Infiorata di Noto, il backstage dell’evento, Sicilia

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Infiorata di Noto, backstage
Infiorata di Noto, backstage
Dell’Infiorata di Noto sento parlare fin da quando ero ragazzino, i miei parenti residenti in Sicilia spesso decantavano questo evento come un’esplosione meravigliosa di colori e arte che pervadeva la cittadina portando tra le vie una folla di visitatori curiosi di poter assistere.

Non ricordo esattamente, ma circa nove anni fa è arrivata a casa dei miei genitori una fotografia di Via Nicolaci ricoperta da un manto di fiori colorati, petali, foglie, farine e altri elementi naturali disposti a creare disegni e motivi davanti ai quali rimanere incantati e la prova ne sono le numerose persone che risalgono da entrambe i lati la via per gustare questo spettacolo in tutta la sua estensione.

Tanti anni di curiosità e ammirazione di fronte a quel quadro hanno maturato in me la convinzione di voler vedere di persona e vivere in prima linea l’entusiasmo che lega i nuticiani, ma non solo, a un’opera artistica che ha davvero dell’incredibile e il 2013 è stato l’anno decisivo.
Grande sorpresa di questa edizione è la partecipazione di una delegazione giapponese di infioratori, dopo 34 anni l’Infiorata di Noto diventa così un importante evento di coesione e gemellaggio tra popoli e culture che provengono da realtà molto lontane dalla nostra, donando nuova ispirazione all’arte degli infioratori locali che hanno creato un mix di tecnica ormai consolidata su schemi e motivi tipici del popolo del Sol Levante.
Noto, città barocca dell'Infiorata di Noto
Noto, città barocca dell’Infiorata di Noto

Alcuni numeri sull’Infiorata di Noto

Il desiderio di vivere dalla base la nascita dell’Infiorata di Noto ci ha portati in città dal pomeriggio del giovedì, giornata in cui i preparativi durati mesi per rendere reali questi momenti cominciano a prendere forma.

L’organizzazione dell’Infiorata do Noto non è cosa che si sbriga in pochi giorni e, come ci spiegano l’Assessore al Turismo di Noto Frankie Terranova e il Presidente dell’Associazione CulturArte Valentina Mammana, sono necessari vari mesi per coordinare i gruppi di lavoro, organizzare la logistica dell’evento e predisporre la dovuta accoglienza alle 16 squadre partecipanti.
L’emozione è forte osservando Via Nicolaci ancora spoglia e segnata da linee bianche sul selciato, i 120 metri di lunghezza da infiorare sono stati suddivisi in 16 sezioni, ognuna destinata a una squadra di infioratori, e alcune di esse presentano a terra il disegno di riferimento su cui verranno disposti i petali e gli altri materiali che compongono il capolavoro finale.
Gli artisti locali, per portarsi avanti, hanno cominciato martedì a disegnare sulla strada, mentre, come scopriremo il giorno successivo, le squadre giapponesi arrivate all’ultimo momento hanno preparato il disegno da infiorare su lunghe strisce di carta che vengono unite poco prima di cominciare l’opera. In questa edizione 8 bozzetti sono opera di maestri infioratori netini e gli altri 8 sono opera degli artisti giapponesi.
Alcune squadre locali sono ancora al lavoro per ultimare il proprio disegno, tutti i bozzetti saranno disegnati e disposti lungo la via e quando tutto sarà pronto l’infiorata inizierà simultaneamente.
Via Nicolaci, cuore dell'Infiorata di Noto
Via Nicolaci, cuore dell’Infiorata di Noto

Infiorata di Noto, il backstage

Risaliamo fino a raggiungere i piedi della Chiesa di Montevergine, che si trova proprio in cima alla salita di Via Nicolaci, e Valentina ci accompagna in un edificio che si trova alla sinistra della chiesa.

Si tratta di una vecchia scuola ora adibita a locali comunali utilizzati durante gli eventi cittadini ed è qui, come si può immaginare dal mucchio di steli recisi davanti all’ingresso, che decine di volontari residenti a Noto si occupano di tagliare i petali in modo da preparare la parte più colorata del fiore per divenire l’inchiostro che darà vita alle immagini dei bozzetti.
Per noi è tutto nuovo e curioso, stanze piene di vasi di fiori ancora da tagliare e, nella sala più grande, un lungo tavolo in cui si ricava il rosso, il bianco, il rosa, il viola, il verde dalle foglie delle piante e dal finocchietto, dove insomma si ricavano, dai vegetali, le materie prime necessarie agli infioratori.

Ci viene spiegato che il fiore che più si presta a questo scopo è il garofano, il cui profumo pervade le ex aule dell’edificio, ma sovente vengono utilizzate anche le gerbere e i crisantemi poiché hanno colori molto vivaci.

Mentre siamo assorti nell’osservazione delle operazioni di tagliatura, alle quali fanno da contorno le decine di aiutanti che si occupano di raccogliere gli steli, insaccarli e buttarli all’esterno, arrivano anche gli inviati RAI che con fare invadente sollevano un po’ di agitazione tra i presenti in sala, cosa comprensibile, anche io di fronte alla telecamera mi emoziono sempre.
Fiori in attesa della tagliatura, i petali vengono utilizzati nell'Infiorata di Noto
Fiori in attesa della tagliatura, i petali vengono utilizzati nell’Infiorata di Noto

Palazzo Nicolaci

Lasciamo i volontari al lavoro per tornare in Via Nicolaci, tra gli artisti all’opera troviamo anche l’Assessore Frankie Terranova che si dice contento della presenza di noi blogger all’infiorata e ci concede una breve intervista in cui ci esprime la propria fiducia nei nuovi mezzi di promozione online e, dopo averci presentato la manifestazione, invita tutti quanti a seguire e venire a vedere di persona l’Infiorata di Noto che avrà luogo il giorno successivo e quelle che la tradizione proporrà negli anni venturi.

Grazie al suo benestare possiamo accedere a Palazzo Nicolaci, antica residenza del re qui a Noto, solitamente chiuso all’accesso del pubblico.

Quest’antica residenza mostra ancora i segni dello sfarzo in cui viveva la famiglia Nicolaci, il lusso e la raffinatezza sono palpabili fin dalla scalinata che mi colpisce per il rivestimento in marmo bianco su pareti e soffitto e nero per ricoprire le colonne.
I saloni del piano superiore sono di una bellezza gradevole e portentoso è l’affresco che ricopre le pareti e il soffitto della sala delle conferenze.
Sala consiliare di Palazzo Nicolaci, Infiorata di Noto
Sala consiliare di Palazzo Nicolaci

Dai balconi è possibile vedere la via dall’alto, uno spettacolo che permette una visuale d’insieme dei bozzetti ancora in attesa di essere ultimati, vedere il tappeto fiorito da qui dev’essere davvero eccezionale.

Diamo uno sguardo su Noto affacciandoci dalle balconate dell’altro lato dell’edificio e poi scendiamo al cortile interno, una residenza davvero d’effetto, ma l’elemento che più colpisce l’attenzione sono gli elaboratissimi balconi barocchi che affacciano su Via Nicolaci, decorati con motivi differenti essi riportano le figure di cavalli, cani, leoni e sagome antropomorfe che reggono sulla schiena il balcone.

Impossibile descriverne la bellezza, è necessario vedere quanta gente ne resta incantata per capire a fondo la meraviglia che suscitano.

Tra gli ultimi preparativi il giovedì volge al termine, domani è il grande giorno, quando finalmente vedremo l’arte prendere vita nel centro di Noto.
L’Infiorata di Noto attira ogni anno sempre più visitatori e vivendola in diretta vogliamo scoprire quale sia il suo segreto, oltre ovviamente allo splendido palcoscenico barocco che la città con le sue chiese e i palazzi sette e ottocenteschi propone.

Comune di Noto – Eventi e Manifestazioni

Infiorata di Noto, panoramica di Via Nicolaci
Infiorata di Noto, panoramica di Via Nicolaci

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About Gian Luca Sgaggero 570 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

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