Taksim di nuovo negli scontri, live da Istanbul, Turchia

Taksim, scontri dell'11 giugno 2013
Taksim, scontri dell'11 giugno 2013
La situazione finora pacifica comincia a scaldarsi in quel di Istanbul, Marco Vitale, in Turchia per vivere l’evento in prima persona, ci racconta il tentativo delle forze armate di far sgombrare la popolazione, piccoli attacchi che rischiano di inasprire l’atmosfera a Gezi Park.

Turchia, 11 giugno, Taksim

Come si può apprendere dalla maggior parte dei media, oggi anche ad Istanbul sono tornati gli scontri con la polizia.
Dopo Ankara, dove ieri un manifestante è stato colpito alla testa da un colpo di pistola, alle 6 di stamattina, circa 5000 poliziotti si sono diretti a piedi verso Taksim con centinaia di camion blindati e “toma” (i camion con i cannoni di acqua), per cercare di sgomberare la piazza e il parco, ancora occupato da migliaia di cittadini.
Taksim, sventola la bandiera turca
Taksim, sventola la bandiera turca
Verso le 14.30 cammino a piedi lungo la lunga via che arriva a Gezi Park, ma dalla parte posteriore. In lontananza si vede fumo nero e sempre più gente con mascherine, acqua e limoni in mano che tornano dalla zona calda.
Sono a circa 500 metri dalla piazza dove, da una parte, c’è la polizia attorno ai camion blindati, dall’altra centinaia di manifestanti che tentano di non arretrare nonostante il lancio di lacrimogeni. In mezzo un camion in fiamme e barriere costruite con lamiere, pietre e tutto quello che si trova per strada.
Taksim
Taksim

Gli attacchi della polizia sono sistematici, ogni tot minuti sparano qualche lacrimogeno verso la prima frangia di manifestanti, che ritornano sui propri passi, prendono aria e acqua da chi sta più dietro e poi, piano piano, si torna avanti per non perdere metri e non permettere lo sgombero.
C’è chiunque. Ragazzi giovani, donne che offrono acqua, ragazzini di massimo 15 anni che sono i primi ad affrontare lo scontro.

Taksim, i manifestanti
Taksim, i manifestanti
Faccio il giro costeggiando tutto il parco e vado verso l’altra parte della piazza che è stranamente pacifica, con addirittura decine di poliziotti che si riposano dal grande caldo, mangiano e bevono insieme ad alcuni manifestanti. Parlano, i manifestanti, sembrano quasi chiedere perché… “perché state facendo parte di questo sistema di violenza e brutalità??
L’aria è acre per via dei lacrimogeni e del vento che spinge il fumo in questa direzione. Passo all’interno del parco che sembra quello di tutti i giorni, c’è chi pulisce le stradine, chi dorme, chi gioca a carte.
In lontananza, però, si sentono voci confuse e soprattutto spari. Da dentro al parco, mi affaccio dalla parte, in un punto rialzato, dove stanno avvenendo gli scontri. Stesso fumo nero, stesse centinaia di persone che cercano di resistere agli attacchi dei poliziotti. Ad un certo punto pare che attacchino anche dalle vie laterali, quindi ogni tanto l’attenzione si sposta lì, per cercare di allontanare i gas lacrimogeni tirati dalla polizia.
Taksim, cuore tra le rovine
Taksim, cuore tra le rovine
Piano piano la polizia avanza e si sentono decine di spari, ancora gas per disperdere la folla. Devo allontanarmi, indietreggio da dentro il parco, che è sicuramente più sicuro della via laterale e arrivo al fondo, circa 400 metri dal primo cordone di manifestanti.
Purtroppo un ragazzo è stato colpito, forse proprio da un lacrimogeno, e viene portato via in barella di fretta e furia verso la prima ambulanza più vicina. Dal fondo della via c’è incoraggiamento verso i manifestanti, i motorini corrono avanti per portare acqua, limoni, nuove maschere… tutto ciò che serve per resistere.
E’ un bel casino, Erdogan aveva detto “i manifestanti pagheranno un prezzo…”, non proprio parole da leader democratico e aperto al dialogo.
La Resistenza va avanti, Gezi continua ad essere occupato e io… sto con loro.
Her Yer Taksim!!!
About Marco Vitale 12 Articoli
Ho 29 anni e vivo a Düsseldorf, in Germania. Da sempre appassionato di viaggi, fin da quando, in camper con i miei genitori da piccolo, seguivo la strada che percorrevamo sulla cartina, imparando a memoria le varie città. Adoro perdermi tra le vie di posti che non conosco ed esplorarli attraverso i racconti e i cibi delle persone che incontro. Grazie a Lele e Gian ho iniziato a scrivere su queste pagine nel 2012 da Istanbul per raccontare le giornate di rivolta a Gezi Park e piazza Taksim nella città turca. E ora, da Düsseldorf, racconto ciò che vedo e incontro durante i miei viaggi. "Il viaggiatore...non ha ancora raggiunto la sua destinazione finale" - Shayn Weiss (Soul Kitchen)

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