Parco del Buddha Gigante di Leshan, Cina

Sculture nella montagna del Parco del Buddha Gigante di Leshan
Sculture nella montagna del Parco del Buddha Gigante di Leshan
Fin dal momento in cui cominciai a organizzare il mio viaggio in Cina, sapevo che avrei voluto vedere i panda e uno dei luoghi migliori per venire in contatto con loro è la città di Chengdù, nella provincia del Sichuan.
Ciò che ignoravo era la presenza, nella vicina città di Leshan, di un parco molto amato dai cinesi, un luogo mistico e molto interessante dove sono radunate le statue del Buddha provenienti dalle varie culture buddhiste del mondo, stesso culto quindi, ma notevole differenza di stile nella loro costruzione, il che ne determina una varietà straordinaria di tratti somatici e posture in base alle credenze o alla tradizione che caratterizza la popolazione dalla quale una data statua proviene.
Arrivando così vicino a un luogo simile, non posso assolutamente lasciarmi scappare l’occasione di visitarlo, decidiamo quindi di domandare all’agenzia viaggi (questo fu l’ultimo viaggio organizzato della mia vita) di poter fare una deviazione per visitare il Parco del Buddha Gigante di Leshan.
Città di Leshan, dove si trova il Buddha Gigante di Leshan
Città di Leshan, dove si trova il Buddha Gigante di Leshan

Abbandonare il tour e fare di testa propria

Bastano i primi preventivi a distoglierci dall’idea di questa tappa aggiuntiva, per una gita di una giornata consistente nel raggiungere Leshan, visitare il parco e rientrare a Chengdù verso le 17 ci vengono chiesti dai 600€ agli 800€ in due, una cifra a mio parere esorbitante se si considera il basso costo della vita in Cina, sopratutto lontano dalle città più conosciute in occidente.
Tenace e desideroso di viaggiare a modo mio, comincio così una ricerca per capire se sia possibile raggiungere il parco autonomamente e visitarlo senza perdersi tra gli impronunciabili paesi delle vaste province cinesi.
Sfogliando una delle mie prime guide Lonely Planet mi rendo conto che ciò che voglio fare è possibile, solo non riesco a comprendere come. Dovrei essere sul posto e vedere e capire direttamente i luoghi e le persone per orientarmi e decidere come muovermi.
Forse preso da un’irresponsabile impeto decido di domandare all’agenzia viaggi due giorni di libertà, due intere giornate senza una guida, in cui avremmo potuto, a piccoli passi, escogitare il modo di effettuare questa folle visita.
Folle in quanto mi pareva un po’ stupido catapultarmi alla cieca in un paese in cui, con molta probabilità, nessuno avrebbe parlato una lingua a me comprensibile, una sensazione di avventurosa inquietudine che pian piano prese vita e crebbe in me fino a farmi insistere talmente da spuntare un giorno e mezzo di libertà, a patto che il secondo giorno, alle 17, si fosse pronti per rientrare in Italia.
Il Buddha disteso lungo 171 metri e scolpito nella montagna, Buddha Gigante di Leshan
Il Buddha disteso lungo 171 metri e scolpito nella montagna

Raggiungere Leshan in bus da Chengdù

Nelle poche ore precedenti il giorno fatidico ci siamo recati alla stazione dei bus, poco distante dal nostro hotel, ma senza riuscire a risolvere il problema degli orari, il terminal sembra uno scalo aeroportuale, con tanto di gate e piste per la sosta dei mezzi, tutto rigorosamente scritto in ideogrammi cinesi.
Con l’aiuto della receptionist del Leeden Hotel, dove soggiorniamo, che in realtà ci osserva come fossimo due pazzi, scopriamo che il primo bus al mattino parte alle 6.30 ed impiega un’ora e venti minuti circa per raggiungere Leshan.
Armati di un foglietto con le parole ‘Leshan‘ e ‘andata e ritorno‘ scritte in ideogrammi gentilmente dalla receptionist, ci rechiamo alla stazione dei bus e, in modo impacciato ma molto divertente, spieghiamo che vogliamo comprare due biglietti per Leshan.
Nota pratica: se non avete studiato il cinese, non cercate di leggere i nomi delle località, loro li leggono sempre in maniera differente e quasi mai ci si riesce a spiegare a parole, se non con qualche vocabolo scarabocchiato su un foglietto da block notes.
Il biglietto del bus ha un costo di 0,60€ a testa, veramente poco, e dopo alcuni minuti veniamo chiamati per accedere al veicolo in partenza.
Sbagliare autobus è praticamente impossibile, la pista è indicata anche da un numero, non solo da ideogrammi, e in ogni caso due hostess controllano e ricontrollano il biglietto, la prima per vidimarlo e la seconda poco prima di salire sul veicolo.
Il bus è nuovo e molto accogliente, i sedili comodi rendono confortevole il viaggio che scorre quasi senza tempo, l’arrivo a Leshan ci viene annunciato dalla hostess che passa tra i sedili per far scendere tutti cloro che hanno terminato la corsa alla quale domando come poter raggiungere il Buddha Gigante di Leshan.
Gentilmente la ragazza mi indica un piccolo bus navetta, non servono parole, è la navetta che ci condurrà all’ingresso del parco.
Statua di Buddha, Buddha Gigante di Leshan
Statua di Buddha

Ingresso al Parco del Buddha Gigante di Leshan

I cancelli all’entrata sono molto semplici, un grosso portone di legno massiccio da cui si accede ad un arco dove si trova la biglietteria, impieghiamo alcuni minuti a farci capire, l’anziana signora alla cassa parla solo cinese e dopo vari tentativi comprende di doverci scrivere in cifre il totale da pagare, circa 20€, 10€ a testa di ingresso quindi, per tutta la giornata.
Non so cosa mi aspettassi da questo parco, forse una specie di tempio in cui viene custodita una statua scavata nella roccia, invece lo spettacolo che ci si presenta davanti è emozionante e meraviglioso.
In un contesto immerso totalmente nel verde ci troviamo su un sentiero di ghiaia, poco più avanti, una piccola fontana, si trova al centro del primo bivio di questo intricato groviglio di camminamenti, in lontananza a sinistra, si scorge una grande collina parzialmente alberata, la parte inferiore presenta varie statue che da vicino devono essere immense, mentre nella parte superiore, disteso sul lato lungo del colle, è scolpito un Buddha coricato che scopro poi essere lungo 171 metri, il Buddha disteso più grande al mondo, apprezzabile per intero solo a una certa distanza.
Tuttavia non è lui la star del parco, esiste un altro Buddha Gigante di Leshan, anch’esso di dimensioni mastodontiche e noi svoltiamo a destra nella direzione che ci indicano le frecce.
Raffiugurazioni sacre del Buddha, Buddha Gigante di Leshan
Raffiugurazioni sacre del Buddha

Natura, divinità e paesaggi incantevoli

Per gli amanti della natura c’è davvero da perdersi, i sentieri si addentrano nel bosco e si tramutano in scalinate nella natura, in mezzo a tutto questo, di tanto in tanto compare una statua, un Buddha dai lineamenti particolari, uno tipicamente indonesiano, un altro più indù, altri ancora con i tratti della cultura giapponese, thailandese o delle numerose nazioni asiatiche di religione buddhista.
Si rimane senza fiato di fronte alla fontana con le dee danzanti che dovrebbe, secondo le credenze, imprigionare e sconfiggere i demoni maligni, come davanti alla statua della dea della magnanimità, dalle molte braccia, che danza in mezzo all’erba.
Salendo il colle per giungere all’altro lato si passa attraverso delle suggestive grotte, in una di esse, Avalokitesvara, la dea dalle mille braccia, osserva i passanti stringendo tra le sue dita innumerevoli rimedi per i problemi dei propri fedeli.
Un’altra zona molto suggestiva è una piccola valle costeggiata da un sentiero dal quale partono piccoli ponti sospesi che raggiungono degli edifici sul versante opposto, tutti in tipica architettura orientale, con le caratteristiche tegole in ceramica laccata e lucida.
Al termine del sentiero, attraverso una piccola piazza, si accede a tre lunghe gradinate che conducono ad altrettante cappelle di notevoli dimensioni in cui si trovano dei Buddha tipicamente cinesi, dal fisico grassottello e lo sguardo simpatico.
Parco del Buddha Gigante di Leshan
Parco del Buddha Gigante di Leshan

Il Buddha Gigante di Leshan

Il Buddha Gigante di Leshan però si trova sul lato opposto della collina, arrivando nelle sue vicinanze si trova un vasto piazzale con molte transenne fissate a terra in cui la gente si mette in fila per poter vedere da vicino la statua.
Affamati decidiamo di aspettare un momentino e compriamo alcuni snack da un ambulante, il cibo da strada del resto è sempre gustoso e sbrigativo quando non si ha tempo di mangiare al ristorante, inoltre come sempre è molto economico e riusciamo a saziarci con una spesa di 4 o 5€ totali.
La fila per scendere ai piedi del Buddha è molto lunga, ma questo è l’unico punto del parco in cui abbiamo incontrato una grande quantità di gente tutta assieme, probabilmente i visitatori convergono qui per rendere omaggio al Buddha Maitreya seduto più grande al mondo.
Intorno a noi quasi tutti sono asiatici e ben presto ci rendiamo conto che nessuno parla l’inglese, e men che meno l’italiano, ma riusciamo a comunicare con una famiglia di tre americani che, vedendo dei volti più occidentali, si avvicinano per scambiare alcune parole, finalmente.
La scalinata che scende fino alla sponda del fiume costeggia la fiancata dell’imponente statua scolpita nella roccia del Monte Leshan e posta di fronte al Monte Emei, alla sua base si trova un piccolo spiazzo e ci si trova ai piedi del Buddha Gigante di Leshan, punto in cui lo si ammira in tutta la sua grandiosità, 71 metri di statua seduta lungo i fiumi, 28 metri di larghezza all’altezza delle spalle.
La discesa è molto lenta e consente di ammirare la costruzione da varie angolazioni e di esplorare con la vista le particolareggiate caratteristiche del volto, decisamente più dettagliato del resto del corpo della divinità.
Particolarmente impressionante è osservare le persone in piedi accanto alle sue orecchie, alte 7 metri, che ben rendono la grandezza di questo Buddha.
Se avete la possibilità di navigare sul fiume approfittatene, la vista che si gode dal largo è ancora più suggestiva poiché permette di vedere altre due sculture poste lungo la montagna ma invisibili da terra se ci si trova vicini al grande Buddha.
Buddha Gigante di Leshan
Buddha Gigante di Leshan

Storia del Buddha Gigante

La costruzione del Buddha Gigante di Leshan risale all’anno 713 e fu condotta dal monaco Haitong, il quale sperava che Buddha potesse placare le turbolente acque dei tre fiumi che confluiscono in questa zona, Minjiang, Dadu e Qingyi, che costituivano un vero problema per le imbarcazioni che transitavano nella zona.
Secondo la leggenda, Haitong, trovatosi in scarsità di fondi, per provare la propria buona fede in ciò che affermava si cavò i suoi stessi occhi, ottenendo così grande credibilità dai suoi discepoli che terminarono la costruzione 90 anni dopo.
L’enorme quantità di roccia e detriti, asportati dalla montagna per plasmare la statua, venne riversata nel fiume e si depositò sul fondo alterando il corso delle acque, in tal modo cessarono di verificarsi mulinelli e la navigazione divenne veramente più sicura.
L’area dei Monti Emei, compresa l’area dove si trova il Buddha Gigante di Leshan, fu inserita nei luoghi Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO nel 1996.

E poi non viaggerò più organizzato…

Ammaliati da tanta grandezza ci siamo un po’ persi e non ci siamo accorti del tempo che scorreva, alle 15.30 circa riusciamo comunque a prendere il bus che ci riporterà a Chengdù, un rientro silenzioso ripensando all’emozione di questa visita fai da te che ci ha fatto comprendere di poterci muovere autonomamente anche dove nessuno sembra riuscire a capirci.
La differenza dei costi poi la dice lunga, abbiamo speso per questa giornata un totale di circa 60€, se contiamo i souvenir acquistati, una notevole differenza rispetto ai 600€ minimi richiesti dal tour operator.
Ecco come ho capito che mai più avrei viaggiato con un tour organizzato, forse meno comodo, ma sicuramente molto più profondo e rivelatore, il viaggio fai da te ti lascia sempre arricchito internamente, perché, comunque vada, sarà un’esperienza che non potrai dimenticare.
Buddha nelle culture orientali, Buddha Gigante di Leshan
Buddha nelle culture orientali
About Gian Luca Sgaggero 530 Articoli
Aka Sphimm, travel blogger, web content writer e social media strategist, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero in questo mondo che sempre più spesso somiglia ad un teatrino a misura di turista. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Mansione: fotografo e redattore blog, organizzatore e promotore viaggi estero.

12 Comments

  1. Mi hai fatto sognare. Che dire? Quante meraviglie ci sono al mondo… tutte meritevoli di essere scoperte. La Cina sembra ancora così lontana da noi e forse lo è, ma bisogna ammettere che raccoglie degli incanti unici.

    • Hai ragione Lara, sono convinto di aver passato in Cina troppo pochi giorni e di aver visto troppe poche cose! Ci tornerò un giorno, c’è un mondo da scoprire! 🙂

  2. Ho trovato questo sito per caso e lo trovo molto interessante.
    Quest’estate mi recherò in Cina e in programma c’è proprio quest’escursione e sto cercando di capire da Chengdu da quale stazione degl’ autobus partire, mi puoi dire il nome della stazione da dove sei partito tu?
    Grazie
    Jessy

    • Ciao Jessy, grazie per apprezzare i nostri sforzi. Ho verificato che non sia cambiato nel corso del tempo, ma vedo che è ancora come quando andai io, il bus per Leshan parte dalla Chengdu Shiyang Station, ricordo che il costo è molto basso e il viaggio dura un’ora e mezza stando larghi, vedrai che sarà un’esperienza indimenticabile. Quando arrivi a Leshan alla Central Bus Station guardati bene attorno, non è difficile trovare il bus navetta che conduce al parco, anche in questo caso il prezzo è molto basso! Sono curioso di sapere se troverai le nostre stesse difficoltà di comunicazione, aspetto quindi un tuo report post viaggio, io ricordo che nessuno parlava inglese in quella regione della Cina. Buon viaggio e a presto!
      P.S. Trovi info sui bus da Leshan (e viceversa) a questo link: http://www.travelchinaguide.com/cityguides/sichuan/leshan/transportation/

      • Ciao Gian Luca, ho visto ieri un documentario sulla Cina sul NatGeo e parlava di tantissimi posti in Cina, per noi quasi sconosciuti, ma delle vere bellezze naturale. Ho trovato il tuo blog super interessante, principalmente per me che sono una viaggiatrice fai da te innamorata dei posti diversi dai soliti itinerari proposti dalle agenzie. Amo la natura e questo viaggio l’ho già messo nella mia wish list. Grazie

        • Ciao Simona, è un piacere ricevere messaggi come il tuo, sono felice che ti possa essere utile questo post per organizzare il tuo prossimo viaggio. Anzi, sarò curioso di sapere come andrà e che emozioni avrai provato! 😀

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