La Sicilia è una terra che seduce e sorprende con il suo mix inimitabile di mare cristallino, città ricche di storia, paesaggi naturali mozzafiato e una tradizione gastronomica senza eguali. La costa orientale, conosciuta come Sicilia Ionica, racchiude alcuni dei luoghi più suggestivi dell’isola: un mosaico di spiagge da cartolina, città barocche dichiarate Patrimonio UNESCO, vulcani imponenti e borghi di pescatori che conservano un’anima autentica. Ti porto alla scoperta di cosa vedere nella Sicilia Ionica.
In questa guida ti accompagnerò in un itinerario di viaggio nella Sicilia Ionica di nove giorni, ideale da percorrere in auto per vivere la libertà di esplorare senza vincoli di orari. Ti porterò tra le strade di Siracusa e Ortigia, le distese dorate di Fontane Bianche e Gelsomineto, le atmosfere uniche di Noto e Marzamemi, fino ai panorami vulcanici dell’Etna e alle viste spettacolari di Taormina.
Se stai cercando cosa vedere nella Sicilia Ionica e desideri un’esperienza che unisca mare, natura e cultura, questo itinerario ti offrirà non solo tappe imperdibili, ma anche consigli pratici, curiosità e impressioni dirette per vivere la Sicilia come un viaggiatore e non come un semplice turista.
Giorno 1 – Arrivo a Catania e trasferimento a Siracusa
L’aeroporto di Catania e il noleggio auto in Sicilia
Il nostro viaggio inizia una domenica di fine giugno con un volo diretto da Bologna a Catania Fontanarossa. Il volo dura un’ora e mezza, ma all’arrivo ci accoglie un cielo grigio e un’Etna nascosta dalle nuvole. L’impatto con l’aeroporto è caotico: lunghe attese per i bagagli e organizzazione poco efficiente.
Raggiungiamo l’ufficio del noleggio auto e ritiriamo una Fiat Panda nuova, pratica e compatta. Sarà la nostra compagna di viaggio ideale sulle strade dissestate della Sicilia. Un siciliano ci scherza su: «Volevano costruire il ponte di Messina, ma qui non abbiamo ancora le strade».
Consiglio di viaggio: Per un itinerario nella Sicilia Ionica, l’auto a noleggio è fondamentale. Ti permette di esplorare spiagge isolate e siti archeologici lontani dai centri abitati.
Sistemazione a Casal Sikelio
Lasciata Catania, imbocchiamo l’autostrada A18 verso sud fino all’uscita di Cassibile. Questa piccola cittadina, a prima vista, non colpisce per attrattive turistiche, ma riflette bene i contrasti che caratterizzano la Sicilia Ionica: da un lato segni di incuria e infrastrutture che avrebbero bisogno di maggiore attenzione, dall’altro scorci di autentica bellezza che spuntano quasi all’improvviso. Sono quelle “perle nascoste” che rendono questa terra affascinante, proprio perché imperfetta e vera.
Tra queste gemme c’è la masseria Casal Sikelio, che sarà la nostra base per quattro notti. Un luogo inaspettato e curato nei minimi dettagli, a soli 500 metri dalla spiaggia di Fontane Bianche. Gli appartamenti, moderni e luminosi, hanno verande private che si affacciano su un giardino verde di agrumi, palme e piante grasse, creando un’oasi di pace. L’atmosfera è rilassata, con il profumo degli alberi di limone che si mescola alla brezza marina.
I proprietari, cordiali e disponibili, ci accolgono con sorrisi sinceri e utili consigli su cosa vedere nella Sicilia Ionica, dalle spiagge più tranquille alle riserve naturali vicine. Dopo il viaggio e il caos dell’aeroporto, questa masseria è il benvenuto perfetto: un angolo di tranquillità da cui partire ogni giorno alla scoperta del mare, della natura e della storia della costa ionica siciliana.

Cosa vedere nella Sicilia Ionica – Siracusa e l’isola di Ortigia
Il fascino di Piazza Duomo
Dopo esserci sistemati, raggiungiamo Siracusa e parcheggiamo al Talete, comodo e vicino al centro. L’isola di Ortigia, in gran parte pedonale, invita a passeggiare senza fretta.
Il primo incontro è con il Tempio di Apollo, poi attraversiamo Largo Matteotti e ci perdiamo nei vicoli. La luce ci guida fino a Piazza Duomo, dove la Cattedrale – costruita sull’antico tempio di Minerva – risplende nella pietra bianca. Le colonne doriche originali si fondono con l’architettura barocca.
Curiosità: La Cattedrale di Siracusa è uno degli edifici religiosi più antichi d’Europa e racconta oltre 2.500 anni di storia.
Il modo più esaustivo per scoprire le bellezze di Ortigia è partecipare a una visita guidata a piedi.
Il teatro greco e l’Orecchio di Dionisio
Dopo pranzo alla trattoria O’Scinà, con paccheri melanzane, pistacchi e tonno e mattalotta di tonno, ci dirigiamo verso il Parco Archeologico della Neapolis. Le Latomie e l’Orecchio di Dionisio ci impressionano per le forme e l’acustica.
La serata si chiude nel teatro greco, assistendo alla tragedia di Ifigenia in Aulide. Un’esperienza unica, con le gradinate di pietra illuminate dal tramonto e le voci degli attori che si fondono con il vento.

Giorno 2 – Spiaggia di Gelsomineto e laghetti di Cavagrande
Relax a Gelsomineto
La mattina inizia con una colazione lenta in veranda, avvolti dal profumo degli agrumi. Il proprietario, con la tipica cordialità siciliana, ci suggerisce di visitare la spiaggia di Gelsomineto, raggiungibile solo passando da Avola a causa di una strada interrotta.
Dopo un breve tragitto, varchiamo l’ingresso della pineta che protegge questo angolo di paradiso: un sentiero ombreggiato conduce a una baia incantevole, dove la sabbia chiara incontra un mare turchese dalle mille sfumature. Intorno, scogliere ornate di fichi d’India e il profumo salmastro dell’acqua che si mescola alla resina dei pini.
La spiaggia è quasi deserta e il silenzio è rotto solo dal rumore delle onde. Trascorriamo la mattinata alternando lunghi bagni rinfrescanti a passeggiate panoramiche sulle rocce, lasciandoci avvolgere dalla bellezza selvaggia e dalla sensazione di trovarci in un luogo sospeso nel tempo.

Escursione ai laghetti di Cavagrande
Dopo un pranzo gustoso al ristorante Sayonara di Fontane Bianche, ci dirigiamo verso i laghetti di Cavagrande, un’area naturale protetta dove il fiume Cassibile ha modellato nei secoli un canyon spettacolare.
Il sentiero principale, purtroppo, è chiuso a causa di un incendio, ma un abitante del posto ci indica un accesso alternativo, il percorso “Carrubella”. La discesa è immersa in una natura rigogliosa, con scorci sulla gola che si apre tra pareti di roccia calcarea. Arrivati al fondo, lo spettacolo è sorprendente: vasche naturali di acqua limpida e gelida, circondate da cespugli di oleandri in fiore e menta selvatica, che diffondono un profumo fresco e intenso.
Ci togliamo le scarpe e immergiamo i piedi, lasciandoci avvolgere da un silenzio rotto solo dallo scorrere dell’acqua. È un momento di pura connessione con la natura, difficile da raccontare, ma impossibile da dimenticare.

Giorno 3 – Riserva naturale di Vendicari e la magia di Noto
Sentieri e spiagge di Vendicari
La giornata inizia con colazione e provviste: panini al prosciutto, pomodori secchi, frutta fresca. Partiamo verso la Riserva naturale orientata di Vendicari, ma come spesso accade in Sicilia, il primo accesso è chiuso per lavori.
Facciamo una sosta alla spiaggia selvaggia di Eloro, poi imbocchiamo la provinciale 19 fino all’ingresso principale della riserva. Il paesaggio è incantevole: passerelle in legno e punti di osservazione si affacciano sul pantano, popolato da aironi e fenicotteri, mentre il mare è di un azzurro trasparente.
Camminiamo tra fichi d’India e fiori rosa, su terra rossa, fino alla spiaggia di Calamosca. Il vento forte ci costringe a cercare riparo in una caletta più piccola, dove trascorriamo il pomeriggio tra bagni e pic-nic. Prima di uscire, una granita al limone acquistata da un tipico apecar conclude la visita.
Consiglio di viaggio: Porta acqua e protezione solare, la riserva non offre servizi e l’ombra è scarsa.

Noto, capitale del Barocco in Sicilia
La sera è dedicata a Noto, considerata la capitale del barocco siciliano e inserita tra i Patrimoni dell’Umanità UNESCO. Dopo il devastante terremoto del 1693, la città fu interamente ricostruita più a valle, seguendo un progetto urbano armonioso e uniforme. Gli edifici, realizzati in pietra calcarea locale, al tramonto si tingono di calde sfumature rosa e oro, regalando un colpo d’occhio straordinario.
Passeggiamo tra le vie eleganti illuminate da una luce morbida, visitando la Chiesa di San Francesco e proseguendo fino alla scenografica Via Nicolaci, famosa per i balconi barocchi sorretti da mensole scolpite con figure mitologiche, animali e mascheroni. La Cattedrale di San Nicolò domina la piazza principale con la sua facciata imponente, mentre dalla terrazza panoramica della Chiesa di Santa Chiara si apre una vista incantevole sul centro storico. Se hai poco tempo a disposizione puoi prenotare un tour guidato.
Concludiamo la serata alla Trattoria del Carmine, dove l’atmosfera familiare accompagna una cena memorabile: grigliata di pesce freschissimo, insalata di pomodori e la tradizionale insalata di arance e cipolla. Il finale è dolce e irresistibile, con un tris di cannoli alla ricotta, cacao e pistacchio, che racchiude in un solo morso l’essenza della pasticceria siciliana.
Giorno 4 – Punta sud della Sicilia: Pachino, Portopalo e Marzamemi
Isola delle Correnti e Capo Passero
Il cielo è coperto e l’aria pungente, ma la curiosità ci spinge verso l’estremo sud-est della Sicilia. La strada attraversa chilometri di serre bianche, dove si coltiva il rinomato pomodorino di Pachino, uno dei simboli gastronomici dell’isola. Arrivati alla spiaggia di Carratois, a due passi dall’Isola delle Correnti, lo scenario è suggestivo: dune di sabbia dorata, mare agitato e onde che si infrangono con forza. Il vento impetuoso e il cielo plumbeo ci concedono solo il tempo per qualche scatto.
Proseguiamo verso Portopalo di Capo Passero, il punto esatto in cui Mar Ionio e Mar Mediterraneo si incontrano. Il paese, semplice e un po’ trascurato, nasconde però un fascino malinconico. La “camminata dei due mari” regala un colpo d’occhio emozionante: due distese d’acqua diverse per colore e intensità si sfiorano, fondendosi all’orizzonte in un paesaggio che racconta la forza e la bellezza della natura.

Marzamemi e ritorno a Noto
Sulla via del ritorno ci fermiamo a Marzamemi, un antico borgo di pescatori che conserva ancora il fascino autentico delle sue origini, anche se per noi è stato una delusione e non lo consiglierei. Le piazze lastricate in pietra chiara si affacciano su case basse color sabbia, ornate da porte e finestre azzurre, con gerani rossi che spiccano alle balconate. Il porticciolo custodisce piccole barche ormeggiate, mentre il vento porta con sé l’odore salmastro del mare.
Dopo una breve passeggiata proseguiamo verso Noto, dove pranziamo al ristorante Il Terrazzo: bruschette al pomodoro fresco, tonno con cipolla e pachino, e insalata di polpo che racconta la freschezza del pescato locale. Nel pomeriggio visitiamo il raffinato Teatro Comunale e la luminosa Sala degli Specchi, testimonianze del gusto ottocentesco della città.
Chiudiamo la giornata tornando alla spiaggia di Gelsomineto, dove il sole al tramonto tinge il mare e la sabbia di tonalità dorate, regalando un’ultima, magica cartolina.

Giorno 5 – Necropoli di Pantalica e salita sull’Etna
Tra canyon e tombe millenarie in Sicilia
Lasciamo la masseria e puntiamo verso l’entroterra, direzione Necropoli di Pantalica, uno dei siti archeologici più affascinanti della Sicilia e patrimonio UNESCO. Dopo aver lasciato l’auto all’ingresso, iniziamo a scendere lungo un sentiero che costeggia il canyon scavato dal torrente Calcinara.
Le pareti di roccia calcarea si aprono davanti a noi, traforate da centinaia di piccole aperture: sono tombe scavate oltre 3.000 anni fa dai Siculi, un popolo misterioso scomparso con l’arrivo dei Greci. Lungo il cammino, la natura è esplosiva: fichi maturi, oleandri in fiore e cespugli di menta diffondono profumi intensi, mescolandosi all’aria umida del torrente. Sullo sfondo, il rumore costante dell’acqua accompagna ogni passo, creando un’atmosfera sospesa tra storia e natura.
Ogni curva del sentiero regala scorci spettacolari, dove il verde della vegetazione si alterna al bianco della roccia, in un equilibrio che sembra immutato da millenni.
Curiosità: L’Anaktoron, il “palazzo dei principi”, testimonia la presenza di un insediamento aristocratico dell’età del bronzo.

Verso Nicolosi e il Rifugio Sapienza
Riprendiamo l’auto e ci dirigiamo verso Nicolosi, vivace cittadina ai piedi dell’Etna e punto di partenza per molte escursioni sul vulcano. Dopo una breve sosta, imbocchiamo la strada panoramica che si arrampica tra boschi di ginestre in fiore: il loro profumo dolce si mescola all’aria frizzante di montagna, mentre il paesaggio diventa via via più scuro e vulcanico. Le antiche colate laviche, nere e compatte, si alternano al verde della vegetazione, creando contrasti spettacolari.
Raggiungiamo il Rifugio Sapienza a quota 1.910 metri, un complesso in stile alpino con ristoranti, negozi e la stazione della funivia. Dopo aver sistemato i bagagli, decidiamo di approfittare delle ultime ore di luce per una passeggiata al più vicino dei Crateri Silvestri, formatosi nel 2001. Camminare sul bordo del cono, tra il giallo dello zolfo e il rosso del ferro, con il vento che soffia e l’aria frizzante, è un’esperienza unica. Rientrati al rifugio, concludiamo la giornata con una pizza calda e un’atmosfera conviviale, pronti per l’avventura in quota del giorno successivo.

Giorno 6 – Trekking sull’Etna: dalla funivia alla Torre del Filosofo
Salita in funivia e fuoristrada
La giornata comincia con una colazione abbondante al Rifugio Sapienza, un buffet vario e ricco che ci dà l’energia necessaria per affrontare il trekking. Alla reception ritiriamo i cestini per il pranzo e i buoni sconto per la funivia, poi ci avviamo verso la stazione di partenza. La cabina ci porta rapidamente a quota 2.300 metri, dove l’aria è già più fresca e rarefatta.
Qui saliamo su un autobus fuoristrada che si inerpica tra colate laviche nere e distese di cenere, fino a raggiungere la Torre del Filosofo a 2.900 metri. Il paesaggio è surreale: lingue di lava solidificata si alternano a chiazze di neve grigia, mentre nuvole basse corrono veloci sopra le nostre teste. Il silenzio è quasi totale, interrotto solo dal vento e dal rumore dei nostri passi sulla terra vulcanica. È come camminare su un pianeta primordiale, dove la natura mostra tutta la sua forza.
Consiglio di viaggio: Porta giacca a vento e scarpe da trekking anche in estate: le temperature in quota possono scendere sotto i 10°C.
Se soggiorni a Catania puoi prenotare l’escursione di trekking sull’Etna anche online, dagli uno sguardo.
Passeggiata sui coni vulcanici in Sicilia
Dalla Torre del Filosofo iniziamo la salita sui coni vulcanici creati dalle eruzioni del 2002 e del 2003. Il terreno è un mosaico di cenere scura, pietre porose e rocce dalle tonalità sorprendenti: giallo intenso di zolfo, rosso ferroso, grigi argentei levigati dal vento.
Qua e là, piccole fumarole lasciano filtrare vapori caldi, ricordando che il vulcano è vivo. L’aria è frizzante e il vento tagliente, ma troviamo riparo su un pendio di lava ancora tiepida, perfetto per la nostra sosta pranzo. Da quassù lo sguardo spazia fino alla costa, tra squarci di nuvole che si aprono e si richiudono rapidamente.
La discesa, di circa due ore, è più rapida ma richiede attenzione: la sabbia vulcanica scivola sotto i piedi, costringendoci a mantenere l’equilibrio. Una volta rientrati al rifugio, ci concediamo un pomeriggio di relax in camera, prima di concludere la giornata con arancini misti e deliziosi ravioli al pistacchio.
Giorno 7 – Valle del Bove, Zafferana Etnea e Giardini Naxos
Trekking sulla Valle del Bove
L’ultimo giorno sull’Etna lo dedichiamo alla Valle del Bove, una vasta caldera di origine antichissima che testimonia millenni di eruzioni. Iniziamo dal sentiero della Schiena dell’Asino, che si snoda tra pini profumati e cespugli di ginestre in fiore, tingendo il paesaggio di giallo vivo.
Il terreno è inizialmente morbido e ombreggiato, ma salendo la vegetazione si dirada, lasciando spazio alla nuda roccia vulcanica. All’improvviso il sentiero si apre su un panorama grandioso: un’immensa distesa di lava nera, punteggiata da crateri e interrotta da colate recenti che scintillano sotto il sole. Le pareti della valle, alte e frastagliate, creano un anfiteatro naturale che incute rispetto e meraviglia.
Camminiamo in silenzio, consapevoli della potenza e della storia racchiusa in questo luogo unico. Il trekking dura meno di due ore, ma la vista che si gode dalla cima ripaga ampiamente ogni passo.
Sosta a Zafferana e arrivo al B&B
Scendendo dall’Etna ci fermiamo a Zafferana Etnea, una cittadina dal fascino genuino, famosa per il miele e per la sua vivace piazza centrale, affacciata su un panorama che spazia fino alla costa ionica. Le stradine ordinate, le botteghe di prodotti tipici e il profumo dei dolci appena sfornati creano un’atmosfera accogliente. Ci fermiamo per pranzo al ristorante Belvedere, dove un terrazzo panoramico regala una vista spettacolare sul mare e sulle colline sottostanti. Gustiamo bruschette condite con pomodorini freschi e insalatone ricche, apprezzando la semplicità degli ingredienti locali.
Riprendiamo il viaggio verso Giardini Naxos, dove ci accoglie il B&B Giardino Segreto: un’oasi di tranquillità con piscina azzurra, giardino rigoglioso e un’incredibile vista sull’Etna. L’aria è profumata di fiori e agrumi, e il canto degli uccelli accompagna il nostro pomeriggio di puro relax. Dopo giorni di escursioni e spostamenti, è il luogo perfetto per ricaricare le energie.
Questa località offre varie opzioni di soggiorno adatte a ogni tipo di viaggiatore.

Giorno 8 – Giardini Naxos e le gole dell’Alcantara
Mattinata in spiaggia nella Sicilia Ionica
Dopo una colazione all’aperto nel giardino fiorito del B&B, raggiungiamo la vicina spiaggia di Giardini Naxos. Pur essendo la località balneare più vicina a Taormina, non brilla per ordine e cura: il lungomare è affollato, i servizi essenziali, e la battigia è composta soprattutto da sassi levigati dal mare. Noleggiamo due lettini e un ombrellone al Lido La Romantica, dove la vista spazia sul golfo e l’Etna appare sullo sfondo, velata da una leggera foschia. Il sole è intenso, il mare calmo e invitante, e trascorriamo la mattinata alternando bagni rinfrescanti a momenti di relax sotto l’ombrellone.
A pranzo ci facciamo tentare da una grigliata di pesce abbondante, accompagnata da insalata di pomodorini maturi, dolci e succosi. Dopo il pasto, il desiderio di scoprire nuovi paesaggi prende il sopravvento: restare immobili non fa per noi, e nel primo pomeriggio ci rimettiamo in viaggio verso un luogo spettacolare.

Le gole dell’Alcantara gioiello di Sicilia
A una ventina di chilometri da Giardini Naxos raggiungiamo le Gole dell’Alcantara, uno dei paesaggi naturali più affascinanti della Sicilia Ionica. Qui il fiume Alcantara, nel corso di millenni, ha scavato un canyon profondo tra pareti di basalto alte fino a 25 metri, modellandole in incredibili forme geometriche, simili a canne d’organo o a fasci di legna accatastata.
Consiglio di viaggio: Accedi dall’ingresso pubblico gratuito e scendi la scalinata fino al fiume: l’acqua gelida è un toccasana nelle giornate calde.
L’acqua, freddissima anche in piena estate, scorre impetuosa tra rocce levigate e piccole cascate, creando riflessi e giochi di luce che cambiano a ogni passo. Scendiamo lungo una ripida scalinata fino alla riva, dove il rumore dell’acqua copre ogni altro suono. Entriamo a piedi nudi nel fiume, lasciando che il gelo ci sorprenda e ci rinvigorisca, mentre ci avventuriamo tra stretti passaggi e pozze cristalline. Trascorriamo qui un paio d’ore, tra bagni brevi ma intensi, fotografie e il piacere semplice di camminare in un luogo dove natura e tempo hanno creato un’opera d’arte. È uno dei ricordi più belli di queste vacanze siciliane.

Giorno 9 – Isola Bella e Taormina
Una cartolina sulla costa ionica della Sicilia
L’ultima giornata in Sicilia Ionica inizia presto, con il sole già alto e il cielo limpido. Raggiungiamo il parcheggio della funivia di Mazzarò e da lì scendiamo a piedi lungo una scalinata panoramica, circondata da vegetazione mediterranea e dal profumo di salsedine. Davanti a noi si apre la vista su Isola Bella, un piccolo gioiello naturale collegato alla terraferma da una sottile lingua di sabbia e ciottoli, visibile solo con la bassa marea.
La spiaggia è fatta di sassi levigati, e l’acqua cristallina riflette infinite sfumature di turchese e verde smeraldo che cambiano con la luce. L’isolotto, ricoperto di vegetazione, custodisce angoli rocciosi e piccole insenature perfette per fare snorkeling.
Ci sistemiamo vicino alla riva, alternando bagni rinfrescanti a momenti di semplice contemplazione. Ogni dettaglio – dal rumore delle onde alle tonalità dell’acqua – sembra voler imprimere nella memoria l’essenza di questa meraviglia siciliana.
Pomeriggio a Taormina
Nel pomeriggio prendiamo la funivia che in pochi minuti ci porta nel cuore di Taormina, una delle città più eleganti e scenografiche della Sicilia. La nostra prima tappa è il Teatro Greco, capolavoro archeologico sospeso tra storia e panorama: dalle gradinate in pietra si apre una vista mozzafiato sulla costa ionica, con l’Etna che si staglia maestoso all’orizzonte.
Proseguiamo lungo il vivace Corso Umberto, una passerella di boutique raffinate, gelaterie artigianali e piccoli cortili fioriti che si aprono tra palazzi antichi. Ogni angolo offre scorci pittoreschi: balconi traboccanti di bouganville, piazzette con fontane e terrazze panoramiche affacciate sul mare.
Ci concediamo assaggi golosi – arancini dorati, pizza al taglio croccante e granite al limone freschissime – lasciandoci avvolgere dall’energia della città. Con il tramonto, le luci calde illuminano le facciate barocche, e l’atmosfera diventa ancora più magica. È il saluto perfetto alla nostra avventura nella Sicilia Ionica, il viaggio prosegue alle Isole Eolie.
Un viaggio in Sicilia tra emozioni, paesaggi e sapori
La Sicilia Ionica è una terra che non si limita a farsi vedere: ti entra dentro, ti sorprende e ti rimane addosso. In questo itinerario abbiamo percorso strade che dal mare portano alle montagne, attraversato città che sono autentici scrigni d’arte, respirato profumi di agrumi e menta selvatica, e assaporato piatti che sono il cuore della cucina siciliana.
Abbiamo camminato tra le colonne millenarie di Siracusa e Ortigia, perso lo sguardo sulle spiagge bianche di Gelsomineto e sulla costa selvaggia di Vendicari. Ci siamo immersi nella storia millenaria di Noto, Pachino e Marzamemi, esplorato canyon naturali come le Gole dell’Alcantara e la Valle del Bove, e ci siamo lasciati ammaliare dalla potenza dell’Etna, il gigante che domina l’isola.
Ma la Sicilia Ionica non è solo una somma di luoghi da visitare: è fatta di incontri, sorrisi e dettagli. È la granita comprata da un apecar in riva al mare, il profumo del pane caldo di un forno di paese, il vento che ti scompiglia i capelli in cima a un cratere vulcanico, le chiacchiere con i locali che, tra ironia e passione, ti raccontano la loro terra.
Se stai pensando a cosa vedere nella Sicilia Ionica, preparati a vivere un’esperienza a 360 gradi. Non limitarti a spuntare tappe da una lista: lasciati trasportare dal ritmo lento, concediti deviazioni improvvisate, fermati a guardare un tramonto anche se non era in programma.
Questo itinerario in auto è solo un punto di partenza. La costa ionica siciliana ha ancora mille sfumature da svelare: ogni viaggio qui è unico, ogni ritorno è una scoperta.



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