Tirolo in inverno: itinerario tra Innsbruck, Ötztal e Alpe di Siusi

Visitare il Tirolo in inverno significa ritrovarsi circondati da montagne innevate, piccoli paesi alpini e paesaggi che sembrano fatti apposta per essere vissuti all’aria aperta. Ma questo viaggio mi ha fatto scoprire anche quanto possa essere varia una vacanza da queste parti, alternando giornate sulla neve, terme, città e momenti di puro relax.

PROMO:

Il nostro itinerario è iniziato nella valle dell’Ötztal, nel Tirolo austriaco, dove abbiamo soggiornato a Oetz e raggiunto Längenfeld e Sölden. Ci siamo poi spostati a Innsbruck, salendo sulle montagne che circondano la città e dedicando del tempo anche al suo centro storico, prima di attraversare nuovamente il Brennero e proseguire verso Castelrotto e l’Alpe di Siusi.

È stato un viaggio invernale molto più attivo di quanto avessi immaginato: abbiamo camminato sulla neve, raggiunto panorami d’alta quota, provato lo sci di fondo sull’Alpe di Siusi e trascorso una giornata nelle piscine termali dell’Ötztal mentre intorno a noi le montagne erano imbiancate.

In questo articolo ti racconto il nostro itinerario in Tirolo in inverno, le esperienze che abbiamo vissuto e quello che abbiamo imparato lungo il percorso, con qualche consiglio che può esserti utile se stai pensando di organizzare un viaggio simile.

Il nostro itinerario in Tirolo in inverno

Il nostro viaggio in Tirolo in inverno è durato una settimana e lo abbiamo affrontato interamente in auto, partendo da Bologna. Una scelta che ci ha dato grande libertà negli spostamenti e ci ha permesso di costruire un itinerario tra Tirolo austriaco e Alto Adige, alternando località molto diverse tra loro.

La prima parte del viaggio ci ha portati oltre il Brennero, nella valle dell’Ötztal, dove abbiamo scelto Oetz come base per esplorare la zona. Da qui abbiamo raggiunto Längenfeld, con le sue famose terme Aqua Dome, e Sölden, circondata dalle montagne e conosciuta soprattutto dagli appassionati di sport invernali.

Ci siamo poi spostati verso Innsbruck, dedicando una giornata al Patscherkofel e un’altra alla Nordkette e al centro storico della città. È proprio questa una delle caratteristiche che mi sono piaciute di più di Innsbruck: poter passeggiare tra palazzi e monumenti e ritrovarsi poco dopo a oltre 2.000 metri, circondati dalla neve.

Attraversato nuovamente il Brennero, abbiamo concluso il viaggio in Alto Adige, scegliendo Castelrotto come base per trascorrere alcuni giorni sull’Alpe di Siusi. Qui ci siamo messi alla prova con lo sci di fondo e abbiamo camminato lungo sentieri innevati, circondati da alcuni dei panorami dolomitici più belli incontrati durante il viaggio.

Un itinerario piuttosto intenso, quindi, ma proprio per questo capace di mostrarci tanti modi diversi di vivere l’inverno tra le Alpi.

Tirolo, Oetz
Oetz nella valle dell’Ötztal – Tirolo in inverno

Oetz e la valle dell’Ötztal in inverno

Superato il Brennero e arrivati nei pressi di Innsbruck, proseguiamo verso ovest fino a entrare nella valle dell’Ötztal, una delle vallate più conosciute del Tirolo austriaco. Lunga e circondata da montagne che superano abbondantemente i 3.000 metri, in inverno cambia completamente volto e diventa una delle grandi destinazioni alpine per chi ama la neve e gli sport invernali.

Noi, però, non siamo arrivati fin qui soltanto per sciare. Vogliamo alternare montagna, passeggiate e relax, prendendoci anche il tempo per scoprire i paesi della valle.

Oetz, la nostra prima tappa in Tirolo

La nostra base per i primi giorni è Oetz, uno dei primi paesi che si incontrano entrando nell’Ötztal. Appena arrivati troviamo il nostro alloggio, Haus Tirolerland, un B&B molto curato che ci conquista subito per la sua atmosfera.

All’esterno ha tutto l’aspetto che ci aspettiamo da una casa tirolese, con balconi e decorazioni tipiche, mentre all’interno troviamo camere più moderne e un’accogliente sala per la colazione. A gestirlo c’è Karoline, una signora gentilissima che parla anche un buon italiano e che contribuisce a farci sentire subito a nostro agio.

Nonostante la pioggia, non resistiamo alla tentazione di uscire per una prima passeggiata. Oetz ci appare esattamente come avevamo immaginato un piccolo paese del Tirolo, con case storiche, facciate decorate e dipinte e le montagne che incombono tutt’intorno.

Per cena scegliamo il Posthotel Kassl, dove cominciamo immediatamente a prendere confidenza anche con la cucina tirolese. Assaggio il Tiroler Gröstl, un sostanzioso piatto a base di patate, speck e uova: buono, anche se decisamente impegnativo. Naturalmente non manca una birra.

La mattina seguente ci aspetta una bella colazione con diversi tipi di pane, marmellate fatte in casa, uova, speck e altri prodotti freschi. Fuori il tempo non promette ancora niente di buono, ma per questa prima giornata abbiamo in programma qualcosa per cui qualche fiocco di neve, invece di essere un problema, potrebbe rendere l’atmosfera ancora più bella.

Aqua Dome nella valle dell'Ötztal - Tirolo in inverno
Aqua Dome nella valle dell’Ötztal – Tirolo in inverno

Aqua Dome: terme tra le montagne dell’Ötztal

Lasciamo Oetz e risaliamo la valle in direzione Längenfeld. La giornata è ancora piuttosto grigia e, man mano che guadagniamo quota, la pioggia lascia spazio alla neve. Durante la notte ne è caduta parecchia e il paesaggio che ci accompagna rende ancora più suggestiva la nostra destinazione: le terme Aqua Dome, una delle esperienze che più aspettavo di vivere durante questo viaggio in Tirolo.

Appena entrati capiamo che abbiamo fatto bene a dedicare una giornata al relax. Le terme sono immerse tra le montagne dell’Ötztal e comprendono piscine interne ed esterne alimentate con acqua termale calda. Ma ciò che mi colpisce maggiormente sono le tre grandi vasche circolari sopraelevate all’aperto, diventate il simbolo di Aqua Dome.

Immergersi nell’acqua calda mentre tutt’intorno si vedono le montagne innevate è qualcosa di particolare. Una delle vasche contiene acqua salina, un’altra è dedicata agli idromassaggi e un’altra ancora utilizza acqua termale sulfurea. Ci sono poi altre piscine e zone dedicate al relax, dove trascorriamo buona parte della giornata.

All’interno si trova anche una grande area sauna, separata dalla zona termale principale. Noi decidiamo di non utilizzarla e continuiamo a goderci le piscine e il panorama esterno.

Aqua Dome si rivela così uno dei momenti più rilassanti del nostro viaggio in Tirolo in inverno. Dopo giornate trascorse in auto, sulla neve o camminando in montagna, alternare le attività all’aria aperta a qualche ora nell’acqua termale è un piacere che consiglio di concedersi.

Se vuoi vivere la stessa esperienza: Aqua Dome è aperto durante tutto l’anno e l’accesso giornaliero può essere prenotato online. Nei periodi più frequentati conviene organizzarsi in anticipo, perché la prenotazione online garantisce l’ingresso nella fascia scelta.

Gasthof Stern nel centro di Oetz
Gasthof Stern nel centro di Oetz – Tirolo in inverno

Längenfeld e Sölden sotto la neve del Tirolo

Usciti da Aqua Dome, ci concediamo ancora un po’ di tempo per passeggiare tra Längenfeld e i boschi che circondano il paese. Dopo Oetz l’atmosfera ci sembra diversa: Längenfeld appare più moderno e meno raccolto, ma con la neve sulle montagne e le nuvole basse il paesaggio conserva tutto il suo fascino.

Prima di rientrare decidiamo di risalire ancora un tratto della valle e raggiungere Sölden, una delle località sciistiche più conosciute dell’Ötztal. Ce ne accorgiamo non appena arriviamo: qui l’atmosfera è decisamente più vivace e sono tantissimi gli sciatori che affollano il paese e gli impianti.

Noi non abbiamo in programma di sciare a Sölden e ci fermiamo soltanto per un breve giro. È sufficiente, però, per capire quanto questa località viva in simbiosi con la montagna e con gli sport invernali. Il comprensorio si sviluppa infatti ad alta quota e comprende anche due aree glaciali, caratteristica che rende Sölden una delle destinazioni di riferimento per lo sci in Tirolo.

Dopo questa breve deviazione riprendiamo la strada verso Oetz. Il tempo sta finalmente migliorando e approfittiamo delle ultime ore di luce per passeggiare ancora nel centro storico e fotografare le sue case decorate.

La sera scegliamo il Gasthof Stern, un’antica locanda nel cuore del paese con grandi sale arredate in stile tirolese e una splendida facciata affrescata. È il modo perfetto per concludere la nostra permanenza nell’Ötztal, perché la mattina seguente lasceremo Oetz per avvicinarci a Innsbruck e tornare finalmente sulla neve.

Panorama dal Patscherkofel sopra Innsbruck - Tirolo in inverno
Panorama dal Patscherkofel sopra Innsbruck – Tirolo in inverno

Patscherkofel: camminare sulla neve sopra Innsbruck

La mattina seguente salutiamo Karoline e lasciamo Oetz. Dopo alcuni giorni di nuvole e pioggia, finalmente ci svegliamo con il cielo limpido e scopriamo le montagne che fino a quel momento erano rimaste quasi sempre nascoste. Non potevamo chiedere una giornata migliore per la nostra prossima esperienza sulla neve.

Ci dirigiamo verso Innsbruck e raggiungiamo Igls, ai piedi del Patscherkofel, considerato il monte di casa della città. La nostra idea è salire in quota e camminare sulla neve fino alla vetta.

Una volta raggiunta la parte alta della montagna iniziamo a seguire il percorso innevato che sale verso la cima. Abbiamo portato con noi le ciaspole, ma il fondo è ben battuto e per buona parte del tragitto ci bastano i ramponcini applicati agli scarponi.

Il percorso è bellissimo. Inizialmente camminiamo tra gli alberi, poi il panorama si apre progressivamente sulle montagne innevate, mentre Innsbruck diventa sempre più piccola sul fondo della valle. È proprio questo contrasto a rendere particolare il Patscherkofel: siamo a poca distanza dalla città, eppure basta salire di quota per ritrovarsi immersi in un ambiente completamente alpino.

Proseguendo raggiungiamo la zona della vetta, a oltre 2.200 metri. Qui troviamo anche neve più fresca e finalmente possiamo utilizzare le ciaspole che ci siamo portati dietro. Ci prendiamo tutto il tempo necessario per camminare, scattare fotografie e goderci il panorama, prima di entrare alla Gipfelstube per mangiare qualcosa di caldo.

Dopo la sosta iniziamo la discesa, sempre accompagnati dalla vista sulla valle e su Innsbruck. È stata la nostra prima vera camminata sulla neve di questo viaggio in Tirolo in inverno e, complice finalmente una splendida giornata di sole, anche una delle esperienze che ricordo con maggiore piacere.

Informazioni pratiche per il Patscherkofel in inverno

Il Patscherkofel continua a essere una delle montagne più facilmente raggiungibili da Innsbruck. Oggi la Patscherkofelbahn parte da Igls e permette di raggiungere la stazione a monte, situata a quasi 2.000 metri.

Da qui è possibile raggiungere la vetta anche in inverno seguendo un percorso di circa 6 chilometri tra andata e ritorno, con poco meno di 300 metri di dislivello. È un’escursione classificata di difficoltà moderata e percorribile, a seconda delle condizioni, anche con le ciaspole. Prima di partire è comunque importante verificare lo stato della neve, l’apertura dei percorsi e il funzionamento degli impianti.

Arrivo a Innsbruck

Terminata l’escursione torniamo alla macchina e in pochi minuti raggiungiamo il centro di Innsbruck. Lasciamo l’auto in un parcheggio nei pressi della stazione ferroviaria e proseguiamo a piedi verso il nostro hotel.

Per questa parte del viaggio abbiamo scelto l’Hotel Goldene Krone, sulla centralissima Maria-Theresien-Straße e praticamente accanto all’Arco di Trionfo. La posizione è indubbiamente il suo punto di forza: alloggiamo a pochi passi dal centro storico e possiamo muoverci tranquillamente a piedi.

L’hotel occupa un bel palazzo storico, ma la nostra camera si rivela piuttosto spartana e il bagno, piccolo e compatto, mi ricorda quello di un camper. Diciamo che la posizione ci convince decisamente più della camera.

Dopo esserci riposati un po’, usciamo nuovamente e andiamo a cena da Ludwig, un locale giovane e moderno dove mangiamo degli ottimi hamburger preparati al momento. Concludiamo la serata con una prima passeggiata per Innsbruck.

È solo un assaggio della città, ma la prima impressione è decisamente positiva. Il giorno seguente avremo molto più tempo per scoprirla, iniziando però ancora una volta dall’alto: ci aspetta la Nordkette.

Patscherkofel in inverno
Patscherkofel, Tirolo in inverno

Innsbruck in inverno tra centro storico e Nordkette

La mattina seguente facciamo colazione in hotel e usciamo abbastanza presto. Oggi vogliamo dedicare l’intera giornata a Innsbruck, ma ancora una volta decidiamo di cominciare dalla montagna.

Una delle caratteristiche che più mi affascinano della città è infatti la possibilità di partire praticamente dal centro storico e raggiungere in poco tempo l’ambiente alpino della Nordkette. Ed è proprio lassù che siamo diretti.

Dalla città alla Nordkette

Raggiungiamo la stazione della Hungerburgbahn, la moderna funicolare che dal centro di Innsbruck sale verso Hungerburg. Lungo il percorso si trova anche la fermata dell’Alpenzoo, ma noi proseguiamo direttamente verso la montagna.

Già Hungerburg offre una bella vista sulla città, ma è soltanto l’inizio. Da qui prendiamo la Seegrubenbahn e saliamo fino alla Seegrube, a oltre 1.900 metri di quota.

Il cambiamento è rapidissimo. Poco prima stavamo camminando per Innsbruck e adesso siamo circondati dalla neve, con la città distesa molto più in basso nella valle. È una delle immagini che meglio raccontano cosa significhi visitare Innsbruck in inverno.

Alla Seegrube si trovano il ristorante, le piste da sci e diversi spazi dove fermarsi a godere del panorama. Noi però vogliamo salire ancora.

Prendiamo quindi l’ultimo tratto, la Hafelekarbahn, che ci porta a 2.256 metri. Da qui proseguiamo a piedi verso la Hafelekarspitze, che raggiunge i 2.334 metri.

Mettiamo nuovamente i ramponcini sotto gli scarponi e camminiamo sulla neve fino alla cima. Ci prendiamo tutto il tempo necessario per scattare fotografie e soprattutto per guardarci intorno: da una parte Innsbruck e la valle dell’Inn, dall’altra le montagne del Karwendel.

È difficile pensare che il centro della città sia così vicino.

Dopo essere rimasti un po’ in quota scendiamo alla Seegrube, dove ci concediamo una sosta al sole prima di riprendere gli impianti e tornare a Innsbruck.

Hungerburgbahn a Innsbruck
Hungerburgbahn a Innsbruck

Visitare la Nordkette in inverno

La salita alla Nordkette continua a essere una delle esperienze più particolari da fare a Innsbruck. Dal centro storico si raggiunge Hungerburg con la funicolare, per poi proseguire con le due funivie verso Seegrube e Hafelekar.

Dalla stazione superiore bastano pochi minuti a piedi per raggiungere la Hafelekarspitze e osservare il panorama sulla città e sul Karwendel. In inverno viene inoltre predisposto un breve percorso sulla neve nei dintorni dell’Hafelekar, ma l’apertura dipende dalle condizioni meteorologiche e dall’innevamento.

Prima di salire è quindi sempre consigliabile controllare l’apertura degli impianti e le condizioni in quota.

Cosa vedere nel centro storico di Innsbruck

Tornati in città cambiamo completamente scenario e iniziamo a esplorare Innsbruck a piedi.

Percorriamo la Maria-Theresien-Straße, una delle vie principali del centro, fino a raggiungere l’Hofburg, l’antico Palazzo Imperiale. Poco distante visitiamo anche la Hofkirche, la Chiesa di Corte legata alla figura dell’imperatore Massimiliano I.

Proseguiamo verso il Duomo di San Giacomo e poi ci addentriamo tra le strade del centro storico fino ad arrivare davanti al Goldenes Dachl, il celebre Tettuccio d’Oro e uno dei simboli più riconoscibili di Innsbruck.

Ma c’è un’immagine della città che mi rimane particolarmente impressa.

Raggiungiamo il fiume Inn e, guardando verso la riva opposta, vediamo la fila di case dalle facciate colorate con le montagne innevate della Nordkette alle loro spalle. Dopo essere stati lassù soltanto poche ore prima, ritrovarcele davanti mentre passeggiamo lungo il fiume rende il panorama ancora più suggestivo.

Per me è una delle cartoline più belle di Innsbruck e anche il modo migliore per concludere questa giornata trascorsa continuamente tra città e montagna.

Panorama dalla Hafelekarspitze sulla Nordkette
Panorama dalla Hafelekarspitze sulla Nordkette – Tirolo in inverno

Dall’Austria all’Alto Adige: il nostro viaggio in Tirolo continua

La mattina seguente lasciamo Innsbruck e riprendiamo la strada verso sud. Attraversiamo ancora una volta il Brennero e rientriamo in Italia, lasciandoci alle spalle il Tirolo austriaco per iniziare la seconda parte del nostro viaggio in Alto Adige.

Il paesaggio continua a essere quello alpino che ci ha accompagnato nei giorni precedenti, ma cambia la nostra esperienza. Dopo Oetz, le terme dell’Ötztal e le montagne di Innsbruck, adesso vogliamo trascorrere qualche giorno nello stesso posto e soprattutto dedicarci a qualcosa che non abbiamo mai provato prima: lo sci di fondo.

La nostra destinazione è Castelrotto, ai piedi dell’Alpe di Siusi, che scegliamo come base per le successive quattro notti. Da qui possiamo raggiungere facilmente l’altopiano e, allo stesso tempo, rientrare ogni sera in uno dei paesi che meglio conservano quell’atmosfera sudtirolese che cercavamo durante questo viaggio.

Prima di sistemarci in hotel, però, abbiamo già un appuntamento sulla neve. Raggiungiamo Siusi, lasciamo l’auto e saliamo verso Compatsch, sull’Alpe di Siusi.

È qui che comincia una parte completamente nuova del viaggio. Fino a questo momento sulla neve abbiamo soprattutto camminato; adesso è arrivato il momento di mettere gli sci ai piedi e vedere come ce la caviamo.

Castelrotto in inverno - Tirolo in inverno
Castelrotto in inverno – Tirolo in inverno

Castelrotto e l’Alpe di Siusi in inverno

Provare lo sci di fondo sull’Alpe di Siusi

Arrivati a Siusi allo Sciliar, lasciamo l’auto nei pressi della cabinovia e saliamo verso Compatsch, uno dei principali punti di accesso all’Alpe di Siusi. In pochi minuti ci ritroviamo sull’altopiano, circondati dalla neve.

Siamo qui soprattutto per un motivo: vogliamo provare lo sci di fondo.

Non lo abbiamo mai fatto e abbiamo quindi prenotato un’ora di lezione. Noleggiamo sci e scarponi e incontriamo Karolina, la nostra maestra, che ci spiega i movimenti fondamentali per muoverci sulle piste.

Scopro abbastanza velocemente che andare avanti non è il problema. Sono le discese a mettermi in difficoltà.

Io tendo a perdere il controllo e a cadere in maniera piuttosto rovinosa, mentre la mia compagna, che sa già praticare sci alpino, ha molta più confidenza con gli sci e se la cava decisamente meglio.

Terminata la lezione decidiamo di rimanere ancora un po’ sulle piste. Sono poco affollate e possiamo continuare a fare pratica con calma, cercando soprattutto di capire come affrontare quelle discese che continuano a preoccuparmi più delle salite.

A fine giornata siamo stanchi e abbiamo collezionato qualche caduta, ma siamo contenti di esserci messi alla prova. Soprattutto, abbiamo capito che vogliamo riprovarci.

L’Alpe di Siusi offre circa 80 chilometri di piste da fondo di diverse difficoltà e Compatsch è un ottimo punto di partenza anche per chi si avvicina per la prima volta a questa disciplina.

Castelrotto, la nostra base sull’Alpe di Siusi in Tirolo

Terminata la nostra prima lezione di sci di fondo, torniamo a valle e raggiungiamo Castelrotto, dove resteremo per le successive quattro notti.

Abbiamo scelto il Garnì Doris, una struttura a gestione familiare dove ci viene assegnata una camera con vista sul paese. Dopo la giornata sulla neve siamo parecchio provati: usciamo soltanto per cenare nel vicino Gasthof Toni e poi rientriamo a riposare.

È la mattina seguente che cominciamo davvero a scoprire Castelrotto. Dopo un’ottima colazione usciamo per una passeggiata, anche se il tempo non ci assiste.

Piove e le montagne rimangono nascoste dalle nuvole, ma il paese riesce comunque a conquistarci. Il centro è raccolto, con case dalle facciate colorate e decorate, edifici dall’aspetto tipicamente altoatesino e l’inconfondibile campanile che domina il panorama.

Castelrotto si rivela anche una base molto comoda per raggiungere l’Alpe di Siusi: possiamo salire ogni giorno sull’altopiano e tornare la sera in paese.

Non abbiamo però molto tempo da dedicargli. Il cielo continua a essere scuro, ma vogliamo dare una seconda possibilità allo sci di fondo.

Torniamo quindi a Siusi e prendiamo nuovamente la cabinovia. Man mano che saliamo entriamo nelle nuvole, fino a non vedere quasi più nulla oltre i vetri.

Quando arriviamo a Compatsch sta nevicando.

Non sono esattamente le condizioni che avremmo scelto per la nostra prima vera escursione con gli sci di fondo, ma ormai siamo qui. Noleggiamo l’attrezzatura e partiamo.

La meta di oggi è Ritsch.

Sci di fondo sull'Alpe di Siusi
Sci di fondo sull’Alpe di Siusi – Tirolo in inverno

Da Compatsch a Ritsch con gli sci di fondo

Noleggiati nuovamente sci e scarponi a Compatsch, partiamo per la nostra prima vera escursione con gli sci di fondo. Questa volta non c’è Karolina a correggerci: dobbiamo mettere in pratica da soli quello che abbiamo imparato il giorno precedente.

La nostra meta è Ritsch, uno dei principali punti di riferimento per lo sci di fondo sull’Alpe di Siusi. Il percorso non è particolarmente lungo, ma per noi che siamo ancora alle prime armi rappresenta già una piccola avventura.

La neve continua a cadere e la visibilità non è delle migliori. Procediamo senza fretta e io cerco soprattutto di affrontare le discese senza finire ogni volta per terra.

Dopo circa 3 chilometri raggiungiamo Ritsch, già piuttosto soddisfatti. Da qui si diramano numerose piste di diversa lunghezza e difficoltà: il Centro fondo Ritsch è ancora oggi uno dei principali punti di partenza per esplorare gli 80 chilometri di piste da fondo dell’Alpe di Siusi.

Noi, però, non abbiamo intenzione di esagerare. Ci fermiamo per recuperare le energie con uno yogurt ai mirtilli e, soprattutto, una strepitosa fetta di strudel con salsa alla vaniglia.

Poi rimettiamo gli sci.

Durante il ritorno verso Compatsch continuiamo a fare pratica e, discesa dopo discesa, comincio finalmente a sentirmi meno impacciato.

Quando torniamo a valle siamo stanchi, bagnati e infreddoliti, ma soddisfatti: abbiamo affrontato da soli la nostra prima escursione con gli sci di fondo senza particolari disastri.

La sera ci concediamo pizza e birra da Toni e andiamo a letto praticamente “bolliti”.

Il giorno successivo, però, l’Alpe di Siusi ci mostrerà finalmente un volto completamente diverso.

Panorama invernale dell'Alpe di Siusi
Panorama invernale dell’Alpe di Siusi – Tirolo in inverno

Sci di fondo tra Sassolungo e Sassopiatto in Tirolo

Il mattino seguente, quasi al termine della nostra settimana in Tirolo, finalmente il tempo cambia.

Quando raggiungiamo l’Alpe di Siusi, davanti a noi si apre uno scenario che nei giorni precedenti, tra nuvole, neve e pioggia, non avevamo potuto immaginare. Il cielo è azzurro, la neve risplende al sole e finalmente possiamo vedere le montagne che circondano l’altopiano.

Anche noi, nel frattempo, siamo cambiati.

Dopo la prima lezione e l’escursione sotto la neve fino a Ritsch, cominciamo a sentirci più sicuri sugli sci. Partiamo da Compatsch, raggiungiamo Ritsch e questa volta decidiamo di spingerci più lontano.

Non penso più continuamente alla prossima discesa e riesco finalmente a godermi ciò che ho intorno. Attraversiamo distese di neve, boschi e piccole baite, mentre davanti a noi compaiono le sagome inconfondibili del Sassolungo e del Sassopiatto.

È esattamente per vivere una giornata così che avevo voluto provare lo sci di fondo: muovermi lentamente nel paesaggio, faticare ma, finalmente, anche divertirmi.

Continuiamo per chilometri, alternando salite e discese e fermandoci ogni tanto semplicemente per goderci il silenzio dell’Alpe di Siusi in inverno.

Dopo una sosta al Ritsch ripartiamo verso Compatsch, questa volta con lo Sciliar davanti a noi. A fine giornata ci rendiamo conto di aver percorso quasi 20 chilometri con gli sci di fondo.

Ripensando alle cadute dei primi giorni mi sembra quasi incredibile. Torniamo a Castelrotto stanchi ma soddisfatti: ho trovato quello che cercavo nello sci di fondo, fatica, divertimento e un modo diverso di vivere la montagna.

Castelrotto e le Dolomiti
Castelrotto e le Dolomiti – Tirolo in inverno

Camminare sulla neve sull’Alpe di Siusi

Per il nostro ultimo giorno sull’Alpe di Siusi prendiamo una decisione: niente sci di fondo.

Siamo soddisfatti dei progressi fatti e contenti di essere arrivati alla fine dell’esperienza senza esserci fatti male. Inoltre è sabato e, appena raggiungiamo la cabinovia, ci accorgiamo che con l’arrivo del weekend ci sono molti più sciatori.

Decidiamo quindi di lasciare gli sci agli altri e dedicarci a una camminata sulla neve.

Da Compatsch prendiamo la seggiovia verso Panorama. Una volta arrivati mettiamo i ramponcini sotto gli scarponi e seguiamo il sentiero invernale in direzione di Punta d’Oro, per poi proseguire verso il Rifugio Molignon.

Il sentiero è ben battuto e possiamo prenderci tutto il tempo per osservare il paesaggio. È una splendida giornata di sole e il Sassolungo e il Sassopiatto continuano ad accompagnarci sullo sfondo, tra neve, montagne e grandi spazi aperti.

Dopo circa un’ora raggiungiamo il rifugio e ci fermiamo per pranzo. Riprendiamo quindi il percorso verso Panorama e, invece di utilizzare nuovamente l’impianto, decidiamo di scendere a piedi fino a Compatsch. Un’ultima sosta sull’altopiano e poi prendiamo la cabinovia per tornare definitivamente a valle.

È il modo perfetto per salutare l’Alpe di Siusi e conferma una delle cose che più mi sono piaciute di questa esperienza: non è necessario essere grandi sciatori per godersi la montagna in inverno.

Oggi sull’Alpe di Siusi in inverno ci sono circa 60 chilometri di sentieri preparati per le escursioni a piedi. Prima di partire è comunque importante verificare meteo e condizioni dei percorsi e utilizzare un’attrezzatura adeguata.

Consigli per organizzare un viaggio in Tirolo in inverno

Il nostro è stato un viaggio itinerante e avere l’auto ci ha permesso di spostarci liberamente tra Ötztal, Innsbruck e Alto Adige. Se vuoi organizzare un itinerario simile in inverno, ci sono però alcuni aspetti pratici da considerare prima della partenza.

Viaggiare in auto in Austria: vignetta e pedaggi

Per percorrere la maggior parte delle autostrade e superstrade austriache è necessaria la vignetta, disponibile sia in formato digitale sia adesivo e con diverse durate. Alcuni tratti autostradali prevedono inoltre un pedaggio separato: tra questi c’è l’A13 del Brennero, quindi vignetta e pedaggio di tratta non vanno confusi.

Prima di partire conviene verificare sul sito ufficiale ASFINAG quale combinazione sia necessaria per il proprio itinerario, soprattutto perché modalità di acquisto e condizioni possono cambiare nel tempo.

Pneumatici invernali e catene in Tirolo

Se viaggi in Austria tra il 1° novembre e il 15 aprile, in presenza di neve, ghiaccio o fanghiglia sulle strade le automobili fino a 3,5 tonnellate devono essere equipaggiate con pneumatici invernali su tutte le ruote. In determinate condizioni è possibile utilizzare le catene sulle ruote motrici, ma soltanto su strade coperte in modo continuo o quasi continuo da neve o ghiaccio.

Al di là degli obblighi, affrontare un viaggio sulle Alpi in inverno significa poter incontrare condizioni molto diverse anche nell’arco della stessa giornata. Noi stessi siamo passati dalla pioggia alla neve e, pochi giorni dopo, a un cielo completamente sereno.

Come raggiungere l’Alpe di Siusi

Per raggiungere l’Alpe di Siusi puoi lasciare l’auto a Siusi e utilizzare la cabinovia, come abbiamo fatto noi, oppure salire verso Compatsch negli orari in cui è consentito l’accesso ai veicoli privati.

L’Alpe di Siusi è un’area protetta e la strada è normalmente chiusa al traffico privato dalle 9:00 alle 17:00. Dal 2026, inoltre, per utilizzare i parcheggi P1 Spitzbühl e P2 Compatsch è richiesta la prenotazione online anticipata. Regole e modalità di accesso possono cambiare, quindi è sempre meglio controllare le informazioni aggiornate prima della visita.

Cosa portare per vivere il Tirolo in inverno

Una delle cose che abbiamo imparato durante questo viaggio è quanto sia utile avere con sé un’attrezzatura versatile. Nella stessa settimana siamo passati dalle passeggiate nel centro di Innsbruck alle escursioni oltre i 2.000 metri e alle giornate sugli sci di fondo.

Scarponi impermeabili, abbigliamento caldo da utilizzare a strati, guanti, cappello e una buona giacca sono indispensabili. Noi avevamo portato anche ramponcini e ciaspole, che si sono rivelati utili durante le camminate sulla neve.

Per sci, scarponi e attrezzatura da fondo abbiamo invece preferito affidarci ai noleggi direttamente sul posto.

Quanto tempo dedicare a un itinerario in Tirolo

Una settimana ci ha permesso di combinare bene Ötztal, Innsbruck e Alpe di Siusi, ma il nostro è stato un viaggio piuttosto intenso.

Se preferisci ritmi più tranquilli puoi dedicare più giorni a una singola zona oppure utilizzare questo itinerario come spunto e scegliere soltanto alcune delle tappe. L’Ötztal permette di alternare terme e montagna, Innsbruck unisce città e attività in quota, mentre l’Alpe di Siusi merita diversi giorni se vuoi provare sci di fondo ed escursioni invernali.

Qualunque sia il programma, in inverno conviene lasciare sempre un po’ di flessibilità. Il meteo sulle Alpi può cambiare rapidamente e avere un’alternativa per le giornate meno favorevoli permette di godersi il viaggio senza dover rincorrere a tutti i costi il programma previsto.

Vale la pena visitare il Tirolo in inverno?

Dopo una settimana così intensa, per me la risposta è decisamente .

Questo viaggio mi ha fatto scoprire quanto possa essere diverso vivere il Tirolo in inverno senza limitarsi allo sci alpino. Siamo passati dalle piscine termali dell’Ötztal alle montagne sopra Innsbruck, abbiamo camminato sulla neve, raggiunto panorami a oltre 2.000 metri e passeggiato tra piccoli paesi e centri storici.

Poi c’è stata l’Alpe di Siusi.

Siamo arrivati senza avere mai praticato sci di fondo e, dopo le prime cadute e qualche difficoltà, ci siamo ritrovati pochi giorni più tardi a percorrere quasi 20 chilometri tra distese di neve, boschi e baite, con il Sassolungo e il Sassopiatto davanti a noi. Probabilmente è proprio questa una delle esperienze che ricordo con maggiore piacere.

Non tutto è andato secondo i programmi. Abbiamo trovato pioggia, neve, nuvole e giornate in cui le montagne sembravano non volersi mostrare. Poi improvvisamente è arrivato il sole e abbiamo capito quanto il paesaggio intorno a noi fosse spettacolare.

Ed è anche questo che mi è piaciuto del viaggio: ogni giornata è stata diversa dalla precedente.

L’ultima mattina lasciamo Castelrotto presto e raggiungiamo il Lago di Caldaro, dove partecipo a una corsa podistica. È l’ultimo piccolo episodio della nostra settimana sulle Alpi prima di rimetterci in macchina e tornare a casa.

Se stai pensando di organizzare un itinerario simile, il mio consiglio è di non riempire ogni giornata di programmi. Scegli alcune esperienze che vuoi assolutamente vivere, ma lascia spazio anche al meteo, agli imprevisti e alla voglia di fermarti semplicemente a guardare le montagne.

Perché, ripensandoci oggi, del nostro viaggio in Tirolo in inverno ricordo certamente le località che abbiamo visitato, ma soprattutto quello che abbiamo vissuto lungo il percorso.

Ed è proprio questo che rende un viaggio indimenticabile.

Maria-Theresien-Straße a Innsbruck - Tirolo in inverno
Maria-Theresien-Straße a Innsbruck – Tirolo in inverno
Informazioni su Luca Benericetti 26 Articoli
Sono un operatore ecologico 45enne con la passione per i viaggi, mezzo podista e ancor meno ciclista abitante a Ozzano dell'Emilia in provincia di Bologna.

2 Commenti

  1. Ferroviariamente parlando, vi consiglio: 1) Ferrovia Trento-Malè-Marilleva che attraversa le valli di Non e di Sole; 2) Ferrovia del Renon (Bolzano) L’Assunta-Soprabolzano-Collalbo che attraversa l’altopiano del Renon; 3) Ferrovia StubaitalBahn, da Innsbruk a Fulpmess luno la valle Stubai. Sembra la nostra Biella-Oropa!!!

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*