Necropoli di Montessu, scoprire la storia antica della Sardegna

Domus de janas della Necropoli di Montessu
Domus de janas della Necropoli di Montessu

La Sardegna è un’isola dalla storia antichissima. Dalle pieghe delle rocce consumate dal tempo al fragore delle onde che si infrangono sulle coste, tutta la Sardegna ha innumerevoli storie da raccontare. Oggi ti porto a scoprire la Necropoli di Montessu, un sito sensazionale che viene dall’Età della Pietra.

La Necropoli di Montessu si trova a Villaperuccio, nella provincia del Sud Sardegna. La zona è ben collegata e facilmente raggungibile seguendo le indicazioni del navigatore.

Se sei appassionato di rovine e archeologia la Sardegna ne è ricchissima e, per godersele al meglio, è indispensabile noleggiare un’automobile.

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La necropoli si trova qualche chilometro fuori dal centro di Villaperuccio, sul versante di una collina trachitica, chiamata Sa Pranedda, conformata in modo simile a un anfiteatro.

Necropoli di Montessu
Necropoli di Montessu
 

Visitare la Necropoli di Montessu

Il sito è considerato la necropoli più grande della Sardegna meridionale, grazie alle decine di tombe ipogee che si trovano scavate nella roccia.

Questo tipo di costruzioni sono anche conosciute come domus de janas, che in sardo significa case delle fate. Si trovano un po’ in tutta l’isola, anche solitarie, ma Montessu è uno dei casi in cui circa 40 tombe si trovano raggruppate tutte assieme.

Il percorso di visita comincia con una lunga salita che conduce dal parcheggio fino all’area di visita. Questo primo tratto è piuttosto ripido e in alcuni passi non omogeneo, occorre quindi indossare scarpe comode e fare molta attenzione lungo il cammino.

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Spirali incise nelle domus de janas della Necropoli di Montessu
Spirali incise nelle domus de janas della Necropoli di Montessu

Itinerario tra le domus de janas di Montessu

Per permettere al visitatore di orientarsi, a Montessu sono presenti alcune indicazioni. È bene però fare attenzione. In alcuni tratti la segnaletica è carente e a volte il percorso di visita torna indietro per proseguire alla scoperta delle tombe. Non facendo attenzione si rischia di intraprendere il percorso trekking, che in verità è panoramico e molto suggestivo, ma che rende la visita più lunga ed evita parte delle aree più interessanti della Necropoli di Montessu.

Insomma, arrivati al prato antistante le tombe il percorso indica di andare a destra. Qui si trovano le prime 6 tombe. Possiamo dire che siano le più semplici, ma permettono comunque di capire come fossero strutturate queste costruzioni. Una di esse presenta evidenti le incisioni di spirali (simbolo della Dea Madre) sulla parte della volta che ancora resiste.

A questo punto sembra che il percorso prosegua salendo ancora più su. In realtà questa diramazione è l’inizio del percorso trekking che aggira la Necropoli di Montessu. Se vuoi puoi percorrerlo, è decisamente immerso nella natura e a tratti molto paesaggistico. Questo cammino però si ricollega al fondo del percorso di visita e non consente di vedere le altre tombe del sito, se non tornando poi indietro.

Sa Cresiedda, vista frontale
Sa Cresiedda, vista frontale – Necropoli di Montessu

Sa Cresiedda e il secondo gruppo di tombe

Per proseguire la visita occorre, quindi, andare a sinistra. Facendo qualche passo ci si accorge che il profilo della montagna nasconde in realtà gli ingressi di alcune domus de janas molto appariscenti e, oserei dire, monumentali. Forse le più importanti di Montessu.

La tomba più grande è Sa Cresiedda e presenta, sul fronte, una serie di megaliti disposti a semicerchio. Alla tomba si accede da un ingresso alto circa 2 metri, che conduce ad un ampio vestibolo. Attraverso 3 aperture si può accedere alla camera mortuaria ripartita da robusti divisori nei quali si aprono gli accessi. Le aperture sono disposte in modo da simboleggiare gli occhi e le cavità craniche. Il luogo è molto suggestivo.

Accanto a Sa Cresiedda si trova un’altra tomba molto significativa. È la Tomba delle Spirali, la cui anticella è decorata con denti di lupo in ocra rossa, simbolo della rigenerazione. Una falsa porta indica il passaggio per l’aldilà, vi sono motivi di festoni e a candelabro, e le molte spirali simboleggiano la Dea Madre.

Sa Cresiedda è decisamente una tomba monumentale. Di fronte ad essa, all’altro capo della conca della montagna, si trova Sa Grutta de is Procus (la grotta dei porci), anch’essa monumentale. Queste due tombe si trovano in questa posizione poste a proteggere le altre tombe e il sonno dei defunti che riposano a Montessu.

Circa 40 tombe si trovano nella Necropoli di Montessu
Circa 40 tombe si trovano nella Necropoli di Montessu

Le tombe comuni della Necropoli di Montessu

Proseguendo la visita si incontrano ancora un paio di tombe prima di ritrovarsi di fronte a una parete rocciosa. Sopra quest’altura passa il percorso trekking, mentre appena sotto il bordo si vedono, numerose, le aperture che rivelano la presenza di una serie di tombe.

Sono sicuramente tombe più semplici, ma non mancano in esse le tracce di incisioni e una certa distinzione di ambienti che rivelano l’importanza che la Necropoli di Montessu aveva millenni or sono.

È evidente che questi non erano soltanto buchi nella roccia. Ogni tomba aveva un vano centrale che dava accesso a due o tre ‘lobi’, settori in cui venivano deposte le salme.

Nella zona antistante le tombe si trovano ancora alcuni monoliti che delimitavano la zona. L’intera area ha un’atmosfera particolare, molto suggestiva.

La tomba delle corna
La tomba delle corna – Necropoli di Montessu

Sa Grutta de is Procus e l’ultimo gruppo di tombe

L’ultimo gruppo di tombe presenta delle costruzioni di notevole importanza per Montessu.

Sa Gruta de is Procus ha una struttura più articolata, disposta in modo analogo a quella di Sa Cresiedda. Anche qui troviamo un ampio ingresso e 3 aperture che permettono di accedere alla camera mortuaria tripartita. Ricorre lo schema del teschio e, come per l’altra tomba monumentale, è possibile accedere per vedere meglio la struttura dall’interno.

Vicino ad essa si trova una tomba dalla struttura più verticale. Per accedervi occorre calarsi con cautela nel pozzetto d’accesso utilizzando la roccia come scala naturale. L’apertura non è grandissima, ma vi si accede tranquillamente.

Una volta raggiunto il fondo e alzato lo sguardo sono rimasto sbaordito. L’intera volta della Tomba delle Corna è decorata con decine di incisioni a forma di corna di varie dimensioni e forme. Questa simbologia si riferisce al Dio Toro, controparte maschile della Dea Madre.

Trovarsi circondato da quelle incisioni mi ha fatto sentire abbracciato dalla storia millenaria. L’intera Necropoli di Montessu è una continua emozione, così ricca di significati e testimone di una cultura che visse qui in Sardegna.

Le aperture delle tombe monumentali ricordano un teschio - Necropoli di Montessu
Le aperture delle tombe monumentali ricordano un teschio – Necropoli di Montessu

Informazioni e consigli di visita

La visita della Necropoli di Montessu dura circa 1 ora e mezza, se non sbagli il percorso.

È bene sapere, per completezza, che esiste un quinto gruppo di tombe. Sono più piccole e meno significative, ma comunque visitabili. La visita in questo caso dura 2 ore abbondanti.

Al termine del percorso vi è un sentiero che riconduce ai parcheggi. L’intero percorso è quindi un anello.

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Al punto di partenza si trova un ampio parcheggio. Di fianco ad esso, in un edificio, si trovano la cassa dove acquistare i biglietti, un piccolo shop e un’interessante esposizione che spiega la storia di Montessu. Documentarsi un po’ qui può essere un buon modo per comprendere al meglio la storia e i significati di questo sito.

Se invece preferisci una visita della Necropoli di Montessu più approfondita puoi chiedere alle guide di accompagnarti.

Ricorda, infine, indossa scarpe comode e armati di molta curiosità, la Necropoli di Montessu non ti deluderà!



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Panorama nella Necropoli di Montessu
Panorama nella Necropoli di Montessu
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Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

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