Marchal è uno di quei luoghi che probabilmente non avremmo mai scoperto se non avessimo deciso di seguire un cartello incontrato per caso lungo la strada.
Avevamo appena lasciato Granada e stavamo continuando il nostro viaggio on the road attraverso l’Andalusia quando un’indicazione attirò la nostra attenzione:
«Marchal, pueblo troglodita, vista excepcional».
La prima volta tirammo dritto. Poi comparve un altro cartello. E poi un altro ancora, con l’indicazione di uscire verso Purullena.
A quel punto la curiosità ebbe la meglio.
Non avevamo idea di cosa avremmo trovato e soprattutto non sapevamo che quella piccola deviazione ci avrebbe portato alla scoperta delle Cárcavas de Marchal, un singolare paesaggio modellato dall’erosione nella zona di Guadix, in provincia di Granada, dove grotte e abitazioni scavate nella roccia raccontano un modo di vivere profondamente legato al territorio.
Decidemmo quindi di abbandonare per un po’ il nostro itinerario e seguire le indicazioni verso Marchal.
È anche questo uno degli aspetti che amiamo dei viaggi on the road: poter cambiare programma quando qualcosa lungo il percorso riesce a incuriosirti. Se stai pensando a un itinerario simile in Andalusia, puoi confrontare le soluzioni per noleggiare un’auto e costruire il viaggio lasciandoti qualche deviazione fuori programma.
La nostra, quel giorno, iniziò proprio a Purullena.

Da Purullena verso la Sierra Nevada
Purullena ci apparve come un piccolo paese circondato da un paesaggio molto diverso da quello che avevamo lasciato a Granada.
Ci trovavamo nella zona di Guadix, sul versante settentrionale della Sierra Nevada. Intorno a noi il territorio alternava rilievi aridi e quasi spogli ad aree coltivate, creando quei forti contrasti che avevano già attirato più volte la nostra attenzione durante il viaggio attraverso l’Andalusia.
Raggiunto il centro di Purullena seguimmo le indicazioni che ci avevano convinto a lasciare la strada principale. Dopo pochi chilometri arrivammo finalmente a Marchal.
Il paese si sviluppava ai piedi di un costone roccioso e, almeno inizialmente, non riuscivamo a capire cosa avesse di tanto particolare.
Parcheggiammo nei pressi della piccola chiesa e, nonostante il caldo, decidemmo di fare due passi.
Il centro era tranquillo e quasi deserto. Alcune sculture, una fontana decorata con ceramiche e le case raccolte lungo le strade gli davano l’aspetto di un piccolo paese andaluso dell’entroterra.
Eravamo quasi pronti a tornare all’auto quando notammo un’altra indicazione.
Tra due case, un cartello segnalava un sentiero troglodita e un punto panoramico.
Dopo aver seguito per chilometri quei misteriosi cartelli stradali, non potevamo certo fermarci proprio lì.
Ci infilammo quindi nella viuzza indicata e iniziammo a salire.

Le Cárcavas de Marchal e le case-grotta
Seguimmo il sentiero tra gli edifici e iniziammo a salire lungo il pendio, fino a raggiungere una zona non più percorribile in automobile.
Da lassù la vista si apriva sulla campagna circostante, ma inizialmente fu qualcos’altro ad attirare la nostra attenzione.
Tra la terra e la roccia spuntavano comignoli, porte e finestre.
Solo osservando meglio ci rendemmo conto che alcune abitazioni erano letteralmente scavate nel terreno e si mimetizzavano a tal punto con il paesaggio che, in certi casi, il camino era quasi l’unico elemento che permetteva di individuarle.
Era finalmente chiaro cosa intendessero quei cartelli con l’espressione pueblo troglodita.
Quello che stavamo osservando fa parte di un territorio molto particolare. Le Cárcavas de Marchal sono un massiccio formato principalmente da materiali come argille e limi, modellati nel tempo dall’erosione dell’acqua fino a creare profondi solchi e piccoli barranchi. Dal 2003 sono tutelate come Monumento Natural de Andalucía e oggi fanno parte anche del Geoparco Mondiale UNESCO di Granada.

Le abitazioni scavate nella roccia
La cosa che più ci affascinava, però, non era la geologia.
Erano le case-grotta.
Le cavità artificiali sono state scavate dall’uomo nel corso della storia e utilizzate anche come abitazioni, integrandosi in modo sorprendente nel paesaggio delle cárcavas. Ancora oggi la normativa del Monumento Natural contempla la possibilità di restaurare e ristrutturare le grotte destinate ad abitazione.
Alcune ci sembravano molto antiche, altre apparivano restaurate e perfettamente abitate.
Continuammo così a passeggiare per circa mezz’ora, incuriositi da quelle porte che sembravano entrare direttamente nella collina e dai comignoli che emergevano dal terreno.
Il caldo era intenso, ma ormai la deviazione aveva ampiamente ripagato la nostra curiosità.
Marchal si era rivelata una delle piccole sorprese inattese del nostro viaggio in Andalusia.

Come visitare le Cárcavas de Marchal
La nostra scoperta di Marchal fu completamente improvvisata: parcheggiammo in paese e iniziammo semplicemente a seguire le indicazioni che avevamo trovato lungo le strade.
Se vuoi organizzare la visita con un po’ più di criterio, oggi puoi raggiungere anche i punti panoramici delle Cárcavas de Marchal, dai quali osservare dall’alto questo particolare paesaggio della Hoya de Guadix.
Il Mirador Cárcavas del Marchal
Il Mirador Cárcavas del Marchal offre una vista sulle formazioni erosive che circondano il paese. Il punto panoramico dispone di un piccolo parcheggio, segnaletica interpretativa e una struttura in legno da cui osservare il paesaggio.
Secondo le indicazioni ufficiali, arrivando dalla A-92 in direzione Almería bisogna prendere l’uscita 288 verso Purullena, Cortes y Graena e Beas de Guadix, proseguire sulla A-4100 verso Guadix e poi imboccare una pista forestale che conduce al mirador dopo circa 2,5 chilometri.
Nella zona si trova anche il Mirador Cárcavas del Cuaternario, un altro punto di osservazione sui badlands della Hoya de Guadix.
Passeggiare tra case-grotta e punti panoramici
Io non rinuncerei comunque a una passeggiata nel paese.
È proprio camminando che noi iniziammo a distinguere porte, finestre e comignoli che emergevano dalla collina, rendendoci conto di quanto le case-grotta fossero integrate nel paesaggio.
Una delle zone più caratteristiche è il Barrio del Perchel, dove si conserva ancora la tradizione delle abitazioni scavate nel terreno. Qui si trova anche il Mirador del Perchel, dal quale puoi osservare le case-grotta, la campagna intorno a Marchal e le formazioni delle Cárcavas.
Oggi il paese dispone inoltre di una vera e propria rete di punti panoramici. Oltre al Perchel puoi raggiungere il Mirador de las Cárcavas e il Mirador de la Era, generalmente accessibili con brevi passeggiate dal centro o attraverso i sentieri locali segnalati.
Poco fuori dall’abitato si trova anche l’area ricreativa di Marchal, utile per concedersi una pausa e osservare da vicino il paesaggio argilloso che caratterizza questa zona.
Se visiti Marchal nei mesi più caldi, considera infine che il territorio è arido e in diversi punti poco ombreggiato: noi arrivammo nelle ore centrali della giornata e il caldo si fece sentire parecchio.

Dalla Hoya de Guadix alle Alpujarras
Passeggiando tra le case-grotta di Marchal ci tornarono in mente altri luoghi che avremmo voluto visitare durante quel viaggio: i villaggi delle Alpujarras.
Si tratta però di una zona diversa.
Marchal si trova nella Hoya de Guadix, sul versante settentrionale della Sierra Nevada, mentre le Alpujarras si estendono soprattutto sul versante meridionale del massiccio, tra le province di Granada e Almería.
Il paesaggio cambia, ma rimane quel forte legame tra piccoli centri abitati e montagna che rende questa parte dell’Andalusia particolarmente affascinante.
Tra i paesi più conosciuti dell’Alpujarra Granadina ci sono Pampaneira, Bubión e Capileira, disposti a diverse altitudini lungo il Barranco de Poqueira. Le loro stradine strette, le case bianche e i terrazzamenti che ricoprono i pendii creano uno dei paesaggi più caratteristici della zona.
Noi, purtroppo, durante quel viaggio non riuscimmo a raggiungerli.
Trekking tra Pampaneira, Bubión e Capileira
Se ami camminare, una delle possibilità più interessanti è proprio il percorso che collega i tre villaggi del Barranco de Poqueira.
L’itinerario ufficiale parte da Pampaneira, attraversa Bubión e raggiunge Capileira, sviluppandosi tra terrazzamenti, pendii e il corso del Poqueira. Il percorso completo è lungo circa 9,4 chilometri, richiede indicativamente 3 ore e 30 minuti ed è classificato di difficoltà media.
È un modo completamente diverso di conoscere la Sierra Nevada rispetto alla nostra breve passeggiata a Marchal: qui il cammino diventa parte integrante dell’esperienza e permette di spostarsi tra i villaggi seguendo il paesaggio invece della strada.
Visitare le Alpujarras da Granada
Non è però indispensabile organizzare un itinerario in auto o fermarsi a dormire nella zona.
Se soggiorni a Granada puoi dedicare un’intera giornata alla Sierra Nevada con un’escursione che raggiunge Capileira, Bubión e Pampaneira, lasciando tempo per visitare i villaggi e, in alcuni programmi, percorrere anche un breve tratto a piedi tra uno e l’altro.
Preferisci non guidare sulle strade di montagna? Puoi scoprire i villaggi delle Alpujarras con un’escursione in giornata da Granada.
Se invece vuoi vivere questa zona con maggiore calma, secondo me vale la pena trasformare l’escursione in una piccola tappa del viaggio: puoi cercare un alloggio tra Pampaneira, Bubión e Capileira e fermarti una o due notti tra i villaggi della Sierra Nevada.
Marchal, una deviazione che rifaremmo
Dopo circa mezz’ora trascorsa a curiosare tra le case-grotta e il paesaggio delle Cárcavas de Marchal, tornammo verso l’auto.
La strada che ci aspettava era ancora lunga: la nostra prossima tappa sarebbe stata Caravaca de la Cruz e non volevamo arrivare troppo tardi.
Ripensandoci, però, quella breve deviazione resta uno dei ricordi più particolari di quella giornata.
Marchal non era nei nostri programmi. Non ne avevamo mai sentito parlare e non sapevamo praticamente nulla delle sue case-grotta o delle formazioni che oggi conosciamo come Cárcavas de Marchal.
Ci siamo arrivati semplicemente perché un cartello lungo la strada è riuscito a incuriosirci.
Ed è forse questo il motivo per cui ricordiamo ancora così bene questo piccolo paese della comarca di Guadix: durante un viaggio on the road, alcune delle scoperte più belle non sono necessariamente quelle segnate sull’itinerario prima della partenza.
A volte basta imboccare un’uscita che non avevi previsto.
Quanto alle Alpujarras, quella volta rimasero fuori dal nostro itinerario. Ma tra Pampaneira, Bubión, Capileira e i sentieri della Sierra Nevada, abbiamo ancora un ottimo motivo per tornare da queste parti.




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