La ragazza con l’orecchino di perla, Vermeer e l’arte olandese in mostra a Bologna

promo:

La Ragazza con l'Orecchino di Perla, Hobbema
La Ragazza con l'Orecchino di Perla, Hobbema

Unica data europea di tour mondiale, la mostra  “La ragazza con l’orecchino di perla” viene ospitata fino al 25 maggio nell’affascinante cornice storica di Palazzo Fava nel pieno centro di Bologna.

La Ragazza con l'orecchino di perla, Van Ostade
La Ragazza con l’orecchino di perla, Van Ostade

Anche se la parte del leone la fa l’opera di Vermeer, la mostra meriterebbe di essere visitata anche se questa non ne facesse parte in quanto ci permette di ammirare alcuni tra i maggiori capolavori del Secolo d’Oro olandese, ovvero quel periodo riguardante all’incirca il XVII secolo e che vanta tra i suoi maggiori esponenti, oltre a Vermeer e Rembrandt, anche Jan Steen e Frans Hals.

Particolarità di questa corrente artistica era che, a differenza ad esempio dell’Italia, il mecenatismo non era ecclesiastico per cui gli artisti si profusero, oltre che in ritratti rappresentanti i mecenati stessi (generalmente mercanti che vedevano nel ritratto eseguito da un famoso artista una consacrazione del proprio status), in un gran numero di scene tratte dalla vita quotidiana.

Un tipico esempio ne è “La lattaia” sempre di Vermeer che rappresenta la sacralità del lavoro (la maggior parte degli olandesi era calvinista ed esaltava il lavoro come unico modo per arrivare alla ricchezza, che al contrario del cattolicesimo non era demonizzata bensì considerata la base per una società più giusta in quanto libera dal bisogno) e l’importanza dei valori puri e genuini rappresentati dal pane e dal latte. Anche senza conoscerne la simbologia non si può non essere affascinati da questo quadro, dalla sua semplicità e dal suo realismo.

Notevoli anche i ritratti di Frans Hals (che devo confessare ignoravo quasi totalmente), questo  autore è considerato l’alter ego di Rembrandt il quale è famoso per il suo uso delle ombre mentre Hals si concentra molto sulle luci.

L’attenzione al particolare è tale che i suoi quadri appaiono in alcuni punti quasi tridimensionali. Ad esempio la coppia di coniugi Aletta Hanemans e Jacob Olycan, rappresentati in due quadri separati ma posti accanto in maniera speculare, ha alcuni particolari veramente sorprendenti.

La Ragazza con l'orecchino di perla, Hals
La Ragazza con l’orecchino di perla, Hals

La ragazza con l’orecchino di perla

Anche “La ragazza con l’orecchino di perla” fa parte della galleria dei ritratti (anche se ha un’intera stanza solo per sé!), conosciuta anche come la “ragazza con il turbante” e dipinta tra il 1665 e il 1666 da Johannes Vermeer è considerata la seconda opera più conosciuta al mondo dopo la Monnalisa, una parte di questa fama è probabilmente dovuta al film con Scarlett Johanson. 😉

Dopo la morte di Vermeer se ne persero le tracce e il ritratto fu praticamente dimenticato fino al 1881 quando venne comprato per una somma irrisoria da un collezionista. Uno sfondo scuro esalta la luminosità del viso della giovane rappresentata per tre quarti mentre guarda sorpresa l’artista, contemporaneamente questo sfondo aumenta il senso di intimità.

La Ragazza con l orecchino di perla, Vermeer
La Ragazza con l orecchino di perla, Vermeer

L’opera trasmette purezza e modestia, ma anche un certo candido quanto inconsapevole erotismo, sottolineato anche da una bocca socchiusa e luccicante. Il quadro è inoltre pieno di misteri, infatti il copricapo della ragazza ne indica una condizione piuttosto modesta, mentre la perla era prerogativa della borghesia, in quanto il costo proibitivo ne escludeva il possesso alle masse, ma si suppone che la grandezza della perla ne indichi essa stessa la falsità (al quel tempo a Venezia si producevano globi di vetro che poi venivano dipinti di bianco).

Come nel caso della Monnalisa anche qui è ignota l’identità della modella, anche se molti suppongono che potesse essere una delle 14 figlie del artista.

Ma in questa mostra non ci sono solo ritratti ma anche un gran numero di paesaggi e scene di gruppo.

Sono rimasta in particolare colpita da un’opera di Jan Steen chiamata “Al vecchio che canta il giovane fa eco”. I dipinti di questo autore rappresentano scene caotiche e teatrali, ma perfettamente equilibrate, il disordine rappresentato nei suoi quadri è tale da aver creato il detto “è una casa Jan Steen” per indicare una casa particolarmente disordinata. Anche qui colpisce l’attenzione per i particolari.

Terminata la mostra vera e propria al piano di sopra troverete un’ulteriore mostra di quadri moderni ispirati alle opere, alcuni sono graziosi, altri veramente brutti, ma c’è da dire che io non sono una particolare amante dell’arte moderna e comunque si può visitare in circa un quarto d’ora quindi vale la pena fare un piano di scale.

In definitiva questa mostra è consigliabile a tutti e non solo agli amanti dell’arte classica in quanto l’ho trovata sorprendente e molto diversa dal solito.

L’esperienza che avete letto è stata scritta da Mara Borra, nostra collaboratrice per il blog, se siete interessati alla mostra potete trovare maggiori informazioni sul sito www.lineadombra.it

Le immagini di questo post sono state concesse da Linea d’ombra.

La Ragazza con l'orecchino di perla, Van Goyen
La Ragazza con l’orecchino di perla, Van Goyen

promo:

About Gian Luca Sgaggero 582 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo!Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*