St. George’s, alla scoperta delle origini di Bermuda

Per le vie di St. George's, Bermuda
Per le vie di St. George's, Bermuda

Un viaggio alle Isole Bermuda è un viaggio che stupisce, un salto in una realtà di mezzo tra l’Europa britannica del vecchio continente, i popoli nativi d’America e una grande percentuale di popolazione di colore, etnie provenienti da aree geografiche molto differenti, ma che hanno trovato a Bermuda un luogo in cui convivere e prosperare assieme.

Ovviamente la situazione non è stata sempre così, in origine (ce lo dice la storia) sia i nativi che alcuni gruppi di africani vennero portati sull’isola dagli inglesi affinché la bonificassero e la rendessero vivibile. Era un’epoca in cui la schiavitù era la norma e, anzi, era largamente inaccettabile che le ‘razze’ si mischiassero tra loro.
Bermuda tuttavia era lontana dal cuore del regno, era un punto strategico di passaggio, dove spesso chi viveva l’isola erano esploratori, militari o comunque personaggi in fuga dall’Europa. In un simile ambiente le proibizioni razziste del vecchio mondo erano solo echi lontani, e ben presto gli inglesi cominciarono a notare la bellezza delle donne native, dando così origine a matrimoni misti e a una razza mista che ancora oggi vive l’isola. La stessa cosa avvenne con gli abitanti di colore, anche se in questo caso, ancora oggi si nota una grande comunità di colore che fatica a mischiarsi, ma che convive in perfetta armonia con il resto dell’isola.

Il vascello di George Somers è un monumento a St. George's, Bermuda
Il vascello di George Somers è un monumento a St. George’s, Bermuda

Ma come è nata Bermuda?
Quest’isola sperduta nell’Oceano Atlantico settentrionale e baciata da un piacevole clima grazie all’influenza della corrente calda del golfo, venne scoperta accidentalmente da un vascello pirata capitanato da George Somers, il quale decise di fondare una nuova città. Bermuda è la quinta municipalità europea dell’emisfero australe e l’importanza della sua scoperta valse a George la nomina di Sir da parte della corona britannica.
La prima città di Bermuda fu quindi St. George’s, situata all’estremità orientale e ancora oggi luogo molto caratteristico da visitare.

La Old State House di St. George's, Bermuda
La Old State House di St. George’s, Bermuda

Due passi a St. George’s

St. George’s è una cittadina marittima e la sua origine venuta dall’oceano è oggi celebrata nella zona del porto dove si trova, fuori dalle acque del mare, il vascello di George Somers, oggi divenuto monumento cittadino. A pochi passi dal vascello si erge la statua bronzea a Sir George Somers con incisa la data 28 Luglio 1600, giorno in cui fu avvistata per la prima volta Bermuda.
I panorami sul mare offrono grandi spunti fotografici, ma superando il ponte verso la piazza cittadina, King’s Square, vi troverete catapultati nel cuore dell’antica città coloniale. Da un lato della piazza si trova il palazzo del governatore oggi divenuto un museo al quale interno è possibile vedere la ricostruzione fedele dell’aspetto originale.
Gli edifici che abbracciano King’s Square sono molto colorati, come del resto tutti quelli del centro storico, ma se volete vedere una delle case più celebri di St. George’s dovrete incamminavi lungo King Street, proprio davanti a voi, in cima alla salita, si trova la prima casa in pietra fondata a St. George’s, ovvero la prima casa fondata a Bermuda, la Old State House, sede del Parlamento dal 1620 fino al 1815, anno in cui la capitale venne spostata ad Hamilton.

St. Peter's Church a St. George's, Bermuda
St. Peter’s Church a St. George’s, Bermuda

Uscendo dalla piazza verso York Street, invece, davanti a voi si parlerà la facciata della caratteristica Chiesa di San Pietro, la Saint Peter’s Church merita di essere visitata per apprezzare la sua struttura interna edificata in legno e ancora perfettamente conservata. Camminare tra i banchi di questa chiesa mi fa pensare alle storie dei padri pellegrini che viaggiavano verso le Americhe, un tuffo nella storia che vi costerà solo la piccola offerta di qualche dollaro che verrà devoluto per finanziare i lavori di restauro e mantenimento.
Un’altra costruzione, a mio parere, estremamente suggestiva di trova lungo Government Hill Road, sulla cima di una collina che domina le case circostanti, ed è chiamata la Chiesa Incompiuta. La Unfinished Church fu costruita in epoca più recente per diventare la più grande cattedrale di St. George’s, tuttavia dopo poco tempo dalla sua ultimazione, una violenta tempesta ne divelse il tetto e danneggiò seriamente arcate e colonnati, obbligandone quindi la chiusura.
Per motivi economici non è mai stato possibile (o meglio conveniente) cercare di riparare il danno, e oggi questa cattedrale resta austera e fatiscente ad affascinare migliaia di visitatori che si ritrovano in un batter di ciglia catapultati in un’atmosfera scozzese.

Unfinished Church a St. George's, Bermuda
Unfinished Church a St. George’s, Bermuda

Shopping a St. George’s

Senza allontanarsi troppo da King’s Square, e svoltando invece in Water Street, vi immergerete nel cuore dell’antico borgo, oggi ristrutturato e divenuto un centro pedonale ricco di negozi.
Forse tutta questa mercificazione degli spazi ha snaturato il carattere e il fascino autentici di St. George’s, ma il turismo, si sa, spesso comporta un cambiamento. Lungo Water Street oggi troverete graziose boutiques e negozi di grandi firme, intervallati qua e là dai tipici negozi dove si vendono gli originali bermuda.
Soggiornare a St. George’s può essere quindi un’ottima soluzione, facendo base in quella che forse è la località più autentica di Bermuda, ricca di ristoranti e attrazioni locali da provare assolutamente.

Danze tradizionali al Pow Wow Festival di St. David's Island, Bermuda
Danze tradizionali al Pow Wow Festival di St. David’s Island, Bermuda

Dintorni di St. George’s

Tobacco Bay: se vi state chiedendo se vicino a St. George’s c’è il mare, la risposta è sì! Nella parte nord dell’Isola di St. George si trova Tobacco Bay, una delle spiagge più fotografate e desiderate delle Isole Bermuda. Tobacco Bay è attrezzata per i visitatori, vi si trova un punto ristoro, la possibilità di noleggiare lettini, sdraio e di praticare alcuni sport acquatici.
St. Catherine’s Beach: proprio sotto lo sperone nord dell’isola, sul quale si trova lo storico St. Catherine’s Fort, dentro cui oggi è visitabile un museo, troviamo un’altra spiaggia molto frequentata. La spiaggia di St. Catherine è meno attrezzata di Tobacco Bay, ma è una soluzione più tranquilla se cercate il mare e il relax. Durante i giorni di festa le famiglie bermudiane allestiscono dei veri e propri banchetti lungo la spiaggia, con tanto di gazebo, tavolini e sedie pieghevoli. Nonostante questo resta un luogo tranquillo e piacevole, inoltre i bastioni del forte conferiscono un’atmosfera d’altri tempi.
St. David’s Island: l’Isola di Saint David si trova proprio sotto a quella di St. George, qui si trova l’aeroporto di Bermuda da cui si raggiungono velocemente tutti i punti dell’arcipelago. In questa zona di Bermuda vive un’alta concentrazione di persone discendenti dai nativi americani.
Pow Wow Festival: proprio sull’Isola di Saint David si celebra ogni anno il Pow Wow Festival, una ricorrenza che celebra e fa rivivere le tradizioni dei nativi d’America. Assistere a queste celebrazioni è stato molto interessante, in un paio d’ore ho scoperto danze, canzoni e ritmi tipici degli Indiani d’America, atmosfere che non pensavo di poter trovare a Bermuda. Ogni anno in occasione di questi festeggiamenti giungono in visita alcune delegazioni dei nativi che ancora vivono negli Stati Uniti. È anche un’occasione per vedere e magari acquistare alcuni oggetti artigianali tipici di questa tradizione.
Clearwater Beach: e se vi trovate a passare a St. David’s Island non dimenticate di fare un salto alla graziosa Clearwater Beach, un luogo dal nome che mi fa pensare a un personaggio di Pocaontas. Questa candida baia è un tipico luogo da cartolina, poco frequentata per la sua posizione, più lontana dai centri abitati, Clearwater è un arco di sabbia bianchissima che riflette nell’acqua cristallina, una piccola baia dall’acqua bassa e adatta sopratutto per i bambini piccoli, ma anche per chi teme l’acqua alta.

Che altro dire per convincervi a visitare Bermuda? Qui trovate i mei altri racconti su questo viaggio da sogno e St. George’s è una delle cose che non potete tralasciare di vedere durante un viaggio qui.
Ricordate di consultare anche il sito dell’Ente del Turismo Bermuda, ricco di informazioni e consigli scritti da chi vive l’isola. E se andrete, sono curioso di sapere le vostre opinioni, buon viaggio!

Clearwater Beach, Bermuda, St. George's
Clearwater Beach, Bermuda

#inviaggioconSEA

Informazioni su Gian Luca Sgaggero 624 Articoli
Sono un narratore turistico, appassionato di viaggi fai da te, luoghi, tradizioni e culture lontane, racconto le mie esperienze sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, di autentico e di vero. Non importa dove, come o quando, l'importante è esserci e vivere fino in fondo! Contattami per collaborare con me, sono travel blogger di professione dal 2010, digital content creator, storyteller e social media strategist.

2 Commenti

  1. Ciao Gian Luca, sto leggendo i tuoi articoli su Bermuda perchè sono in partenza per gli States e alla fine abbiamo deciso di trascorrere qui una settimana. Sono poche le informazioni reperibili in rete e non ho trovato nulla di cartaceo in giro (forse tutto ciò è da ritenersi un gran vantaggio). Alloggeremo a St. George’s, spero solo che l’isola sia ben collegata dai mezzi pubblici perchè solitamente noleggiamo l’auto, cosa impossibile qui. Certamento stamperò queste pagine per avere qualche riferimento utile in viaggio! Grazie e ciao

    • Ciao Simona, sono sicuro che Bermuda vi ammalierà perché è magnifica. Per quanto riguarda l’auto potreste ovviare noleggiando uno scooter o (come ho fatto io) una e-bike, anche se non è proprio una passeggiata. In ogni caso il servizio taxi è davvero efficiente e, come spesso ho scritto, i tassisti sono vere e proprie guide turistiche. I bus sull’isola ci sono e le corse sono anche piuttosto frequenti, tutto sta alla vostra voglia di sottostare agli orari dei mezzi pubblici, ma sono certo che comunque vada sarà un’esperienza fantastica!
      Torna a dirmi come è andata, ti aspetto! Gian

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