Il sentiero da San Giovanni d’Andorno a Oropa è un trekking che attraversa il Monte Cucco, collegando la Valle Cervo alla conca di Oropa tra boschi, antichi pascoli e panorami sul Biellese. Un percorso che permette di unire natura e spiritualità, partendo da uno dei luoghi simbolo della Bürsch e arrivando al più celebre Santuario di Oropa.
Abbiamo percorso questo sentiero durante una domenica di inizio estate, accompagnati dalla guida naturalistica Maurizio Regis. Io e Lele non siamo mai stati escursionisti particolarmente allenati e proprio per questo affrontiamo il cammino con un po’ di curiosità, chiedendoci quanto sarà impegnativo.
In realtà il percorso ci regala soprattutto il piacere di camminare lentamente nella montagna biellese, attraversando ambienti che cambiano man mano che si aggira il Monte Cucco. Prima il bosco fitto e ombroso, poi le felci e gli spazi più aperti, fino alle prime vedute sulla Valle Cervo e all’arrivo nella conca di Oropa.
La cosa che più ci sorprende è scoprire prospettive completamente nuove su luoghi nei quali siamo cresciuti. È uno degli aspetti che amo di più delle escursioni nel Biellese: basta imboccare un sentiero diverso per osservare montagne, vallate e borghi conosciuti da sempre come se fosse la prima volta.
Il nostro cammino parte dal Santuario di San Giovanni d’Andorno, a Campiglia Cervo, e segue il versante del Monte Cucco fino a raggiungere Oropa. Ti racconto il percorso così come lo abbiamo vissuto, con i suoi boschi, le soste, i panorami e quella stanchezza che, una volta arrivati davanti al santuario, lascia soprattutto spazio alla soddisfazione.

Il sentiero da San Giovanni d’Andorno a Oropa
Il sentiero da San Giovanni d’Andorno a Oropa collega due dei luoghi spirituali più importanti del Biellese attraversando la montagna che separa la Valle Cervo dalla conca di Oropa. È un percorso escursionistico che si sviluppa in buona parte con andamento graduale, alternando boschi, antichi pascoli e tratti panoramici.
Il nostro itinerario parte dal Santuario di San Giovanni d’Andorno, a circa 1.020 metri di altitudine, e si dirige verso le pendici del Monte Cucco. Questo collegamento fa parte anche della tappa 8 del Cammino di San Carlo, che unisce San Giovanni d’Andorno al Santuario di Oropa.
Nonostante io e Lele non fossimo particolarmente allenati, ricordo il percorso come accessibile e piacevole, senza salite che ci sembrassero proibitive. Questo non significa però che vada sottovalutato: la lunghezza del cammino può farsi sentire, soprattutto se non sei abituato a trascorrere diverse ore sui sentieri.
La parte finale è una delle più suggestive. Entrando nella conca di Oropa si percorre la cosiddetta Passeggiata dei Preti, dalla quale il complesso del santuario appare progressivamente tra la vegetazione e le montagne.
Prima di partire ti consiglio comunque di verificare le condizioni del sentiero e quelle meteorologiche, soprattutto nei mesi più freddi. Il percorso può infatti essere interessato da neve o ghiaccio e alcune varianti vengono sconsigliate durante la stagione invernale.

Partenza dal Santuario di San Giovanni d’Andorno
La nostra escursione comincia dal Santuario di San Giovanni d’Andorno, a Campiglia Cervo, uno dei luoghi più rappresentativi dell’Alta Valle Cervo e punto di riferimento spirituale della Bürsch da secoli. Le sue origini sono legate alla balma, la grotta nella quale ancora oggi è custodita la statua lignea di San Giovanni Battista. La prima testimonianza documentaria risale al 1512, mentre l’attuale complesso iniziò a svilupparsi nei primi anni del Seicento.
La particolarità del santuario è proprio questa: la chiesa è stata costruita attorno alla grotta, inglobando quello che era il luogo originario di devozione. Ancora oggi, entrando nella chiesa, è possibile raggiungere la balma e vedere la statua del santo, in un ambiente raccolto e molto suggestivo.
Questa volta, però, non siamo arrivati a San Giovanni soltanto per visitare il santuario. Ad aspettarci c’è Maurizio Regis, guida naturalistica, che ci accompagnerà lungo il sentiero fino a Oropa.
Lasciato il complesso alle nostre spalle, iniziamo a camminare sulle pendici del Monte Cucco. Io e Lele non siamo particolarmente allenati e sappiamo che ci aspettano diverse ore di cammino, ma il sentiero ci permette di prendere gradualmente il ritmo senza metterci subito alla prova con salite troppo impegnative.
Ben presto gli edifici di San Giovanni scompaiono dietro di noi e il bosco prende il sopravvento. È qui che il trekking comincia davvero e Maurizio inizia a raccontarci il paesaggio che stiamo attraversando, facendoci osservare particolari che probabilmente, camminando da soli, avremmo ignorato.

Nel bosco del Monte Cucco
Il primo tratto del sentiero si sviluppa quasi interamente nel bosco del Monte Cucco. In estate questo significa rinunciare per un po’ ai grandi panorami sulla Valle Cervo, nascosti dalle fronde, ma in compenso si cammina piacevolmente all’ombra, trovando un po’ di sollievo nelle giornate più calde.
Camminando con Maurizio scopriamo però che il bosco che ci circonda è molto più giovane di quanto possa sembrare. Fino a qualche decennio fa questi versanti avevano un aspetto differente: c’erano cascinali, baite e vaste praterie utilizzate come pascoli. Con il progressivo abbandono delle attività montane e lo spopolamento, la natura ha iniziato lentamente a riprendersi gli spazi lasciati liberi dall’uomo.
I prati non più utilizzati vengono prima colonizzati dalle felci e, con il passare del tempo, il bosco torna ad avanzare. È un processo che si può osservare in molte zone del Biellese e che lungo questo sentiero diventa particolarmente evidente.
Mentre camminiamo mi piace ogni tanto fare silenzio e dimenticare persino il rumore dei nostri passi. Restano il canto degli uccelli, il fruscio delle foglie mosse dal vento e il suono delle cicale, mentre i raggi del sole filtrano tra le fronde illuminando a tratti il sottobosco. I tronchi scuri, le foglie secche e il verde brillante delle felci creano continui contrasti di colore.
Sono quei momenti in cui ti accorgi che la montagna coinvolge tutti i sensi e che non serve necessariamente raggiungere una vetta per vivere un’esperienza intensa.
E proprio mentre osserviamo tutti questi piccoli dettagli compaiono anche loro: i mirtilli. Piccoli, blu — no, non sono i Puffi! — e decisamente invitanti, diventano il nostro spuntino improvvisato lungo il cammino.

Dal bosco ai panorami della Valle Cervo
Continuando a camminare, poco alla volta il bosco inizia a diradarsi e il paesaggio cambia. La vegetazione lascia spazio a tratti più aperti, qualche pietraia e grandi distese di felci che ricoprono il versante del Monte Cucco.
È proprio qui che iniziamo finalmente a ritrovare la Valle Cervo. Sul versante opposto compaiono le borgate adagiate sulla montagna e, dopo aver camminato a lungo immersi nel bosco, poter spaziare nuovamente con lo sguardo rende il percorso ancora più piacevole.
Maurizio continua a raccontarci ciò che vediamo e il paesaggio diventa quasi una fotografia delle trasformazioni vissute dalla valle. Le distese di felci che attraversiamo sono spesso il primo segnale della riconquista degli antichi pascoli da parte della vegetazione: gli spazi un tempo mantenuti aperti dalle attività dell’uomo stanno lentamente tornando a essere occupati dal bosco.
Il sentiero prosegue senza presentarci salite impossibili, ma dopo circa due ore di cammino io e Lele iniziamo inevitabilmente a sentire un po’ di stanchezza. Siamo ormai oltre metà percorso e decidiamo quindi di concederci una pausa.
Ci fermiamo in un punto tranquillo, recuperiamo le energie e ci godiamo per qualche minuto il silenzio della montagna. Quando ripartiamo sappiamo che Oropa è sempre più vicina, anche se il santuario ancora non si vede.
Il bello, però, è proprio questo: dopo aver camminato a lungo con la meta soltanto nella nostra testa, a un certo punto il paesaggio cambia nuovamente e iniziano ad apparire i primi segnali che ci annunciano l’ingresso nella conca di Oropa.

L’arrivo a Oropa lungo la Passeggiata dei Preti
Ripreso il cammino, continuiamo ad aggirare le pendici del Monte Cucco e poco alla volta entriamo nella conca di Oropa. Il paesaggio cambia ancora: attraversiamo una zona più fresca e ombreggiata e il sentiero diventa sempre più comodo, fino a immettersi nella Passeggiata dei Preti, il tratto che ci accompagnerà verso il santuario.
Questa passeggiata si sviluppa prevalentemente all’ombra dei faggi, alternando il bosco ad alcuni punti panoramici. È proprio da uno di questi che finalmente Oropa compare davanti ai nostri occhi.
E qui arriva una delle sorprese più belle della giornata.
Sono stato a Oropa tantissime volte. È uno di quei luoghi che, essendo cresciuto nel Biellese, conosco praticamente da sempre. Eppure non mi era mai capitato di osservare il santuario da questa prospettiva, dall’alto e incorniciato dalle montagne e dal verde della conca.
Mi fermo qualche istante a guardarlo. È strano come un luogo tanto familiare possa sembrare improvvisamente nuovo semplicemente cambiando il punto da cui lo osservi.
Forse è proprio questa una delle cose che più mi piacciono del camminare: non serve necessariamente andare lontano per lasciarsi sorprendere. A volte basta raggiungere un posto conosciuto seguendo una strada diversa.
Continuiamo lungo la Passeggiata dei Preti e, passo dopo passo, il complesso monumentale si avvicina. Dopo diverse ore trascorse tra boschi, felci, pietraie e panorami sulla Valle Cervo, arrivare al Santuario di Oropa a piedi ha tutto un altro sapore.
Io e Lele siamo stanchi, questo sì, ma anche decisamente soddisfatti. Il sentiero che poche ore prima avevamo imboccato a San Giovanni d’Andorno ci ha portati dall’altra parte della montagna e davanti a uno dei luoghi più importanti del nostro territorio.

Cosa vedere al Santuario di Oropa dopo il trekking
Una volta arrivati al Santuario di Oropa, la tentazione di fermarsi semplicemente a riposare è forte, soprattutto dopo diverse ore di cammino. Se hai ancora un po’ di energie, però, vale la pena dedicare del tempo alla scoperta del complesso monumentale.
Il cuore di Oropa è la Basilica Antica, dove è custodita la celebre statua della Madonna Nera. Salendo verso la parte superiore del complesso si raggiunge invece la monumentale Basilica Superiore, consacrata nel 1960 e dominata dalla grande cupola che si innalza tra le montagne della conca.
Oropa custodisce però molti altri luoghi che spesso vengono trascurati durante una visita veloce. Puoi entrare nel Museo dei Tesori, dove sono conservati gioielli, paramenti liturgici, opere d’arte e documenti legati alla storia del santuario, e visitare gli Appartamenti Reali dei Savoia, testimonianza dell’antico rapporto tra Oropa e la famiglia reale.
Meritano una visita anche le gallerie degli ex voto, mentre all’esterno puoi raggiungere il Sacro Monte di Oropa, con le sue cappelle dedicate alla vita della Vergine e inserito, insieme agli altri Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia, nel Patrimonio Mondiale UNESCO.
Noi, dopo il cammino, avevamo soprattutto voglia di fermarci, riposare le gambe e goderci la soddisfazione di essere arrivati fin qui a piedi. Oropa, però, può facilmente diventare l’ultima tappa di una giornata interamente dedicata alla montagna, alla storia e ai luoghi spirituali del Biellese.

Come organizzare il trekking da San Giovanni d’Andorno a Oropa
Il trekking da San Giovanni d’Andorno a Oropa non presenta, almeno nel percorso che abbiamo seguito noi, difficoltà tecniche particolari, ma richiede comunque diverse ore di cammino. Se non sei abituato alle escursioni in montagna, affrontalo senza fretta e prevedi qualche sosta.
Indossa scarpe adatte ai sentieri e porta con te acqua, qualcosa da mangiare e un capo più caldo o impermeabile. Anche in estate il tempo in montagna può cambiare rapidamente e nel bosco terreno e rocce possono diventare scivolosi dopo la pioggia.
Noi abbiamo percorso il sentiero all’inizio dell’estate, apprezzando l’alternanza tra l’ombra fresca del bosco e i tratti più aperti e panoramici. Primavera, estate e inizio autunno possono essere periodi piacevoli, ma controlla sempre meteo e condizioni del sentiero prima di partire.
Considera soprattutto che si tratta di una traversata: parti dal Santuario di San Giovanni d’Andorno e arrivi a Oropa, quindi devi organizzare il ritorno. Da Oropa esiste un collegamento autobus verso Biella, ma verifica sempre corse e orari aggiornati. Se siete in più persone, potete anche utilizzare due auto, lasciandone una a Oropa prima di raggiungere San Giovanni, oppure organizzare un passaggio.
Qualunque soluzione tu scelga, pianificala prima della partenza: dopo qualche ora sui sentieri, arrivare a Oropa senza sapere come tornare indietro non sarebbe il finale ideale.
Noi arrivammo al santuario decisamente affamati. A Oropa e nei dintorni trovi diverse possibilità per mangiare, ma puoi anche portare con te qualcosa per il pranzo.

Cosa vedere nei dintorni del sentiero
Il trekking da San Giovanni d’Andorno a Oropa può essere anche l’occasione per dedicare più tempo alla scoperta di questa parte del Biellese. I due santuari si trovano infatti ai margini di territori molto diversi, ma entrambi ricchi di luoghi da visitare.
Dal punto di partenza puoi esplorare Campiglia Cervo e addentrarti nella Bürsch, scoprendo le borgate di San Paolo Cervo e Quittengo, distribuite sui due versanti della Valle Cervo. Sono luoghi in cui ritrovare molti degli elementi osservati durante il cammino: antiche mulattiere, boschi, cave, piccoli nuclei montani e testimonianze della vita valligiana.
Risalendo la valle puoi invece raggiungere Rosazza, uno dei borghi più particolari del Biellese, e visitare la Casa Museo dell’Alta Valle del Cervo, dove oggetti, fotografie e strumenti di lavoro raccontano la quotidianità, i mestieri e l’emigrazione delle comunità della Bürsch. Se ti interessa soprattutto la storia locale, puoi continuare seguendo anche l’itinerario tra i musei della Valle Cervo.
Dall’altra parte della montagna, naturalmente, c’è Oropa. Se il trekking ti ha fatto venire voglia di conoscere meglio il santuario, vale la pena tornare con più tempo a disposizione: il complesso monumentale, il Sacro Monte e i numerosi luoghi culturali permettono facilmente di dedicargli un’intera giornata.
Dove dormire per il trekking da San Giovanni d’Andorno a Oropa
Se vuoi trasformare il trekking da San Giovanni d’Andorno a Oropa in un weekend nel Biellese, puoi scegliere dove dormire in base al lato della montagna che vuoi esplorare maggiormente.
Per partire vicino all’inizio del sentiero, una buona soluzione è cercare una sistemazione nella Valle Cervo, tra Campiglia Cervo e le località circostanti. In questo modo puoi raggiungere comodamente il Santuario di San Giovanni d’Andorno e approfittarne per dedicare più tempo alla scoperta della Bürsch.
Una possibilità decisamente particolare è invece dormire direttamente a Oropa una volta terminata l’escursione. Il santuario mantiene la sua storica tradizione di accoglienza e dispone di diverse tipologie di camere all’interno del complesso monumentale: fermarsi qui permette di vivere la conca anche quando molti visitatori giornalieri sono ormai rientrati a valle.
Se preferisci avere una scelta più ampia di strutture, ristoranti e servizi, puoi infine dormire a Biella. La città è una base comoda per raggiungere sia Oropa sia la Valle Cervo e permette facilmente di inserire il trekking in un soggiorno più ampio dedicato al territorio biellese.
Qualunque base tu scelga, se percorri il sentiero in una sola direzione ricorda di organizzare anche il trasferimento tra il punto di partenza e quello di arrivo, soprattutto se lasci l’auto a San Giovanni d’Andorno.
Domande frequenti sul trekking da San Giovanni d’Andorno a Oropa
Dove parte il sentiero da San Giovanni d’Andorno a Oropa?
Il percorso parte dal Santuario di San Giovanni d’Andorno, a Campiglia Cervo, nell’Alta Valle Cervo. Da qui il sentiero si sviluppa sulle pendici del Monte Cucco fino a raggiungere la conca e il Santuario di Oropa. Il collegamento costituisce anche la tappa 8 del Cammino di San Carlo.
Il trekking da San Giovanni d’Andorno a Oropa è difficile?
Il percorso che abbiamo seguito noi non presenta particolari difficoltà tecniche, ma richiede comunque l’abitudine a camminare per diverse ore su sentieri di montagna. Io e Lele non eravamo particolarmente allenati e siamo riusciti a completarlo senza problemi, concedendoci qualche pausa lungo il tragitto. Il Cammino di San Carlo, per questa tappa, lo classifica come itinerario escursionistico e indica 200 metri di dislivello positivo.
Quanto tempo serve per andare da San Giovanni d’Andorno a Oropa a piedi?
Il tempo dipende dall’andatura, dalle soste e dal percorso seguito. Durante la nostra escursione, dopo circa due ore di cammino eravamo oltre metà percorso, ma preferisco non indicare una durata complessiva precisa perché tra San Giovanni d’Andorno e Oropa esistono diversi itinerari e varianti. Se vuoi seguire esattamente questo trekking, verifica sempre la cartografia e le condizioni attuali dei sentieri prima di partire.
Il sentiero passa dalla Passeggiata dei Preti?
Sì, nella parte finale del nostro percorso siamo entrati nella conca di Oropa raggiungendo la Passeggiata dei Preti, un facile sentiero prevalentemente pianeggiante e ombreggiato dai faggi, dal quale si aprono alcuni splendidi scorci sul Santuario di Oropa. La passeggiata, considerata autonomamente, è lunga circa 2 chilometri.
Come tornare a San Giovanni d’Andorno dopo essere arrivati a Oropa?
Essendo una traversata, è importante organizzare il ritorno prima di partire. Puoi predisporre due auto, organizzarti per un passaggio oppure verificare i collegamenti disponibili da Oropa. Se scegli i mezzi pubblici, controlla sempre gli orari aggiornati per il giorno dell’escursione e considera anche come raggiungere nuovamente il punto in cui hai lasciato l’auto.




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