Guida di Ailoche, il racconto di Elena Serrani

Guida di Ailoche, il Santuario della Brugarola
Guida di Ailoche, il Santuario della Brugarola
Reduce dalla nostra spedizione ad Ailoche, Elena Serrani, la nostra guida del biellese, ci propone una descrizione, dal suo punto di vista professionale, di quanto vissuto nella prima giornata di #ExploreAiloche, la guida di Ailoche.

Guida di Ailoche, #ExploreAiloche: che sorpresa!

Sabato 12 ottobre è stato il grande giorno di inizio per l’avventura di #ExploreBiella che ha preso avvio dal primo comune della provincia biellese in ordine alfabetico: Ailoche.
L’esplorazione è avvenuta grazie alla presenza di guide locali, persone che vivono, lavorano o hanno lavorato nel paese.
Alle 14.30 incontriamo i nostri “Ciceroni” presso il Municipio di Ailoche: Anna Iorio e Michela Piga, qui impiegate, e Rino Rizzi sindaco in passato, che ci danno subito alcune nozioni sul paese.
Guida di Ailoche, muro ad inizio paese
Guida di Ailoche, muro ad inizio paese

Ailoche oggi conta circa 330 abitanti ed è costituito da diverse frazioni: Piasca e Venarolo le più antiche, poi Gabbio, Peiro, Ponte Strona e Giunchio oggi la più abitata. Questi nuclei sono dislocati su un territorio ampio, a una certa distanza l’una dall’altra, a cavallo di una valletta.

Il paese ha subito il fenomeno dello spopolamento come molti altri centri della zona, a seguito della crisi delle attività tipiche montane, e poi dell’industria che era fiorente in queste zone. Molte persone si sono così spostate verso la città di Biella e la pianura, lasciando così vuoti diversi angoli del territorio, che conservano però tantissime tracce del passato e luoghi curiosi da conoscere.
Con la guida preziosa di Anna, Michela e Rino ci apprestiamo a scoprire di nuovo luoghi che per tanti biellesi sono oggi remoti e poco noti.
La prima tappa del nostro itinerario è il Santuario della Brugarola, un grazioso edificio collocato sulla strada che porta all’Alpe Noveis e che oggi è collegato ad altri oratori biellesi (i santuari della Novareia, dell’Addolorata e della Madonna del Carretto) attraverso il cammino delle “Valli della Fede”, interessante non solo per il tema devozionale ma anche per la bellezza dei panorami.
Guida di Ailoche, gradini al Santuario della Brugarola
Guida di Ailoche, gradini al Santuario della Brugarola

La chiesa che vediamo oggi venne edificata nel 1722 come dimostra la facciata barocca decorata da pregevoli sculture in stucco: la chiesa è dedicata alla Madonna di Oropa, venerata qui già secoli prima come dimostra la più antica cappelletta, collocata a pochi metri dal santuario, in cui si vede un affresco che la raffigura.

Il santuario della Brugarola era anche luogo di eremitaggio, la cui sede era costituita dall’edificio a lato della chiesa; qui viveva in passato un eremita che probabilmente si dedicava all’assistenza dei viandanti che da qui transitavano.
Il contesto è molto suggestivo grazie al bosco di castagni che fa da corona; davanti alla scalinata che conduce alla chiesa, troviamo alcune strutture oggi chiuse. Come ci spiegano le nostre guide, fino a due anni fa qui si teneva a metà agosto una festa popolare molto sentita e frequentata. Vi partecipavano infatti gli autoctoni, ma soprattutto i villeggianti e le famiglie di coloro che nel Novecento erano migrati in Francia alla ricerca di un lavoro redditizio. I figli e i nipoti di alcuni di questi avevano infatti scelto il paese di origine della propria famiglia come luogo di vacanza e la festa della Brugarola risultava un momento d’incontro e di allegria.
Guida di Ailoche, le Valli della Fede
Guida di Ailoche, le Valli della Fede

Oggi purtroppo la festa è sospesa, sarebbe carino se il paese potesse avere il supporto e le persone necessarie a riportarla in vita!

Rino aggiunge poi che il fenomeno dell’emigrazione verso la Francia è stato così intenso per Ailoche, che ancora oggi una delegazione da qui si reca presso il raduno francese che periodicamente viene organizzato per tutti coloro che là hanno cercato la propria fortuna.
Prima di continuare l’itinerario in paese, ci viene ricordato che il prossimo Giro d’Italia, nella tappa biellese, passerà proprio su questa strada che conduce all’Alpe Noveis, un luogo panoramico interessante perché si apre con una vista formidabile sulla pianura. Qui troviamo anche l’albergo ristorante che può fare da punto d’appoggio per i visitatori di questi luoghi.

Guida di Ailoche, visita alle frazioni

Scendendo verso il centro paese, ci fermiamo un attimo presso la piccola frazione di Venarolo, per vedere l’oratorio dedicato a San Giacomo, semplice ma elegante nelle forme anche queste di gusto settecentesco. Questa frazione è stata quella forse più interessata dal fenomeno dell’emigrazione all’estero.
Arriviamo alla frazione di Piasca, forse la più antica tra le varie che compongono Ailoche, che ci offre una suggestiva passeggiata tra viuzze e case d’epoca, con scorci panoramici verso il centro del paese. Da qui possiamo avere la vista migliore sulla chiesa di San Bernardo di Ailoche, così imponente con le sue forme e il suo campanile da dominare tutti gli altri edifici che le si raccolgono attorno. Ci viene detto che proprio per la sua maestostità, essa veniva chiamata il “Duomo della Montagna” e vedendolo dal belvedere di Piasca possiamo capirne il perché!
Guida di Ailoche, frazione Piasca
Guida di Ailoche, frazione Piasca

Da Piasca lo sguardo incontra anche un altro edificio religioso collocato su una collinetta all’ingresso del paese: si tratta della chiesa della Piana, dedicata all’Assunta, festeggiata il giorno 15 agosto. Possiamo vedere la facciata arricchita di stucchi proprio come la Brugarola, mentre vicino si erge un secondo edificio, adibito in passato a lazzaretto per raccogliere i malati di peste in un luogo protetto e distante dal centro abitato.

Tra le case di Piasca, una è l’oggetto della nostra visita poiché è l’abitazione natale del Beato Giacobino Canepacio qui nato da una poverissima famiglia nel 1438. Egli entrò nel monastero del Carmine di Vercelli e prese i voti nell’ordine dei carmelitani, distinguendosi per una vita impeccabile e per l’impegno nell’assistenza dei pellegrini e dei carcerati.
Dopo la sua morte avvenuta nel 1508 egli fu beatificato e il paese di Ailoche decide di celebrarlo adibendone la casa a cappella al piano superiore, mentre al piano terra la stanza rimasta viene adibita a museo per raccontare la vita del beato.
Altri edifici molto suggestivi sono le case su tre piani con bei balconi di legno, ariosi e caratteristici di questi luoghi, che in alcune abitazioni sono state ristrutturate e arricchite con vasi di fiori, rendendo davvero piacevole camminare per le vie della frazione.
Uscendo da essa si incontra l’oratorio di Sant’Antonio Abate, con una facciata settecentesca decorata in stucchi, tra cui le statue di San Bernardo e del Beato Giacobino in nicchie nell’ordine superiore della facciata. Curiosi sono tre affreschi collocati nel registro appena sopra alla porta d’ingresso, poiché sembrano di una mano più antica, forse di inizio Cinquecento: la Madonna col bambino e due santi qui collocati come protezione per chi entrava o soprattutto lasciava il centro abitato.
Guida di Ailoche, il sentiero verso le miniere
Guida di Ailoche, il sentiero verso le miniere

Guida di Ailoche, le Miniere di Ferro

Presso la chiesa incontriamo il signor Pier Giorgio Morera che ci guida nell’esplorazione delle miniere di ferro di Ailoche.
Il sito fu oggetto di estrazione mineraria fin dalla fine del Quattrocento, con l’avvento del principato dei Ferrero Fieschi di Masserano lo sfruttamento continuò, ma l’intensità maggiore si è verificata nel Novecento, quando i due conflitti mondiali hanno richiesto grandi quantitativi di ferro per la produzione bellica.
Il complesso delle miniere era costituito da numerose gallerie ricavate all’interno di un massiccio roccioso ricco di minerale, una rete di cunicoli dotati di camini di aerazione e di vie per il trasporto del materiale estratto.
Dal 1945 in poi il sito ha visto un repentino abbandono, al punto che il bosco si è riappropriato delle strade e delle costruzioni, oggi l’esplorazione è possibile solo con persone che conoscono molto bene i sentieri e i punti più pericolosi per la visita.
Noi abbiamo infatti la fortuna di essere guidati da Pier Giorgio e Rino che ci fanno procedere su sentieri sicuri e ci indicano i punti più critici: questi sono costituiti dai camini di aerazione oggi coperti da assi e vegetazione quindi nascosti, ma assolutamente da evitare come passaggio.
Guida di Ailoche, rovine nella foresta
Guida di Ailoche, rovine nella foresta

Vediamo di persona come sia indispensabile approcciarsi alla visita con la massima attenzione e soprattutto conoscendo bene tutti i passaggi.

Il bosco è così costellato di ruderi, antiche costruzioni, tracce che risalgono indietro nel tempo e venate di un pizzico di leggenda: Anna ci ricorda che nei racconti dei nonni si diceva che proprio qui viveva l’Uomo Selvatico…
Noi attraversiamo zone del bosco in cui sono ancora visibili grandi cumuli di materiali di risulta che rendono il paesaggio surreale.
Alcune grotte sono ancora visitabili, un percorso incredibile e affascinante nel cuore della terra, che ci lascia entusiasti e pieni di curiosità per il paese di Ailoche.
Ringraziamo le nostre guide: Anna, Michela, Rino e Pier!
Abbiamo così esplorato solo una parte di Ailoche e già abbiamo un elenco di cose da visitare nella prossima escursione in questi luoghi.
Guida di Ailoche, il Duomo della Montagna
Guida di Ailoche, il Duomo della Montagna

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About Elena Serrani 18 Articoli
Sono originaria del Novarese, dove vivo in un piccolo borgo chiamato Cureggio: ho vissuto alcuni anni a Vercelli dove ho frequentato la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università del Piemonte Orientale. Nel 2003 mi sono laureata in Lettere Moderne con indirizzo di Storia dell’arte, poi successivamente alla laurea ho frequentato la Scuola di Specializzazione in storia dell’Arte a Milano. Nel 2004 inoltre ho conseguito il diploma come Tecnico in Conservazione e promozione dei Beni Culturali e Ambientali, iniziando a frequentare il Biellese per lavoro poiché da allora sono impiegata presso l’azienda Allsystem nei settori qualità aziendale, formazione e sicurezza sul lavoro; tra il 2007 e il 2008 ho collaborato con il Caffè Letterario di Novara per l’organizzazione di eventi culturali. Il Biellese mi ha affascinato con tutte le bellezze che ha da offrire. Nel luglio 2012 ho conseguito l’abilitazione come guida turistica per la provincia di Biella, mentre dal luglio 2013 sono guida anche per la provincia del Verbano Cusio Ossola e accompagnatore turistico. Ho tante passioni che mi portano a essere sempre in movimento per cercare di fare esperienza di ogni cosa! Adoro l’arte e dal 2007 partecipo alle attività e alle occasioni espositive del gruppo artistico biellese RI-CIRCOLO, oltre alla pittura mi sono cimentata nella lavorazione della ceramica, conosciuta e sperimentata dal 2004 presso il laboratorio di Ronco Biellese. La lettura è un amore che risale alla mia infanzia, a cui si sono aggiunti negli anni altre passioni quali le letture, i viaggi e l’incontro con culture diverse. Amo poi la corsa a piedi e l’attività sportiva a contatto con la natura. Mi piace quando possibile condividere tutte le bellezze che vedo nella nostra terra con le persone che incontro!!!

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