Giordania, cosa vedere lungo la strada da Amman a Petra

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Giordania on the road
Giordania on the road

Il mio viaggio in Giordania è cominciato ad Amman, la capitale di questo stato dalla nascita recente, scelta come città che sapesse essere un punto di coesione tra diversi territori e le diverse tribù che li abitavano.

Era il 1921, pochi anni dopo la nascita della città stessa (basta pensare che la casa più antica di Amman è stata costruita nel 1918), e Amman era un piccolo centro abitato che iniziava a prendere forma lentamente, attorno al quale satellitavano le numerose tribù (spesso grandi famiglie nomadi) che vivevano le aride terre un tempo dominio dell’Impero Ottomano.

Sentire la storia di questa terra ha uno strano effetto su di me, la nostra guida Fuad ci racconta di un tempo in cui i confini non esistevano, un tempo in cui le famiglie si spostavano in base alla stagionalità e spesso stanziavano in territori che oggi non fanno più parte della Giordania che conosciamo.

Accampamenti di beduini lungo la strada per Petra, Giordania
Accampamenti di beduini lungo la strada per Petra, Giordania

L’evoluzione dello stato giordano è stata quindi molto recente, culla di una capitale che in 90 anni dalla sua nascita oggi conta più di 5 milioni di abitanti, terra in cui il concetto di proprietà privata è arrivato solo a metà del 1900 e per questioni fiscali, perché un tempo si viveva tutti assieme, tutti uguali, tutti legati alla terra e ai ritmi del pianeta.

Una delle realtà che più mi ha meravigliato è l’idea di trovarmi in Terrasanta. Forse sarò stato stupido, o semplicemente non ci avevo mai pensato, ma avevo sempre identificato la Terrasanta con la città di Gerusalemme (che da qui non è molto distante), senza pensare che gli avvenimenti testimoniati dalle scritture, quelli comuni alle più antiche religioni del nostro tempo, sono avvenuti anche nei territori ad essa circostanti.

La Giordania è ricca di questi luoghi, posti in cui la storia si mescola con gli avvenimenti raccontati dalle scritture, località a volte semplici, ma dal significato e dalla carica mistica molto forte.

Arrivati al Monte Nebo, Giordania
Arrivati al Monte Nebo, Giordania

La salita al Monte Nebo

Una volta lasciata Amman ci dirigiamo verso sud con un pilmino organizzato da Turismo Giordania (visita il sito), solcando strade circondate da una campagna arida e piuttosto rocciosa, un luogo che pare inospitale, dove le scritture raccontano abbiano camminato grandi profeti.

Questa è la strada percorsa da Mosè, provato, nel suo cammino alla ricerca della Terra Promessa. La nostra prima tappa è proprio qui, in cima al Monte Nebo (817 mt s.l.m.), luogo in cui giunse Mosè e da dove vide il fiume Giordano scorrere verso sud, verso il Mar Morto.

Oggi qui si trova il Memoriale di Mosè, un luogo semplice dal quale ammirare la stessa vista che fece capire al profeta di essere giunto a destinazione.

Ingresso del Memoriale di Mosè, Giordania
Ingresso del Memoriale di Mosè, Giordania

Un piccolo museo espone alcuni manufatti rinvenuti nella zona e alcuni degli splendidi mosaici che adornavano gli edifici nelle vicinanze. Queste opere vengono da un’epoca in cui o grandi imperi dominavano il mondo e il greco antico è la lingua delle scritte che vi si trovano riprodotte.

La grande chiesa che sorge in questo sito al momento della nostra visita era chiusa per restauro, i lavori dovrebbero essere ultimati per la fine del 2015.

Panorama dal Monte Nebo, Giordania
Panorama dal Monte Nebo, Giordania

Artigianato e arte in Giordania

Lasciando il Monte Nebo attira il nostro sguardo la colorata facciata di un edificio, Fuad è orgoglioso di parlarcene, ci racconta di averlo costruito lui stesso svariati anni prima. È una scuola italo-giordana di mosaici.

Per chi non lo sapesse, Madaba è gemellata con Ravenna e una delle arti che accomuna queste due città così differenti tra loro è proprio quella del mosaico.

All’interno del laboratorio alcune donne sono al lavoro per la composizione di alcuni mosaici davvero sbalorditivi. La bravura nello spezzare la pietra e posizionare le pietruzze necessita di grande esperienza e molta pazienza, è un lavoro lento che richiede grande precisione, ma che da dei risultati dal grande valore artistico.

Ogni mosaico viene creato partendo da un disegno tracciato a matita su un foglio di carta che ne farà da base, sono le donne a realizzare anche il disegno che richiama scene e immagini storiche o allegoriche già esistenti, impreziosite da cornici dalle forme geometriche o a foggia di vegetazione che le artiste possono modificare, migliorare e impreziosire secondo loro fantasia o piacimento.

Ogni piccola tessera viene modellata tramite delle tronchesi e poi incollata al disegno per mezzo di un collante composto da acqua e farina.

Un mosaico di piccole dimensioni richiede circa sei mesi di lavoro, fattore che rende il prezzo spesso proibitivo.
Nello stesso laboratorio vengono creati anche oggetti in madre perla, vasi dipinti a mano, sculture in pietra, legno e una svariata quantità di oggetti per ogni gusto.

Artista mosaicista al Monte Nebo, Giordania
Artista mosaicista al Monte Nebo, Giordania

Madaba e la cartina di Terrasanta

Nonostante il 95% della popolazione sia di fede musulmana, la Giordania è un esempio di come le fedi differenti possano convivere pacificamente in un unico stato.

Tutte le altre religioni sono ovviamente in minoranza, ma ai fedeli non è in alcun modo proibito di praticare il proprio culto. Le chiese cattoliche sono numerose e spesso custodiscono tesori dal valore storico artistico immenso, a testimoniare quanto fosse ricco e florido questo territorio.

Sempre proseguendo verso sud il nostro itinerario tocca Madaba, città di provincia a cavallo tra gli antichi regni di Ammon a nord e Moab a sud.

Chiesa di San Giorgio, Madaba, Giordania
Chiesa di San Giorgio, Madaba, Giordania

Qui si trova la Chiesa di San Giorgio, edificata nel 1890 sulle fondamenta delle rovine di alcuni edifici di epoca precedente.

Durante i lavori di costruzione e gli scavi vennero rinvenuti, in quello che oggi è il pavimento della chiesa, i resti di un grande e dettagliato mosaico che venne chiamato Mappa di Terrasanta.

In esso è raffigurato l’itinerario per raggiungere Gerusalemme attraverso 150 località che vi sono riprodotte, il percorso è spiegato da 157 didascalie in greco antico che spiegano i principiali siti biblici del Medio Oriente dall’Egitto alla Palestina.

Purtroppo due terzi delle tessere si sono staccate e sono andate perdute, ma osservare la parte che resta e seguire la strada fino alla città di Gerusalemme cercando di immaginare le migliaia di pellegrini in marcia mi solleva dalla percezione del tempo e mi fa pensare a quanto forte dovesse essere la fede di queste persone per arrivare a piedi fino a qui sfidando le intemperie, le guerre, i pericoli.

Mappa di Terrasanta, Madaba, Giordania
Mappa di Terrasanta, Madaba, Giordania

La Giordania del sud

Lasciamo infine Madaba diretti ancora verso sud, la nostra strada prosegue verso il Moab, dove si trova l’antica città di Petra, a 250 Km dalla capitale Amman.

È un percorso lungo che si snoda nel deserto, regalando panorami lunari a perdita d’occhio, così spogli e semplici da essere magnificenti nella loro nudità.

Al termine della provincia di Madaba ci troviamo dinnanzi a un grande canyon, è il Wadi Mujib, confine naturale, un tempo quasi invalicabile, che divide Madaba dalla provincia di Karak. Tredici chilometri in discesa tra pareti rocciose dai colori gialli e ocra, fino a raggiungere il fiume che scorre sul fondo, a 200 metri sotto il livello del mare, la cui diga crea un lago artificiale la cui umidità non basta a far germogliare nemmeno l’erba sulle sue sponde. Evidentemente il sole è troppo forte e il clima troppo secco per permettere alla vegetazione di svilupparsi.

La strada che discende il Wadi Mujib, Giordania
La strada che discende il Wadi Mujib, Giordania

Risaliamo per altri 13 Km dal lato opposto, il Wadi Mujib cambia a ogni curva, a ogni angolazione, finché non usciamo dal canyon, 1200 metri di dislivello più in alto, le orecchie che si lamentano per lo sbalzo di pressione, trovandoci in una nuova distesa dolce e spesso uniforme che si estende a perdita d’occhio, fin dove l’aria polverosa consente alla vista di spingersi.

La strada è quasi deserta e ne approfittiamo per una sosta, sgranchirci le gambe e scattare qualche foto alle tende di beduini circondate dai cammelli al pascolo. Qua e là anche qualche cavallo provato dal caldo sole, ma questo paesaggio ci affascina fino a farci quasi scordare la fame dopo una giornata così intensa.

Deviamo il percorso fino al Dana Village, dove si trova la Dana Biosphere Reserve, e ci fermiamo, ospitati per il pranzo a tardo pomeriggio, all’Hotel Dana, una struttura ancora parzialmente in costruzione che affaccia su una vallata erosa e scavata dal tempo in maniera molto suggestiva.

Dana Biosphere Reserve offuscata dalla polvere nell'aria, Giordania
Dana Biosphere Reserve offuscata dalla polvere nell’aria, Giordania

Sotto di noi si estende la Riserva della Biosfera di Dana, una vasta area protetta adatta alle escursioni e al trekking in un paesaggio lunare e caratteristico.

Questa è la nostra ultima tappa per oggi, a un’ora di automobile verso sud ci attende il Wadi Musa, la valle di Mosè dove ci fermeremo a pernottare per due notti.

Il primo giorno di Giordania è stato una full immersion di emozioni, un’attraversata verso il sud che ci accoglie con le luci della notte. Più giù ancora si arriva ad Aquaba, ma non ci spingeremo così in fondo.

Mentre domani mi aspetta la realizzazione di un sogno, una voce da defalcare dalla mia lista dei desideri, vedere Petra con i miei occhi.

Ingresso del Dana Hotel, Giordania
Ingresso del Dana Hotel, Giordania

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About Gian Luca Sgaggero 570 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

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