Cosa vedere a Tarifa, tra Atlantico e Mediterraneo

Cosa vedere a Tarifa? Quando lasciammo Cadiz e riprendemmo il nostro viaggio verso sud non sapevamo ancora che questa piccola città affacciata sullo Stretto sarebbe diventata una delle tappe che avremmo ricordato con maggiore nostalgia.

PROMO:

Più ci avvicinavamo a Tarifa, più il paesaggio cambiava.

Fuori dall’auto sentivamo aumentare le raffiche di vento e intorno a noi comparivano sempre più pale eoliche, spinte da quella stessa forza che ha reso questa parte dell’Andalusia famosa tra gli appassionati di windsurf e kitesurf.

Poi arrivammo al mare.

Tarifa si trova in una posizione geografica straordinaria, all’estremità meridionale della Penisola Iberica, dove Mediterraneo e Atlantico si incontrano davanti alle coste del Marocco. Spiagge, vento e sport acquatici sono certamente parte della sua identità, ma bastano poche ore per capire che c’è molto altro.

Ci sono il centro storico racchiuso dalle mura, il Castillo de Guzmán el Bueno, Playa Chica, Playa de Los Lances e Isla de las Palomas, oltre alla possibilità di uscire in mare nello Stretto, raggiungere Tangeri o esplorare luoghi come Bolonia e Baelo Claudia.

Noi arrivammo senza avere prenotato nulla e senza sapere quanto ci saremmo fermati.

Alla fine restammo quattro notti.

Tarifa ci aveva conquistati molto più velocemente di quanto avessimo immaginato.

In questa guida ti racconto cosa vedere a Tarifa, cosa fare nei dintorni e quali furono i luoghi e gli incontri che ci fecero innamorare di questa città sospesa tra due mari e due continenti.

Se stai organizzando il viaggio, dai un’occhiata alle esperienze disponibili a Tarifa: tra attività sullo Stretto, sport acquatici ed escursioni puoi trovare qualche idea interessante da aggiungere al soggiorno.

Il candido centro del borgo di Tarifa, vacanze a Tarifa
Il candido centro del borgo di Tarifa – Cosa vedere a Tarifa

Dove dormire a Tarifa: il nostro arrivo senza prenotazione

Arrivammo a Tarifa senza avere prenotato neppure una notte.

Dopo aver parcheggiato l’auto in una stradina tranquilla, ci fermammo in un bar sul lungomare con la scusa di bere qualcosa e rinfrescarci. Ordinammo una sangria, ma il vero motivo della sosta era un altro: il locale aveva il Wi-Fi e noi avevamo bisogno di trovare un posto dove dormire.

Oggi sembra quasi preistoria, ma durante quel viaggio funzionava così.

Dopo qualche ricerca riuscimmo a trovare disponibilità agli Apartamentos Gravina, nel centro storico, e decidemmo di fermarci per quattro notti.

La scelta si rivelò azzeccata.

L’appartamento era comodo, pulito e spazioso e soprattutto si trovava in una posizione perfetta per uscire la sera e raggiungere a piedi il cuore di Tarifa. A gestirlo trovammo una coppia molto disponibile e il proprietario ci raccontò di avere anche una pasticceria poco distante, proprio di fronte alla Iglesia de San Mateo.

Naturalmente la mattina seguente saremmo andati a verificarlo di persona.

Quale zona scegliere per dormire a Tarifa

Se stai organizzando oggi un soggiorno a Tarifa, la zona migliore dipende soprattutto dal tipo di vacanza che hai in mente.

Il centro storico è particolarmente comodo se vuoi vivere la città a piedi, uscire la sera e avere ristoranti e locali nelle vicinanze. Se invece il motivo principale del viaggio sono mare, kitesurf e windsurf, puoi valutare anche una sistemazione più vicina alle spiagge o fuori dal nucleo urbano.

Noi scegliemmo il centro quasi per caso, ma per il nostro modo di vivere Tarifa si rivelò la soluzione giusta.

Se vuoi fermarti qualche giorno, confronta gli alloggi disponibili a Tarifa e scegli la zona più adatta alla tua vacanza, verificando prezzi e disponibilità per le tue date.

Il centro storico di Tarifa e la nostra prima sera

Sistemati i bagagli e fatta una doccia, uscimmo per scoprire il centro storico di Tarifa.

Fu una sorpresa.

Nonostante le dimensioni contenute della città, trovammo vicoli pieni di vita, ristoranti, piccoli locali e piazzette con i tavolini all’aperto. Continuavamo a girare senza una meta precisa e ogni volta sembrava comparire un posto nuovo in cui fermarsi.

Fu anche in quella prima sera che iniziammo a capire perché Tarifa ci aveva convinti così velocemente a restare.

Durante quel viaggio uno dei nostri punti di riferimento diventò il Bar Blanco.

Ci fermammo incuriositi dalla quantità di bicchieri allineati sul bancone in attesa di essere trasformati in mojito. Qui conoscemmo Andrea, un ragazzo italiano che ci raccontò come nelle serate più movimentate ne venissero preparati in continuazione.

Il rito, da quel momento, fu praticamente deciso: mojito al Bar Blanco e poi via tra i vicoli di Tarifa alla ricerca di un posto dove cenare.

Quella prima sera scegliemmo una paella e, stremati dalla giornata trascorsa tra Cadiz, strada, ricerca dell’alloggio e primi passi in città, tornammo presto in appartamento.

Nei giorni successivi avremmo scoperto che la sera Tarifa aveva ancora molto da mostrarci.

Piazzette che non avevamo notato, locali nascosti nelle stradine, tapas e ristoranti che comparivano quasi all’improvviso dietro un angolo.

Ed è uno dei ricordi che conservo più volentieri delle nostre vacanze a Tarifa: non serviva programmare la serata. Bastava uscire e iniziare a camminare.

Playa Chica affacciata sul Mediterraneo, vacanze a Tarifa
Playa Chica affacciata sul Mediterraneo – Cosa vedere a Tarifa

Cosa vedere a Tarifa tra Mediterraneo e Atlantico

La mattina seguente iniziammo finalmente a scoprire cosa vedere a Tarifa, partendo proprio dal mare.

Prima, però, mantenemmo una promessa fatta la sera precedente e passammo dalla pasticceria del proprietario del nostro appartamento. Comprammo un dolce alla crema e uno al cioccolato, li mangiammo seduti su una panchina e, dopo il caffè, partimmo alla scoperta della costa.

Seguendo il lungomare raggiungemmo il porto e poi Playa Chica, una piccola spiaggia racchiusa tra il porto e Isla de las Palomas.

Playa Chica, la spiaggia sul Mediterraneo

Playa Chica è piccola, raccolta e completamente diversa dalle grandi spiagge atlantiche che avremmo incontrato poco dopo.

È infatti una spiaggia mediterranea, riparata dalla posizione tra il porto e l’isola e particolarmente frequentata anche dalle famiglie di Tarifa.

Noi la trovammo piena di gente e continuammo a camminare verso quello che considero ancora oggi uno dei luoghi più suggestivi della città.

Isla de las Palomas, dove si incontrano due mari

Una strada rialzata collega Tarifa a Isla de las Palomas, conosciuta anche come Isla de Tarifa.

L’isola rappresenta l’ultima propaggine rocciosa del continente europeo e conserva testimonianze di epoche molto diverse, dalle tombe scavate nella roccia attribuite alla presenza fenicia alle successive strutture militari.

Ma ciò che ci affascinò maggiormente fu la sua posizione.

L’istmo che conduce verso l’isola segna infatti simbolicamente il confine tra Mar Mediterraneo e Oceano Atlantico.

Da una parte guardavamo il Mediterraneo.

Dall’altra l’Atlantico.

Davanti a noi, oltre lo Stretto, si intravedevano le coste dell’Africa.

Ricordo ancora la sensazione provata in quel punto: stare fisicamente tra due mari, con due continenti davanti agli occhi, riesce improvvisamente a farti percepire quanto siamo piccoli rispetto alla geografia che ci circonda.

Oggi l’accesso a Isla de las Palomas è regolamentato e le condizioni di visita possono cambiare, quindi se vuoi entrare nell’isola ti consiglio di verificare preventivamente le modalità di accesso presso l’ufficio turistico di Tarifa.

Fortificazioni di Isla las Palomas - Cosa vedere a Tarifa
Fortificazioni di Isla las Palomas – Cosa vedere a Tarifa

Playa de Los Lances, dalla parte dell’Atlantico

Basta attraversare idealmente quella linea di confine perché il paesaggio cambi completamente.

Sul versante atlantico inizia Playa de Los Lances, una lunghissima distesa di sabbia che prosegue verso Valdevaqueros.

Se Playa Chica ci era sembrata raccolta e tranquilla, Los Lances ci diede immediatamente una sensazione di spazio quasi infinito.

Cominciammo a camminare sulla battigia e continuammo per circa due ore, fermandoci soltanto quando la fame iniziò a farsi sentire.

Stendemmo gli asciugamani sulla sabbia e finalmente ci concedemmo un po’ di relax.

Nel pomeriggio il vento aumentò e l’aria diventò più fresca. Raccogliemmo quindi le nostre cose e tornammo lentamente verso Tarifa, con la sabbia sotto i piedi, il vento tra i capelli e l’Atlantico davanti agli occhi.

Windsurf e kitesurf a Tarifa

Quel vento non è soltanto una caratteristica del paesaggio.

Tarifa è una delle località più conosciute per praticare windsurf e kitesurf e lungo il tratto atlantico si concentrano numerose scuole dedicate a questi sport.

In particolare, Los Lances Norte offre condizioni particolarmente favorevoli e ospita molte delle scuole della zona.

Non è necessario essere già esperti: se vuoi provare uno di questi sport durante il viaggio puoi scegliere anche un corso per principianti e vivere Tarifa proprio attraverso l’elemento che più di ogni altro ne determina il carattere.

Se il vento di Tarifa ti ha fatto venire voglia di provare questo sport, puoi scoprire le esperienze di kitesurf disponibili a Tarifa, con proposte adatte anche a chi vuole avvicinarsi per la prima volta a questa disciplina.

Playa de los Lances affacciata sull'Atlantico, vacanze a Tarifa
Playa de los Lances affacciata sull’Atlantico – Cosa vedere a Tarifa

Escursioni da Tarifa: Tangeri, cetacei e birdwatching

La posizione di Tarifa permette di vivere esperienze molto diverse senza allontanarsi troppo dalla città.

Una delle possibilità più affascinanti è attraversare lo Stretto di Gibilterra e raggiungere il Marocco. Ed è proprio quello che decidemmo di fare durante il nostro soggiorno.

Da Tarifa a Tangeri

Dopo alcuni giorni trascorsi a guardare le coste africane dall’altra parte dello Stretto, la tentazione diventò troppo forte: comprammo i biglietti del traghetto e partimmo per Tangeri.

Quella che immaginavamo come una delle giornate più interessanti del viaggio si trasformò però in un’esperienza decisamente diversa dalle nostre aspettative.

Tra incomprensioni, una visita organizzata che non avevamo realmente scelto e un itinerario costruito più intorno alle soste commerciali che alla scoperta della città, tornammo a Tarifa parecchio delusi.

La storia merita però di essere raccontata per intero.

Se stai pensando di fare la stessa escursione, prima di partire ti consiglio di leggere la nostra esperienza da Tarifa a Tangeri: troverai il racconto completo di ciò che ci accadde e degli errori che oggi eviteremmo.

Whale watching a Tarifa

Con il senno di poi, una delle esperienze che avremmo voluto fare durante quelle giornate è il whale watching nello Stretto di Gibilterra.

Queste acque ospitano diverse specie di cetacei e alcune possono essere osservate durante tutto l’anno, mentre altre attraversano lo Stretto soltanto in determinati periodi.

Tra gli incontri possibili ci sono delfini, globicefali, capodogli, balenottere e orche, anche se naturalmente nessun avvistamento in natura può essere considerato garantito.

Le uscite partono direttamente da Tarifa e permettono anche di osservare lo Stretto da una prospettiva completamente diversa, navigando tra le coste europee e quelle africane.

Se vuoi vivere questa esperienza durante il soggiorno, puoi prenotare un’uscita per osservare balene e delfini nello Stretto di Gibilterra, navigando da Tarifa alla ricerca dei cetacei nel loro ambiente naturale con un’attività attenta all’osservazione responsabile.

Birdwatching sullo Stretto di Gibilterra

Tarifa è anche uno dei luoghi più interessanti d’Europa per osservare le migrazioni degli uccelli tra Europa e Africa.

La posizione dello Stretto crea infatti un corridoio naturale utilizzato ogni anno da milioni di uccelli migratori.

I periodi più interessanti sono generalmente da marzo a maggio, quando molte specie tornano verso l’Europa, e da agosto a ottobre, durante la migrazione verso sud.

Uno dei punti di riferimento è il Mirador de Cazalla, osservatorio situato nei dintorni di Tarifa e dedicato proprio all’avvistamento dell’avifauna.

È un’esperienza completamente diversa dalle spiagge e dagli sport acquatici, ma racconta perfettamente un altro aspetto della posizione straordinaria di Tarifa: questo piccolo lembo d’Europa è davvero un crocevia naturale tra due mari e due continenti.

Fortificazioni di vedetta sulle scogliere a Tarifa, vacanze a Tarifa
Fortificazioni di vedetta sulle scogliere – Cosa vedere a Tarifa

Cosa vedere nel centro storico di Tarifa

Il terzo giorno delle nostre vacanze a Tarifa decidemmo di dedicarlo con maggiore calma al centro storico.

Fino a quel momento lo avevamo vissuto soprattutto la sera, tra ristoranti, tapas e mojito. Di giorno iniziammo invece a scoprirne il volto storico, fatto di vicoli, mura, chiese e case raccolte intorno a piccoli cortili.

È una parte della città che invita semplicemente a camminare, senza bisogno di seguire un percorso troppo rigido.

Castillo de Guzmán el Bueno

Uno dei monumenti principali di Tarifa è il Castillo de Guzmán el Bueno, la grande fortezza che domina il porto.

Durante il nostro viaggio entrammo soprattutto incuriositi dalla possibilità di osservare dall’alto il mare e lo Stretto. Ricordo che gli ambienti interni ci sembrarono piuttosto spogli, anche perché in quel periodo erano in corso lavori di restauro.

La vista, invece, meritava da sola la visita.

Solo approfondendo successivamente la storia di Tarifa ho capito quanto fosse importante ciò che avevamo davanti.

Il castello è infatti una fortezza califfale del X secolo, costruita nel 960 per volontà del califfo Abd al-Rahman III con lo scopo di controllare un punto strategico dello Stretto.

Il nome attuale ricorda invece Alonso Pérez de Guzmán, protagonista della difesa di Tarifa durante l’assedio del 1294 e passato alla storia come Guzmán el Bueno.

Nel corso dei secoli la fortezza venne ampliata e trasformata, assumendo anche funzioni residenziali.

Oggi il castello continua a essere utilizzato per visite e iniziative culturali. Orari e modalità di accesso possono cambiare, quindi conviene verificarli prima della visita.

Perdersi tra i vicoli di Tarifa

Usciti dal castello tornammo a camminare senza fretta.

È probabilmente questo il modo in cui ricordo meglio il centro di Tarifa: non tanto una successione di monumenti, quanto un intreccio di stradine da esplorare.

Uno dei suoi ingressi più riconoscibili è la Puerta de Jerez, appartenente all’ultimo recinto murario medievale, costruito nel XIII secolo. Da qui si entra in un reticolo di vie che conserva ancora chiaramente la struttura della città storica.

Tra le strade principali trovi anche la Iglesia de San Mateo, mentre continuando a passeggiare compaiono piazzette, edifici tradizionali e scorci verso le mura.

Ed è proprio perdendoci in queste strade che facemmo uno degli incontri più curiosi del viaggio.

La casa decorata da José

Rientrando verso il nostro appartamento notammo uno strano portoncino.

Tutto il contorno dell’ingresso era ricoperto di piccole pietre applicate una a una. Anche le cassette della posta erano state decorate nello stesso modo.

Mentre osservavamo incuriositi comparve il proprietario di casa, José, che ci salutò e, vedendo il nostro interesse, ci invitò a entrare.

Come potevamo rifiutare?

Nel cortile scoprimmo che il portoncino era soltanto l’inizio.

José aveva trascorso anni a decorare la propria casa utilizzando sassolini e altri materiali raccolti nella zona di Tarifa. Aveva rivestito vasi, pareti, una fontanella, una panchina e moltissimi altri oggetti.

Poi ci invitò a salire.

Anche la veranda era stata trasformata nello stesso modo: infissi, sedie, tavolini e portavasi erano ricoperti con una pazienza incredibile.

Ricordo soprattutto due particolari: un vaso decorato con gherigli di noce e un altro ricoperto di gusci di cozze, all’interno dei quali José aveva sistemato delle pietruzze per imitare i molluschi.

Non era un monumento né un’attrazione turistica.

Era semplicemente uno di quegli incontri casuali che capitano quando hai tempo per perderti in una città e qualcuno decide di aprirti la porta di casa.

Ed è proprio per episodi come questo che, ancora oggi, ricordo Tarifa con tanto affetto.

Castello di Tarifa, vacanze a Tarifa
Castillo de Guzmán el Bueno – Cosa vedere a Tarifa

Altre cose da vedere nei dintorni di Tarifa

Durante le nostre quattro notti a Tarifa non riuscimmo a esplorare tutto ciò che offre questa parte della Costa de la Luz.

Se stai organizzando il viaggio oggi e hai qualche giorno a disposizione, ci sono però alcune tappe che prenderei in considerazione, soprattutto se hai un’auto.

Valdevaqueros e Punta Paloma

Proseguendo lungo la costa atlantica oltre Playa de Los Lances si raggiunge Valdevaqueros, un’altra delle spiagge simbolo di Tarifa.

Anche qui il vento è protagonista e la spiaggia è particolarmente conosciuta tra chi pratica kitesurf e windsurf. Alle sue spalle il paesaggio diventa progressivamente più selvaggio fino alla zona di Punta Paloma, caratterizzata dalle grandi dune modellate dal vento.

È una parte della costa che completa bene ciò che avevamo iniziato a scoprire camminando lungo Los Lances: spazi enormi, sabbia, oceano e quella sensazione di libertà che ancora oggi associo immediatamente a Tarifa.

Noi non arrivammo fin qui durante quel viaggio, ma la inserirei sicuramente in un soggiorno più lungo.

Playa de Bolonia e Baelo Claudia

Se hai un’auto, tra le escursioni più interessanti nei dintorni di Tarifa c’è Bolonia.

La sua grande spiaggia sarebbe già un buon motivo per raggiungerla, ma ciò che rende questo luogo davvero particolare è la presenza del Conjunto Arqueológico de Baelo Claudia, praticamente affacciato sull’Atlantico.

Baelo Claudia fu una città romana sviluppatasi in una posizione strategica sullo Stretto di Gibilterra. Il percorso archeologico permette di comprenderne l’organizzazione urbana e di osservare resti di edifici pubblici, templi e strutture legate alle attività produttive della città.

Particolarmente importante era infatti la lavorazione del pesce e la produzione di conserve e salse, tra cui il celebre garum, che venivano commercializzate nel mondo romano.

Il contrasto è probabilmente ciò che rende Baelo Claudia così affascinante: rovine romane, dune, spiaggia e Oceano Atlantico convivono nello stesso paesaggio.

Il sito archeologico è visitabile e comprende anche uno spazio museale. Orari e giorni di apertura cambiano nel corso dell’anno, quindi conviene controllarli prima di partire.

Se tornassi oggi a Tarifa, Bolonia e Baelo Claudia sarebbero sicuramente tra le prime escursioni che aggiungerei al viaggio.

Passeggiando in centro a Tarifa, vacanze a Tarifa
Passeggiando in centro a Tarifa

Come organizzare un viaggio a Tarifa

Tarifa può essere visitata durante un itinerario più ampio in Andalusia oppure diventare una destinazione in cui fermarsi qualche giorno, soprattutto se vuoi alternare centro storico, spiagge, sport acquatici ed escursioni.

Noi arrivammo in auto da Cadiz e, dopo quattro notti, continuammo il nostro viaggio verso Gibilterra.

Ancora oggi considero l’auto una delle soluzioni più comode se vuoi seguire un itinerario simile al nostro e raggiungere anche spiagge e luoghi nei dintorni.

Come arrivare a Tarifa

Tarifa non dispone di una stazione ferroviaria. Quella più vicina si trova ad Algeciras, da dove puoi proseguire via strada.

Esistono inoltre collegamenti in autobus con alcune delle principali città dell’Andalusia, tra cui Cadiz, Siviglia e Malaga.

Se invece stai organizzando un viaggio itinerante, l’auto ti permette di costruire facilmente un percorso lungo la costa e soprattutto di raggiungere luoghi come Valdevaqueros, Punta Paloma e Bolonia senza dipendere dagli orari dei mezzi pubblici.

Noi arrivammo seguendo la costa da Cadiz e continuammo successivamente verso Gibilterra: un itinerario che permette di osservare il paesaggio cambiare progressivamente mentre ci si avvicina allo Stretto.

Se vuoi organizzare un viaggio on the road in questa parte dell’Andalusia, puoi confrontare le soluzioni per noleggiare un’auto e scegliere quella più adatta al tuo itinerario.

Quanti giorni servono per vedere Tarifa

Per visitare solamente il centro storico e raggiungere il punto d’incontro tra Mediterraneo e Atlantico può bastare anche una giornata.

Io, però, non vivrei Tarifa così velocemente.

Con due o tre giorni hai più tempo per passeggiare nel centro storico, visitare il Castillo de Guzmán el Bueno, goderti le spiagge e aggiungere almeno un’esperienza sullo Stretto.

Con qualche giorno in più puoi invece raggiungere Bolonia e Baelo Claudia, dedicarti agli sport acquatici oppure semplicemente lasciare spazio all’improvvisazione.

Noi rimanemmo quattro notti e non ci sembrarono affatto troppe.

Anzi.

Tarifa è uno di quei posti in cui una parte del piacere consiste proprio nel non avere continuamente qualcosa da visitare: puoi trascorrere qualche ora sulla spiaggia, camminare sul lungomare, fermarti per una tapa e decidere soltanto dopo cosa fare.

Tarifa in un itinerario in Andalusia

Se stai costruendo un viaggio più ampio, Tarifa si inserisce facilmente in un percorso lungo la costa meridionale dell’Andalusia.

Il nostro itinerario proseguì da Cadiz a Tarifa e poi verso Gibilterra, ma puoi naturalmente continuare anche in direzione di Algeciras e della Costa del Sol.

Con qualche giorno in più puoi invece esplorare con calma la Costa de la Luz, inserendo altre località prima di raggiungere Tarifa.

Noi, dopo quattro giorni, caricammo nuovamente i bagagli in auto.

La destinazione successiva era Gibilterra.

E questa volta lasciare Tarifa non fu affatto facile.

Tarifa, una città capace di stregarti

Quando arrivammo a Tarifa pensavamo che sarebbe stata semplicemente un’altra tappa del nostro viaggio in Andalusia.

Non avevamo prenotato nulla, non sapevamo quanto ci saremmo fermati e, soprattutto, non immaginavamo che avremmo fatto così fatica ad andarcene.

Alla fine trascorremmo qui quattro notti.

Camminammo sulla sabbia dell’Atlantico, ci trovammo tra due mari guardando l’Africa dall’altra parte dello Stretto, attraversammo ogni sera i vicoli del centro storico e incontrammo persone che ancora oggi fanno parte dei ricordi di quel viaggio.

Non tutto andò secondo i programmi.

La nostra giornata a Tangeri ne è probabilmente l’esempio migliore. Ma anche questo, a distanza di tempo, fa parte della storia.

Quando caricammo nuovamente i bagagli in auto e partimmo verso Gibilterra, Tarifa ci lasciò una profonda nostalgia.

Forse furono il vento e l’oceano.

Forse quelle serate trascorse senza programmi.

O forse fu semplicemente quella particolare combinazione di mare, libertà, incontri casuali e vita di strada che avevamo trovato arrivando quasi per caso.

Ancora oggi, quando penso alle nostre vacanze a Tarifa, la ricordo così.

Una città sospesa tra Mediterraneo e Atlantico, Europa e Africa, dove eravamo arrivati senza sapere bene cosa aspettarci e dalla quale, quattro giorni dopo, non avremmo più voluto partire.

Tarifa era riuscita a stregarci.

Vicoli e locali in centro a Tarifa, vacanze a Tarifa
Vicoli e locali in centro a Tarifa – Cosa vedere a Tarifa
Informazioni su Gian Luca Sgaggero 719 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

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