Itinerario nel Basso Biellese, tra Mottalciata e Castellengo

Il Castello di Mottalciata dai piedi della collina, itinerario nel Basso Biellese
Il Castello di Mottalciata dai piedi della collina, itinerario nel Basso Biellese

Il giorno 21 maggio 2016 si è svolta la gita primaverile organizzata dal Club di territorio TCI di Biella che ha visto il nostro gruppo in visita a due località della provincia biellese, Mottalciata e Castellengo, collocate in un’area suggestiva tra collina e la pianura che pochi chilometri più a sud diventa territorio già vercellese, un piacevole itinerario nel Basso Biellese.

Itinerario nel Basso Biellese, Mottalciata

La nostra gita inizia al mattino con la prima tappa alla chiesa di San Vincenzo di Mottalciata il cui sagrato è situato proprio nella parte pianeggiante del comune di Mottalciata e offre una veduta singolare sulle Alpi biellesi e sul Monte Rosa.

Qui incontriamo il sindaco del paese, Roberto Vanzi, che ci racconta le origini lontane del centro abitato risalenti probabilmente all’epoca preromana. È però soprattutto dal Medioevo che si snodano le vicende più importanti, con il passaggio di queste terre dai conti di Biandrate ai signori Alciati legati al Comune di Vercelli e che daranno origine al toponimo stesso di Motta degli Alciati, da cui Mottalciata.

Chiesa di San Vincenzo di Mottalciata, itinerario nel Basso Biellese
Chiesa di San Vincenzo di Mottalciata, itinerario nel Basso Biellese

La Chiesa di San Vincenzo già doveva esistere nel XII, come si evince dai documenti, e qui sorgeva il Castello di Belluardo poi distrutto una volta consolidato il potere degli Alciati con la costruzione del relativo castello a sud, più prossimo a quello che è il centro attuale del paese.

Della struttura romanica oggi ci restano le fondamenta del massiccio campanile, mentre l’aspetto attuale imponente è il risultato della terza fase costruttiva, documentata tra il 1740 e l’inizio dell’XIX secolo, quando la chiesa viene rifatta in stile neoclassico a una navata con altari laterali e un monumentale pronao d’ingresso.

I documenti ci raccontano della fase mediana collocata tra XV e XVI secolo, in cui probabilmente si aveva una chiesa a tre navate absidate arricchite di affreschi come ci indicano le visite pastorali cinquecentesche. Oggi di tale fase restano un lacerto di affresco sul fianco esterno destro dell’edificio, e la bella pala d’altare con la Madonna tra i santi Vincenzo e Giovanni Battista che doveva essere collocata sull’altare maggiore; oggi invece si trova al centro del coro e ci accoglie con gli splendidi colori dopo un’attività notevole di restauro, che ha interessato tale opera così come gli arredi lignei della chiesa.

Il nostro gruppo viene guidato proprio dai restauratori che raccontano il notevole lavoro effettuato sulla pala, sul fonte battesimale e sul pulpito, opere delle botteghe di ebanisti biellesi attivi tra Seicento e Settecento che hanno operato presso molte nelle chiese del nostro territorio.

Visita al Castello di Mottalciata, itinerario nel Basso Biellese
Visita al Castello di Mottalciata, itinerario nel Basso Biellese

Dalla Chiesa di San Vincenzo ci spostiamo al centro del paese di Mottalciata dove il sindaco ci accoglie presso il municipio che conserva alcuni reperti archeologici della storia più antica, prima di incamminarci verso il sito del castello principale del paese. Tale fortificazione è ancora ben visibile a chi giunge in paese dalla strada, con le sue pareti massicce, e con il nostro percorso pedonale possiamo vedere da vicino le architetture sopravvissute del complesso. Grazie ai proprietari attuali ci viene aperta la porta d’ingresso attraverso le mura coperte d’edera, edificate in mattoni e in ciottoli a opus spicatum tipico delle architetture medievali biellesi. Il castello voluto dalla famiglia Alciati aveva in sé una cappella gentilizia ed era protetto grazie alle mura e alla posizione rialzata; la sua pertinenza era inoltre costituita da un ricetto costruito per il ricovero degli abitanti del paese e dei loro beni in caso di assedio, come testimoniato dai documenti d’archivio.

Conclusa la passeggiata a Mottalciata ci concediamo una piacevole sosta per il pranzo nel paese limitrofo di Gifflenga presso la Petite Taverne dove veniamo accolti con garbo e simpatia e degustiamo alcuni piatti tipici locali.
Il paese, tra i più raccolti del Biellese, ha a pochi passi dal ristorante la Chiesa Parrocchiale e grazie a Don Boschetto, già custode delle chiavi di San Vincenzo, ci vengono aperte le porte dell’edificio per soddisfare la nostra curiosità.

Chiesa parrocchiale di Gifflenga, itinerario nel Basso Biellese
Chiesa parrocchiale di Gifflenga, itinerario nel Basso Biellese

Itinerario nel Basso Biellese, Castellengo

Da qui ritorniamo sulla nostra strada per dirigerci a Castellengo, piccola ma suggestiva frazione di Cossato da cui è stata a lungo indipendente anche per via della distanza che in passato la separava dal centro principale attuale.

Castellengo ci stupisce con due tesori di arte e architettura, la Chiesa dei Santi Pietro e Paolo e il fiabesco maniero sulla collina proprio a fianco della chiesa.

Ci fermiamo dapprima alla chiesa, aperta anche in questo caso grazie a Don Boschetto, e li possiamo ammirare uno splendido ciclo di affreschi realizzato tra XV e XVI secolo; la visita al sito è stata resa fruibile al pubblico grazie a una campagna notevole di restauro che ha risanato l’architettura e donato nuovo splendore alle pareti dipinte.

L’edificio infatti è stato per secoli impiegato come chiesa della comunità, che è stata essa stessa la promotrice della sua fondazione, per poi però conoscere un periodo di abbandono nel corso del Novecento che ha causato sofferenza alla struttura, vittima anche di furti e atti vandalici.

Dopo aver dato uno sguardo all’esterno per vedere le diverse fasi costruttive (in particolare svetta l’alto coro settecentesco, testimonianza di un progetto mai concluso che avrebbe portato tutta la navata a innalzarsi a tale altezza), ci accomodiamo all’interno dove possiamo ammirare nella navatella destra il ciclo di affreschi sopravvissuto, imperniato sulle Storie della Vergine e di Gesù, realizzato nel 1515 dalla bottega De Bosis, famiglia novarese di frescanti itineranti molto prolifici le cui opere arredano diversi oratori campestri e chiese dell’Alto Piemonte.

Le vicende affrescate sono tratte dai Vangeli canonici e apocrifi e vengono descritte con un linguaggio forse ancora ingenuo, ma senza dubbio vivace e molto efficace per i fedeli che qui all’epoca assistevano alle funzioni religiose.

Interni del Castello di Castellengo, itinerario nel Basso Biellese
Interni del Castello di Castellengo, itinerario nel Basso Biellese

Ci spostiamo infine verso l’ultima tappa di questa giornata intensa, percorrendo la via che con pochi tornanti ci conduce proprio sulla collina sovrastante la parrocchiale dei SS. Pietro e Paolo su cui sorge da secoli il borgo castellato di Castellengo. Uno splendido maniero, originatosi nel medioevo come fortificazione secondo vicende simili a quanto già visto per Mottalciata, ma che poi nei secoli si è modificato, è sopravvissuto come dimora ed è quindi divenuto nell’aspetto una vera e propria reggia signorile, con una slanciata torre circolare e giardini terrazzati all’italiana. Il castello nei secoli era divenuto anche borgo abitato e tenuta agricola con una notevole produzione di vino, perdutasi poi tra Otto e Novecento, ma oggi ritornata in auge grazie alla scelta degli attuali proprietari.

Noi veniamo qui accolti proprio da Alessandro Ciccioni, la cui famiglia ha scoperto alcuni anni fa questo tesoro che rischiava l’abbandono, lo ha acquistato e ha ripreso la produzione vinicola che tanto caratterizzava queste colline del Biellese nei secoli passati.

Il nostro gruppo viene guidato alla visita anche degli ambienti interni al castello, oggetto di notevoli interventi di restauro, che oggi la famiglia in parte abita e in parte adibisce a location per eventi o a camere per l’ospitalità.
Dagli ambienti del maniero ci spostiamo nell’area delle cantine dove Alessandro ci racconta il lavoro di recupero dei locali storici e l’attività di produzione vinicola legata in particolare ai vitigni tipici della nostra area, il nebbiolo e l’erbaluce.

La conclusione più degna del nostro itinerario nel Basso Biellese e di questa splendida giornata avviene nella saletta delle degustazioni dove possiamo provare i vini prodotti prima di prendere congedo dai nostri ospiti, augurando loro di proseguire con grande successo un’attività nata come scommessa e che ha ridato splendore a un luogo davvero meritevole del nostro Biellese.

Vista panoramica dal Castello di Castellengo, itinerario nel Basso Biellese
Vista panoramica dal Castello di Castellengo, itinerario nel Basso Biellese

 

About Elena Serrani 18 Articoli
Sono originaria del Novarese, dove vivo in un piccolo borgo chiamato Cureggio: ho vissuto alcuni anni a Vercelli dove ho frequentato la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università del Piemonte Orientale. Nel 2003 mi sono laureata in Lettere Moderne con indirizzo di Storia dell’arte, poi successivamente alla laurea ho frequentato la Scuola di Specializzazione in storia dell’Arte a Milano. Nel 2004 inoltre ho conseguito il diploma come Tecnico in Conservazione e promozione dei Beni Culturali e Ambientali, iniziando a frequentare il Biellese per lavoro poiché da allora sono impiegata presso l’azienda Allsystem nei settori qualità aziendale, formazione e sicurezza sul lavoro; tra il 2007 e il 2008 ho collaborato con il Caffè Letterario di Novara per l’organizzazione di eventi culturali. Il Biellese mi ha affascinato con tutte le bellezze che ha da offrire. Nel luglio 2012 ho conseguito l’abilitazione come guida turistica per la provincia di Biella, mentre dal luglio 2013 sono guida anche per la provincia del Verbano Cusio Ossola e accompagnatore turistico. Ho tante passioni che mi portano a essere sempre in movimento per cercare di fare esperienza di ogni cosa! Adoro l’arte e dal 2007 partecipo alle attività e alle occasioni espositive del gruppo artistico biellese RI-CIRCOLO, oltre alla pittura mi sono cimentata nella lavorazione della ceramica, conosciuta e sperimentata dal 2004 presso il laboratorio di Ronco Biellese. La lettura è un amore che risale alla mia infanzia, a cui si sono aggiunti negli anni altre passioni quali le letture, i viaggi e l’incontro con culture diverse. Amo poi la corsa a piedi e l’attività sportiva a contatto con la natura. Mi piace quando possibile condividere tutte le bellezze che vedo nella nostra terra con le persone che incontro!!!

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