Spinalonga è uno di quei luoghi che durante un viaggio riescono a lasciare sensazioni difficili da dimenticare. Una piccola isola fortificata davanti alla costa orientale di Creta, circondata dalle acque del Golfo di Mirabello e segnata da una storia che attraversa secoli molto diversi tra loro.
Noi l’abbiamo visitata durante il soggiorno ad Agios Nikolaos, che avevamo scelto come base per esplorare Creta Est. Ricordo ancora l’avvicinamento in barca e i bastioni che diventavano sempre più grandi davanti a noi: già prima di sbarcare si percepisce che Spinalonga non è una semplice escursione al mare.
È conosciuta soprattutto per essere stata un lebbrosario dal 1903 al 1957, ma fermarsi soltanto a questo capitolo significherebbe raccontarne una piccola parte. Prima di allora l’isola era stata fortificata e trasformata dai Veneziani in una poderosa fortezza, aveva resistito all’avanzata ottomana e aveva ospitato una comunità musulmana. Le diverse epoche hanno lasciato tracce che ancora oggi emergono camminando tra mura, edifici e stradine.
Visitare Spinalonga significa quindi entrare in un luogo dove storia e memoria si sovrappongono continuamente. Durante la nostra visita abbiamo percorso l’antico abitato, seguito le mura affacciate sul mare e raggiunto le zone più alte dell’isola, da cui lo sguardo si apre sulla costa di Creta.
In questa guida ti racconto come arrivare a Spinalonga, cosa vedere sull’isola e quanto tempo dedicare alla visita, ripercorrendo anche la sua storia e aggiungendo i consigli che possono esserti utili per organizzare l’escursione.
Come arrivare a Spinalonga
Spinalonga è raggiungibile soltanto in barca e le principali partenze avvengono da Plaka, Elounda e Agios Nikolaos. La scelta dipende soprattutto da dove soggiorni e dal tipo di escursione che vuoi organizzare.
Noi avevamo un’auto e abbiamo scelto di raggiungere Plaka, il piccolo centro costiero che si trova praticamente di fronte a Spinalonga. Da qui la traversata è la più breve e in circa 10 minuti di navigazione raggiungi l’isola.
Ricordo ancora bene quel breve tragitto: man mano che ci avvicinavamo, i bastioni veneziani sembravano emergere direttamente dal mare e diventavano sempre più imponenti. È uno di quei casi in cui anche l’arrivo fa già parte della visita.

Raggiungere Spinalonga da Plaka
Se viaggi in autonomia, Plaka è probabilmente la soluzione più semplice. Puoi raggiungere il paese in auto e prendere una delle imbarcazioni dirette verso l’isola.
Noi abbiamo acquistato i biglietti direttamente sul posto. Viaggiavamo in un periodo tranquillo e non abbiamo trovato molta attesa, ma durante l’alta stagione la situazione può essere molto diversa.
Da Elounda a Spinalonga
Un’altra possibilità è partire da Elounda, poco più a sud di Plaka. La traversata è leggermente più lunga, circa 20 minuti, ma rimane una soluzione molto comoda se soggiorni nella zona o vuoi abbinare la visita dell’isola a qualche ora sul lungomare di Elounda.
Escursioni da Agios Nikolaos a Spinalonga
Puoi raggiungere Spinalonga anche direttamente da Agios Nikolaos, la città che noi avevamo scelto come base durante il viaggio.
In questo caso le proposte assumono maggiormente la forma di una vera escursione in barca nel Golfo di Mirabello e possono comprendere altre soste lungo la costa, una pausa per il bagno o la navigazione nei dintorni della penisola di Kolokytha.
Se preferisci organizzare tutto in anticipo puoi confrontare le escursioni a Spinalonga da Agios Nikolaos e dalle altre località di Creta, scegliendo la soluzione più adatta al tuo itinerario.
Se invece vuoi visitare la zona seguendo un percorso simile al nostro, nella guida dedicata a cosa fare ad Agios Nikolaos trovi anche i consigli sulla città che abbiamo utilizzato come base per esplorare Creta Est.
Prima di partire controlla sempre orari delle barche e modalità di accesso aggiornate, perché frequenze e collegamenti possono cambiare in base alla stagione e alle condizioni del mare.

Cosa vedere a Spinalonga
Una volta sbarcato, il modo migliore per scoprire Spinalonga è percorrerla senza fretta, seguendo le stradine dell’antico insediamento e il cammino che costeggia le fortificazioni. L’isola è piccola, ma ciò che incontri lungo il percorso appartiene a epoche molto diverse e racconta una storia decisamente più complessa di quella del solo lebbrosario.
L’ingresso e l’antico abitato
Dall’approdo si raggiunge rapidamente l’ingresso della fortezza e si entra nella parte più costruita dell’isola.
È qui che durante la nostra visita abbiamo iniziato realmente a percepire l’atmosfera particolare di Spinalonga. Camminare tra edifici, porte, stanze e stradine che per decenni hanno fatto parte della vita quotidiana degli abitanti provoca una sensazione difficile da descrivere.
Quando Spinalonga divenne un lebbrosario non fu infatti soltanto un luogo di isolamento. Sull’isola si sviluppò progressivamente una vera comunità, con abitazioni, attività commerciali e servizi necessari alla vita quotidiana.
Le fortificazioni veneziane
Continuando la visita incontri le possenti fortificazioni veneziane, uno degli elementi che maggiormente caratterizzano il paesaggio di Spinalonga.
I Veneziani trasformarono l’isola in una fortezza alla fine del XVI secolo, sfruttando la sua posizione strategica all’ingresso della baia di Elounda. Ancora oggi bastioni e mura dominano il mare e accompagnano buona parte del percorso.
Sono proprio queste strutture che avevano attirato la nostra attenzione già durante l’avvicinamento in barca e, viste da vicino, permettono di comprendere meglio quanto Spinalonga fosse importante per il controllo di questa parte della costa cretese.
Il percorso intorno all’isola
Uno dei momenti che abbiamo apprezzato maggiormente è stata la passeggiata lungo il perimetro di Spinalonga.
Allontanandoti dalla zona dell’approdo puoi seguire il cammino che costeggia il mare e le mura, incontrando resti di edifici e strutture difensive. Il paesaggio cambia continuamente e lo sguardo si apre sulla costa di Creta, su Plaka e sulle acque del Golfo di Mirabello.
È un percorso semplice da seguire, ma nelle giornate estive il sole può essere intenso e le zone d’ombra non sono molte.
Salire nella parte alta di Spinalonga
Se hai tempo, non limitarti al percorso più vicino al mare. Alcuni sentieri e stradine permettono di salire verso la parte più alta dell’isola, dove l’ambiente diventa più silenzioso e si incontrano ulteriori resti delle fortificazioni.
Noi siamo saliti fino a una zona più aperta, circondata dalle mura e da alcune strutture ormai in rovina. Da lassù il panorama sul mare e sulla costa cretese ripaga della salita.
È anche uno dei punti in cui abbiamo percepito maggiormente il contrasto che rende Spinalonga così particolare: la bellezza del paesaggio del Golfo di Mirabello e la durezza delle vicende umane che si sono svolte sull’isola.

La storia di Spinalonga
Per comprendere davvero ciò che incontri durante la visita vale la pena conoscere almeno le tappe principali della storia di Spinalonga. L’isola, infatti, non nasce come lebbrosario e per secoli ha avuto soprattutto una funzione strategica e militare.
Dall’antichità alla fortezza veneziana
Spinalonga era fortificata già nell’antichità, ma è durante il dominio veneziano di Creta che assume l’aspetto che ancora oggi caratterizza gran parte dell’isola.
Nel 1579 i Veneziani iniziarono a costruire una poderosa fortezza sulle precedenti strutture difensive, con l’obiettivo di proteggere il porto di Elounda e controllare questa parte della costa.
La posizione si rivelò particolarmente efficace. Quando gran parte di Creta passò sotto il controllo ottomano nel XVII secolo, Spinalonga rimase veneziana ancora per decenni, diventando uno degli ultimi avamposti della Repubblica sull’isola.
Il periodo ottomano
La dominazione veneziana terminò nel 1715, quando Spinalonga passò agli Ottomani. Con il tempo all’interno delle fortificazioni si sviluppò un vero insediamento e l’isola tornò ad avere anche una funzione commerciale.
Alla fine del XIX secolo, con le rivolte cretesi e i profondi cambiamenti politici che interessarono l’isola, gran parte della popolazione musulmana abbandonò progressivamente Spinalonga.
Molti degli edifici dell’antico insediamento sarebbero stati successivamente utilizzati durante il capitolo più conosciuto e doloroso della sua storia.
Spinalonga e il lebbrosario
Nel 1903 lo Stato cretese decise di destinare Spinalonga all’isolamento delle persone affette dalla malattia di Hansen, allora comunemente chiamata lebbra. I primi pazienti arrivarono sull’isola nel 1904.
Le condizioni dei primi anni furono estremamente dure. Dopo l’unione di Creta con la Grecia, nel 1913, iniziarono ad arrivare a Spinalonga anche persone provenienti da altre parti del Paese.
Con il passare degli anni, però, gli abitanti cercarono di migliorare la propria vita sull’isola. Si sviluppò una comunità con abitazioni, negozi e servizi, mentre soprattutto dagli anni Trenta furono realizzati interventi sulle strutture e sulle condizioni di vita.
Una figura importante fu Epaminondas Remoundakis, arrivato a Spinalonga negli anni Trenta e tra i protagonisti dell’organizzazione della comunità dei pazienti. Attraverso la loro azione vennero richiesti e ottenuti diversi miglioramenti, tra cui la realizzazione della strada che permetteva di percorrere il perimetro dell’isola.
La chiusura del lebbrosario nel 1957
L’introduzione di terapie efficaci contro la malattia di Hansen cambiò progressivamente la situazione. A Spinalonga i nuovi farmaci iniziarono a essere utilizzati alla fine degli anni Quaranta e alcuni pazienti poterono finalmente lasciare temporaneamente l’isola.
Negli anni Cinquanta iniziò il processo che avrebbe portato alla chiusura del lebbrosario. Nel 1957 gli ultimi pazienti furono trasferiti all’ospedale per le malattie infettive di Agia Varvara, ad Atene, e Spinalonga venne definitivamente abbandonata come luogo di isolamento.
Camminando oggi tra le case, le fortificazioni e gli edifici rimasti, è proprio la sovrapposizione di queste epoche a rendere la visita così intensa: Spinalonga è contemporaneamente fortezza, antico insediamento e luogo della memoria.

Quanto tempo serve per visitare Spinalonga
Per visitare Spinalonga senza fretta metterei in conto circa un’ora e mezza o due ore sull’isola. Le dimensioni sono ridotte, ma limitarsi a percorrere velocemente le strade dell’antico abitato significherebbe perdere buona parte del fascino della visita.
Noi abbiamo preferito prenderci il nostro tempo, camminando tra gli edifici, seguendo il percorso lungo le mura e salendo anche verso la parte più alta dell’isola. Sono proprio le deviazioni e le soste davanti al panorama che permettono di apprezzare maggiormente Spinalonga.
Alla durata della visita devi naturalmente aggiungere la traversata in barca e gli eventuali tempi di attesa. Partendo da Plaka puoi quindi organizzare facilmente l’escursione nell’arco di una mattinata o di un pomeriggio, mentre scegliendo una crociera da Agios Nikolaos devi considerare più tempo, soprattutto se il programma comprende altre soste nel Golfo di Mirabello.
Se puoi scegliere l’orario, nelle giornate più calde eviterei le ore centrali. Gran parte del percorso è esposta al sole e visitare l’isola nelle prime ore della giornata o nel tardo pomeriggio rende la passeggiata decisamente più piacevole.
Non cercherei comunque di stabilire un tempo massimo: Spinalonga è uno di quei luoghi in cui vale la pena rallentare, osservare ciò che rimane degli edifici e fermarsi ogni tanto a guardare il mare.

Consigli pratici per visitare Spinalonga
Visitare Spinalonga non presenta particolari difficoltà, ma qualche accorgimento può rendere l’escursione decisamente più piacevole, soprattutto durante i mesi estivi.
Il primo consiglio è di portare con te una buona scorta d’acqua. L’isola è rocciosa, il percorso è in gran parte esposto e nelle giornate più calde il sole cretese può farsi sentire parecchio. Cappello e protezione solare sono quindi altrettanto utili.
Indossa anche scarpe comode, soprattutto se vuoi abbandonare il percorso principale e salire verso le zone più alte delle fortificazioni. Non serve un’attrezzatura da trekking, ma alcune parti del terreno sono irregolari e affrontarle con semplici ciabatte non è la scelta migliore.
Se viaggi in alta stagione, cerca possibilmente di arrivare nelle prime ore della giornata. Oltre a trovare temperature più gradevoli, potrai vivere con maggiore tranquillità gli spazi dell’antico abitato e delle fortificazioni.
Prima di partire controlla sempre gli orari di apertura del sito archeologico e quelli delle barche da Plaka, Elounda o Agios Nikolaos. Collegamenti e possibilità di visita possono variare in base alla stagione e alle condizioni del mare.
Tieni inoltre presente che il biglietto della barca e quello per l’accesso al sito archeologico sono due servizi distinti: quando organizzi l’escursione verifica quindi sempre cosa comprende la soluzione che hai scelto.
Dove dormire vicino a Spinalonga
Non è possibile dormire direttamente a Spinalonga, quindi se vuoi visitare l’isola devi scegliere una base sulla costa di Creta.
La soluzione più vicina è Plaka, il piccolo paese affacciato proprio su Spinalonga. Può essere una buona scelta se cerchi tranquillità, vuoi raggiungere facilmente l’imbarco e preferisci soggiornare in un centro raccolto.
Poco più a sud trovi Elounda, che offre una scelta più ampia di hotel e resort mantenendo Spinalonga facilmente raggiungibile. È una soluzione interessante soprattutto se vuoi abbinare la visita dell’isola a qualche giorno di mare nel Golfo di Mirabello.
Noi avevamo invece scelto Agios Nikolaos, dove abbiamo soggiornato per sette giorni utilizzandola come base per esplorare questa parte di Creta. Rispetto a Plaka ed Elounda è una vera cittadina, con più servizi, ristoranti e possibilità per trascorrere la serata, e permette comunque di raggiungere facilmente la zona di Spinalonga.
Se stai organizzando un viaggio più ampio puoi leggere anche il nostro itinerario dedicato a cosa vedere a Creta Est, dove trovi le altre tappe che abbiamo visitato partendo da Agios Nikolaos.
Qui sotto puoi confrontare hotel e appartamenti nei dintorni di Spinalonga e scegliere la zona più adatta al tuo viaggio.
Perché vale la pena visitare Spinalonga
Tra le escursioni che abbiamo fatto durante il nostro viaggio a Creta, Spinalonga è sicuramente una di quelle che ricordo con maggiore intensità. Non tanto per un singolo monumento, quanto per l’insieme di sensazioni che l’isola riesce a trasmettere.
Ricordo l’arrivo in barca con le fortificazioni davanti a noi, le stradine dell’antico abitato, il silenzio di alcuni angoli e la salita verso la parte più alta. Poi c’è il mare, sempre presente, che crea un contrasto quasi straniante con le vicende vissute dalle persone che furono costrette a trascorrere qui una parte della propria vita.
Conoscere la storia prima della visita aiuta sicuramente a osservare Spinalonga con occhi diversi. Dietro quelle case e quelle mura non ci sono soltanto testimonianze veneziane e ottomane, ma anche le storie di una comunità che, nonostante l’isolamento imposto dalla malattia, cercò di costruire una propria quotidianità.
Se stai esplorando questa parte di Creta, secondo me vale davvero la pena inserire Spinalonga nel tuo itinerario. Prenditi il tempo necessario per percorrerla senza fretta: probabilmente saranno proprio l’atmosfera dell’isola e le sensazioni provate camminando tra le sue mura a rimanerti più a lungo nella memoria.




Post molto interessante e dettagliato. Complimenti!
Mi permetto di suggerire, a chi avesse già visitato l’isola o intenda farlo, la lettura del bellissimo romanzo L’ISOLA di Victoria Hislop.
La storia si svolge tra Plaka e il lebbrosario di Spinalonga. Meraviglioso!!
Ciao Silvia e grazie del commento, sono contento tu abbia apprezzato il nostro articolo. Grazie anche per averci segnalato il romanzo, lo leggerò! 🙂
Complimenti! Non ho mai letto un post così interessante!
Grazie mille Salvatore, mi fa molto piacere! 🙂