Viaggiare in Egitto, ombre e meraviglie di un paese da riscoprire

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Il Cairo città sicura, Egitto
Il Cairo, quartiere copto, Egitto

Parlare di Egitto non è affatto semplice e indurre un viaggiatore (o turista che sia) ad andare in una terra nella quale in passato si sono verificati degli atti di terrorismo di rilievo è un tema che tratto con molta attenzione. Personalmente non posso che raccontare la mia esperienza e cercare di esprimere il mio pensiero in maniera oggettiva senza pregiudizi, ma soprattutto cercando di raccontare quello che ho visto con gli occhi scindendo la politica dal turismo.

Proprio in questi giorni si è verificato l’ennesimo atto terroristico nella capitale della Turchia e questo ha dimostrato che fondamentalmente non esistono luoghi completamente al sicuro da gesti folli che nulla hanno a che vedere con la religione. Parigi è stata colpita diverse volte e così anche Bruxelles, una città che tutti noi avremmo considerato al di fuori degli obiettivi terroristici.

Panorama dalla Cairo Tower, Egitto
Panorama dalla Cairo Tower, Egitto

Io in Egitto ho avuto modo di viaggiare in un paese tranquillo e sereno, piacevolmente inebriato dal Ramadan e non ho mai avuto la minima percezione di essere in pericolo. Onestamente penso di aver rischiato molto di più in viaggio in alcune città italiane in orari serali piuttosto che in questo paese arabo nel quale ho girato giorno e notte senza percepire mai la sensazione di essere in pericolo.

Vi sentireste sicuri a girare soli, di notte, per la capitale con attrezzatura fotografica professionale in bella vista? Io sinceramente no, ma in Egitto l’ho fatto e non ho mai avuto la percezione di essere in pericolo. Che poi mi scoppi una bomba a pochi metri da me? Ahimè, c’è la stessa probabilità che accada durante un qualsiasi evento in tutto il mondo: dal derby milanese al concerto di Jovanotti.

Il terrorismo purtroppo è una questione di probabilità, non solo di luogo, e il tema della sicurezza è un discorso che non è semplice da affrontare. Nei rapporti Italia-Egitto ci sono in gioco problematiche ampie e di altra natura che esulano da questo testo quindi considerate questo testo come una lettura leggera e non pretenziosa.

Il Cairo, capitale d’Egitto

Il Cairo è una città famosa alle cronache per la Primavera Araba che in qualche modo ha dato il via ad una grande rivoluzione che si è poi espansa in tutto il Medio Oriente. Forse molti ricorderanno Piazza Tahrir come luogo celebre per gli scontri di piazza contro l’ex presidente egiziano. È proprio da lì che parte la nostra esperienza alla scoperta di questo paese.

Il Cairo, Museo Egizio, Egitto
Il Cairo, Museo Egizio

Il Museo Egizio

Il Museo Egizio de Il Cairo è sicuramente una delle più importanti attrazioni per coloro i quali intendono visitare la grande capitale sul Nilo. Il museo realizzato nel 1857 accoglie la più ampia collezione di reperti egiziani e si estende su due piani di un edificio indipendente collocato in prossimità di Piazza Tahrir.

Gli oggetti, oltre 136.000 che rappresentano 4 mila anni di storia antica, sono tramandati ai giorni nostri nonostante i fatti della primavera araba che ha visto il museo vittima di attacchi da parte della popolazione in segno di protesta contro l’ex Presidente Mubarak. Queste testimonianze del genere umano sono catalogate per periodo storico e raggruppate in stanze che si susseguono, numerose lungo tutto il percorso in cui si snoda il grande edificio.

Museo Egizio de Il Cairo, Egitto
Museo Egizio de Il Cairo, Egitto

L’ambiente in cui sono esposte le opere è caldo e si consiglia di recarsi la mattina, così da evitare le ore più calde del giorno e soprattutto in modo da avere molto tempo a disposizione per vedere l’intera collezione. Credo onestamente che un appassionato di storia potrebbe dedicarci l’intera giornata perché gli oggetti esposti sono tantissimi e alcuni anche di notevole pregio storico. Se al piano terra si trovano esposte statue di re e regine (Hatshepsut, Amenofi IV), o di divinità (Thueris), il sarcofago di Ramesse II o i gioielli delle tombe reali di Tanis (solo per citarne alcuni), ecco che al primo piano si trovano molte sale dedicate al giovane Tutankhamon forse il faraone più celebre di tutta la storia egizia.

Il culmine di tutto il viaggio nella storia è la leggendaria maschera funeraria che originariamente si trovava di fronte all’ingresso della tomba e che ora giace custodita all’interno di una teca nell’unico ambiente climatizzato di tutto l’edificio.

Il fascino delle piramidi di Giza, Egitto
Il fascino delle piramidi di Giza, Egitto

Le Piramidi di Giza

Dal Museo ci dirigiamo verso le Piramidi di Giza, situate a circa un’ora di automobile da Piazza Tahrir. Il traffico della megalopoli è tranquillo e scorrevole anche per via del Ramadan che calma la città nelle ore diurne e le fa esplodere di notte. Giza dista una decina di chilometri dal centro in direzione sud-ovest e Il Cairo si è allargato talmente tanto da essere ormai a ridosso delle piramidi che sono perfettamente visibili anche dagli alberghi circostanti.

La zona archeologica, considerata una delle sette meraviglie del mondo e annoverata tra i siti patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, è composta dalla Piramide di Cheope (più grande e antica), da quella di Chefren (figlio di Cheope) e infine dalla Piramide di Micerino (figlio di Chefren). In prossimità delle Piramidi si trova la statua della Sfinge che, con i suoi 70 metri di altezza, sembra essere piccola. Il tempo sembra averle appena scalfite e ancora oggi attorno a questi monumenti aleggia un velo di mistero che addirittura le vorrebbe create da un’altra civiltà precedente e solo rinvenute e portate alla luce da millenni di parziale sepoltura dovuta alla sabbia del deserto.

All’interno della Piramide di Chefren (di poco più piccola di quella di Cheope) c’è ben poco se non il sarcofago in granito del Re, ma una visita vale la pena, quantomeno per l’esperienza di percorrere il cunicolo di accesso.

Viste le dimensioni importanti dell’aera è consigliabile utilizzare i cammelli o i cavalli e non pensare di fare tutto a piedi. Fa troppo caldo anche nei mesi “freddi”.

Il Corano, quartiere copto a Il Cairo, Egitto
Il Corano, quartiere copto a Il Cairo

Torniamo in centro per una panoramica della città

La Torre del Cairo (Cairo Tower) è il monumento più famoso di tutto l’Egitto dopo le piramidi di Giza. Si tratta di una costruzione alta 187 metri che domina la città e che permette una visione a 360 gradi di tutta l’area. Per molti anni è stata la torre più alta di tutto l’Egitto e del nord Africa e le sue forme ricordano un fiore di loto, simbolo dell’antico Egitto. La storia narra che la torre sia stata costruita con i soldi donati al Presidente Nasser dagli americani in cerca di appoggi politici contro l’Algeria e che il presidente, invece di intascare i soldi li diede al governo per costruire quest’opera pubblica. Oggi ospita un belvedere e un ristorante panoramico in grado di ruotare a 360 gradi in 45 minuti e permettere ai commensali di godersi la città in ogni direzione. Vale la pena farci un salto anche solo per rendersi conto delle dimensioni ingenti della megalopoli.

Se poi volete passare una serata completamente immersa nella cultura egiziana e soprattutto a stretto contatto con la popolazione allora non c’è niente di meglio che affrontare una crociera sul Nilo, con tanto di cena a bordo della barca. Noi abbiamo avuto l’opportunità di navigare sul Nilo di notte e vedere i brillanti colori della città da un punto di vista unico e assolutamente eccezionale.

Per finire la serata cosa c’è di meglio che fare ancora un salto alle piramidi di Giza e godersi lo spettacolo di suoni e luci che viene proiettato proprio sulle piramidi? Vedere queste costruzioni di notte illuminate dai giochi di luce è un’esperienza che merita di essere vissuta anche a costo di dover affrontare un po’ di traffico e un po’ di strada.

Egitto, terra di sorrisi
Egitto, terra di sorrisi

Dal Cairo a Sharm el-Sheikh

Shark el-Sheikh è una località turistica molto nota agli italiani e devo ammettere che il fascino del Mar Rosso aveva colpito anche me tanto che qualche anno fa vi trascorsi un paio di settimane. Sharm è una città fondamentalmente nata per il turismo e oggi soffre molto per via del fatto che viene indicata come possibile destinazione di attacchi terroristici. Del resto è accaduto a Hurghada proprio all’inizio di quest’anno che tre terroristi abbiamo tentato un attacco in una struttura alberghiera. Poi alla fine l’unica cosa che riuscirono a fare fu quella di far clamore, perché di terroristico l’attacco ebbe ben poco.

Quello che ho visto con i miei occhi è una città protetta, ma non blindata, nella quale il turista ha la sensazione di avere sempre qualcuno alle spalle in grado di intervenire in caso di problemi, senza comunque limitare la libertà di movimento. I furgoni vengono sottoposti a scansione prima di entrare nella città e, allo stesso modo, prima di entrare nelle strutture alberghiere si devono passare diversi posti di controllo che, con discrezione, tengono un occhio aperto sui clienti.

Raccogliendo datteri a Dahab, Egitto
Raccogliendo datteri a Dahab, Egitto

Sharm non è una città morta, ma è sicuramente molto colpita dal calo del turismo che è effettivamente tangibile. Gli italiani ormai sono una rarità, tanto che su di un volo interno siamo stati fermati da un egiziano con la passione per la letteratura italiana che, con un italiano fluente, ci ha confessato di essere rammaricato del fatto che da tempo non aveva più l’opportunità di scambiare quattro chiacchiere con qualche turista del bel paese.
Sharm è calda, ma sempre bellissima con il mare azzurro e la barriera corallina che domina la costa.

Se poi volete vivere una full immersion nel mare egiziano, allora è d’obbligo una gita fuori porta con destinazione the Blue Hole. Se siete sommozzatori oppure semplici nuotatori non potete perdervi questa tappa a mezz’ora di auto da Shark el-Sheikh. Bastano infatti un paio di pinne, una maschera e un boccaglio per entrare a stretto contatto con pesci colorati e una barriera corallina davvero indimenticabile. Il Blue Hole è però anche tristemente noto alle cronache per essere uno dei punti di immersione più pericolosi al mondo per cui è bene prestare attenzione.

Relax lungo il Mar Rosso, Egitto
Relax lungo il Mar Rosso, Egitto

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About Alessio Sanavio 1 Articolo
Alessio S. è conosciuto da molti come LINGEGNERE (da scriversi rigorosamente in maiuscolo e tutto attaccato). Alessio, che poi è ingegnere di nome e di fatto, è un grande appassionato di automobili ed ha iniziato la sua carriera nel mondo del web proprio in questo settore. In questo ambito ha applicato la fotografia, sua seconda più grande passione ed è diventato in breve un punto di riferimento per la fotografia di auto e moto tanto da avere alle sue spalle scatti con le migliori case produttrici di tutto il mondo. Un simile talento non è passato inosservato al mondo del turismo, da sempre bisognoso di immagini lifestyle che fossero di impatto ed in grado di comunicare un’emozione, è così che si è aperto un ulteriore filone: il turismo. Costantemente in viaggio, ama cogliere attraverso la sua reflex la bellezza della natura e tutte le sue sfumature di colore. Scrive sui principali magazine con cui collabora e sui suoi social personali, cercatelo.

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