacevole una fuga dalla pianura, soprattutto se vuoi trascorrere una giornata camminando e scoprendo con calma il territorio.

L’inverno richiede invece qualche attenzione in più. Neve, ghiaccio e condizioni delle strade o dei sentieri possono rendere meno agevoli alcuni spostamenti, soprattutto verso le borgate più alte e lungo le mulattiere. Prima di partire conviene quindi verificare le condizioni locali e le previsioni meteorologiche.

Qualunque sia la stagione, Quittengo è un luogo da visitare senza fretta. Più che accumulare tappe, vale la pena concedersi il tempo di camminare tra le case, osservare il paesaggio della Valle Cervo e seguire quelle vecchie vie che ancora oggi raccontano il legame tra le sue borgate.

Quittengo, un angolo nascosto della Valle Cervo

Quando abbiamo iniziato a esplorare Quittengo durante #ExploreBiella non immaginavamo quante storie potessero nascondersi sulle pendici della Banda Soulìa. Dalla strada di fondovalle si percepisce solo una piccola parte di questo territorio, mentre basta iniziare a salire verso le borgate per scoprire un paesaggio completamente diverso.

Ci sono le case in pietra di Sassaia, il panorama che si apre da Oriomosso, Villa Piatti a Roreto, le vecchie mulattiere e quella croce sul Monte Pila che invita a guardare la Valle Cervo dall’alto. E ci sono soprattutto le storie incontrate lungo il cammino, come quella di Pietro a Sassaia, che ancora oggi associamo inevitabilmente al nostro ricordo di Quittengo.

È forse questo il modo migliore per scoprire Quittengo: lasciare per qualche ora la strada principale, camminare tra le borgate e concedersi il tempo di osservare ciò che normalmente rimane nascosto.

E se dopo aver esplorato la Banda Soulìa vuoi continuare il viaggio, puoi ampliare l’itinerario seguendo la nostra guida su cosa vedere a Campiglia Cervo, per scoprire il resto della Bürsch e proseguire alla scoperta dell’Alta Valle Cervo.

Domande frequenti su Quittengo

Quittengo è ancora un comune?

No. Quittengo non è più un comune autonomo dal 1° gennaio 2016, quando si è fuso con San Paolo Cervo entrando a far parte del Comune di Campiglia Cervo. Il nome Quittengo continua però a identificare l’antico territorio e le sue borgate nella Valle Cervo.

Quali sono le borgate di Quittengo?

L’antico territorio comunale comprendeva Quittengo, Balma, Bogna, Oriomosso, Rialmosso, Roreto, Sassaia e Tomati, distribuite tra il fondovalle e il versante della Banda Soulìa.

Quanto tempo serve per visitare Quittengo?

Per scoprire le principali borgate puoi dedicare a Quittengo almeno mezza giornata, alternando gli spostamenti in auto a brevi passeggiate. Se vuoi percorrere anche le mulattiere, raggiungere il Monte Pila o inserire Quittengo in un itinerario più ampio nella Valle Cervo, è meglio prevedere una giornata intera.

Cosa vedere nei dintorni di Quittengo?

Puoi proseguire verso Campiglia Cervo e il Santuario di San Giovanni d’Andorno oppure risalire l’Alta Valle Cervo verso Rosazza e Piedicavallo. Quittengo può quindi diventare una delle tappe di un itinerario più ampio alla scoperta della Bürsch e della Valle Cervo.

Si possono visitare le borgate di Quittengo a piedi?

Sì. Le borgate sono ancora collegate da sentieri e antiche mulattiere, alcune delle quali fanno parte del percorso Banda Veja e Banda Soulìa, conosciuto anche come Il Cammino che Unisce. Non è però necessario affrontare l’intero anello: puoi percorrerne singoli tratti per spostarti tra alcune borgate e scoprire il territorio a piedi.

Sassaia, frazione di Quittengo, Campiglia Cervo
Sassaia, frazione di Campiglia Cervo – Cosa vedere a Quittengo
Informazioni su Gian Luca Sgaggero 716 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

4 Commenti

  1. Molto bello,confermo le frazioni citate da Matteo,grazie per la diffusione del messaggio, io vivo a Roreto frazione che come tu affermi e’ molto ricca di storia, purtroppo gli amministratori del nascente nuovo comune denominato Campiglia Cervo hanno preferito un percorso che non tiene conto dei vari De Amicis e Cavour che sono meno importanti di un cane che abbaia, che si incontra talvota nelle frazioni precedenti.

    • Ciao Giuseppe, rispondo solo ora perché sono in viaggio. Il nostro articolo ad ogni modo è privo di appartenenza politica, non è nostro volere giudicare il lavoro passato o presente di chi guida attualmente il comune, ciò che ci importa rendere noto è che le frazioni dell’attuale Campiglia Cervo sono luoghi interessanti e ricchi di storia, starà poi ai curiosi e ai viaggiatori venire a scoprirle! 😀

  2. ciao
    in verità le “frazioni” sono molte di più e questo rende la geografia della zona di Quittengo estremamente articolata e affascinante, considerando che erano tutte collegate (e in parte lo sono tuttora) con una rete di sentieri e mulattiere:
    Albertazzi, Ballada, Balma, Bogna col Cantone Molino Lace, Fucina con Cantone Zoè, Gruppo, Maciotta, Malpensà, Oriomosso, Quittengo “capoluogo”, Rialmosso con Cantone Tomati, Romani, Roreto, Sassaia.

    • Grazie Matteo per queste precisazioni, come dico nel post ho menzionato solo alcune frazioni, mentre altre sono considerate località (anche se io non comprendo bene la differenza). Comunque sono convinto che ogni angolo di Quittengo sia interessante da scoprire! 🙂

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*