Santuario di San Giovanni d’Andorno: cosa vedere e storia

Il Santuario di San Giovanni d’Andorno è uno dei luoghi che meglio raccontano l’identità dell’Alta Valle Cervo. Si trova sopra Campiglia Cervo, circondato dai boschi della Bürsch, lontano dal fondovalle quanto basta per dare la sensazione di essere entrati in un piccolo mondo a parte.

PROMO:

Lo abbiamo visitato durante #ExploreBiella e già arrivando sul grande piazzale ci rendemmo conto che definirlo semplicemente un santuario sarebbe stato riduttivo. Attorno alla chiesa si sviluppano infatti edifici destinati nei secoli all’accoglienza, all’istruzione e alla vita della comunità, testimonianza del ruolo che San Giovanni ha avuto per generazioni di abitanti della Valle Cervo.

Il cuore di tutto si trova però all’interno della chiesa. Qui è inglobata una grotta, chiamata localmente balma, dove è custodita una statua lignea cinquecentesca di San Giovanni Battista. È proprio attorno a questo antico luogo di devozione che, a partire dal Seicento, si sviluppò progressivamente il complesso che vediamo oggi.

Ma durante la nostra visita ci colpì anche ciò che si trova poco distante. Nella faggeta sorge isolato il Campanone di San Giovanni d’Andorno, costruito in posizione dominante sulla valle affinché il suono della sua grande campana potesse raggiungere le borgate della Bürsch.

In questo articolo ti accompagniamo quindi alla scoperta del Santuario di San Giovanni d’Andorno, della sua storia, della grotta, del Campanone e delle curiosità che rendono questo luogo una delle tappe da non perdere durante un viaggio in Valle Cervo.

Santuario di San Giovanni d'Andorno a Campiglia Cervo
Santuario di San Giovanni d’Andorno a Campiglia Cervo

Dove si trova il Santuario di San Giovanni d’Andorno

Il Santuario di San Giovanni d’Andorno si trova nel Comune di Campiglia Cervo, nel cuore dell’Alta Valle Cervo, a circa 1.020 metri di altitudine. Nonostante il nome possa trarre in inganno, non si trova quindi nel vicino Comune di Andorno Micca, ma nel territorio della Bürsch.

La posizione è particolarmente interessante anche per comprendere il ruolo che San Giovanni ebbe nel territorio. Il complesso si trova infatti tra le borgate dell’Alta Valle Cervo e gli antichi percorsi che attraversavano la montagna, tanto che ancora oggi costituisce una tappa di diversi itinerari escursionistici e religiosi. Da qui passano, tra gli altri, la Grande Traversata delle Alpi e il Cammino di San Carlo, mentre altri sentieri conducono verso Campiglia Cervo, Santa Maria di Pediclosso e le borgate della valle.

Se vuoi dedicare più tempo alla scoperta del territorio, nella nostra guida su cosa vedere a Campiglia Cervo trovi le borgate, i sentieri e i luoghi che abbiamo conosciuto durante #ExploreBiella.

La storia del Santuario di San Giovanni d’Andorno

La storia del Santuario di San Giovanni d’Andorno nasce attorno alla balma, la grotta nella quale ancora oggi è custodita la statua lignea di San Giovanni Battista. La prima testimonianza documentaria conosciuta risale al 1512, ma il culto doveva essere già radicato da tempo nella Valle Cervo. Il Santuario stesso ritiene che questa devozione fosse presente almeno nel Quattrocento.

Tra il 1602 e il 1606 iniziò la costruzione della chiesa, successivamente ampliata e trasformata. Un intervento decisivo arrivò nel Settecento, quando Bernardo Vittone, affiancato dall’ingegner Mazzone, riprogettò profondamente la chiesa, realizzando anche il coro, le sacrestie e la nuova volta.

Intanto attorno alla chiesa cresceva anche tutto il resto. Comparvero gli edifici destinati ai pellegrini, l’osteria, gli alloggi e soprattutto la scuola, che dal 1713 divenne un importante punto di riferimento per l’istruzione nella valle. Il complesso continuò a trasformarsi fino al Novecento, quando vennero realizzati anche la palestra e l’attuale sistemazione del piazzale inferiore.

San Giovanni d’Andorno divenne così molto più di un luogo di culto: per generazioni fu uno dei principali punti di incontro, istruzione e aggregazione dell’Alta Valle Cervo, un ruolo che spiega quanto il santuario sia ancora profondamente legato all’identità della Bürsch.

La grotta di San Giovanni Battista al Santuario di San Giovanni d'Andorno
La grotta di San Giovanni Battista al Santuario di San Giovanni d’Andorno

La grotta di San Giovanni Battista e la sua leggenda

Il luogo più particolare del Santuario di San Giovanni d’Andorno si scopre entrando nella chiesa. Poco dopo l’ingresso, sulla destra, si apre infatti la balma, la grotta attorno alla quale ebbe origine l’intero complesso religioso.

L’ambiente conserva ancora un aspetto raccolto, con pareti irregolari, pavimento in lastre di pietra e una luce soffusa che contribuisce a distinguerlo nettamente dal resto della chiesa barocca. Al suo interno è custodita una statua lignea cinquecentesca di San Giovanni Battista, oggetto di una devozione che precede la costruzione dell’attuale santuario.

Proprio alla statua è legata una delle tradizioni più conosciute di San Giovanni d’Andorno. Si racconta che alcuni pastori avessero cercato più volte di portarla verso gli alpeggi, ma che la statua ritornasse misteriosamente nella grotta. Dopo diversi tentativi, il fenomeno sarebbe stato interpretato come un segno della sacralità del luogo e attorno alla balma venne costruita la prima cappella.

La devozione popolare attribuiva inoltre proprietà miracolose all’acqua che filtra attraverso le pareti della grotta, ritenuta benefica soprattutto per le malattie della vista. A testimoniare quanto questa credenza fosse radicata rimane anche una raccolta di ex voto, alcuni dei quali risalgono all’inizio del Settecento.

Al di là delle leggende e delle credenze religiose, è proprio questa piccola grotta a permettere di comprendere San Giovanni d’Andorno: prima della grande chiesa, del piazzale e degli edifici per i pellegrini, tutto ebbe origine qui.

Santuario di San Giovanni d'Andorno, musei della Valle Cervo
Chiesa del Santuario di San Giovanni d’Andorno

La chiesa del Santuario di San Giovanni d’Andorno

Dopo aver scoperto la balma, vale la pena dedicare un po’ di tempo anche alla chiesa del Santuario di San Giovanni d’Andorno. L’edificio che vediamo oggi è il risultato di diversi interventi avvenuti nel corso dei secoli e presenta un’unica navata in stile barocco, affiancata da quattro cappelle laterali.

Una delle trasformazioni più importanti avvenne tra il 1742 e il 1747, quando l’architetto Bernardo Vittone, affiancato dall’ingegner Mazzone, riprogettò profondamente la chiesa. A questo intervento risalgono il coro, le sacrestie, la nuova volta e buona parte dell’aspetto che caratterizza ancora oggi l’interno.

Alzando lo sguardo si possono osservare anche gli affreschi dei fratelli Galliari di Andorno, mentre sugli altari laterali sono conservate opere di artisti legati al territorio, tra cui Giovanni Antonio Cucchi, originario della borgata Gliondini di Campiglia Cervo.

Ci sono poi dettagli che raccontano il legame tra il santuario e le montagne circostanti. Accanto alla pietra locale venne utilizzato il marmo bianco proveniente dalla cava del Mazzucco, in Val Sorba, impiegato negli architravi, nella pavimentazione del coro e nelle pile dell’acqua santa. Una di queste ultime porta addirittura la data 1585.

Tra sculture lignee, intagli, affreschi e lavorazioni della pietra, l’interno testimonia così il contributo di generazioni di artisti e artigiani biellesi e valsesiani alla crescita di San Giovanni d’Andorno.

Il piazzale e il Burnel

Uscendo dalla chiesa, il Santuario di San Giovanni d’Andorno si apre sul grande piazzale circondato dagli edifici che nei secoli accolsero religiosi, studenti e pellegrini. L’aspetto attuale è però relativamente recente: alla fine dell’Ottocento furono realizzati lo scalone e i due livelli, mentre nel 1934 il piazzale inferiore venne ulteriormente ampliato.

Al centro dello spazio spicca il Burnel, la caratteristica fontana in pietra con vasca ottagonale e pila centrale. La sua presenza è documentata già nella prima metà del Seicento; venne rifatta nel 1789 e spostata nell’attuale posizione proprio durante i lavori del 1934.

Il termine burnel ricorre anche in altri luoghi del Biellese e indica tradizionalmente una fontana o un abbeveratoio. Per noi è uno di quegli elementi che contribuiscono immediatamente all’atmosfera del santuario: pietra, acqua e montagna si ritrovano al centro di uno spazio che per secoli fu luogo di passaggio e incontro per gli abitanti della Bürsch.

Guardandosi intorno si comprende inoltre quanto San Giovanni sia cresciuto ben oltre la funzione religiosa: gli edifici che delimitano il piazzale raccontano anche la sua lunga storia di accoglienza e istruzione.

Il Campanone è la voce della Valle Cervo - Santuario di San Giovanni d'Andorno
Il Campanone è la voce della Valle Cervo – Santuario di San Giovanni d’Andorno

Il Campanone di San Giovanni d’Andorno

Poco distante dal santuario, isolato nella faggeta, si trova uno degli elementi più caratteristici dell’Alta Valle Cervo: il Campanone di San Giovanni d’Andorno. La torre sorge separata dalla chiesa, in una posizione che permette al suono della grande campana di propagarsi tra le borgate della Bürsch. Ancora oggi è considerato uno dei simboli identitari della valle.

La presenza di una grande campana a San Giovanni è documentata almeno dal Seicento. Quella attuale venne fusa sul posto nel 1764, utilizzando una campana precedente, e la sua iscrizione indica un peso di 5.000 libbre piemontesi. Il sito ufficiale del santuario lo calcola in circa 1.700 chilogrammi, anche se studi successivi propongono un peso leggermente superiore.

Durante #ExploreBiella avemmo la possibilità di salire sul Campanone. Dalla torre il panorama sulla Valle Cervo era spettacolare, ma ciò che ricordiamo maggiormente è il rintocco profondo della campana, capace di rimbalzare tra i versanti e far comprendere immediatamente perché questo luogo abbia avuto un ruolo così importante per le comunità della valle.

Proprio gli abitanti che ci accompagnarono alla scoperta di Campiglia Cervo ci raccontarono una storia tramandata localmente: durante la guerra la campana sarebbe stata sotterrata per impedirne la requisizione e la fusione del metallo a scopi bellici. Non abbiamo trovato documenti che permettano di confermare l’episodio, ma preferiamo conservarlo come ci venne raccontato: una memoria orale legata alla storia del Campanone e della sua gente.

Gli edifici del Santuario di San Giovanni d'Andorno si sviluppano anche sotto il piazzale
Gli edifici del Santuario di San Giovanni d’Andorno si sviluppano anche sotto il piazzale

L’Ospizio, le scuole e il collegio di San Giovanni d’Andorno

Osservando gli edifici che circondano il Santuario di San Giovanni d’Andorno si comprende quanto questo luogo sia stato, per la Valle Cervo, molto più di un centro religioso. Tra Seicento e Settecento sorsero infatti spazi destinati all’accoglienza dei pellegrini, un’osteria, alloggi e ambienti che avrebbero assunto un ruolo fondamentale nell’istruzione dei giovani della Bürsch.

Una svolta arrivò nel 1713, quando il notaio Giovanni Battista Accati destinò una parte consistente della propria eredità alla creazione di una scuola gratuita per i bambini poveri della valle. Le lezioni trovarono spazio nell’ala fatta costruire alcuni decenni prima dal marchese Carlo Emilio San Martino di Parella, che divenne in seguito anche collegio maschile.

Nel tempo l’offerta scolastica crebbe. Dal 1919 venne introdotto anche un corso tecnico e negli anni di maggiore attività oltre un centinaio di ragazzi studiavano a San Giovanni, molti dei quali soggiornavano direttamente nel collegio.

Le scuole chiusero definitivamente nel 1935, ma gli edifici continuarono a essere utilizzati nei decenni successivi, soprattutto per colonie e centri estivi.

Anche durante #ExploreBiella ci colpì la vastità di questi spazi: San Giovanni d’Andorno era stato un luogo dove si pregava, ma anche dove si studiava, si dormiva e si cresceva insieme, diventando un vero punto di riferimento per le comunità dell’Alta Valle Cervo.

La Biblioteca storica del Santuario

Tra gli ambienti meno conosciuti del Santuario di San Giovanni d’Andorno merita una visita anche la sua biblioteca storica. La raccolta si formò soprattutto nel Settecento grazie alle donazioni di sacerdoti e benefattori della Valle Cervo, conservando nel tempo un patrimonio che racconta anche la vita culturale della Bürsch.

Il nucleo antico comprende 495 volumi stampati entro il 1899, tra cui un incunabolo, 22 cinquecentine e numerose opere del Seicento e del Settecento. Accanto a Bibbie, testi liturgici, teologici e di diritto canonico si trovano anche opere più insolite, tra cui i volumi dell’architetto Sebastiano Serlio e testi di Tito Livio. L’intera raccolta storica è oggi catalogata e consultabile attraverso il Servizio Bibliotecario Nazionale.

Alla biblioteca si è aggiunta anche la Sala Tavo Burat, dedicata allo storico e intellettuale biellese Gustavo Buratti Zanchi. Qui sono stati riuniti i suoi libri, l’archivio personale e parte degli arredi del suo studio, creando uno spazio dedicato alla sua memoria e allo studio delle minoranze linguistiche, religiose ed etniche.

La biblioteca può essere visitata nell’ambito delle aperture della Rete Museale Biellese e, per gruppi e studiosi, anche concordando una visita. Prima di partire ti consigliamo comunque di verificare giorni e modalità di accesso aggiornati.

Il Sacro Monte e la mulattiera degli Ortüsc

Il Santuario di San Giovanni d’Andorno non era raggiunto soltanto dalla strada che utilizziamo oggi. Per secoli gli abitanti della valle e i pellegrini arrivarono qui attraverso una rete di sentieri e mulattiere che collegava le diverse borgate della Bürsch.

Uno degli itinerari più interessanti è la mulattiera degli Ortüsc, costruita tra il 1694 e il 1695 sul precedente sentiero che saliva da Campiglia Cervo. Il percorso, gradonato e acciottolato, attraversa il bosco con una successione di tornanti e conserva ancora oggi cinque cappelle del Sacro Monte di San Giovanni d’Andorno.

Le cappelle sono dedicate ai Santi Eremiti e Penitenti: Sant’Antonio Abate e San Paolo Eremita, Sant’Ilarione, San Girolamo, Sant’Onofrio e Santa Maria Maddalena. Poste in corrispondenza dei cambi di direzione della mulattiera, offrivano ai pellegrini anche uno spazio dove pregare, riposarsi e trovare riparo.

Il Sacro Monte di San Giovanni nacque nel Seicento e si inserisce nella stessa stagione di religiosità popolare che portò allo sviluppo dei complessi devozionali di Oropa e Graglia, anche se, a differenza dei Sacri Monti piemontesi e lombardi inseriti nella lista UNESCO, San Giovanni d’Andorno non rientra nel sito seriale riconosciuto come Patrimonio dell’Umanità.

Oggi la mulattiera permette soprattutto di riscoprire il modo in cui un tempo si raggiungeva San Giovanni d’Andorno, trasformando la visita al santuario in una passeggiata attraverso la storia della Valle Cervo.

Passeggiate dal Santuario di San Giovanni d’Andorno

Il Santuario di San Giovanni d’Andorno può essere anche un ottimo punto di partenza per scoprire a piedi l’Alta Valle Cervo. Attorno al complesso si sviluppa infatti una rete di sentieri e antiche mulattiere che permette di scegliere tra semplici passeggiate e itinerari più lunghi.

Una delle escursioni più interessanti è l’anello tra San Giovanni, Campiglia Cervo e Santa Maria di Pediclosso, percorribile indicativamente in circa due ore. Il cammino permette di raggiungere la più antica chiesa della Valle Cervo e di rientrare attraverso il Sacro Monte e la mulattiera degli Ortüsc.

Se preferisci una passeggiata più breve, dal santuario puoi raggiungere le borgate di Bussetti e Farondo in circa 30 minuti, immergendoti nei boschi e nel paesaggio tradizionale della Bürsch.

Per una giornata intera puoi invece seguire il percorso Banda Veja e Banda Soulìa, un itinerario di circa 18 chilometri che attraversa numerose borgate dell’attuale Comune di Campiglia Cervo. Ne abbiamo parlato più approfonditamente nella nostra guida su cosa vedere a Campiglia Cervo.

San Giovanni è inoltre una tappa della Grande Traversata delle Alpi e del Cammino di San Carlo, che da qui prosegue verso il Santuario di Oropa.

La campana del Campanone di Campiglia Cervo
La campana del Campanone di Campiglia Cervo

Dormire al Santuario di San Giovanni d’Andorno

Se vuoi vivere San Giovanni con più calma o utilizzare il santuario come base per esplorare l’Alta Valle Cervo, puoi fermarti una o più notti in zona. Controlla le strutture disponibili e i prezzi per dormire nei dintorni di San Giovanni d’Andorno e scegli la soluzione più adatta al tuo viaggio.

Il Bar Ristorante Albergo San Giovanni permette inoltre di soggiornare proprio al santuario, evitando quindi di dover scendere a valle al termine della giornata. È una soluzione comoda anche se stai percorrendo uno degli itinerari che attraversano San Giovanni d’Andorno, come la Grande Traversata delle Alpi o il Cammino di San Carlo. Per disponibilità e condizioni del soggiorno ti consigliamo di verificare direttamente con la struttura.

Il complesso dispone inoltre di una casa per vacanze in autogestione, aperta indicativamente da giugno a settembre e destinata soprattutto a gruppi, scout e oratori. La struttura offre circa 50 posti letto, cucina attrezzata, un salone comune e una grande palestra.

Dormire qui permette soprattutto di scoprire un volto diverso della Valle Cervo: quando termina il passaggio dei visitatori giornalieri, San Giovanni ritrova la tranquillità del bosco e della montagna che lo circondano.

Come arrivare al Santuario di San Giovanni d’Andorno

Il Santuario di San Giovanni d’Andorno si trova in frazione San Giovanni 8, nel Comune di Campiglia Cervo, a circa 20 chilometri da Biella. Raggiungerlo in auto è semplice e permette già durante il tragitto di addentrarsi progressivamente nel paesaggio della Valle Cervo.

Da Biella bisogna seguire le indicazioni per Andorno Micca e Piedicavallo, risalendo la valle lungo la strada provinciale. Superato Campiglia Cervo si raggiunge Valmosca; dopo il ponte si svolta a sinistra e si continua lungo la strada che sale fino al complesso.

Naturalmente puoi arrivare a San Giovanni anche a piedi, ed è forse il modo più suggestivo per comprendere il rapporto che per secoli ha legato il santuario alle comunità della Bürsch. L’anello da Campiglia Cervo attraverso Santa Maria di Pediclosso e il Sacro Monte richiede indicativamente circa due ore, mentre San Giovanni è attraversato anche dalla GTA e dal Cammino di San Carlo.

Informazioni utili per la visita

La chiesa, la grotta e gli spazi del complesso possono avere periodi e orari di apertura differenti durante l’anno. Anche biblioteca, Campanone e altri ambienti non sono necessariamente sempre accessibili liberamente.

Prima di partire ti consigliamo quindi di controllare le informazioni aggiornate sul sito ufficiale del Santuario di San Giovanni d’Andorno o di contattare direttamente la Fondazione Opera Pia Laicale. È inoltre possibile concordare visite guidate che comprendono diversi ambienti del complesso.

Cosa vedere nei dintorni di San Giovanni d’Andorno

Una visita al Santuario di San Giovanni d’Andorno può facilmente diventare il punto di partenza per dedicare un’intera giornata, o anche un weekend, alla scoperta dell’Alta Valle Cervo.

Scendendo verso il fondovalle trovi Campiglia Cervo, con la chiesa parrocchiale, le antiche Scuole Tecniche Professionali e le numerose borgate distribuite tra Banda Veja e Banda Soulìa. Nella nostra guida su cosa vedere a Campiglia Cervo abbiamo raccolto il percorso seguito durante #ExploreBiella.

Risalendo invece la valle raggiungi Rosazza, uno dei borghi più particolari del Biellese, profondamente trasformato nell’Ottocento dalle opere volute da Federico Rosazza Pistolet. Poco oltre si trova Piedicavallo, ultimo comune dell’Alta Valle Cervo e punto di partenza per numerosi sentieri verso le montagne.

Da San Giovanni puoi anche salire lungo la spettacolare Strada Federico Rosazza, attraversare la Galleria Rosazza a 1.485 metri e raggiungere il Santuario di Oropa. La strada, realizzata tra il 1889 e il 1897, costituisce uno dei collegamenti più suggestivi tra Valle Cervo e Valle Oropa.

In alternativa, tornando verso Valmosca puoi imboccare la Panoramica Zegna e proseguire verso Bielmonte e l’Oasi Zegna.

San Giovanni d’Andorno, nel cuore della Bürsch

Quando visitammo il Santuario di San Giovanni d’Andorno durante #ExploreBiella pensavamo soprattutto di scoprire uno dei principali luoghi religiosi della Valle Cervo. In realtà trovammo molto di più.

La balma e la sua antica devozione, gli edifici dove per generazioni studiarono i ragazzi della valle, le cappelle lungo le mulattiere e le storie tramandate dagli abitanti raccontano quanto San Giovanni sia stato un punto di riferimento non soltanto religioso, ma anche sociale e culturale per tutta la Bürsch. È un ruolo che il santuario continua a mantenere ancora oggi, anche attraverso attività culturali, mostre e iniziative dedicate alla memoria della valle.

Ma il ricordo che portiamo con noi è soprattutto quello del Campanone.

Durante #ExploreBiella avemmo la possibilità di salire sulla torre e di ascoltare da vicino il rintocco della grande campana. Lassù, osservando le borgate disseminate sui due versanti e sentendo quel suono propagarsi nella valle, diventava facile comprendere perché per secoli il Campanone fosse stato una voce capace di raggiungere comunità lontane tra loro.

È probabilmente questa l’immagine che meglio racconta San Giovanni d’Andorno: un luogo appartato tra le montagne, ma profondamente legato a tutta la Valle Cervo e alle persone che l’hanno abitata.

La struttura imponente del santuario domina questa parte della vallata
La struttura imponente del santuario domina questa parte della vallata
Informazioni su Gian Luca Sgaggero 716 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*