Doi Inthanon National Park: trekking nella foresta e canoe di bambù

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Doi Inthanon National Park
Doi Inthanon National Park

Chiccirichì… l’acuto canto di un gallo mi ridesta da un sonno profondo. Il sottile sacco a pelo non nasconde al tatto la superficie ondulata delle stuoie che costituiscono il nostro giaciglio, una sistemazione un po’ rigida, mi giro cercando una posizione meno scomoda, cercando di schiarirmi i pensieri… ma dove sono? Un secondo gallo urla al mondo che il giorno inizia, è vero, vedo luce filtrare tra le assi della capanna e riesco chiaramente a distinguere la candida zanzariera che ci ha protetti nella notte dai mosquitos, piccoli ma voracissimi. Sono nel cuore del Doi Inthanon National Park.

Mi metto a sedere e mi guardo attorno, la fatica della camminata del giorno precedente (sforzo a cui non sono abituato) mi ha completamente steso, ma ora ricordo: il trekking, gli elefanti, il villaggio e il grande fuoco con tutta la tribù radunata assieme.

Respiro l’aria fresca del mattino mentre fuori dalla porta si leva un altro ‘Chiccirichì’: è il buongiorno di Moh Wa Kee che si sveglia.

Moh Wa Kee, Doi Inthanon National Park
Moh Wa Kee, Doi Inthanon National Park

Il risveglio nel Doi Inthanon National Park

Mi alzo e, stiracchiandomi, cammino verso l’uscita. La temperatura del mattino mi fa venire la pelle d’oca, apro l’uscio e riparo gli occhi per l’intensa luce brillante dell’esterno cercando di mettere a fuoco ciò che mi circonda… ed è una meraviglia.

Alcuni bambini giocano un po’ distante facendo un po’ di baccano, sono le 7.30 e il sole è già piuttosto alto. Tutto il villaggio è in piena attività, le donne impegnate nelle proprie faccende e gli uomini probabilmente nei campi a lavorare. Tutto è immerso nell’intensa luce verde che filtra dai rami della foresta.

Bestiame al riparo di una casa palafitta nel villaggio Moh Wa Kee, Doi Inthanon National Park
Bestiame al riparo di una casa palafitta nel villaggio Moh Wa Kee, Doi Inthanon National Park

Davanti a me, dove ieri sera crepitava vivace il falò, alcuni galletti duellano e di tanto in tanto fanno pausa cantando a turno, come per fare una gara a chi strilla più forte. Poco distante invece, un gruppetto di vari e simpatici maialini vietnamiti, tutti neri, trotterella annusando il terreno alla ricerca di qualcosa da sgranocchiare. Sotto ad un’abitazione, legata ad un grande palo, una mucca muggisce mentre una ragazza con mosse decise le strizza i capezzoli per cogliere il latte in un grande secchio.

Tutto è l’armonia della natura nel Doi Inthanon National Park.

Sono pochi minuti che ricorderò in eterno, di li a poco anche il resto del mio gruppo si sveglierà e, tra saluti e vocianti risate, ci si siede a tavola per una colazione a base di frutta freschissima e un inaspettato caffè preparatoci dall’efficientissimo Mr Ton.

Panorami sulle risaie di montagna nel Doi Inthanon National Park
Panorami sulle risaie di montagna nel Doi Inthanon National Park

Ritorno alla città passando per la foresta

Alle nove circa salutiamo i membri della tribù presenti a Moh Wa Kee e riprendiamo il nostro cammino lasciando il villaggio dal lato opposto dal quale siamo arrivati.

Una lunga discesa costeggia il colle aggirando una vasta piana coltivata a riso. Svoltando nella foresta, poi, percorriamo un breve tratto fino a raggiungere altri appezzamenti coltivati, sono risaie a gradoni, molto frequenti nei paesaggi d’oriente, dove alcuni contadini sono impegnati nel rimuovere le erbacce e nel ripulire i canali d’irrigazione.

Li salutiamo addentrandoci nuovamente nella foresta e risaliamo un’altra altura incontrando una roboante cascata, è l’impetuosa Mae Mood, tutto attorno in questa zona crescono dei particolari alberi dalle foglie molto grosse.

Lavoratori in risaia nel Doi Inthanon National Park
Lavoratori in risaia nel Doi Inthanon National Park

Cogliendo lo spunto per una nuova lezione di vita rurale, Mr Ton ci mostra come le foglie abbiano raccolto e conservato l’acqua piovana del giorno precedente. In alcune intercapedini, tra i rami e le foglie nuove che stanno spuntando, l’acqua può conservarsi anche per vari giorni, divenendo così una risorsa idrica per i viandanti nella foresta o per molte specie animali che altrimenti patirebbero la sete.

Non c’è che dire, la foresta è ricca di mille sorprese e Mr Ton, con allegria e competenza, è un maestro che difficilmente può annoiare. Il suo sorriso e la sua esuberanza sono contagiosi, come anche le canzoni thai dai ritmi jamaicani che lui e i suoi collaboratori ascoltano e canticchiano in ogni momento.

Terrazzamenti nel Doi Inthanon National Park
Terrazzamenti nel Doi Inthanon National Park

Camminando sulle note di ‘Doo doo doo’ degli Job 2 doo raggiungiamo quindi le rive di in torrente montano piuttosto tranquillo dove ci attendono alcune grosse canoe realizzate con lunghe canne di bambù.

Con un pizzico di paura, ma tanta curiosità, un’altra parte di quest’avventura ha inizio.

Mr Ton ci chiede di lasciare tutto ciò che potrebbe essere danneggiato a lui, ci aspetterà con il furgoncino al fondo delle rapide.

Rapide??? Dove? Sicuro che abbia ragione gli affido la macchina fotografica e tutta la nostra attrezzatura, tanto non ci sarebbe possibile utilizzarla.

Saliamo sulle canoe che si rivelano essere terribilmente instabili, ma veniamo rassicurati dal fatto che l’acqua non sia comunque molto alta. Le nostre guide ci dispongono a tre per ogni imbarcazione spiegandoci di stare uno a prua, uno a poppa e uno in centro onde evitare di destabilizzarci e far rovesciare la pseudo-zattera.

Accompagnato da Vale e dalla ragazza svizzera del gruppo, mi offro di stare davanti, in caso di urti pensano che mi farei meno male, anche se io non ne sono proprio certo.

La foresta del Doi Inthanon National Park
La foresta del Doi Inthanon National Park

Facciamo un cenno di saluto a Mr Ton e via, lasciamo le cime facendoci portare a valle dalla corrente.

Il tratto di torrente che percorriamo è molto scenografico, grandi alberi si protendono sopra il corso d’acqua creando una sorta di galleria vegetale, le nostre tre canoe lentamente prendono velocità e, quasi in fila indiana, si avvicinano a un forte rumore scrosciante che pare sempre più minaccioso.

Ad un tratto lo vediamo, il torrente si stringe e l’acqua, nella sua corsa guidata dalla forza di gravità, si infila a forza tra grandi rocce creando zampilli e cascatelle molto rumorose. Tutto sommato la pendenza non è eccessiva e, realizzato che il pericolo è pressoché inesistente, il rumore del torrente si mescola alle nostre sonore risate divertite.

Ridendo e scherzando iniziamo a scherzare tra noi tirandoci l’acqua da una zattera all’altra per bagnarci, inizia così un gioco di mira e schivate che più di una volta rischia di farci perdere l’equilibrio.

All’ennesima sequenza di rapide, forse un po’ ciucchi per gli sballottamenti o per le troppe risate, ecco con un urlo l’altro ragazzo del gruppo, che era nella canoa di mezzo, cadere in acqua con un grande tonfo. Ci guardiamo preoccupati, ma lui ridendo a più non posso riemerge con l’acqua alla vita vicino alla terza imbarcazione che ribalta, nel tentativo di salire, facendo cadere in acqua altre due ragazze.

Le risate si fanno più fragorose e mentre finiscono le rapide, il piccolo balzo di prua, che la canoa subisce toccando l’acqua più calma, mi fa saltare catapultandomi in avanti con un sonoro ‘ciafff’!

Accidenti che fredda, l’acqua dei torrenti al primo contatto è sempre un trauma per me, ma euforico e rinfrescato rimonto a bordo nella speranza di potermi asciugare almeno un po’.

Trekking nel Doi Inthanon National Park
Trekking nel Doi Inthanon National Park

È passata poco più di mezz’ora quando vediamo Mr Ton e i suoi fidati attenderci sulla riva sinistra. Ci avviciniamo al molo per mezzo di lunghe funi che ci hanno tirato e ritorniamo sulla terra ferma. È stata un’esperienza molto divertente, anche per uno come me che purtroppo non sa nuotare.

Percorriamo un sentiero battuto, sicuramente qui passano anche le auto, e di tanto in tanto mi volto per gettare qualche ultimo sguardo alla foresta del Doi Inthanon National Park che si allontana. Lungo la stradina, ad un tratto, scorgo qualcosa di curioso e scopro, all’interno di un tronco spaccato, un nido con alcuni piccoli uccellini spiumati che attendono la mamma per ricevere il pasto. Una scena che mette tenerezza, quanto è formidabile la natura!

Saliamo a bordo del pulmino e, con l’aria calda del primo pomeriggio, veniamo portati a Banmai (Wa Roh), un piccolo villaggio che sorge lungo una strada asfaltata. Qui ci fermiamo per pranzare, il menù offre riso fritto, pollo stufato e verdure lesse. Cibo tipico delle povere aree rurali, ma molto saporito e ricco di energia.

La nostra avventura volge al termine, dopo un paio di passi nel villaggio ci raduniamo tutti al pulmino e ripartiamo diretti verso Chiang Mai. Gli sguardi che ci scambiamo sono volti ad immortalare i visi dei compagni nella memoria, i saluti sono carichi di parole silenziose, quasi ci si vergogni a confidarsi l’un l’altro che questi due giorni nel Doi Inthanon National Park non li scorderemo mai!

Grazie Mr Ton, la riuscita di questa magnifica avventura è tutto merito tuo!

Mr Ton – alias Yudee Mesook

16/13 Suntisook, Kohklang road Soi 6, T. Nonghoi,

Chiangmai 50000 Thailand

Telefono mobile 088 547 1250



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Sentieri e strade indimenticabili, Doi Inthanon National Park
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About Gian Luca Sgaggero 587 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo!Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

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