Ormai è ufficiale, ho una passione travolgente per l’ape calessino. Non posso farne a meno, e ogni volta che vedo uno di questi veicoli colorati, il cuore mi si riempie di emozione. L’idea di ripetere un viaggio simile a quello del 2015, che mi ha visto percorrere l’Italia da Catania a Milano a bordo di un ape calessino, mi ha elettrizzato fin da subito. Non volevo assolutamente farmi scappare l’occasione di rivivere un’esperienza simile, così nel 2016 ho deciso di fare un altro viaggio in questo mezzo che mi ha stregato. Ma questa volta il motivo era ancora più speciale: festeggiare i 25 anni di Karambola, il tour operator del gruppo Alpitour, che da sempre si distingue per il suo approccio giovane e avventuroso al viaggio.
Perché Karambola e Ape Calessino sono un Binomio Perfetto?
A prima vista, potrebbe sembrare strano associare un tour operator come Karambola e un mezzo così iconico come l’ape calessino, ma in realtà il legame è molto più profondo di quanto sembri. Karambola è un marchio che ha sempre cercato di offrire esperienze fuori dal comune, rendendo ogni viaggio un’avventura indimenticabile, ma anche accessibile a tutti. Con il suo approccio giovane e dinamico, Karambola rappresenta perfettamente lo spirito del viaggio in ape calessino. Non si tratta di spostarsi da un punto A a un punto B, ma di assaporare ogni singolo istante del viaggio, di fermarsi per esplorare luoghi nascosti, borghi senza tempo e paesaggi mozzafiato che altrimenti avresti difficoltà a scoprire.
Il viaggio in ape calessino è qualcosa che ti permette di sentirti vivo, di vivere ogni dettaglio con lentezza e consapevolezza. Ogni chilometro percorso in questo piccolo veicolo ti regala emozioni che non potresti mai vivere in un’auto tradizionale. Il suo rumore caratteristico, il vento che ti accarezza il viso, la sensazione di essere più vicini alla strada, alla natura e alle persone che incontri lungo il cammino: ogni momento in ape calessino diventa una storia che ti accompagnerà per sempre.

Viaggio in Ape Calessino da Roma a Orbetello – un’avventura che inizia
Il mio viaggio inizia a Roma Termini, una delle stazioni più trafficate d’Italia. Il nostro “destriero” ci viene consegnato con il rombo del motore che fa presagire l’inizio di un’avventura che si preannuncia emozionante. Insieme a me ci sono Luca e Giusy Manzella, compagni di viaggio pronti a partire. Sebbene Giusy sia ancora un po’ scettica riguardo a questo piccolo mezzo, che le sembra più un giocattolo che un vero e proprio veicolo, io sono entusiasta. Ho già affrontato un viaggio lungo con l’ape calessino e so bene che questo mezzo può regalare esperienze uniche.
Il nostro obiettivo iniziale è Orbetello, ma decidiamo di non fermarci solo a quella meta. Dopo qualche ora di viaggio, un cartello che indica “Borgo Medievale” cattura la nostra attenzione. Curiosi, ci dirigiamo verso una piccola strada che ci porta a Ceri, un borgo arroccato su una collina che sembra uscito da un libro di fiabe. Le stradine strette e le case in pietra ci accolgono, regalando panorami spettacolari. Una sosta per un pranzo veloce in uno dei ristoranti locali ci permette di gustare i piatti tipici della zona e ricaricare le energie prima di proseguire.
Ripartiamo verso Orbetello, fermandoci lungo il tragitto alle Saline di Tarquinia, un luogo tranquillo e affascinante che ci regala un po’ di pace e un paesaggio che sembra essere rimasto immutato nel tempo.

Il viaggio in Ape Calessino verso Livorno: tra mare e collina
Ogni chilometro in ape calessino ci regala nuove emozioni. Nonostante la lentezza del mezzo, il viaggio prende un ritmo che affascina e coinvolge. Ogni sosta diventa un’opportunità per scoprire angoli nascosti dell’Italia che altrimenti sarebbero sfuggiti alla nostra vista. Dopo Orbetello, la nostra prossima destinazione è Livorno, una città che non avevo mai visitato e che avevo sempre sentito nominare, ma mai esplorato a fondo. Tuttavia, prima di arrivare a Livorno, decidiamo di fare una deviazione verso il Porto Ercole e Porto Santo Stefano, due località affacciate sul Monte Argentario, che mi colpiscono subito per la loro bellezza senza tempo. L’atmosfera che si respira in questi porticcioli è quella tipica dei luoghi di mare: l’acqua cristallina, le piccole barche che si cullano dolcemente, e le case che si arrampicano sulle colline circostanti. La bellezza di questi luoghi ci avvolge completamente, e ci sentiamo ricaricati da tanta serenità.
Proseguiamo lungo la costa, con il vento che ci accarezza mentre percorriamo la strada verso Livorno. Durante il tragitto, ci fermiamo a Follonica, una cittadina che non conoscevo ma che mi sorprende con la sua eleganza e la sua atmosfera rilassata. Facciamo una pausa per mangiare un panino e goderci la bellezza della zona, prima di riprendere il cammino. Il paesaggio costiero continua a incantarci, mentre il fragore delle onde che si infrangono sulle scogliere di Calafuria ci fa sentire ancora più vicini al mare.
Livorno in Ape Calessino: la Terrazza Mascagni e l’aperitivo con gli amici
Arriviamo finalmente a Livorno nel pomeriggio. La città ci accoglie con il suo carattere vivace e il mare che sembra essere presente in ogni angolo. Decidiamo di fare una sosta alla Terrazza Mascagni, un luogo iconico di Livorno, famoso per la sua pavimentazione a scacchi che offre uno spettacolo visivo incredibile, soprattutto con il mare sullo sfondo. La vista mozzafiato ci invita a fermarci e a riflettere sul viaggio che stiamo facendo. È un momento di tranquillità, immersi nella bellezza del paesaggio, che ci regala la possibilità di ricaricare le energie prima di proseguire.
Dopo la sosta alla terrazza, ci dirigiamo al Corner Bistro per un aperitivo con gli amici di Karambola. È il momento di condividere storie, impressioni e risate, mentre sorseggiamo un drink e parliamo di questa avventura unica. Il viaggio è stato incredibile, e questo aperitivo segna una delle tappe più belle di una giornata che ha reso ancora più speciale il nostro percorso in ape calessino. La serata a Livorno, tra amici e panorami indimenticabili, è l’epilogo perfetto di una tappa che resterà nei nostri cuori.

La magia delle Cinque Terre: da Genova a Cuneo
Il mattino seguente ci godiamo ancora un po’ Livorno prima di proseguire il nostro viaggio in ape calessino. Risalendo verso nord facciamo una tappa a Bocca di Magra, un piccolo e tranquillo paese che si affaccia sul fiume Magra, un luogo che mi ha sempre affascinato per la sua semplicità e la sua bellezza naturale. Passeggiamo tra le sue stradine, respirando l’aria fresca del mare e scattando qualche foto per immortalare la serenità del posto. La calma del paesino, immerso nella natura, è un contrasto perfetto con il ritmo frenetico delle città che stiamo per affrontare.
Riprendiamo la strada lungo la costa e, poco dopo, arriviamo finalmente alle Cinque Terre, un luogo che avevo sempre sognato di visitare. Giungiamo a Riomaggiore, il primo dei cinque borghi, e l’impatto è spettacolare. Le case colorate che si arrampicano sulla collina, il mare cristallino che accarezza la roccia e l’aria salmastra che pervade ogni angolo del borgo creano un’atmosfera incantevole.
Decidiamo di fermarci al Rio Bistrot, un ristorante affacciato sul mare dove possiamo gustare piatti tipici liguri, come le famose trofie al pesto e il fritto misto di pesce, con il profumo del mare che ci avvolge. Ogni boccone è un’esplosione di sapori freschi e autentici, perfetti per ricaricare le energie prima di proseguire il nostro cammino verso Genova.

L’Ape Calessino arriva a Genova: un benvenuto caloroso e la città notturna
La bella Zena ci accoglie dopo una serie di deviazioni che ci hanno costretto a percorrere strade montuose, rallentando notevolmente il nostro percorso. Siamo stanchi, ma la fatica svanisce quando arriviamo finalmente a Genova. La città, con la sua energia vibrante, ci accoglie a braccia aperte. Ci dirigiamo verso il Don’Cola, un piacevole locale con un dehor nella zona pedonale, dove una folla di amici di Karambola ci attende per darci il benvenuto e ascoltare le nostre storie di viaggio. L’incontro con loro è caloroso, e scambiamo impressioni sulla nostra avventura in ape calessino.
Dopo il saluto, ci immergiamo nella Genova notturna. La città, vivace e animata, ci fa scoprire una faccia che non conoscevamo. Passeggiamo tra i carruggi, le caratteristiche viuzze strette e tortuose del centro storico, dove la città sembra non dormire mai. La movida cittadina ci abbraccia, con i suoi locali affollati e l’atmosfera frizzante che rende l’esperienza ancora più unica. Mentre cerchiamo un posto dove cenare, ci fermiamo a osservare il panorama e l’energia che pervade la città. Genova ci sorprende e ci conquista con il suo spirito vibrante, facendoci sentire più che mai parte di questa avventura straordinaria.

La deviazione verso l’entroterra: le montagne liguri e la lentezza dell’Ape Calessino
Il viaggio continua, e la parte successiva si rivela più impegnativa, ma altrettanto affascinante. A causa di una chiusura imprevista della Aurelia a Arenzano, siamo costretti a deviare verso l’entroterra, addentrandoci nelle montagne liguri. La decisione di percorrere strade più tortuose e ripide non è facile, soprattutto considerando che l’ape calessino, con il suo motore modesto, non è certo il mezzo ideale per affrontare salite così ripide. Tuttavia, è proprio questo il bello del viaggio: ogni difficoltà si trasforma in un’opportunità per scoprire un lato nascosto della natura, più selvaggio e incontaminato.
Il piccolo triciclo motorizzato, dopo aver superato Mele e Vara, arranca su tornanti stretti e strade scoscese, ma la fatica viene ampiamente ripagata dal panorama che si apre di fronte a noi. La Ape Calessino è lenta, ma la velocità con cui la natura si presenta davanti ai nostri occhi è mozzafiato. Ci ritroviamo immersi nel Parco Naturale del Beigua, dove l’aria fresca di montagna e i colori vividi dei boschi ci avvolgono. L’atmosfera è quella tipica delle alture, con una leggera nebbia che ci avvolge e rende ogni paesaggio ancora più suggestivo.
Dalla montagna alla pace di Vicoforte: la scoperta del Santuario
Superato il temibile Passo del Faiallo, uno dei passaggi più suggestivi delle montagne liguri, ci sentiamo come se avessimo varcato un confine. Il passo segna il limite tra le alte vette e le vallate più dolci, un paesaggio montano che appare selvaggio e primitivo. Le cime delle montagne si stagliano contro un cielo che sembra più vicino, dando una sensazione di grandiosità e tranquillità.
Dopo aver attraversato Sassello, il nostro viaggio ci porta a Vicoforte, un piccolo ma sorprendente paese in Piemonte. Qui, siamo accolti dal maestoso Santuario di Vicoforte, famoso per la sua cupola ellittica, la più grande del mondo. La sua bellezza è stupefacente, e l’atmosfera che si respira è quella di una pace quasi mistica. Passeggiare sotto la cupola, circondati dagli affreschi che decorano l’interno, è un’esperienza che immerge in una sensazione di serenità profonda.
Dopo aver esplorato il santuario, ci fermiamo al ristorante La Tavola del Chiostro, situato all’interno del complesso, dove il cibo tradizionale piemontese ci riscalda e ci prepara per la prossima tappa del nostro viaggio. Il pranzo è un vero e proprio abbraccio culinario, con piatti caldi e saporiti che ci ricaricano per continuare la nostra avventura.

Da Vicoforte a Cuneo: un aperitivo Karambola e una magica serata in città
Dopo aver lasciato Vicoforte, ci siamo messi in marcia verso Cuneo, l’ultima tappa della giornata. Manca circa un’ora di strada, poco più di 30 km, e l’idea di arrivare in città ci dà un’ulteriore spinta. Il paesaggio cambia man mano che ci avviciniamo, le colline piemontesi si fanno più dolci, e l’aria è fresca, accogliente. Arriviamo finalmente a Cuneo in serata, pronti a godere della movida cittadina. Prima di tutto, però, ci dirigiamo alla sede di Karambola per un saluto. È bello vedere tante persone entusiaste del nostro viaggio, e l’atmosfera è quella di una grande famiglia che si ritrova.
Dopo il saluto, ci spostiamo al San Sebastian Café, dove ci aspettano alcuni amici che ci hanno seguito sui social e che finalmente hanno l’opportunità di incontrarci di persona. L’incontro è caloroso e pieno di risate, mentre sorseggiamo un aperitivo e chiacchieriamo di viaggi, esperienze e, naturalmente, di Karambola. È un momento speciale, che arricchisce ancora di più il nostro viaggio.
A seguito dell’aperitivo, decidiamo di fare un giro per Cuneo. La città, illuminata dalla luce soffusa della sera, ci affascina con il suo centro storico che sembra quasi sospeso nel tempo. Passeggiare tra le vie di Cuneo di notte è un’esperienza magica: i portici, le piazze, e l’atmosfera vivace ma tranquilla ci danno una sensazione di calma e serenità. Dopo questa piacevole passeggiata, ci dirigiamo verso il nostro alloggio, pronti per una notte di riposo che ci preparerà alla prossima giornata di viaggio.

Da Cuneo ad Asti in Ape Calessino: un inizio di giornata stupendo
L’ultimo giorno del nostro viaggio in ape calessino inizia con un cielo limpido e il sole che riscalda l’aria fresca delle colline piemontesi. Dopo aver salutato Cuneo, partiamo presto, sfrecciando tra i campi coltivati e i vigneti che caratterizzano questa zona. L’atmosfera è quella perfetta per un viaggio in ape: il paesaggio che cambia lentamente, il rumore del motore che accompagna ogni curva.
La nostra prima tappa è Asti, una città che attraversiamo brevemente, ma che non possiamo fare a meno di ammirare mentre facciamo un giro in centro con l’ape. La piazza principale e le strade acciottolate ci fanno sentire un po’ come se fossimo tornati indietro nel tempo. Non ci fermiamo a lungo, perché il nostro itinerario ci chiama, ma la città ci lascia una piacevole sensazione di tranquillità. Asti è una di quelle città che meriterebbe più tempo per essere esplorata, ma per ora la godiamo solo con lo sguardo e con il cuore pronto a continuare l’avventura.
Da Asti a Casale Monferrato: i colli del Monferrato
Lasciamo Asti alle spalle e ci dirigiamo verso Casale Monferrato, ma non prima di fare qualche deviazione lungo il cammino per ammirare la bellezza dei colli del Monferrato. Questo tratto del viaggio è particolarmente affascinante: le colline si susseguono all’orizzonte, ricoperte di vigneti che sembrano distendersi all’infinito. L’aria è fresca, ma il sole rende ogni paesaggio ancora più vivido.
Il percorso in ape calessino ci permette di assaporare ogni dettaglio: il rumore del motore, l’odore dell’erba e della terra, la vista delle viti che si intrecciano formando uno spettacolo unico. Ogni curva ci regala un nuovo angolo da fotografare, un nuovo paesaggio da ammirare. La bellezza dei colli del Monferrato è qualcosa di indescrivibile: campi verdi, piccole case di pietra e, in lontananza, la sagoma di alcuni borghi che si ergono sulla collina. Passiamo qualche minuto fermandoci ad ammirare la vista, poi riprendiamo il nostro viaggio, lasciando queste colline incantevoli dietro di noi mentre ci dirigiamo verso Milano.
Sfrecciando in Ape Calessino: un’ultima tappa a Mortara
Siamo ormai immersi nella pianura e, finalmente, Milano è a portata di mano. Il viaggio sta per concludersi, ma non senza una sosta importante: Mortara. Arriviamo in questa piccola cittadina con una fame che non possiamo ignorare, e così decidiamo di fermarci al ristorante L’Ebbrezza di Noè, un locale che ci accoglie con un’atmosfera rustica e raffinata allo stesso tempo.
Il menù ci colpisce subito per la sua semplicità e per i piatti della tradizione contadina che propone. Non possiamo non assaporare il famoso salame d’oca di Mortara, il piatto che questa città ha reso celebre. In accompagnamento, ravioli al sugo e un po’ di baccalà fanno da contorno, con un buon vino rosso che completa la nostra esperienza gastronomica. Il ristorante è gestito da Luca e Maurizio, due amici che hanno deciso di cambiare vita per seguire la loro passione per la cucina. La loro storia ci affascina, e ci sentiamo particolarmente vicini a loro. Ascoltiamo con interesse le loro parole, riflettendo su come la perseveranza e la passione possano trasformare un sogno in realtà, proprio come è successo a noi con questo viaggio.

Il viaggio verso Milano: da Vigevano al cuore della città
Salutiamo Mortara nel primo pomeriggio, emozionati per l’ultima parte del nostro viaggio che ci porterà finalmente a Milano. Prima, però, ci concediamo una piccola sosta a Vigevano, una cittadina che ci regala un angolo di bellezza con la sua splendida Piazza Ducale, una delle piazze più belle d’Italia. La piazza, con la sua eleganza e il fascino senza tempo, merita una breve fermata per immortalare il momento.
Dopo aver catturato qualche scatto, riprendiamo il viaggio, e presto ci ritroviamo ad attraversare la pianura padana verso la capitale economica d’Italia. Arrivati a Milano, ci troviamo di fronte alla frenesia del traffico cittadino, ma l’ape calessino, con la sua agilità, si fa largo senza difficoltà tra gli ingorghi. Sorprendenti anche per noi, attraversiamo Milano quasi senza ostacoli, giungendo alla sede di Karambola con un leggero anticipo rispetto all’orario previsto.
L’arrivo dell’Ape Calessino a Milano: un traguardo emozionante
Il nostro arrivo a Milano è accolto da un comitato di benvenuto che non si aspettava una nostra comparsa così anticipata. Siamo stati noi a fare una sorpresa a loro, e l’entusiasmo per l’incontro con l’ape calessino è palpabile. Non appena arriviamo, tutti i presenti si avvicinano curiosi, scattano foto e si divertono a provare il calessino, facendo avanti e indietro per lo stretto viale del palazzo.
Il clima è festoso e il calore degli amici di Karambola rende ancora più speciale questo momento. Nonostante la voglia di fermarci per un aperitivo e condividere altre risate, purtroppo, il treno ci aspetta. Così, il nostro viaggio in ape calessino per Karambola giunge al termine. Un’altra avventura che ci lascia un carico di emozioni e sensazioni da metabolizzare. I ricordi di ogni singolo momento, di ogni incontro, di ogni chilometro percorso, rimarranno sempre con noi, impressi nel cuore come parte di un’esperienza indimenticabile.
Un viaggio in Ape Calessino ti cambia la vita
Anche se The Gira non è più in attività, il ricordo di questa straordinaria esperienza di viaggio in ape calessino rimarrà sempre con me. Questi viaggi, che un tempo portavano alla scoperta dell’Italia e non solo, hanno avuto il potere di trasformare ogni singola strada percorsa in un’avventura, dove la lentezza del mezzo ci ha permesso di scoprire dettagli che altrimenti avremmo ignorato. Lontano dalla frenesia quotidiana, l’ape calessino ci ha insegnato ad apprezzare il percorso, le piccole cose, e soprattutto l’incredibile bellezza che si nasconde nei luoghi meno conosciuti.
Oggi, guardando indietro a questa esperienza, non posso fare a meno di pensare che un viaggio come questo è qualcosa che chiunque dovrebbe vivere almeno una volta. La libertà che ti dà un mezzo così particolare, unito alla possibilità di scoprire angoli d’Italia fuori dal comune, è davvero un regalo che continua a dare, molto tempo dopo che il viaggio è finito.
Se stai cercando un’avventura che ti faccia sentire vivo, che ti faccia sentire in sintonia con il mondo e con te stesso, un viaggio in ape calessino è quello che ti serve. Sebbene questa opportunità non esista più come una volta con The Gira, il ricordo di quel viaggio rimarrà vivo e pieno di emozioni, pronto ad ispirare chiunque voglia mettersi in cammino, proprio come ho fatto io.
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