Merzouga, Erg Chebbi e il deserto in Marocco

Merzouga, i dromedari nell'Erg Chebbi
Merzouga, i dromedari nell'Erg Chebbi
Percorrendo la lunga e stretta strada verso il deserto oltre Er Rachidia, nel cuore dell’entroterra marocchino, passati i piccoli paesi di Rissani e Erfoud e continuando a dirigersi verso sud si arriva a Merzouga, piccolo villaggio situato ai piedi delle grandi dune sabbiose di Erg Chebbi.

Il deserto è da sempre una meta dal grande fascino per molti viaggiatori e il Sahara in particolare richiama echi leggendari di carovane e commerci che per lunghi giorni viaggiavano a passo di dromedario per raggiungerne le estremità opposte.
Vie commerciali lungo cui è cresciuta per anni la tradizione dei tuareg, gli uomini blu, e dei berberi, le principali popolazioni che vivevano in questi territori dei quali possiamo visitare le prime propaggini proprio qui, ai confini tra il Marocco e la Libia.
Erfoud, lungo la strada per Merzouga
Erfoud, lungo la strada per Merzouga

Arrivo a Merzouga

Arriviamo a Merzouga verso l’ora di pranzo, siamo stanchi e accaldati per i lunghi chilometri percorsi, ma il sogno del deserto ci spinge avanti nel nostro cammino, poter percorrere le dune come un’antica carovana, sostare in un accampamento e dormire sotto le stelle, tutte meravigliose situazioni che non siamo sicuri di poter realizzare e sopratutto non sappiamo come.
Il piccolo centro abitato, in principio, ci appare piuttosto spoglio, le basse case color della sabbia si confondono con il terreno circostante, tutto ha un colore rossiccio, tonalità che predomina in tutti i dintorni, segnata dalla scura striscia di asfalto, unica strada che finisce poco oltre il paese.
Merzouga, la kasbah ai piedi dell'Erg Chebbi
Merzouga, la kasbah ai piedi dell’Erg Chebbi

Fermiamo la nostra auto a noleggio e facciamo due passi per le vie sterrate del paesino, il sole brilla a picco sulle nostre teste in un cielo terso e azzurro intenso, il calore in questa giornata di giugno è impressionante.

Non sapendo bene dove chiedere e come orientarci ci sentiamo piuttosto persi, ma dopo alcuni attimi ci avvicina un ragazzo del quale inizialmente diffido, il suo modo di fare mi pare molto il tipico atteggiamento da procaccia clienti e vorrei poterlo allontanare e chiedere altrove, ma dove?
Merzouga, Erg Chebbi
Merzouga, Erg Chebbi

Organizzare un’escursione nel deserto dell’Erg Chebbi a Merzouga

Gli concediamo un po’ di attenzione, egli ci spiega di lavorare per un’agenzia che organizza escursioni nel deserto, a suo dire siamo proprio fortunati ad averlo incontrato, ma io sospetto che stiano tutti al riparo dal sole per una specie di siesta marocchina.
Ascoltando le sue proposte tuttavia realizzo che il costo per una cammellata con pernottamento nel deserto non è poi così costosa, vedendoci perplessi il costo iniziale di 30€ scende velocemente a 25€ e dopo alcuni minuti addirittura a 20€ per le ragazze.
Siamo stremati e cotti dal caldo, forse anche per questo la sua proposta ci pare molto conveniente e la accettiamo. Oggi ripensandoci ritengo di aver fatto un vero affare, 45€ a coppia per una camera in cui lasciare i bagagli per la notte, parcheggiare l’auto in un luogo sorvegliato, andare a dorso di dromedario verso le grandi dune sabbiose e bivaccare nella notte stellata in mezzo al deserto, era proprio ciò che avevo tanto sognato.
Merzouga, il Dayet Srij
Merzouga, il Dayet Srij

Il lago salato Dayet Srij a Merzouga

Veniamo guidati fino alla kasbah in cui si trova il piccolo albergo, una costruzione di terra rossa disposta su un unico piano e con quattro torrette più alte agli angoli delle mura, depositiamo i bagagli in camera e veniamo invitati ad accomodarci nella sala da pranzo dove ci viene offerto un pranzo leggero e dell’ottimo the alla menta, un toccasana dissetante e rigenerante per le membra.
La struttura è molto fresca all’interno, la grande sala è arredata in stile marocchino con lunghe sedute che occupano le pareti e tavolini decorati con mosaici di vetri, sui muri e a coprire tutto il pavimento ci sono dei vasti tappeti e arazzi intessuti nel tipico stile marocchino.
Merzouga, fenicotteri in volo sul Dayet Srij
Merzouga, fenicotteri in volo sul Dayet Srij

Sono circa le due del pomeriggio e la partenza è prevista per le 17.00, i ragazzi ci propongono un’escursione in fuoristrada, una visita al vicino lago Dayet Srij, piccolo specchio d’acqua in mezzo al deserto roccioso e importante risorsa idrica locale.

Situato appena ad ovest di Merzouga il lago Dayet Srij è un lago salato piuttosto vasto, nelle sue vicinanze non sorgono grandi centri abitati e le rive del lago sono raggiungibili solamente tramite delle piste tracciate nella sabbia, al momento della nostra visita non abbiamo visto strade che vi giungessero.
Merzouga, avifauna sulle rive del Dayet Srij
Merzouga, avifauna sulle rive del Dayet Srij

Di grande interesse sopratutto dal punto di vista naturale, il lago offre vaste vedute e lungo le sue rive è possibile avvistare vari tipi di uccelli, principalmente anatre, ma anche grandi colonie di fenicotteri, nei periodi giusti, che colorano lo specchio d’acqua con le tinte del proprio piumaggio.

Più difficile è avvistare la fauna di terra, rettili e piccoli mammiferi che vivono nei dintorni.
Merzouga, la carovana in marcia nel deserto
Merzouga, la carovana in marcia nel deserto

Su dorso di dromedario tra le dune di Merzouga

Rientrati alla kasbah poco prima delle cinque ci diamo una rinfrescata e siamo subito pronti a partire, uno dei tratti più belli del nostro viaggio sta per cominciare.
Con cautela prendiamo familiarità con i nostri dromedari, veniamo fatti salire in sella e la marcia ha inizio.
La sella del dromedario è molto scomoda, lo ricordavo dalle mie esperienze in Egitto, ma qui ne ho la conferma: costituita da un telaio in legno, la struttura è rivestita e imbottita con spesse coperte di stoffa che la rendano più morbida, tuttavia vi assicuro che dopo quattro ore di cavalcata conoscerete alla perfezione ogni singolo tronchetto che forma il telaio della vostra seduta.
Merzouga, ombre sul deserto dell'Erg Chebbi
Merzouga, ombre sul deserto dell’Erg Chebbi

La cosa positiva è che l’emozione del deserto è talmente grande da farci ben presto dimenticare di quanto siamo scomodi, superate le prime due dune il rumore del silenzio si fa totalmente ovattato, ci sembra di essere fuori dal mondo, avventurieri in una realtà parallela.

Nelle ultime ore del giorno, al crepuscolo, la distesa di sabbia si tinge di colori infuocati, uno spettacolo emozionante, un gioco di luci e ombre che rendono il tutto surreale e incredibile.
Dopo circa quattro ore di cavalcata, trascorsa a suon di risate grazie alla simpatia dei nostri accompagnatori e delle nostre cavalcature, raggiungiamo un piccolo bivacco, ci siamo solo noi assieme ai due ragazzi tuareg che ci hanno accompagnati.
Merzouga, sorriso del dromedario stanco, Bob Marley
Merzouga, sorriso del dromedario stanco, Bob Marley

Mentre loro preparano l’accampamento per la notte e accendono un piccolo fuoco, noi ci avventuriamo sulla grande duna alle nostre spalle per assistere al tramonto, l’orizzonte diviene ardente e il sole pian piano scende spegnando il fuoco sulle dune, la sabbia si rinfresca e scende la notte.

Sera nel deserto a Merzouga

I ragazzi, acceso il fuoco, preparano per cena un tajine di carne, probabilmente capra o cammello, cotta assieme a verdure miste, cipolle, ceci, patate e probabilmente speziato con zafferano, una cena immersi nel silenzio di Erg Chebbi, chiacchierando in uno stentato francese.
Merzouga, tramonto sull'Erg Chebbi
Merzouga, tramonto sull’Erg Chebbi

Trascorriamo gli attimi prima del sonno a contemplare le stelle in cielo, apparentemente migliaia in più rispetto a quelle a cui siamo abituati, mentre i ragazzi suonano per noi i tamburi in risposta ai suoni provenienti da lontano da un altro accampamento, ci viene così spiegato che i tamburi erano un tempo un ottimo strumento di comunicazione per i nomadi del deserto.

Ci diamo la buona notte sorridendo quando vediamo i tuareg tirare la coperta fin sopra la testa e lasciano fuori i piedi, ci pare piuttosto strano, ma ben presto ne capiremo il motivo.
Merzouga, musiche tuareg prima di dormire
Merzouga, musiche tuareg prima di dormire

Risveglio all’alba tra la sabbia

L’alba ci coglie fresca al mattino, la temperatura nel deserto scende di parecchi gradi durante la notte e l’escursione termica è notevole, la cosa più fastidiosa al risveglio è la sabbia tra i denti, ecco perché è meglio dormire con la testa coperta.
Tra i capelli, nelle orecchie e qualche granello perfino negli occhi, ci scuotiamo e sputiamo sabbia per alcuni minuti prima di riuscire a spostare la lingua senza raschiare le mucose, i tuareg ridono, giustamente adesso è il loro turno di divertirsi.
Merzouga, poco dopo l'alba nel deserto dell'Erg Chebbi
Merzouga, poco dopo l’alba nel deserto dell’Erg Chebbi

Mangiamo alcuni dolcetti prima di ripartire e facendo colazione notiamo sulla superficie della sabbia, intonsa la sera precedente, vari segni e impronte che segnalano il passaggio notturno di piccoli insetti, probabilmente scarabei, e animaletti striscianti.

Meglio non pensarci e rimontare in sella, è stata comunque un’esperienza indimenticabile.
La cavalcata dura di nuovo quasi quattro ore, il nostro umore è notevolmente meno euforico di ieri, tanta attesa e poi ci stiamo già lasciando il deserto alle spalle.
Arrivati alla kasbah ci concediamo il tempo di una doccia, lo staff ci prepara un pranzetto per salutarci e augurarci buon viaggio e poco dopo mezzogiorno siamo nuovamente in auto e salutiamo le vie polverose di Merzouga diretti nuovamente verso nord.
Info per un viaggio in Marocco sono disponibili anche sul sito dell’Ente del Turismo del Marocco.
Merzouga, il deserto dell'Erg Chebbi
Merzouga, il deserto dell’Erg Chebbi
About Gian Luca Sgaggero 532 Articoli
Aka Sphimm, travel blogger, web content writer e social media strategist, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero in questo mondo che sempre più spesso somiglia ad un teatrino a misura di turista. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Mansione: fotografo e redattore blog, organizzatore e promotore viaggi estero.

24 Comments

  1. Ho letto con grande piacere questa vostra avventura nel deserto, anch’io sono stata nel Sahara marocchino ma nell’Erg Chigaga ai confini con l’Algeria, e ho provato la stessa meraviglia che descrivete voi! Un posto meraviglioso, l’incanto del deserto è qualcosa di tangibile, ti entra dentro. Vi lascio il link se volete leggere il mio post per ritrovare quelle stesse sensazioni: http://viaggiolibera.blogspot.it/2012/10/sahara-marocchino-lerg-chigaga.html
    A presto
    Silvia

  2. A breve partirò per il Marocco e conto proprio di andare a Merzouga per fare un giro nel deserto, ma ho una gran fifa perchè soffro di vertigini… Posso approfittare per fare qualche domanda?
    Come è fatta la sella? ci sono staffe o simili per appoggiare i piedi? c’è una maniglia o qualcosa cui stare aggrappati? Grazie!!

    • Ciao Laura, grazie per il tuo intervento, spero tu riceva la notifica di questa risposta!
      Innanzitutto ti auguro di avere un buon viaggio, il Marocco ti conquisterà, ne sono certo! Porta in quelle terre un saluto da parte mia!
      Per quanto riguarda le vertiggini niente paura, i dromedari sono docili e si muovono con cautela, l’unica parte brusca si ha quando si sale e l’animale si risolleva in piedi, ma il tutto si risolve con una risata, vedrai! 🙂
      Le selle sono simili a quelle del cavallo, anche se meno comode, in alcune l’imbottitura non maschera completamente il legno e dopo una lunga cavalcata può esser fastidioso.
      In ogno caso ci sono staffe per risistemarsi puntando i piedi e davanti in mezzo alle gambe c’è il pomo a cui reggersi, anche se non ricordo di averlo usato.
      La parte più esilarante sono gli strani versi gutturali emessi dai dromedari, tutto il resto è puro fascino, resterai stregata e spero tu ci racconterai questa tua esperienza! 🙂

  3. La nostra aprupo http://www.Tour-Marocco.com vi invita e vi propone delle escursioni e dei circuiti in 4×4, quad, a dorso di mulo e di dromedario, organizzate con spirito di incontro e di convivialità con la popolazione berbera. Vivrete quotidianamente con la nostra equipe, che metterà a vostra disposizione la conoscenza della regione, le sue tradizioni e la sua esperienza di organizzazione e di escursioni.

    La società organizza dei bivacchi, in pieno deserto, al bordo di una valle o davanti ad un’oasi.

    Lasciatevi anche tentare da una spedizione a dorso di dromedario per scoprire le dune di sabbia e assistere all’alba o al tramonto. Un tramonto, una notte sotto le stelle o più giorni attraversando le immense distese del Sud Marocchino, Desert D’Or vi aiuta a realizzare il vostro sogno. Scegliete la formula che preferite : hotel, riad, bivacchi, circuiti a dorso di dromedario o in 4×4, trekking per una sola giornata o una settimana, tutte le nostre attività sono disponibili “alla carta”. Vi invitiamo alla scoperta di circuiti attentamente scelti per farvi vivere un’esperienza indimenticabile.

    • Grazie per questo intervento, sebbene solitamente non accetti contenuti pubblicitari liberi lo ritengo un’ottima risorsa per chi voglia visitare questo stupendo paese! 🙂

  4. Ciao!
    Non so se leggerai questo commento perchè sono passati quasi due anni dal tuo intervento..
    E’ bellissimo quello che hai scritto, soprattutto perchè mi immagino come sarà per me e il mio fidanzato.

    Vorremmo proprio fare un trip nel deserto con un auto noleggiata da noi e fare una notte in tenda sotto le stelle.. Il problema è che non sappiamo assolutamente come fare.

    Arriviamo lì a mezourga e cerchiamo una kasbah che ci ospiti e che ci faccia fare il giro? La macchina e i bagagli rimangono al sicuro? E i tuareg che ti portano nel deserto sono affidabili? Voglio dire.. rimaniamo noi e loro da soli, in mezzo al deserto… non è pericoloso?

    • Ciao, certo che ti leggo, ero in viaggio! 🙂 Dunque prima di tutto calcola che io partii allo sbaraglio, occorre sempre fare attenzione, ma il popolo marocchino è sempre stato cordiale e disponibile con noi, alcuni di loro ci hanno anche invitati a cena a casa loro. Noi eravamo in 4, due ragazzi e due ragazze, e a parte per mia sorella i cui capelli biondi destavano un po’ di interesse, per il resto non abbiamo mai avuto problemi di nessun genere, quindi direi andate tranquilli.
      A Merzouga ci sono molte strutture che ospitano i viaggiatori, quando arrivammo in paese alcuni ragazzi si avvicinarono per proporci le escursioni nel deserto e non ti nego che inizialmente ne fui infastidito. Scegliemmo a istinto, affidandoci al ragazzo che ci ispirava più fiducia e la scelta si rivelò azzeccata, al nostro arrivo notammo che la struttura mostrava all’ingresso l’adesivo di Viaggi e Avventure nel Mondo e questo ci parve un ottimo segnale.
      Noi eravamo in 4 nel deserto, penso che questo sia dipeso dal fatto che non c’erano altri turisti in quel momento a Merzouga, il tutto però è stato più bello e autentico, se il gruppo fosse stato troppo numeroso ci sarebbe stata confusione e ne avrebbe risentito l’atmosfera, ciò non toglie che, se vi sentite più sicuri, possiate aggregarvi a qualche altro gruppetto di viaggiatori indipendenti. Spero di esservi stato utile e se occorrono altre informazioni sono qui a disposizione! Buon viaggio! 🙂

  5. Grazie alle guide locali è stato possibile fare un’escursione nell’Erg Chebbi a dorso di dromedario, partendo dall’hotel “Nomad Palace” di Merzouga: siamo partiti nel tardo pomeriggio, in tempo per vedere il sole tramontare dietro le alte dune rosate del deserto, siamo arrivati ad una tenda berbera dove abbiamo cenato ed assistito ad uno spettacolo di musica berbera. Prima di andare a dormire siamo saliti su una duna e ci siamo stesi a vedere le migliaia di stelle che affollavano il cielo sopra di noi… uno spettacolo indimenticabile. Abbiamo dormito in tende attrezzatissime con tanto di letto e la mattina seguente siamo ripartiti con i nostri dromedari, ci siamo fermati a vedere l’alba, altro spettacolo unico e siamo tornati alla base. Il deserto è qualcosa di unico, è quasi impossibile raccontare le emozioni che suscitano la bellezza delle sue dune e il silenzio che le pervade. Assolutamente da visitare!

  6. Ciao!! Circa di 1 anno fa sono stato in Marocco e volevo dare alcuni consigli utili sulla base della nostra (magnifica) esperienza.

    Per un bel giro è assolutamente indispensabile la macchina, perché una delle cose più belle del Marocco è la varietà dei paesaggi (le montagne dell’Atlante, le città imperiali, le gole del Todra e il deserto), che si possono raggiungere solo con un’auto. Dotatevi di una buona carta stradale e l’elenco dei benzinai che hanno la benzina verde (ce ne sono, ma possono distare parecchi kilometri…)

    Non fatevi mancare una notte nel deserto (consiglio: andate fino a l’Erg Chebbi lungo la strada per merzouga).
    Noi abbiamo fatto l’escursione nel deserto con Hassan, un giovane ragazzo berebero del deserto, gentile, onesto, discreto e premuroso.
    Lo consigliamo a tutti è uno spettacolo STRAORDINARIO.

  7. Ciao Gian Luca, sono Marìka, italiana residente in Marocco.
    Ho un tour operator e sono contenta tu abbia colto l’essenza del Marocco. Io abito non al nord… dove tutto pare un po’ più comodo è semplice, ma al sud, alle porte del Sahara a sud di Zagora vicino all’Erg Chigaga.
    C’è un luogo in Marocco, che permette di entrare a contatto con la vera vita beduina, un luogo intatto e selvaggio: il Deserto del Sahara. Invito tutti a passeggiare raggiungendo le dune più alte, una fantastica camminata di mezz’ora con i piedi che affondano nella sabbia, per ammirare uno degli spettacoli naturali più affascinanti: l’immensità del deserto. La sera regala il primo momento magico, il tramonto del sole dietro le dune. La notte non è da meno, con lo spettacolo del cielo illuminato da milioni di stelle. La sensazione di autenticità, unita alla bellezza del luogo rende l’esperienza indimenticabile. Il deserto è cosi ricco di vita!
    … passa a trovarci Gian Luca!

    • Ciao Marika e grazie per il tuo intervento! Certo che hai proprio ragione, il deserto ha una sorta di magia. Io come hai visto sono stato nell’Erg Chebbi, ma se tornerò in Marocco (e lo spero tanto) cercherò questa volta di passare dall’Erg Chigaga! 😀 A presto!

  8. Il deserto ha un fascino davvero magico. Bellissime foto e bel post. Io non sono ancora riuscita a visitare il Marocco. Quando ero a Tenerife ho pensato che avrei potuto fare un salto ma le cose poi sono andate diversamente. Devo proprio prendermi il tempo per andarci! 🙂

    • Ciao Sabrina e grazie per aver apprezzato. L’Erg Chebbi mi manca un sacco, sogno sempre di tornarci un giorno. Ti auguro di poterne respirare l’anima come ho potuto fare io, perché il Marocco, non solo nel deserto, ha fascino da vendere! 🙂

  9. Ciao a tutti

    La mia prima volta nel deserto del Sahara è stato a Zagora. Un viaggio epico, senza una guida cartacea nè una idea del dove stessi andando. Avevo 25 anni, pochi soldi ed era il mio primo viaggio zaino in spalla ed in solitaria.
    8 anni son passati da quel giorno in cui per la prima volta mi sono addormentata sotto il cielo così stellato che più stellato non si può.
    Questa volta il deserto in cui sono stata è stato quello di Merzouga, nel sud del Marocco, li dove finiscono le strade al confine con la problematica Algeria, il confine si vede ed è segnato da delle montagne. Li finisce il Marocco e comincia il Paese limitrofo, sorgono vedette di militari e sabbia rossa.

    Accampamenti di nomadi sparsi e gruppi di dromedari che si ristorano. Una vita dura quella dei nomadi, che viaggiano per tutta la vita, si fermano finché la brulla e sterile terra da mangiare ai suoi animali per poi spostarsi. E’ il dromedario che decide se rimanere o andare via. Sono le risorse d’acqua la fonte di vita di un popolo che noi crediamo senza terra e alla ricerca perpetua di un luogo, non sapendo invece che la casa loro già ce l’hanno, solo che non ha mura.

  10. Era da tanto che volevo andare in Marocco per vedere in primis Marrakesh e poi il deserto, finalmente sono riuscita a fare questo viaggio in maggio del 2016, ritornata a Zagora a ottobre per il mio compleanno e ritonerò per vedere Erg Chigaga.
    Devo dire che ho visto il deserto dell’Egitto e poi quello della Tunisia, ma Merzouga e il suo deserto è quello che più mi è entrato nel cuore.
    Ho conosciuto molti del posto, è un popolo meraviglioso. Sto organizzando per marzo 2017 un’altra settimana tra Fez dintorni e tre giorni di Trekking in deserto.
    Non vedo l’ora di rivedere quel cielo pieno di stelle, il tramonto e l’alba e soprattutto il silenzio surreale che solo in quei posti puoi vivere.

    • Ciao Antonella e grazie per averci raccontato le tue impressioni. Hai ragione, il Sahara qui a Merzouga è pura emozione, qualcosa che trascende molti altri deserti che ho visitato. Se andrai nella zona di Fez ti consiglio di fare un salto a visitare Volubilis, sito romano in cui si possono vedere ancora importanti resti dei mosaici e degli edifici che formavano questa importante località.
      Ah, ovviamente torna a farmi sapere come saranno andate le tue avventure in Marocco 2017 🙂 Buon viaggio!

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