Efeso, viaggio in Turchia all’origine della Civiltà

Rovine di Efeso
Rovine di Efeso

Esattamente un anno fa, in una giornata troppo calda per essere vera, facevo il mio ingresso in uno dei più importanti siti archeologici del Mediterraneo. Siamo sulla costa turca del Mar Egeo, circa 50 km a sud di Izmir (Smirne in italiano – l’aeroporto più vicino) in quella che fu un’importantissima città ellenica prima e Capitale della Provincia romana d’Asia qualche tempo dopo: Efeso.

Fu uno dei centri più importanti dell’Impero sfruttando anche una posizione strategica che, ovviamente, fece del proprio porto un’importante strumento e arteria per il commercio, anche se con il tempo si insabbiò gradualmente e perse la propria importanza. Oggi il mare dista infatti circa 16 km.

Come molte delle città in quest’aerea, anche Efeso fu conquistata decine di volte, teatro di passaggio di molti imperi e culture. Questo fa si che nelle proprie strade, nei colonnati ancora intatti e in ogni resto ancora visibile, si respiri e si vedano letteralmente scolpite tracce di una storia lunghissima e prosperosa. Siamo infatti nell’area che vedeva sorgere il Tempio di Artemide, una delle Sette Meraviglie del mondo Classico, oggi purtroppo ridotto a pochi resti ancora visibili.

Efeso, alle origini della civiltà
Efeso, alle origini della civiltà

Visita delle rovine di Efeso

Già dalla lunghissima via dell’Arcadia (circa 600 metri) si inizia a vedere quel collegamento al porto, ammirando i resti ben tenuti di quel colonnato stupendo che ci accompagna facendoci immaginare il nostro ingresso in città. Questa maestosa via, un tempo, portava con se le terme del porto e la palestra da un lato e i mercati dall’altro. La maestosa città di Efeso.

Percorrendola vediamo piano piano manifestarsi davanti a noi quella che, oggi, è sicuramente la più imponente delle strutture rimaste intatte: il Teatro. Interamente in marmo, questo gioiello di stampo ellenico, ha subito nel tempo ulteriori modifiche, compresa quella, in epoca romana, dell’ampliamento. Poteva contenere infatti fino a 24.000 persone.

Efeso, il Teatro Grande
Efeso, il Teatro Grande

Maestoso è dire poco, nonostante il caldo percorro tutti i gradini e ogni tanto faccio delle pause sedendomi, come fossi uno spettatore che ascolta un monologo di un oratore. La visuale è perfetta da ogni angolo, così come l’acustica. Raggiungo l’estremità più alta, nel mezzo, e solo lì mi rendo davvero conto di quanto sia alto, provo ad immaginarmelo pieno, provo a chiudere gli occhi e sentire cosa sarebbe tornare solo per un momento a quell’epoca.

Poi scendo giù, fino al centro di quello che era un tempo il “palco”, guardo quel pavimento in marmo, calpestato chissà da quali grandi personaggi della Storia, sui lati vi sono delle porte strette che portavano forse alle stanze dove gli oratori e gli attori si preparavano, davanti ai miei occhi quelle gradinate infinite che ho scalato poco prima.

Efeso, vista del Teatro Grande
Efeso, vista del Teatro Grande

Esco di nuovo all’esterno, sulla “via maestra” che sui propri lati ci continua a mostrare meraviglie architettoniche e ci fa immaginare l’organizzazione della città che sorgeva intorno a dove mi trovo ora. Cercando anche dei punti un po’ più ombreggiati la percorro fino ad una piccola piazzetta con qualche gradino che fa da ingresso a un’altro splendore, che non fa della grandezza la sua peculiarità, ma le cui colonne, i suoi muri e quello che rappresentava lo rende il cuore dell’intera città di Efeso: la Biblioteca di Celso. Rimango a bocca aperta, ho la sensazione che la facciata brilli letteralmente. Questa biblioteca conteneva un numero infinito di volumi e costituisce anche il monumento sepolcrale dello stesso Celso (Cittadino romano di origine greca e senatore) voluto dal figlio.

Il restauro (negli anni ’70) è di una qualità impressionante e permette di ritrovare la facciata originale di quello che era uno degli angoli principali dell’intera città, dal forte significato culturale. Le conseguenze dell’invasione dei Goti non ci permettono oggi di vedere il resto della struttura, che fu distrutta, e i circa 12.000 rulli che la Biblioteca riparavano, che bruciarono in un incendio.

Efeso, la Domus
Efeso, la Domus

Dopo un pieno di energia all’ombra di un albero proseguo la stessa via che mi ha portato davanti a questo gioiello e, pagando un piccolo biglietto aggiuntivo, visito anche una delle tantissime “Domus” che circondano la città e che sta subendo in questi anni un attento restauro e conservazione (impiegando un team di restauratrici prevalentemente italiane).

Un percorso costruito ad hoc ci permette di osservare, da una visuale rialzata, questo esempio di “Case a Terrazza“, di cui gli spettacolari affreschi valgono da soli il prezzo del biglietto e che vengono impreziositi con il lavoro minuzioso degli esperti che ne tentano la conservazione.

Finito il percorso nella Domus, ripercorriamo le via maestra scendendo e ritocchiamo alcuni angoli spettacolari di Efeso, dall’Agorà Commerciale e quello Civile, l’Odeon (o “Teatro Piccolo“), le varie “porte” ancora conservate.

Un pieno di Storia, Architettura e bellezza che, non a caso, fanno di questo sito uno dei più visitati in tutta la Turchia. Una città segnata da Culture e stili diversi, una delle culle della Civiltà Classica che ha segnato più di un’epoca.

Efeso, porta in pietra
Efeso, porta in pietra

Mi guardo indietro tante volte mentre percorro la via che mi porta all’uscita, esco da Efeso emozionato e stupito. Dopo un anno esatto ricordo ancora quella sensazione, stupefatto come ogni volta che ho la fortuna di visitare un’area così antica e importante. Cerco di immaginarmi ancora per qualche secondo personaggi dell’epoca percorre quelle vie, dirigersi verso il Teatro o la Biblioteca

Ci tornerò, per rivivere quelle stesse sensazioni e cercarne di nuove, all’interno di quelle pietre meravigliosamente abbandonate e di fronte a quelle costruzioni così incredibilmente emozionanti.

Cerca la tua soluzione ideale per organizzare il tuo soggiorno a Efeso.

Efeso, la Biblioteca di Celso
Efeso, la Biblioteca di Celso
About Marco Vitale 12 Articoli

Ho 29 anni e vivo a Düsseldorf, in Germania.
Da sempre appassionato di viaggi, fin da quando, in camper con i miei genitori da piccolo, seguivo la strada che percorrevamo sulla cartina, imparando a memoria le varie città.
Adoro perdermi tra le vie di posti che non conosco ed esplorarli attraverso i racconti e i cibi delle persone che incontro.
Grazie a Lele e Gian ho iniziato a scrivere su queste pagine nel 2012 da Istanbul per raccontare le giornate di rivolta a Gezi Park e piazza Taksim nella città turca.
E ora, da Düsseldorf, racconto ciò che vedo e incontro durante i miei viaggi.

“Il viaggiatore…non ha ancora raggiunto la sua destinazione finale” – Shayn Weiss (Soul Kitchen)

3 Comments

    • Grazie Alessandra (e Gian). Spero sempre di portare un po’ di atmosfera e “profumi” raccontando ciò che vedo…così da far rivivere, se possibile, delle emozioni a chi ci è già stato in quei luoghi o far venire un po’ di curiosità a chi ancora non li conosce. A presto con altre destinazioni!!!!!!!! 🙂

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*