Il Santuario di Banchette è uno dei luoghi di culto più affascinanti del Biellese. Sorge sulle colline tra Bioglio e Pettinengo, ai piedi del Monte Rovella, in una posizione panoramica che invita naturalmente al raccoglimento e alla contemplazione del paesaggio.
Abbiamo avuto l’opportunità di visitarlo durante #ExploreBioglio, accompagnati dai racconti dell’allora sindaco Stefano Ceffa. Entrando nel santuario ci hanno colpito subito il silenzio, la luce soffusa che filtrava dalle finestre e quell’atmosfera particolare che sembrava sospesa nel tempo. A rendere ancora più suggestiva la visita contribuivano i racconti sulla storia del luogo, sulle antiche devozioni popolari e sulle vicende di Fra Dolcino, strettamente legate al Monte Rubello, contribuivano a rendere ancora più suggestiva la visita.
In questa guida ti raccontiamo la storia del Santuario di Banchette, cosa vedere al suo interno, come raggiungerlo e perché rappresenta una delle tappe più interessanti da inserire in un itinerario alla scoperta di Bioglio e delle colline orientali del Biellese.

Dove si trova il Santuario di Banchette
Il Santuario di Banchette sorge nell’omonima frazione di Bioglio, sulle colline orientali del Biellese, ai piedi del Monte Rovella e a breve distanza dal vicino comune di Pettinengo. Immerso nel verde e circondato dai boschi del Parco della Rovella, si trova in una posizione panoramica che regala splendide vedute sulle colline biellesi e rende questo luogo ideale non solo per una visita religiosa, ma anche per una piacevole passeggiata nella natura.
La strada che conduce al santuario attraversa un paesaggio tranquillo, fatto di boschi, prati e piccoli nuclei rurali. Già durante il tragitto si ha la sensazione di allontanarsi dal ritmo quotidiano per raggiungere un luogo che, da secoli, rappresenta un punto di riferimento spirituale per la comunità locale.
Noi siamo arrivati qui durante #ExploreBioglio. Fin dai primi istanti abbiamo avuto l’impressione che il Santuario di Banchette fosse qualcosa di più di una semplice chiesa di campagna. La quiete che lo circonda, il panorama sulle colline e i racconti che ci accompagnavano durante la visita contribuivano a creare un’atmosfera particolare, capace di trasmettere fin da subito il profondo legame tra questo luogo, la sua storia e il territorio che lo ospita.
La storia del Santuario di Banchette
Le origini del Santuario di Banchette affondano tra storia e tradizione popolare, rendendo questo luogo uno dei più suggestivi del Biellese. Secondo la leggenda, tutto ebbe inizio quando un uomo, accecato dall’ira, scagliò una pietra contro un’immagine della Vergine dipinta su un pilone lungo la strada, colpendola al volto. Quel gesto sacrilego colpì profondamente gli abitanti della zona, che decisero di riparare all’offesa costruendo una chiesa attorno all’antico affresco. Da questo episodio nacque il nome con cui la Madonna è ancora oggi conosciuta: “Madonna dal Bull”, cioè “Madonna dal livido”, in riferimento al segno lasciato dalla pietra sul volto della Vergine. Ancora oggi quell’affresco è custodito all’interno del santuario ed è uno degli elementi più preziosi dell’edificio.
Al di là della leggenda, la storia del santuario è documentata da oltre cinque secoli. Durante #ExploreBioglio, Stefano Ceffa ci raccontò come il primo documento relativo a questo luogo di culto risalga agli inizi del Cinquecento e come, nel tempo, il santuario sia diventato uno dei principali punti di riferimento religiosi del territorio. Nei secoli successivi la chiesa venne ampliata, arricchita di nuovi altari e decorazioni e continuò ad attirare pellegrini provenienti da tutto il Biellese, grazie alla forte devozione verso la Vergine e alla fama dei favori e delle grazie che le venivano attribuiti.
La storia di Banchette è legata anche a un progetto particolarmente ambizioso. Sulle pendici del vicino Monte Rovella si pensò infatti di realizzare un Sacro Monte, un percorso devozionale che avrebbe dovuto collegare il santuario alla cima della montagna attraverso una serie di cappelle. Il progetto non fu mai completato e oggi ne rimangono soltanto alcune testimonianze, ma racconta bene l’importanza che questo luogo rivestiva per le comunità delle colline biellesi.

Cosa vedere all’interno del Santuario di Banchette
Varcando la soglia del Santuario di Banchette la prima sensazione è quella di trovarsi in un luogo raccolto e silenzioso, dove la luce soffusa contribuisce a creare un’atmosfera di pace e contemplazione. Durante la nostra visita abbiamo avuto la fortuna di poterlo osservare con calma, mentre i racconti di Stefano Ceffa si intrecciavano alla storia del santuario e alle vicende del vicino Monte Rubello, rendendo l’esperienza ancora più coinvolgente.
Il cuore della chiesa è rappresentato dall’antico affresco della Madonna con il Bambino, custodito dietro l’altare maggiore e incastonato nella muratura originale. È proprio questa immagine sacra, legata alla tradizione della Madonna dal Bull, ad aver dato origine nei secoli alla devozione verso il santuario e a rappresentarne ancora oggi l’elemento più prezioso.
Soffermando lo sguardo sui dettagli si scoprono anche le eleganti decorazioni delle volte, gli stucchi che impreziosiscono gli archi e gli altari laterali, oltre alle grandi tele dedicate ai santi che accompagnano il visitatore lungo la navata. L’insieme crea un ambiente armonioso, privo di eccessi, ma ricco di particolari che invitano ad alzare lo sguardo e osservare con attenzione ogni elemento.
Più che la ricchezza artistica, ciò che ci ha colpito è stata l’atmosfera che si respira all’interno del santuario. Il silenzio, la luce calda che filtra dalle finestre e il legame tra questo luogo e le antiche storie del territorio trasmettono una sensazione difficile da descrivere. È uno di quei posti in cui viene naturale fermarsi qualche minuto, lasciando che siano il tempo e la tranquillità a raccontarne davvero l’anima.

Il Santuario di Banchette e le storie del Monte Rubello
Visitare il Santuario di Banchette significa anche avvicinarsi alla storia del vicino Monte Rubello, una delle montagne più ricche di significato del Biellese. È proprio lassù che, all’inizio del XIV secolo, Fra Dolcino e i suoi seguaci trovarono rifugio prima dell’assedio che avrebbe posto fine alla loro vicenda.
Durante la nostra visita, i racconti di Stefano Ceffa passavano con naturalezza dalla storia del santuario agli avvenimenti che interessarono il Monte Rubello. Mentre osservavamo gli interni della chiesa, il silenzio e la luce soffusa sembravano creare il contesto ideale per immaginare quei secoli lontani, quando queste colline erano attraversate da pellegrini, contadini, eserciti e comunità in cerca di protezione.
Nel corso del tempo, attorno al Monte Rubello sono nate numerose leggende e racconti popolari, tramandati di generazione in generazione. Storie che, ancora oggi, contribuiscono ad alimentare il fascino di questo territorio, dove storia, fede e tradizione si intrecciano continuamente. Più che cercare il mistero, però, quello che colpisce è il profondo legame tra il paesaggio e la memoria collettiva delle persone che vivono queste colline.
Uscendo dal santuario e osservando il panorama circostante si comprende facilmente perché questo luogo sia stato scelto nei secoli come punto di riferimento spirituale. Le colline del Biellese si susseguono all’orizzonte, i boschi del Monte Rubello fanno da sfondo al paesaggio e il silenzio invita a fermarsi ancora qualche minuto. È proprio l’equilibrio tra natura, storia e spiritualità a rendere il Santuario di Banchette una meta capace di lasciare un ricordo che va ben oltre la semplice visita.

Come arrivare al Santuario
Il Santuario di Banchette si raggiunge facilmente in auto dal centro di Bioglio, seguendo le indicazioni per l’omonima frazione. La strada attraversa le colline del Biellese e conduce fino al santuario, dove è possibile lasciare l’auto nelle vicinanze e proseguire a piedi per gli ultimi metri.
La visita può essere facilmente inserita in un itinerario dedicato alla scoperta del territorio, abbinandola al centro di Bioglio, alle sue numerose frazioni e ai panorami dell’Alta Valsessera. Se ami camminare, i dintorni offrono anche piacevoli percorsi tra boschi e colline, ideali per vivere con calma questo angolo del Biellese.
Vale la pena visitare il Santuario?
Se stai cercando un luogo dove storia, arte e spiritualità si incontrano, il Santuario di Banchette merita sicuramente una visita.
A colpirci non sono stati soltanto l’antico affresco della Madonna, gli interni ricchi di opere d’arte o il panorama sulle colline biellesi, ma soprattutto l’atmosfera che si respira all’interno della chiesa. Il silenzio, la luce soffusa e i racconti legati al vicino Monte Rubello hanno reso questa visita una delle esperienze più coinvolgenti del nostro viaggio a Bioglio.
È uno di quei luoghi che invitano a rallentare, osservare i dettagli e lasciarsi accompagnare dalla storia. Anche chi non è interessato all’aspetto religioso può apprezzarne il valore artistico, culturale e paesaggistico, scoprendo uno dei santuari più significativi del Biellese.
Se stai organizzando un itinerario in questa parte della provincia, ti consigliamo di abbinare la visita al santuario con il centro di Bioglio, le sue numerose frazioni e il vicino Monte Rovella, così da conoscere uno degli angoli più autentici e meno conosciuti del Biellese. Un luogo dove storia, spiritualità e paesaggio continuano ancora oggi a raccontare l’identità di questo territorio.




Commenta per primo