San Paolo Cervo, scopri la Banda Veja della Valle Cervo

Località Santa Maria, San Paolo Cervo
Località Santa Maria, San Paolo Cervo

La Valle Cervo, una delle cinque valli della provincia di Biella, così stretta e apparentemente austera, conserva luoghi e tesori da riscoprire, come già in parte vi ho raccontato nel post su Quittengo. Continuando la riscoperta delle ricchezze valligiane della Bürsch è impossibile tralasciare San Paolo Cervo, anch’esso ex comune oggi unito a Campiglia Cervo, che occupa la Banda Veja della valle, ossia il lato opposto a quello dove si trova Quittengo.

San Paolo Cervo gode quindi di condizioni differenti dal suo dirimpettaio, la Banda Veja è infatti quella meno esposta al sole che, dopo aver oltrepassato il profilo della montagna, sparisce donando ore di ombra per una buona parte della giornata. Se questo può significare un clima più freddo in inverno, lo stesso non vale per i mesi estivi, in cui la fresca ombra di San Paolo Cervo è un ottimo espediente contro la calda afa che invade il Basso Biellese.

Monumento agli scalpellini al Parco delle Cave di San Paolo Cervo
Monumento agli scalpellini al Parco delle Cave di San Paolo Cervo

Orientarsi a San Paolo Cervo

Sebbene sia un piccolo paese montano, orientarsi a San Paolo Cervo può non essere del tutto facile. Questa parte del comune di Campiglia Cervo è infatti suddivisa in nove frazioni maggiori (Riabella, Driagno, Magnani, Piana, Bariola, Oretto, Mortigliengo, Mazzucchetti e Bele) più altre località minori. Inoltre, contrariamente a molti comuni dotati di frazioni circostanti, San Paolo Cervo è privo di un centro ben identificabile e il palazzo municipale (un edificio dall’aspetto signorile edificato per volontà di Giovanni Pietro Magnani) si trova in frazione Magnani, un una posizione che fa da baricentro tra le varie frazioni sparpagliate.

Ma andiamo con ordine. Risalendo la Valle Cervo il punto che fa da riferimento per chi volesse scoprire la vallata è il Parco delle Cave situato vicino al Ponte della Balma. Questo luogo, come diversi altri disseminati in tutta la valle, era un’antica area di estrazione della sienite, pregiata roccia, presente in grande quantità in questa zona, che un tempo era una vera ricchezza per la popolazione votata prevalentemente alla professione dello scalpellino.

Gli scalpellini erano molti, praticamente quasi tutti gli uomini che vivevano nella valle, una figura professionale molto richiesta sopratutto perché la lavorazione della sienite richiedeva moltissima esperienza e bravura, dote che i valligiani possedevano quasi per diritto di nascita.

Anfiteatro naturale dell'ex cava al Parco delle Cave, San Paolo Cervo
Anfiteatro naturale dell’ex cava al Parco delle Cave, San Paolo Cervo

Il lavoro degli scalpellini è stato richiesto in tutto il mondo, tanto che non troviamo opere di sienite della Valle Cervo solo a Biella, a Torino in alcuni palazzi e nel lastricato di Via Roma, ma addirittura a New York, in Perù o in Cina. Simbolo che il mestiere di scalpellino era un tempo molto ricercato e prestigioso.

Alcuni pannelli informativi, piazzati dalla Casa Museo dell’Alta Valle del Cervo, permettono di ripercorrere la storia di queste borgate, di riviverne le vicende e la gloria, fino al 1980, anno in cui venne ordinata la chiusura del sito a seguito di un’esplosione troppo forte provocata dall’azienda che estraeva il minerale. La popolazione, intimorita dalla sempre maggiore voracità con cui la montagna veniva consumata, decise di porre fine alle estrazioni.

Attualmente in questo sito, il Parco delle Cave, si trovano i punti d’inizio di alcuni percorsi escursionistici, una via ferrata, alcuni impianti di scalata e la prima tappa del grande percorso Banda Veja Banda Soulia che tocca tutte le frazioni di Campiglia Cervo percorrendo i sentieri antichi di collegamento tra i borghi. Il percorso necessita di circa 6 ore e mezza di cammino ed è di difficoltà media.

Grazie alla sua conformazione questo luogo è un anfiteatro naturale e si sta lavorando per farlo diventare un polo ricettivo in cui verranno messi in scena concerti, spettacoli e eventi. Proprio superato il ponte si trova inoltre un punto ristoro, punto di riferimento per i visitatori dove trovare anche informazioni di vario genere sulla Bürsch e dove consumare uno spuntino subito dopo una bella passeggiata.

La chiesa di Riabella, San Paolo Cervo
La chiesa di Riabella, San Paolo Cervo

Panorami e storia a Riabella

La frazione di Riabella è la più popolata di tutto San Paolo Cervo, situata piuttosto in quota vanta una posizione panoramica e soleggiata, proprio di fronte a Oriomosso e al suo cimitero che, visto da qui, sembra quasi una possente fortezza di pietra.

Non fatevi scoraggiare dalle poche possibilità di parcheggio, del resto il fatto che nelle vie del borgo non si riesca a passare in auto non è stato, secondo me, un così grande peccato. Proprio grazie alla difficoltà di percorrere le strette vie il cuore del piccolo centro abitato è rimasto pressoché immutato nel corso del tempo, abbracciato dal monte e dall’aria pulita che, contrariamente allo smog, non intacca le facciate degli edifici.

Qui si trova la chiesa parrocchiale di San Paolo Cervo, unica parrocchiale dell’ex comune, dedicata a Sant’Eusebio e alla Madonna di Oropa. La sua facciata non rivela particolari guizzi architettonici, ma ciò che colpisce è la sua sensazionale posizione quasi protesa verso la vallata, dal piazzale si gode un panorama magnifico durante le belle giornate.

Fate due passi a Riabella e scopritene gli scorci, veniteci durante uno degli eventi organizzati dalla comunità, oppure contattate Maria Martinazzo Sartor (segretaria della Pro Loco di Riabella) per farvi consigliare un itinerario di visita. Agli amanti della natura interesserà il Parco degli Arbo, un bosco di castagni che celebra l’importanza di questo prodotto per gli abitanti della valle, oppure potrete optare per un tuffo nel passato e ritrovarvi in un’aula scolastica perfettamente ricostruita con i banchi e il materiale didattico ritrovato durante i lavori di restauro dell’edificio.

Aula scolastica ricostruita a Riabella, San Paolo Cervo
Aula scolastica ricostruita a Riabella, San Paolo Cervo

La Trüna

Spostandoci più in su lungo la valle, non distante dal palazzo comunale, si trovano alcune importanti ville nobiliari. In frazione Magnani sopratutto è possibile ammirare l’imponente Villa Magnani, dimora dell’omonimo costruttore, e poco distante anche Villa Biglia, costruita da Giovanni Antonio Biglia.

Il vasto parco di Villa Magnani era forse il più bello dell’intera vallata, dotato di suggestive costruzioni e fontane che rievocavano angoli di grotte appartate e dove zampillavano piacevoli giochi d’acqua. L’intero parco tuttavia era attraversato dal sentiero che anticamente collegava a Campiglia Cervo e alle altre frazioni.

L’impresario Magnani per ovviare al transito dei compaesani nel suo giardino, ma senza voler privare la comunità di un passaggio agevole verso il sentiero, decise di realizzare la Trüna, una scalinata sotterranea che passa sotto al giardino di Villa Magnani e che oggi è spesso oggetto di visita da parte dei curiosi.

L'imbocco della Trüna a Magnani, San Paolo Cervo
L’imbocco della Trüna a Magnani, San Paolo Cervo

Frazioni disabitate o quasi

Proseguendo la visita di San Paolo Cervo è frequente imbattersi in piccole frazioni pervase dalla tranquillità e spesso luogo di panorami o scorci suggestivi. La nostra guida è Pier Luigi Touscoz, ex sindaco di Campiglia Cervo.

In tal senso penso a Mazzucchetti e alle sue tipiche case della valle, oppure a Bariola, abitata da ormai poche persone, ma luogo dal quale si gode un panorama sensazionale e dove si respira la ruralità che ha da sempre caratterizzato questa vallata.

Frazione Bele, situata poco oltre il Santuario di San Giovanni d’Andorno, è disabitata per gran parte dell’anno, ma anche da qui la vista è impagabile, segno che lo spopolamento non è certo causato dall’ambiente, ma piuttosto dal capriccio di volersi trovare più vicini alle comodità che Biella può offrire. Anche se poi il capoluogo dista circa 20 minuti in auto, un tempo trascurabile insomma.

Chiesa di Santa Maria di Pediclosso, San Paolo Cervo
Chiesa di Santa Maria di Pediclosso, San Paolo Cervo

Scendendo verso valle lungo un sentiero pedonale (che parte proprio dal sopracitato santuario) si arriva in località Santa Maria dove la Chiesa di Santa Maria di Pediclosso si trova dal 1200. Unica chiesa medievale della vallata, essa è la chiesa più antica di tutta la Valle Cervo. A dispetto delle sue dimensioni piccine e dell’aspetto esteriore semplice, al suo interno (come sulla facciata) si trovano ancora le tracce di pregevoli affreschi che il costante restauro tenta di sottrarre al logorio del tempo. La volta e l’altare presentano fregi e piccole sculture di putti originali che vi trasporteranno indietro nei secoli.

Scorcio di frazione Oretto, San Paolo Cervo
Scorcio di frazione Oretto, San Paolo Cervo

Scendendo verso valle lungo la mulattiera si arriva a frazione Oretto, una località facilmente raggiungibile anche con la strada asfaltata. In ogni caso la mulattiera in questione è ben tenuta e facilmente percorribile, è uno dei tratti del cammino Banda Veja Banda Soulia (quello che tocca tutte le frazioni).

Anche Oretto nella sua semplicità riesce ad incantarci, anche qui troviamo angoli caratteristici e, dove la vista riesce a spaziare, il panorama seppur meno vasto è comunque un’emozione.

Proprio venendo via da qui ci fermiamo lungo la strada a contemplare, nonostante le nubi in arrivo, Campiglia Cervo dall’alto, forse una delle viste migliori che potessimo sperare sulla frazione capoluogo, ma di questo vi parlerò in un altro post.

Conoscevi già San Paolo Cervo? Avresti mai immaginato che ci fossero tante cose interessanti da vedere? Diccelo commentando questo articolo.

Scorcio lungo la strada a Driagno, San Paolo Cervo
Scorcio lungo la strada a Driagno, San Paolo Cervo
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Aka Sphimm, travel blogger, web content writer e social media strategist, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero in questo mondo che sempre più spesso somiglia ad un teatrino a misura di turista. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Mansione: fotografo e redattore blog, organizzatore e promotore viaggi estero.

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