Oslo, “Il grande freddo”

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Vigeland Park, Oslo
Vigeland Park, Oslo

Parafrasando il titolo di un grande film del 1983 diretto da Lawrence Kasdan, vi voglio raccontare del mio viaggio ad Oslo, una delle capitali nordiche più affascinanti. Questo viaggio è iniziato all’insegna del “ma sì dai!”…

Un caro amico si stava organizzando per andare ad Oslo e lì avrebbe raggiunto due amiche che già vivono in città.
La prima, donna di classe e dalla profonda cultura. La seconda, artista per passione e lavoro, è amante della musica trasferitasi lì per incontrare il leader di una band con cui era in contatto.

A questa curiosa proposta di viaggio non seppi dire di no, anzi, mi scappò proprio il… ma sì dai!

Il nostro viaggio, contrariamente a ciò che immaginavo, non avrebbe avuto inizio nella bella stagione, bensì nel pieno dell’inverno.
Per farla breve il 21 di gennaio, dopo tre ore di volo compreso il viaggio in pullman, mi trovavo all’esterno del terminal dei bus di Oslo.
Osservavo la città e suoi cittadini indaffarati con aria smarrita.
Davanti a me, come giudici rigorosi, si innalzavano palazzi e grattacieli, nel mentre, sopra di me, cadeva una neve dall’aspetto polveroso ad una temperatura di meno 15° gradi.

La neve ammanta Aker Brygge, Oslo
La neve ammanta Aker Brygge, Oslo

Non lo nego, in quel preciso istante una valanga di pensieri turbinava nella mia mente, ma solo uno era quello che echeggiava: “ma chi me lo ha fatto fare?”
Avevo immaginato tutti i norvegesi alti e biondi, un po’ come vichinghi che si vedono nei film, una via di mezzo tra gli hipster e Chris Hemsworth, l’attore principale del film Thor, e Oslo come una città fatta di casette bianche e basse.
La realtà è molto diversa, essendo la città una capitale cosmopolita, di fronte a me, in un andirivieni di persone infreddolite, vedevo sfilare indiani, africani, romeni e molte altre etnie che poco rievocavano i fasti dei miti nordici.

Dopo questo primo smarrimento, mi sono ripreso, si riparte per Il Cochs.
Abbiamo scelto questo pensjonat per una serie di motivi: è una via di mezzo tra appartamenti per studenti, con tanto di cucinino, e camere d’albergo per turisti. Il prezzo inoltre è più che ragionevole e le stanze sono comode e pulite, si parte dai €62,00 per arrivare ai €137,00 della più cara. Pratico per tutte le tasche anche rispetto ai prezzi della città.
Giunti lì ogni mia remora era passata, anzi, una sorta di eccitazione mi pervase, non vedevo l’ora di scoprire Oslo!
La cosa bella è che il nostro alloggio si trovava a pochi passi dal palazzo reale di Oslo, il Det Kongelige Slott, più familiarmente chiamato con il nome di Slottet e al centro città.
Quando scrivo pochi passi lo intendo veramente, in linea d’aria saranno poco più di 500 metri, ma cosa ancora più piacevole è una deliziosa caffetteria self/service situata proprio dietro lo stabile.
Li fanno le colazioni proprio come piacciono a me, brioche all’uvetta sultanina, dolci speziati dai sapori tipicamente norvegesi, affettati, pane in cassetta e poi il tè, le tisane o il caffè nero bollente a litri! Ecco!

Slottet di notte, Oslo
Slottet di notte, Oslo

Il caffè a Oslo

Qui apro un capitolo a parte per il caffè…

Ovviamente sarà quasi impossibile trovare la bevanda come la facciamo noi in Italia per cui, per non incappare in delusioni mostruose, tanto vale prendere il locale beverone al caffè.
Lo cito perché, oltre essere simile al caffè americano, ha un potenziale di pericolosità estremamente elevato.
Viene servito in comodi bicchieroni termo resistenti quindi, dopo mezz’ora, il caffè è ancora bollente, è come appena fatto.
Io ho perso istantaneamente l’uso della lingua per circa un giorno, qualcuno se n’è rallegrato, ma miseria quanto male!
Ora non so voi, ma a me, dopo aver rimescolato zucchero e latte, piace leccare il cucchiaino per sentire se la miscela è come la desidero. Bene!
Sappiate che lì il cucchiaino è un’asticella di legno e non appena lo immergerete nel caffè bollente rilascerà quel poco di resina che contiene, la conseguenza è che il vostro intento fallirà miseramente. Appena lo farete, la vostra lingua, rimarrà quasi appiccicata sull’asta lasciandovi uno sgradevole sapore di resina ed una smorfia di disgusto sul volto. È un po’ come leccare un’asse di compensato. E…non chiedetemi perché lo so ;-).

I canali di Aker Brygge, Oslo
I canali di Aker Brygge, Oslo

Orientarsi e visitare Oslo

Tornando a noi, Oslo è una gradevole città, nonostante sia una capitale, è veramente a misura d’uomo.
Sono comodi servizi di spostamento, i taxi a tutte le ore e i piccoli supermarket dove all’interno potrete trovare di tutto, all’incirca come le nostre vecchie botteghe di paese.
I norvegesi hanno il culto dell’ordine e della pulizia nel rispetto del prossimo per cui ricordate bene di non sporcare gettando carte o mozziconi di sigaretta a terra perché potreste venire multati.
Inoltre lì le tasse sugli alcoolici sono molte alte, prestate attenzione nel consumare birra o altre bevande senza controllare prima il prezzo, noi per 4 birre alla spina abbiamo speso circa €60,00.

Vista sul porto, Aker Brygge, Oslo
Vista sul porto, Aker Brygge, Oslo

Avendo trascorso solo tre giorni non ho potuto percorrere molto la città, quindi ho visitato quello che per me era essenziale: il Vigeland Park, un centro commerciale locale, il quartiere della “movida”, un museo, e il centro città.
Il centro commerciale si trova ad Aker Brygge, la ex zona dei docs, vecchie fabbriche magazzini in cui venivano stipate le merci scaricate dalle navi.
Ora quest’area ha subito una trasformazione radicale, vi sono edifici all’avanguardia ed è diventata un polo attrattivo, vi si trovano uffici, negozi, ristoranti, cinema e il centro commerciale.
La progettazione del quartiere ha volutamente mantenuto in parte le sua origine di banchina portuale, qui si possono infatti trovare i battelli o i piccoli velieri che partono per il giro turistico del fiordo di Oslo.
Nonostante il freddo è piacevole poter sostare ai tavoli all’aperto dei ristoranti o delle caffetterie ammirando il vicino fiordo.
Le sedie sono provviste di calde pellicce sintetiche e ci sono poi lampade a gas per scaldare gli avventori.
Dopo aver passeggiato per il quartiere mi sono diretto verso il centro, qui ne ho approfittato per visitare il parlamento norvegese lo Stortinget.

Stortinget, il Parlameto di Oslo
Stortinget, il Parlameto di Oslo

Un’esperienza piacevole, in un’oretta di tempo si apprende l’organizzazione politica della Norvegia e si ammira la sala in cui vengono prese le decisioni più importanti.
Inoltre dalle finestre del parlamento si ammira tutto il parco che conduce fino allo Slottet, il palazzo reale.
Da qui una breve passeggiata nella via centrale di Oslo la Karl Johans Gate.
Scrivo breve perché a -15° gradi si fa fatica a resistere una giornata intera all’aperto senza restare assiderati. Contrariamente a noi che non siamo abituati, lì i ragazzi e le ragazze non soffrono il freddo, ne ho viste alcune in minigonna e camicetta bere tranquillamente cocktail all’aperto di sera.
Io: triplo strato di maglie, giubbotto, viola dal freddo e quasi morto assiderato!

Vista della città da una finestra dello Stortinget, il Parlameto di Oslo
Vista della città da una finestra dello Stortinget, il Parlameto di Oslo

La visita prosegue al Vigeland Park, opera del noto scultore norvegese Gustav Vigeland, in una esposizione permanente le sue sculture di uomini, donne e bambini sono all’interno del Frognerparken e rappresentano il ciclo della vita dalla nascita alla morte.
Sotto il bianco manto della neve ho trovato inquietanti queste enormi statue, soprattutto l’obelisco di corpi umani, più che il ciclo della vita in me evocavano l’idea di un “olocausto”, in compenso ho trovato magnifici i cancelli in ferro battuto.

Vikingskipshuset, Casa delle navi vichinghe, Oslo
Vikingskipshuset, Casa delle navi vichinghe, Oslo

Il giorno dopo la visita prosegue al museo Vikingskipshuset, tradotto letteralmente dal norvegese in “la casa delle navi vichinghe”.
L’ho trovato magnifico, poter ammirare gli oggetti e le navi originali con cui i vichinghi solcavano i mari mi ha affascinato.
I prezzi dei biglietti sono un po’ cari, ma siccome li ci si andrà una volta sola ho valutato che il gioco valeva la candela.
Ricordate che vi sono molti altri siti importanti da visitare come il Munchmuseet (museo di Munch) dove sono esposte le opere del famoso pittore espressionista, il Fram, questo museo è dedicato alle esplorazioni polari, l’imponente fortezza medievale Akershus.
Rientrando al Cochs pensjonat mi sono poi concesso quella che definirei le ciliegine sulla torta: una visita all’Operahuset di Oslo, questa innovativa struttura è la sede del teatro dell’opera e due lunghe rampe laterali permettono ai turisti di salirne la sommità per ammirare il panorama.
A proposito di panorami ricordate il Radisson Blu Scandinavia Hotell, qui, all’ultimo piano del grattacielo, vi è un bar con vista panoramica sulla città: assolutamente da non perdere sia di giorno che di notte.

Concludendo Oslo è una città magnifica, un pochino cara, ma c’è molto da vedere e da visitare.
È una città in fermento, piena di iniziative culturali e sportive e poi… se è piaciuta a me che sono un freddoloso e l’ho visitata in gennaio, provate a immaginare quanto possa esser bella in primavera o in estate.

I cancelli di Vigeland Park, Oslo
I cancelli di Vigeland Park, Oslo

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About Luca Agostini 16 Articoli
Ciao a tutti, sono Luca Agostini, da alcuni anni conosco Gian Luca e Emanuele, ma è stata una casualità a portarmi a scrivere su queste pagine, una coincidenza di eventi per la quale da semplice lettore oggi mi ritrovo ad essere blogger per caso. Pur non essendo di origini biellesi sono nato a Biella, classe 1971, e negli anni passati ho lavorato nelle più grandi aziende tessili del biellese quali Liabel, Fraver s.pa. del gruppo Verzoletto e Cerruti 1881. Nel 2008 ho radicalmente cambiato la mia vita professionale andando a lavorare alla Bi.Biel s.a.s, è un forno artigianale dolciario dove la passione per il proprio lavoro e l’amore per i prodotti genuini ne fanno motivo di vanto e di continua ricerca. Blogger per caso La collaborazione con i blogger di Sphimm’s Trip (ora Viaggia e Scopri) nasce dall’incontro occasionale durante l’evento, da loro organizzato, #biellastoria. blogger per caso, Luca AgostiniIn questa occasione abbiamo avuto modo di scambiare alcune nostre esperienze personali, qui è emersa la mia passione per i viaggi, per la fotografia di paesaggi naturali e mete turistiche. Questo desiderio comune di esplorare luoghi lontani e anche vicini a noi, ma poco conosciuti, mi ha offerto l’occasione di collaborare con loro in veste, a me nuova, di cameraman durante la promozione turistica di #boccadimagra. Un evento elettrizzante, volto a valorizzare il paesaggio, la storia e la cucina tradizionale lunigiana nel comune di Ameglia, comune sfregiato dall’alluvione del dicembre 2009 e che, grazie all’amore dei suoi abitanti, sta tornando al suo nativo splendore. In due giorni guardare, visitare e documentare tutto ciò che Ameglia ha da offrire è stata una vera e propria prova di forza, non una vacanza come potevo inizialmente pensare, assolutamente no! L’entusiasmo di “Sphimm“, dei blogger e l’ospitalità degli abitanti locali, conosciuti all’evento, mi hanno galvanizzato, travolto e fatto apprezzare tutto ciò. Contagiato da questa passione ho cominciato di recente a scrivere io stesso un blog di viaggi: Pratical Travel. Insomma, grazie a loro, è nata questa collaborazione contagiosa che mi ha fatto conoscere ed apprezzare la figura del blogger e a chissà a quali nuove esperienze mi potrà condurre… consideratemi un blogger per caso!

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