Fuga a Valencia, una romantica distrazione dal freddo inverno continentale

Città delle Arti e delle Scienze, fuga a Valencia
Città delle Arti e delle Scienze, fuga a Valencia

Prima di organizzare questa fuga a Valencia e scappare dai rigori invernali della Pianura Padana ho rievocato alla mente un preludio di primavera, tuttavia:

  1. non avevo molto tempo a mia disposizione, massimo quattro giorni;
  2. il budget non mi permetteva di progettare viaggi esotici;
  3. desideravo una breve fuga romantica in una città di mare, tra storia, buona cucina, shopping, il tutto senza stress.

Questi sono i motivi per cui ho deciso di fuggire a Valencia!

Come mai eleggere proprio la terza città più grande della Spagna, meta ancora poco quotata dal turismo?

Oltre alle principali considerazioni sopra menzionate, una serie di altri fattori, che intendo portare alla vostra attenzione, mi hanno influenzato enormemente e devo dire che il risultato è stato molto soddisfacente.

La Ciutat Vella di notte, fuga a Valencia
La Ciutat Vella di notte, fuga a Valencia

Ecco cosa mi ha convinta a fare una fuga a Valencia

Per quanto riguarda l’organizzazione del trasferimento a Valencia mi sono affidata a una compagnia low cost.

Partenza da Torino Caselle, alle 13.55, volo comodissimo e molto conveniente (due persone, costo circa 100 € con un bagaglio in stiva). Certo che il prezzo invoglia, al giorno d’oggi occorre stare attenti agli scioperi però.

Due ore dopo, arriviamo all’Aeroporto Manises nei pressi della città spagnola. Ottimo il collegamento con la Metro (linea 3/5) con la quale si giunge sino alla Ciutat Vella (Città Vecchia) senza cambiare. Si scende a Xativa (fermata omonima di una graziosa località non distante da Valencia) e si entra, attraversando la strada, nel centro della ciudad. Il biglietto della metro si può comprare a/r già in aeroporto, al costo di 6 € a persona.

Più comodo di così! Del resto posso dire dire che tutto il trasporto pubblico è ottimo.

Colori e profumi del Mercado Central, fuga a Valencia
Colori e profumi del Mercado Central, fuga a Valencia

Soggiornare e muoversi a Valencia

Per quanto riguarda il pernottamento si possono trovare moltissime soluzioni. Dalle pensioncine low cost, ai grandi alberghi, agli appartamenti che si possono affittare anche solo per una notte. La mia scelta, in primis, è caduta sulla Pensione Alicante, vicinissima alla stazione metro, situata in Carrer de Ribera 8.

Carla, italianissima receptionist, ci ha accolto molto gentilmente. Ci ha fornito consigli e indicazioni su cosa fare a Valencia, dove mangiare e anche dove noleggiare una bicicletta per fare un bel tour della città. In pratica proprio quello che cercavo.

Per il noleggio, seguendo il consiglio di Carla, ci siamo affidati ad altri italiani: MO’bike in Carrer del Poeta Llombart, 1. Devo dire che utilizzare la bicicletta per la visita di una grande città è molto divertente ed efficace, unisci un po’ di movimento con la flessibilità di questo mezzo di locomozione. Ho utilizzato la bicicletta più volte con successo: a Barcellona, a Bordeaux, a Saint Jean de Luz, a San Sebastian, a Saint Tropez, etc.

Scorcio della Città della Arti e delle Scienze, fuga a Valencia
Scorcio della Città della Arti e delle Scienze, fuga a Valencia

Valencia inoltre si presta molto bene perché possiede lunghissime piste ciclabili e poi possiede il clima giusto (14 gradi costanti tra fine novembre e inizio dicembre).

Ritornando all’alloggiamento, alcune riflessioni: la Pensione Alicante, ha camere piccole per le nostre esigenze e noi cercavamo qualcosa di più comodo, pertanto le tre notti seguenti le abbiamo trascorse in un appartamento appena fuori le mura. Flatsforyou Las Arcadias è stata la nostra opzione per la continuazione del soggiorno ed abbiamo fatto bene.

L’appartamento è ampio, ben illuminato, dotato di televisione, di un cucinino, di un letto comodissimo e un bagno super accessoriato ci ha persuaso nel lasciare la pensione e trasferirci, anche se è situato un po’ più lontano dal centro città (il costo è di circa 40 € a notte in due).

Le prenotazioni per i pernottamenti sono state fatte tutte con Booking.com. La pensione Alicante l’avevo già prenotata da casa, mentre l’appartamento, dopo aver fatto una prima esplorazione della città, è stata un idea che ci è venuta in mente dopo. L’offerta è veramente tanta e i prezzi sono assolutamente convenienti. Anzi, Valencia è stata la città europea meno cara che ho visitato.

A spasso per la Ciutat Vella, fuga a Valencia
A spasso per la Ciutat Vella, fuga a Valencia

Cosa vedere durante una fuga a Valencia

Storia, arte e itinerari sacri

Prima di tutto la storia e l’arte. Tra i monumenti top metterei la Cattedrale, costruita su un tempio romano, poi divenuto moschea, le sue origini risalgono al XIII secolo. La mescolanza di stili, dal romanico al barocco, è la sua caratteristica principale. Tre sono le sue porte: la porta principale o de Los Hierros (barocca), la porta de los Apostoles (gotica) e la porta del Palau (romanica).

Davanti alla porta de los Apostoles abbiamo assistito a una seduta del Tribunale de Las Aguas de la Vega di Valencia. Questo tribunale, Patrimonio dell’Umanità dal 30 settembre 2009, è la più antica istituzione di giustizia esistente in Europa. Si riunisce, ogni giovedì, davanti a questa porta quando suona mezzogiorno e giudica con equità sulla distribuzione e l’uso dell’acqua del Rio Turia.

In secondo luogo siamo saliti sulla Torre Miguelete (207 scalini) e abbiamo visitato l’interessante Museo della Cattedrale.

Inoltre, in una cappella della cattedrale si può ammirare il Santo Graal, una reliquia che si dice sia il calice dell’Ultima Cena. Devo dire che la scenografia è davvero suggestiva. Da vedere assolutamente!

Un’altra curiosità è la Madonna del Parto, una scultura molto interessante venerata dalle donne in stato di gravidanza. Infatti, proprio mentre scattavo alcune foto ho osservato una giovane in stato interessante che pregava, inginocchiata, la Madonna. Alla fine della adorazione sono previsti nove giri intorno alla cattedrale tanti quanti sono i mesi di attesa.

Comunque tanti sono i capolavori custoditi in questa antica chiesa, alcuni anche del Goya.

Circo Legacy Raluy, fuga a Valencia
Circo Legacy Raluy, fuga a Valencia

Architettura, musei e percorsi scientifici

Parlando di visite più mondane non dovete mancare il Mercado Central. Questo edificio in stile modernista è uno dei più grandi mercati d’Europa con i suoi oltre 8000 metri quadrati di superficie. Si trovano qui ben 959 bancarelle e inoltre i prezzi sono molto, molto convenienti!

Belle sono anche le vie, tipiche di una città del sud, le piazze e piazzette, le case colorate, i murales e poi i ristoranti, le tascas delle tapas, il torrone valenciano.

Ma non finisce qui! Il nostro tour in bicicletta ci ha portato lungo i giardini del Turia, un susseguirsi di campi da calcio, campi da pallavolo, zone dedicate allo sport, dove si può fare ginnastica all’aria aperta, dotate anche di attrezzi e piste ciclabili interminabili che portano alla zona portuale.

In questo tragitto ci siamo imbattuti nella Casa della Musica e nella Città delle Arti e delle Scienze. Quest’ultima progettata dall’archistar Calatrava in occasione della Coppa America. Le strutture sono avveniristiche e rappresentano pesci enormi, scheletri di animali circondati dall’acqua.

Esposizione archeoplogica nella Città della Arti e delle Scienze, fuga a Valencia
Esposizione archeoplogica nella Città della Arti e delle Scienze, fuga a Valencia

Il Museo delle Scienze Pricipe Felipe è interattivo. Ogni installazione la puoi toccare e ci puoi giocare. Siamo stati anche all’Hemisferic a vedere una proiezione tridimensionale sulla volta dell’edificio. Oltre al Museo delle scienze e all’Emisferic, si possono visitare l’Oceanografic, il Palazzo delle Arti Regina Sofia e l’Umbracle (Costo sui 36 € a testa per tre edifici).

Molti altri musei, monumenti e luoghi sono interessanti: a Valencia di certo non mancano gli spunti.

Altra zona pittoresca è quella portuale, con i docks, un circo veramente originale, le lunghe passeggiate sulle spiagge. Chilometri di spiagge larghe, adornate di palme, bella d’inverno, me la immagino d’estate!

Al di là di queste promenades si affacciano i quartieri del porto. Qui sembra di passeggiare in una città del Sud America, non siamo più in Europa. I quartieri sono un po’ decadenti, un po’ degradati, con grandi palazzi e larghi spiazzi occupati da macerie derivanti da demolizioni di antichi edifici. La città è in cambiamento, si sta evolvendo e sta modificando il suo volto.

Quartieri lungo la spiaggia di Valencia, fuga a Valencia
Quartieri lungo la spiaggia di Valencia, fuga a Valencia

Con la bicicletta risaliamo il Viale Blasco Ibanez sino al centro. A Valencia abitano e vivono tanti italiani e spesso si sente parlare la nostra lingua: studenti, turisti, ma soprattutto gente emigrata dall’Italia che vive in questa città.

Gli italo-valenciani dicono che sia una città tranquilla, con un clima eccezionale e un’ottima qualità di vita. Tutti mi rispondono che non ritornerebbero più in Italia e che comunque, se a qualcuno viene un po’ di malinconia, con due ore di volo se la fa passare.

Da segnalare infine i quartieri del Carmen, Ruzafa o il Cabanal, contenitori di arte urbana, dove riconosciuti artisti locali e forestieri hanno fatto dei muri di questi luoghi il loro spazio di creazione.

Molti, pertanto, sono gli itinerari: da Valencia come città della seta, al percorso del Graal e dell’arte sacra, dalla Città delle Scienze alla street art, oppure più disordinato, come ho fatto io in bicicletta.

Mercado Central, fuga a Valencia
Mercado Central, fuga a Valencia

Due consigli per saziare l’appetito

Infine per mangiare non ti consiglio i ristoranti al centro della città, sono molto turistici e cari. Ho scelto per la cena il ristorante Canela, Carrer de Quart, 49, dove abbiamo gustato ottime paellas: la Valenciana e con il Pescado.

Per il giorno, l’offerta è veramente tanta: dalle tapas, alle catene americane fast food, oppure se alloggi in un appartamento vai a fare la spesa al Mercado Central e mangi quello che vuoi: jamon serrano, ogni genere di pesce, frutta e verdura a volontà (questo ovviamente vale anche per la cena ed è la scelta più conveniente da fare).

Terminiamo questa fuga a Valencia con i suoi quattordici gradi e rientriamo a casa con la neve, contenti di aver vissuto un preludio di primavera! Alla prossima avventura.

Paella valenciana, fuga a Valencia
Paella valenciana, fuga a Valencia
About Nina Ballor 3 Articoli
Ciao a tutti sono Nina, in realtà non è il mio vero nome, ma è il nome di una delle protagoniste della mia prima fatica letteraria. Come è venuto fuori questo personaggio è troppo lungo da raccontare, comunque Nina è l’avatar che ho scelto e rappresenta il mio gene viaggiatore; quello che qualcuno di noi possiede e che spinge “il fortunato” a muoversi continuamente, su e giù sul pianeta e se si potesse anche oltre! Il viaggio per me è un desiderio che possiedo dall’infanzia e che talvolta, quando è esaudito, diventa esperienza bellissima. E’ soprattutto un desiderio di ricerca. Il viaggio è lo scoprire che le emozioni umane anche se si esprimono in differenti modalità sono le stesse per tutti i popoli. Amo visitare posti soliti ed insoliti, conversare con gente di culture diverse perché il diverso è un arricchimento non un pericolo. Sono laureata in Scienze Politiche, ho viaggiato in Europa, America, Asia , Africa e Australia. Mi piacciono i libri, l’arte, il cinema e la buona cucina (proveniente da tutto il mondo, s’intende). Per ora non voglio più parlare di me con una bio, ma voglio parlare di me attraverso i miei articoli, pertanto seguitemi sul blog.

5 Comments

  1. Ciao sono Valentina sono stata anche io ad ottobre proprio come te per una “fuga romantica” da Milano.. Sono d accordo con tutto quello che hai scritto, valencia è davvero superba.. Noi abbiamo visitato l oceanogràfic che ci ha lasciati senza fiato.. Sicuramente ci torneremo

    • Ciao Valentina e grazie per il tuo messaggio, dalle parole di Nina si capisce quanto Valencia l’abbia entusiasmata, tu inoltre ci confermi questa sensazione. Io ci passai solo di sfuggita diretto verso Denia, Bocairent e Xativa (li trovate cercando nel blog), direi che la regione di Valencia è ricca di bellezze spesso poco note. A presto, Gian

  2. Cara Nina, leggere le tue entusiastiche parole mi ha fatto venire voglia di andarci subito!! La mia mente ha già creato molte immagini grazie ai tuoi racconti.. ora non resta che trasformare queste immagini in esperienza vera e propria!!! Eva.

    • Ciao Eva, hai proprio ragione, il racconto di Nina mette la voglia di partire subito alla scoperta di Valencia. Di certo una città da non perdere in Spagna. Torna a raccontarci la tua esperienza se ci andrai, ti aspetto!

    • Grazie Eva, volevo aggiungere un’altra informazione, fare shopping a Valencia é uno spasso, tra negozi più tradizionali ce ne sono molti altri di moda alternativa. Un motivo in piú per andarci, no? Nina

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