Le Rive Rosse sono uno dei paesaggi più particolari del Biellese, un territorio di colline, boschi e sentieri caratterizzato dalle insolite tonalità rossastre del terreno. Noi le abbiamo scoperte quasi per caso durante #ExploreBiella e abbiamo deciso di conoscerle in uno dei modi più divertenti: in sella a una mountain bike.
Fino alla nostra visita a Brusnengo avevamo sentito spesso parlare della Bessa e della Baraggia, ma il nome Rive Rosse non ci diceva praticamente nulla. È stato Emanuele Comoglio, incontrato durante la prima giornata trascorsa in paese, a raccontarci questo territorio e l’attività del Racing Team Rive Rosse.
La curiosità ha avuto subito la meglio. La mattina seguente ci siamo ritrovati in sella alle biciclette per seguire alcuni dei sentieri delle Rive Rosse, attraversando vigneti, boschi e colline fino a raggiungere la Madonna degli Angeli.
Non sono un ciclista particolarmente allenato e, come scoprirai continuando a leggere, qualche salita mi ha decisamente messo alla prova. Ma è stato proprio procedendo lentamente, e ogni tanto anche spingendo la bicicletta, che ho avuto il tempo di osservare un paesaggio completamente diverso da quello che immaginavo di trovare sulle colline del Biellese.
In questo articolo ti portiamo quindi alla scoperta delle Rive Rosse, raccontandoti dove si trovano, cosa le rende così particolari e come puoi esplorarle in mountain bike o a piedi, seguendo i sentieri che attraversano questo sorprendente angolo del territorio.

Dove si trovano le Rive Rosse
Le Rive Rosse si estendono nella parte orientale del Biellese, in un territorio collinare che prosegue verso la provincia di Vercelli. L’area interessa principalmente i comuni di Brusnengo, Masserano, Curino e Roasio, anche se la rete di sentieri permette di spingersi oltre questi confini e collegare diverse zone circostanti.
Noi abbiamo iniziato a esplorarle proprio da Brusnengo, lasciandoci progressivamente alle spalle il centro abitato e salendo verso il Canton Forte. Bastano pochi chilometri perché il paesaggio cambi: le case diventano sempre più rade, compaiono vigneti e boschi e il terreno assume quelle particolari sfumature che danno il nome alle Rive Rosse.
Una delle caratteristiche più interessanti di questo territorio è proprio la presenza di numerosi sentieri e strade sterrate, utilizzati dagli appassionati di mountain bike, ma percorribili in molti casi anche a piedi.
Le Rive Rosse non sono quindi un singolo luogo da raggiungere o un’attrazione delimitata, ma un territorio da esplorare, scegliendo il percorso in base al tempo a disposizione e al tipo di attività che vuoi praticare.
Perché si chiamano Rive Rosse
Il nome Rive Rosse deriva dall’aspetto caratteristico del terreno, che in diversi punti assume evidenti tonalità comprese tra il rosso, l’arancione e l’ocra.
È soprattutto percorrendo i sentieri che questa particolarità diventa evidente. Il colore del suolo contrasta con il verde dei boschi e dei vigneti e, nei punti dove la vegetazione lascia maggiormente scoperto il terreno, crea scorci insoliti che sembrano quasi appartenere a un paesaggio differente dal resto del Biellese.
Durante la nostra escursione ci aveva colpito proprio questo cambiamento. Salendo da Brusnengo verso le colline, le piste diventavano progressivamente più rossastre e in alcuni tratti rocciose, mentre attorno a noi comparivano rilievi segnati dall’erosione.
È questa combinazione di terre colorate, boschi e forme del paesaggio a rendere le Rive Rosse immediatamente riconoscibili e a creare quell’aspetto quasi “marziano” con cui vengono talvolta descritte.

Come esplorare le Rive Rosse
Le Rive Rosse sono un territorio particolarmente adatto a chi ama camminare, pedalare e trascorrere qualche ora nella natura. La rete di sentieri e strade sterrate che attraversa le colline permette di scegliere percorsi differenti per lunghezza e difficoltà, passando tra boschi, vigneti e punti panoramici.
La mountain bike è sicuramente uno dei modi più divertenti per esplorarle. Durante la nostra visita abbiamo incontrato numerosi ciclisti e scoperto quanto questa zona sia frequentata dagli appassionati, attratti dalla varietà dei tracciati e dalle caratteristiche del terreno.
Non è però necessario salire in sella. Durante la nostra escursione abbiamo incontrato anche alcuni runner e camminatori, e diversi percorsi possono essere affrontati a piedi, scegliendo naturalmente l’itinerario più adatto alle proprie capacità.
Qualunque sia il modo scelto, considera che le Rive Rosse sono un ambiente naturale e i percorsi possono presentare salite, discese e tratti sconnessi. È quindi importante scegliere un itinerario adatto alle proprie capacità e alle condizioni del terreno.
La nostra avventura in mountain bike nelle Rive Rosse
La nostra escursione nacque quasi per caso. Dopo aver ascoltato i racconti di Emanuele Comoglio e di Vera della Pro Loco di Brusnengo, chiesi se fosse possibile vedere di persona quel territorio di cui tutti sembravano parlare con tanto entusiasmo.
La risposta arrivò immediatamente: la mattina seguente il Racing Team Rive Rosse aveva in programma un’uscita e potevo unirmi al gruppo.
Non me lo feci dire due volte.
Alle nove del mattino mi presentai nella piazza del mercato di Brusnengo, senza particolare allenamento e, a essere sinceri, nemmeno con l’abbigliamento più adatto per affrontare un’escursione in mountain bike.
La cosa che mi sorprese fu scoprire quante persone avessero avuto la nostra stessa idea. Quella mattina diversi gruppi stavano partendo per esplorare le Rive Rosse e, secondo quanto ci raccontarono, complessivamente erano presenti circa 200 ciclisti.
Il nostro gruppo era composto da adulti e bambini e questo, inizialmente, mi tranquillizzò. Tutti mi rassicuravano sul fatto che il percorso non fosse particolarmente difficile. Nessuno, però, aveva detto che sarebbe stato facile.
E io avrei scoperto molto presto la differenza.

Da Brusnengo al Canton Forte tra i vigneti
Partiti dalla piazza del mercato, abbiamo attraversato il centro di Brusnengo e iniziato lentamente a salire verso il Canton Forte. Il gruppo procedeva compatto e allegro e, almeno durante i primi chilometri, riuscivo ancora a convincermi che sarebbe stata una tranquilla pedalata domenicale.
Il Canton Forte è uno dei nuclei storici del paese e, secondo quanto ci raccontarono durante la visita, proprio qui sorgeva un tempo il castello di Brusnengo, del quale oggi rimangono soltanto poche tracce.
Superato il cantone, abbiamo continuato a pedalare tra i vigneti che ricoprono le colline, uno degli elementi più caratteristici del paesaggio di questa parte del Biellese. La strada cominciava progressivamente a salire e la fatica a farsi sentire, ma il bello doveva ancora arrivare.
Seguendo le indicazioni per la Madonna degli Angeli, abbiamo imboccato un percorso sterrato e davanti ai nostri occhi il paesaggio ha iniziato a cambiare.
Il terreno diventava sempre più rossastro, in alcuni punti quasi roccioso, mentre la vegetazione lasciava intravedere le forme delle colline circostanti. Era autunno e gli alberi ormai spogli permettevano di osservare ancora meglio le sfumature rosse e aranciate delle Rive Rosse.
Dopo alcune curve e un paio di tornanti Brusnengo era ormai scomparsa dietro le colline. Attorno a noi rimanevano soltanto boschi, sentieri e rilievi rossastri.
Era esattamente il paesaggio che ero venuto fin quassù per scoprire.
La salita alla Madonna degli Angeli
A quel punto, però, iniziavo anche a comprendere che il mio entusiasmo era decisamente superiore al mio allenamento.
La salita si faceva progressivamente più impegnativa e gambe e fiato cominciavano a presentarmi il conto. Gli altri componenti del gruppo si fermavano ogni tanto ad aspettarmi, ma preferii invitarli a proseguire: avevo bisogno di rallentare e, in fondo, fermarmi qualche minuto mi permetteva anche di godermi quel paesaggio in completa tranquillità.
Poco dopo mi raggiunse il presidente del team, venuto a controllare che fossi ancora vivo. Ripresi coraggio e tornai in sella, ma dopo il tornante successivo la pendenza aumentò ulteriormente. In alcuni punti avevo la sensazione che la bicicletta potesse impennarsi e decisi che continuare a piedi fosse una soluzione decisamente più dignitosa che ribaltarmi all’indietro.
Spinsi così la mountain bike fino alla curva successiva e finalmente, al termine dell’ultimo tratto di salita, comparve davanti a me la Chiesa della Madonna degli Angeli.
Quando gli altri mi videro arrivare esplosero in un grido di esultanza, forse non del tutto privo di una certa ironia. Provai persino a percorrere gli ultimi metri pedalando, ma le gambe decisero diversamente.
Arrivai quindi davanti alla chiesetta spingendo la bicicletta, stanco e affannato, ma decisamente soddisfatto di aver completato quello che, nella mia testa, era ormai diventato un personale triathlon sulle Rive Rosse: pedala, cammina e striscia.

La Madonna degli Angeli
Raggiungere la Madonna degli Angeli è stata una piccola conquista, ma anche l’occasione perfetta per fermarci, riprendere fiato e conoscere meglio uno dei luoghi più sentiti dagli abitanti di Brusnengo.
Vera ci raccontò che, nonostante l’aspetto semplice, la chiesetta ha un forte valore per la comunità locale. Tradizionalmente viene aperta in occasione della Pasquetta, quando gli abitanti di Brusnengo e della vicina Roasio si ritrovano qui per trascorrere insieme la giornata.
La posizione contribuisce sicuramente al suo fascino. La chiesa sorge infatti sulle colline che separano i due territori e rappresenta una bella meta da raggiungere durante un’escursione nelle Rive Rosse, sia in mountain bike sia a piedi.
Mentre una parte del nostro gruppo proseguiva verso un tratto più impegnativo, noi ci siamo concessi una pausa. Proprio in quel momento sono arrivati alcuni runner saliti da Brusnengo: la dimostrazione che questi sentieri non sono frequentati soltanto dai ciclisti.
I sentieri delle Rive Rosse
Durante la sosta abbiamo scoperto che quello percorso da noi rappresentava soltanto una piccola parte della rete di sentieri delle Rive Rosse. Le possibilità per esplorare queste colline sono numerose e permettono di costruire itinerari differenti in base alla preparazione e al tipo di attività che si vuole praticare.
Emanuele ci spiegò che parte del lavoro svolto sul territorio consisteva proprio nell’individuare e mappare i percorsi, rendendoli disponibili agli appassionati di mountain bike. Alcuni tracciati seguono inoltre le linee tagliafuoco realizzate per limitare la propagazione degli incendi, un rischio particolarmente importante nei periodi più asciutti.
È proprio la varietà del territorio a rendere interessante pedalare da queste parti: salite, discese, strade sterrate e tratti nel bosco si alternano continuamente, con la possibilità di collegare diversi punti delle Rive Rosse.
La nostra esperienza, però, mi ha insegnato anche una cosa importante: non bisogna sottovalutare i percorsi soltanto perché tecnicamente accessibili. Distanza, dislivello e condizioni del terreno possono cambiare parecchio da un itinerario all’altro, quindi è sempre meglio scegliere il tracciato in base alla propria preparazione.
Un panorama sulle Rive Rosse
Prima di iniziare la discesa ci siamo spostati su un’altra altura poco distante dalla Madonna degli Angeli. Da qui il paesaggio si apriva quasi completamente attorno a noi e finalmente potevamo osservare le Rive Rosse dall’alto.
Riconoscevamo il Canton Forte di Brusnengo e parte di Masserano, mentre più lontano comparivano alcune frazioni di Curino. Verso est, nelle giornate limpide, lo sguardo può spingersi ancora più lontano.
Dopo aver faticato per raggiungere quelle colline, fermarsi lassù aveva un sapore particolare. Davanti a noi si alternavano boschi, rilievi, vigneti e quelle caratteristiche terre rossastre che poche ore prima non conoscevamo nemmeno.
Ed è probabilmente in quel momento che abbiamo compreso davvero perché chi ci aveva parlato delle Rive Rosse lo aveva fatto con tanto entusiasmo.

Il rientro verso Brusnengo tra i vigneti
Dopo esserci goduti il panorama era arrivato il momento di rientrare verso Brusnengo. In teoria la discesa avrebbe dovuto rappresentare la parte più semplice dell’escursione. Per le mie gambe sicuramente lo era, per il mio coraggio un po’ meno.
In alcuni tratti la pendenza mi sembrava infatti eccessiva e, dopo aver temuto di ribaltarmi all’indietro durante la salita, questa volta il problema era esattamente opposto. Così, quando non mi sentivo abbastanza sicuro, preferivo scendere dalla bicicletta e proseguire a piedi.
Nei tratti più semplici, invece, iniziavo finalmente a prendere confidenza con la mountain bike e potevo concedermi il piacere della discesa, lasciando correre un po’ di più la bicicletta lungo i sentieri.
Avvicinandoci al paese abbiamo fatto una piccola deviazione tra i vigneti delle colline di Brusnengo. Dopo le terre rossastre e i boschi attraversati durante l’escursione, ritrovarsi tra i filari mostrava ancora una volta quanto possa cambiare il paesaggio nel giro di pochi chilometri.
Da qui osservavamo Brusnengo mentre alcuni agricoltori erano intenti a lavorare tra le vigne, prima di affrontare gli ultimi metri che ci separavano dalla piazza.
Al nostro arrivo scoprii naturalmente di essere l’ultimo del gruppo a rientrare. Gli altri, nonostante avessero affrontato un percorso più lungo, erano già tornati.
Poco male: chi va piano va lontano. E io ero soprattutto soddisfatto di aver scoperto le Rive Rosse nel modo più divertente possibile.
Consigli per esplorare le Rive Rosse
La nostra esperienza dimostra che non è necessario essere ciclisti esperti per iniziare a scoprire le Rive Rosse, ma è importante scegliere un percorso adeguato alla propria preparazione. Alcune salite possono risultare impegnative e le condizioni dei sentieri possono cambiare in base alla stagione e al meteo.
Se vuoi esplorarle in mountain bike, ti consigliamo di utilizzare una bicicletta adatta ai percorsi sterrati, indossare il casco e portare con te acqua e tutto ciò che può servire durante l’escursione. Prima di partire è inoltre utile controllare lunghezza, dislivello e difficoltà dell’itinerario scelto.
Anche a piedi è preferibile utilizzare scarpe con una buona suola e seguire percorsi conosciuti o precedentemente individuati. La rete di sentieri è ampia e, soprattutto se visiti le Rive Rosse per la prima volta, avere con sé una traccia dell’itinerario può essere molto utile.
Infine, ricorda che stai attraversando un ambiente naturale: rimani sui percorsi, non lasciare rifiuti e presta particolare attenzione nei periodi più secchi, quando il rischio di incendi può essere maggiore.
Più che cercare di percorrere molti chilometri, il nostro consiglio è di concederti il tempo per fermarti. Le Rive Rosse meritano di essere esplorate anche così, rallentando per osservare il paesaggio e godersi i panorami che si aprono lungo il percorso.

Vale la pena visitare le Rive Rosse?
Se ami la natura e i territori meno conosciuti, le Rive Rosse meritano sicuramente di essere scoperte. Noi siamo arrivati qui senza sapere quasi nulla di queste colline e ne siamo usciti sorpresi da un paesaggio che non immaginavamo di trovare nel Biellese.
La mountain bike è stata un ottimo modo per esplorarle, anche se la mia preparazione atletica non era propriamente impeccabile. Ma non è necessario essere ciclisti: sentieri e strade sterrate permettono di esplorare le Rive Rosse anche a piedi, scegliendo un percorso adatto alle proprie capacità.
Ciò che ricordo maggiormente non è la fatica della salita, ma il momento in cui Brusnengo è scomparsa dietro le colline e attorno a noi sono rimasti soltanto boschi, terre rossastre e silenzio. È stato allora che abbiamo scoperto uno degli angoli del Biellese che ancora oggi ricordiamo con maggiore piacere.
E forse il bello delle Rive Rosse è proprio questo: non c’è bisogno di raggiungere un’unica attrazione, perché è il paesaggio stesso a diventare la destinazione.
Se vuoi continuare a esplorare questa parte del territorio, scopri anche cosa vedere a Brusnengo, tra cantoni, chiese, vigneti e storie di una comunità profondamente legata alle proprie colline.




Commenta per primo