Continua il nostro viaggio in Perù, una terra di antiche civiltà e paesaggi mozzafiato, e dopo aver trascorso indimenticabili giornate a Cusco, cuore dell’impero Inca, prepariamo lo zaino per un’avventura di due giorni verso l’icona del Paese: il leggendario Machu Picchu.
Lasciamo gli altri bagagli in hotel per viaggiare leggeri e godere appieno di ogni tappa. Abbiamo prenotato una macchina con autista che ci condurrà alla stazione ferroviaria di Ollantaytambo, attraversando la pittoresca Valle Sacra degli Inca, ricca di siti archeologici e villaggi autentici.
Questo itinerario, ideale per chi desidera scoprire cosa vedere in Perù senza la fretta dei tour organizzati, ci permette di ammirare lentamente i panorami delle maestose Ande peruviane e di assaporare l’atmosfera unica di questo viaggio, perfetto per chi cerca esperienze autentiche, fotografie spettacolari e una guida completa per visitare Machu Picchu in modo indipendente.

Chinchero e la Valle Sacra, meraviglie di un viaggio in Perù
Mercato di Chinchero
Usciamo da Cusco diretti verso la storica cittadina di Chinchero, sospesa tra cielo e altipiano. Il borgo di case bianche si apre su una piazza circondata da mura Inca e dalla chiesa coloniale, dove affreschi e legno intagliato raccontano l’incontro tra culture. La domenica il celebre mercato di Chinchero anima il paese: banchi di tessuti, lane tinte con cochinilla, muña e k’olle, dimostrazioni di filatura e telai a cintura. È il posto giusto per acquistare artigianato etico, chiedere sempre il prezzo con gentilezza e privilegiare cooperative locali. Tra una foto e l’altra, ricordati di chiedere il permesso ai tessitori e di riconoscere il loro lavoro con una mancia.
Qui l’altitudine si sente: cammina piano, bevi mate de coca e porta acqua e crema solare. Chinchero è una porta autentica sulla Valle Sacra e sulle tradizioni andine.
Il sito di Moray
Proseguendo il cammino incontriamo il sito archeologico di Moray, un luogo che incanta per la sua forma unica e il mistero che lo circonda. Qui, una serie di terrazzamenti circolari concentrici crea un anfiteatro naturale che sembra scendere a spirale verso il cuore della terra. Secondo gli studiosi, questi cerchi fungevano da veri e propri laboratori agricoli, permettendo agli Inca di sperimentare coltivazioni diverse grazie a microclimi che variano di diversi gradi tra la parte superiore e quella inferiore.
Camminare tra queste terrazze, tra il silenzio rotto solo dal sibilo del vento che scende dalle montagne, suscita un profondo rispetto per l’ingegno e la conoscenza scientifica di questo popolo. Le sfumature di verde dei campi e le montagne che fanno da cornice rendono l’esperienza quasi mistica, offrendo uno sguardo privilegiato sul rapporto armonioso tra natura e ingegno umano.
Le saline di Maras
Facciamo una camminata intorno al sito e torniamo in macchina per recarci alle vicine saline di Maras, un intricato mosaico di oltre tremila piccole vasche bianche, disposte a terrazza lungo il fianco della montagna. Ancora oggi il sale viene raccolto a mano, come avveniva in epoca pre-incaica, seguendo un sapere tramandato da generazioni.
Il colpo d’occhio è impressionante: il sole riflesso sull’acqua cristallina crea giochi di luce che virano dal rosa al dorato, mentre il gorgoglio dell’acqua salata accompagna il passo dei visitatori. L’acqua, proveniente da una sorgente sotterranea ricca di minerali, scorre attraverso un complesso sistema di canali che testimonia l’abilità idraulica delle antiche popolazioni andine. Passeggiare tra le vasche, respirando l’aria pungente della Valle Sacra, regala una sensazione quasi surreale, come se il tempo si fosse fermato in un paesaggio sospeso tra natura e tradizione millenaria.
Consiglio utile: porta cappello, crema solare e acqua. Le altitudini della Valle Sacra possono sorprendere con forti escursioni termiche. Se soffri di mal di montagna, valuta l’assunzione di mate de coca o consulta un medico prima della partenza.

Ollantaytambo e il treno per Aguas Calientes
Scoperta di Ollantaytambo
Risaliamo in auto e, dopo aver attraversato la città di Urubamba, arriviamo nella splendida Ollantaytambo, una delle città più antiche e meglio conservate del Perù. Questo villaggio, situato a circa 2.800 metri di altitudine, è un autentico museo a cielo aperto. Le strade acciottolate, perfettamente allineate secondo l’originario tracciato Inca, conducono a imponenti terrazze e al maestoso Tempio del Sole, un capolavoro di ingegneria in pietra che domina l’intera valle.
Camminando tra le case in adobe, molte delle quali mantengono la struttura originaria, si percepisce la continuità tra passato e presente: l’acqua cristallina scorre ancora nei canali Inca che fiancheggiano i vicoli, creando un sottofondo sonoro rilassante.
Ollantaytambo non è solo punto di partenza per Machu Picchu, ma una destinazione ricca di storia, dove antiche tradizioni agricole convivono con l’ospitalità dei suoi abitanti, offrendo al viaggiatore un’immersione autentica nella cultura andina.
Pranzo tipico e preparativi
Dopo aver scalato l’antico sito Inca, ci concediamo un pranzo ristoratore con l’ormai classico pollo con patate, insaporito da spezie locali e accompagnato da salse piccanti a base di aji, che racchiude i profumi della cucina peruviana. Tra un sorso di chicha morada e il racconto delle tappe del viaggio, assaporiamo ogni boccone ammirando le montagne circostanti.
Raggiungiamo poi la vicina stazione ferroviaria, un piccolo edificio in pietra che profuma di legno e di storia, da dove prenderemo il treno panoramico per Aguas Calientes, detta anche Machu Picchu Pueblo, emozionati all’idea della meta leggendaria che ci attende.
Viaggio in treno verso Aguas Calientes
Alle 15:30 parte il treno da Ollantaytambo e subito ci lasciamo avvolgere dalla magia del viaggio. Le ampie vetrate panoramiche, anche sul tetto, permettono di ammirare le Ande in tutta la loro maestosità mentre la luce del pomeriggio disegna giochi di ombre sulle cime. L’equipaggio serve panini freschi e bevande calde, aggiungendo un tocco di comfort al tragitto.
Per circa un’ora e mezza il convoglio procede a ritmo lento, ideale per osservare ogni dettaglio: campi di mais e quinoa si alternano a foreste subtropicali, mentre cascate improvvise e gole profonde raccontano la forza del fiume Urubamba. Di tanto in tanto il sole filtra tra le nuvole, tingendo di oro le rocce e regalando scorci da cartolina che annunciano l’arrivo nel piccolo e pittoresco paese di Machu Picchu.
Aguas Calientes: prime impressioni
Aguas Calientes è un nastro di edifici in legno e pietra stretto tra il fiume Urubamba e i binari: passerelle e ponticelli collegano le due rive, mentre l’acqua scroscia come un sottofondo costante. Usciamo dalla stazione affollatissima, attraversiamo il mercatino di souvenir e raggiungiamo il vicino Hotel La Pequeña Casita. Dopo una breve pausa, torniamo in centro: ristorantini di cucina andina, panifici profumati e piccole botteghe artigiane animano le vie. Facciamo scorta di acqua e snack e acquistiamo il biglietto A/R del bus per l’alba seguente (così evitiamo code mattutine).
In alternativa, si può salire a piedi: un sentiero scalinato di 1,5–2 ore, impegnativo ma panoramico. Le terme comunali sono ottime per sciogliere la stanchezza; porta costume e ciabatte.
Consigli: spray anti-zanzare, contanti di piccolo taglio e attenzione alle commissioni dei bancomat.
Info pratica: i biglietti per l’ingresso a Machu Picchu e per il bus vanno prenotati con anticipo, soprattutto in alta stagione (maggio-settembre). Porta con te un documento d’identità valido, necessario per l’accesso al sito.

Visita al sito archeologico di Machu Picchu, simbolo del Perù
L’arrivo al mattino
La mattina seguente mi sveglio alle 4, il buio avvolge ancora le montagne e solo qualche lanterna illumina la strada sottostante. Dalla finestra scorgo una lunga fila di viaggiatori avvolti in giacche a vento, già in attesa dell’autobus che li porterà verso la città perduta. L’aria è fresca e carica di umidità, profuma di terra bagnata e foglie, e il silenzio è interrotto solo dal mormorio del fiume Urubamba e dal brusio sommesso dei più mattinieri. L’emozione cresce: questo è il giorno del Machu Picchu, l’obiettivo di tutto il viaggio.
Ci prepariamo con cura, sorseggiamo una colazione leggera a base di mate de coca e pane caldo e, alle 5:30, ci mettiamo in fila, pronti a salire sull’autobus che, tra tornanti e foresta, ci condurrà all’ingresso del sito archeologico.
Salita alla Casa del Guardiano
Il viaggio fino all’entrata del sito archeologico dura circa trenta minuti lungo una strada sterrata e tortuosa, che si arrampica tra curve e ripidi tornanti immersi nella giungla subtropicale. Dall’autobus si scorgono scorci di valle e il fiume Urubamba che scintilla in basso, mentre il profumo di terra umida accompagna l’ascesa. Un’altra fila ordinata ci attende per l’ingresso ufficiale, ma l’attesa è breve e carica di adrenalina: finalmente siamo liberi di esplorare.
Sono passate da poco le sette e la mattinata è avvolta da una fitta coltre di nubi. Il Machu Picchu resta nascosto, celato dall’umidità della foresta circostante. Iniziamo a salire lentamente verso la Casa del Guardiano, il punto più panoramico per le foto iconiche. A ogni passo l’aria si fa più frizzante, e quando le nuvole iniziano a diradarsi il panorama grandioso della cittadella Inca appare come un miraggio che toglie il fiato, un ricordo che resta inciso per sempre.
Il primo sguardo su Machu Picchu
Arrivati in cima, attendiamo che le nubi si aprano: quando il cielo finalmente si pulisce, davanti a noi si dispiega il Machu Picchu, patrimonio UNESCO e una delle Nuove Sette Meraviglie del Mondo. La cittadella Inca emerge come un terrazzo sospeso fra Picchu e Huayna Picchu; le terrazze verdi scendono a gradoni e i tetti perduti sembrano rivivere nell’immaginazione. Il silenzio è rotto dal canto degli uccelli andini e da un vento leggero che muove l’erba; l’aria profuma di pietra bagnata e foglie.
Restiamo qualche minuto in ascolto, poi scattiamo le foto dal belvedere della Casa del Guardiano, dove la luce radente del mattino disegna contorni netti. È un momento che vale il viaggio: la grandezza delle rovine racconta una civiltà capace di ingegno e armonia con la montagna, e a noi non resta che respirarne il ritmo lento, con la consapevolezza di trovarci in un luogo sacro.

Dentro la città perduta
Ci sono molte persone, ma il sito è talmente ampio che riusciamo comunque a muoverci con calma, immergendoci nel silenzio interrotto solo dal richiamo degli uccelli andini. Seguiamo il percorso consigliato, percorrendo prima il perimetro esterno, dove le terrazze agricole si affacciano su precipizi vertiginosi, per poi addentrarci nella città vera e propria, divisa tra abitazioni popolari e quelle nobiliari. Ogni pietra perfettamente squadrata racconta l’abilità ingegneristica degli Inca: mura ciclopiche, templi e piazze rivelano un equilibrio sorprendente tra funzionalità e spiritualità.
Tra i vicoli ci accompagnano i lama, che pascolano tranquilli e sembrano indifferenti ai visitatori. Ogni scorcio offre un’opportunità fotografica e momenti di contemplazione, mentre l’aria sottile e frizzante amplifica la sensazione di trovarsi in un luogo fuori dal tempo.
Suggerimento: all’interno del sito non ci sono servizi igienici e non è consentito consumare cibi o bevande. Porta una bottiglia d’acqua e indossa scarpe comode. Se vuoi un’esperienza più tranquilla, considera l’ingresso pomeridiano, quando l’afflusso di visitatori è minore.
Rientro ad Aguas Calientes
Dopo oltre quattro ore di visita torniamo ad Aguas Calientes, affamati ma felici, e ci concediamo un pranzo sostanzioso a base di lomo saltado e riso, uno dei piatti più amati della cucina peruviana, con tenera carne di manzo saltata con cipolle, pomodori e salsa di soia dal profumo irresistibile. Con ancora tempo a disposizione prima del treno di ritorno, ci godiamo una passeggiata rilassante lungo il fiume Urubamba, ascoltando il gorgoglio dell’acqua e osservando i colori della giungla che si riflettono sulle sue acque.
Qui veniamo punti da minuscole zanzare, un piccolo souvenir che ci accompagnerà per qualche giorno. È piacevole perdersi tra i negozi di artigianato locale, colmi di tessuti variopinti e statuette in pietra, o fermarsi in una delle piccole caffetterie che profumano di caffè peruviano appena tostato, perfetto per concludere questa tappa con un momento di autentico relax.
Puoi vivere questa esperienza prenotando un tour di due giorni a Machu Picchu e la Valle Sacra con partenza da Cuzco, dagli uno sguardo.

Ritorno a Cusco e trasferimento a Lima, atmosfere del Perù
Rientro a Cusco
Ritiriamo lo zaino all’hotel e alle 16:30 saliamo sul treno diretto alla stazione di Poroy per un lento ma suggestivo rientro di circa quattro ore. Questa volta il convoglio, meno scenografico del Vistadome dell’andata, è l’Expedition, semplice ma confortevole, con ampi finestrini che permettono di godere comunque del panorama.
Durante il viaggio il paesaggio si trasforma gradualmente: le montagne si tingono di luce dorata mentre il sole cala, le nuvole si colorano di rosa e arancio e piccoli villaggi andini spuntano tra le valli, salutando con i loro tetti rossi e il fumo dei camini. L’andatura tranquilla invita alla contemplazione: il ritmo cadenzato delle ruote sui binari diventa quasi ipnotico, perfetto per ripercorrere mentalmente le emozioni della giornata e ammirare, un’ultima volta, le Ande illuminate dal caldo abbraccio del tramonto.
Sera a Cusco
Da Poroy prendiamo un taxi che in venti minuti ci porta in Plaza de Armas a Cusco, dove pernottiamo di nuovo all’Hostal El Triunfo. La sera, con il cielo che vira al blu profondo, passeggiamo tra portici coloniali e balconate di legno illuminate da lampioni dorati. La cattedrale veglia sulla piazza, i musicisti suonano huaynos e nei caffè si sorseggia mate de coca.
Scegliamo una trattoria defilata: l’aria è frizzante, il profumo di spezie riempie la sala. Ceniamo con una zuppa di quinoa calda e profumata, arricchita da verdure andine e un tocco di ají amarillo, perfetta per l’altitudine. Poi un ultimo giro tra botteghe e pietre Inca levigate: Cusco di notte ha un ritmo lieve, che invita al raccoglimento e prepara alla partenza del giorno seguente.
Volo per Lima
Il giorno dopo, dopo la colazione, un taxi ci porta all’aeroporto per il volo Peruvian Airlines verso Lima. Il decollo è puntuale e in poco più di un’ora sorvoliamo le Ande fino alla costa pacifica, ammirando dall’alto il contrasto tra montagne e oceano.
All’atterraggio ci accoglie l’aria mite della capitale e ci attende Edison, l’autista di Yolanda, che con grande cortesia ci accompagna nel raffinato quartiere residenziale di Miraflores, affacciato sulle ampie spiagge dell’Oceano Pacifico e noto per i suoi parchi panoramici, i caffè alla moda e le scogliere a picco sul mare.
Miraflores: relax sul Pacifico
Alloggiamo all’Hotel Faraona, una struttura elegante e confortevole, di livello superiore a quelli precedenti, ideale per concludere il viaggio in totale relax. Dopo aver sistemato i bagagli, ci concediamo un giro rilassante tra i viali alberati ed eleganti di Miraflores, ammirando le moderne architetture e le scogliere che si affacciano sull’oceano.
Raggiungiamo un centro commerciale panoramico affacciato sull’oceano, dove pranziamo con ottimi hamburger accompagnati da succhi di frutta tropicale freschissima. Successivamente passeggiamo fino al romantico Parque del Amor, celebre per i suoi mosaici colorati e la grande scultura degli amanti che si baciano, tra strade e giardini ben curati profumati di fiori tropicali.
Prima di rientrare in hotel facciamo una piccola spesa di papaya e avocado maturi, mentre il tramonto sull’oceano, con il cielo che si tinge di arancio e viola, regala un ultimo ricordo indelebile e perfetto da fotografare.

Visita di Lima e rientro a casa dal Perù
Centro storico di Lima
L’ultimo giorno è dedicato alla scoperta della capitale. Alle dieci del mattino Edison ci porta nel centro storico di Lima, lasciandoci davanti alla Basilica di San Francisco, con il chiostro dalle maioliche e le celebri catacombe; ci diamo appuntamento un’ora dopo davanti alla cattedrale.
Camminiamo lungo Jirón de la Unión e le vie pedonali, tra caffè storici e botteghe, sorpresi dalla pulizia e dalla quiete. Sbirciamo nei cortili coloniali, dove azulejos e fontane rinfrescano l’aria, e alziamo lo sguardo verso i balconi barocchi in legno intagliato, retaggio dell’epoca spagnola che qui sopravvive quasi intatto.
Tra una foto e l’altra ci lasciamo guidare dal suono delle campane verso Plaza Mayor, mentre guardie in alta uniforme presidiano i palazzi storici: l’atmosfera è solenne ma accogliente, un salto nel tempo che racconta l’anima creola della città.
Plaza Mayor e Plaza San Martín
Visitiamo un piccolo museo del cacao, dove scopriamo il percorso bean-to-bar e assaggiamo cioccolato amazzonico; poi scattiamo foto nella Plaza Mayor, incorniciata da Cattedrale, Palacio de Gobierno e balconi lignei: se capiti all’ora giusta, puoi assistere al cambio della guardia. La fontana centrale e i portici regalano ombra e prospettive perfette per fotografia e people-watching.
Proseguiamo lungo Jirón de la Unión fino alla grande Plaza San Martin, elegante salotto urbano inaugurato nel 1921, dominato dalla statua equestre del Libertador. Qui si affacciano teatri storici, librerie e caffè dove fermarsi per un pisco sour (il Gran Hotel Bolívar è un’istituzione). L’atmosfera è vivace ma rilassata: facciate neoclassiche color crema, pavimentazioni scure e palme creano un contrasto scenografico, ideale per comprendere il volto coloniale e repubblicano di Lima.
La Punta e Callao
Risaliti in macchina, raggiungiamo la zona settentrionale della città, La Punta, una sottile lingua di terra che si protende nell’oceano offrendo scorci spettacolari sulle onde del Pacifico. Da qui ci spostiamo verso il quartiere di Callao, antico porto coloniale, dove esploriamo la storica fortezza spagnola del Real Felipe, oggi sede della marina militare e custode di secoli di storia marittima. Le sue mura di pietra raccontano battaglie e avventure di pirati, mentre fuori il profumo salmastro del mare si mescola alle storie dei pescatori.
Passeggiando per le vie vicine, restiamo affascinati dai colori vivaci dei murales che decorano le strade: vere e proprie gallerie d’arte a cielo aperto che celebrano la cultura afroperuviana e la rinascita creativa del quartiere, rendendo questa tappa un incontro sorprendente tra passato coloniale e vibrante contemporaneità.

Street art di Callao e pranzo sul mare
Pranziamo in un ristorante affacciato sull’oceano con un autentico ceviche, freschissimo e marinato nella leche de tigre al lime, con coriandolo, ají e cipolla rossa croccante; accanto, patate dolci e choclo completano il piatto. Dalle finestre entra il profumo salmastro del Pacifico, mentre barche e pellicani disegnano il paesaggio.
Dopo pranzo, Edison ci guida tra le strade riqualificate di Callao: case coloniali dai colori vivaci e murales monumentali hanno trasformato il quartiere in una galleria a cielo aperto. Le opere raccontano identità afroperuviana, memoria portuale e riscatto sociale; il percorso è piacevole e consigliato se accompagnati e nelle aree dedicate all’arte. Questa sosta unisce gusto e creatività, mostrando il nuovo volto di Callao: un luogo che si è reinventato senza perdere l’anima marina.
Rientro in Italia dal Perù
Purtroppo si avvicina l’ora della partenza: alle 19:00 saliamo sul volo LATAM per Madrid e poi Bologna. Dal finestrino le luci di Lima svaniscono e, sopra le nuvole, ripercorriamo il viaggio: l’aria sottile di Cusco, i terrazzamenti di Moray e Maras, l’attimo sospeso davanti al Machu Picchu, il profumo salmastro di Callao. Nel fruscio dei motori riordiniamo appunti e foto, promemoria per chi vorrà seguire questo itinerario. Il Perù resta con noi come una mappa sensoriale — suoni, sapori, volti — e la promessa silenziosa di tornare.

Consigli pratici per il tuo viaggio in Perù
- Come arrivare a Machu Picchu: da Cusco vai a Ollantaytambo in auto/bus e prendi il treno (PeruRail/Inca Rail) per Aguas Calientes, poi bus ufficiale fino al sito. Alternative trekking: Inca Trail (permessi limitati, prenotare mesi prima) o Salkantay (più impegnativo e panoramico).
- Biglietti e orari: acquista su [machupicchu.gob.pe]. Scegli circuito e fascia oraria; capienza limitata. Porta passaporto (controllo all’ingresso). Huayna Picchu e Machu Picchu Mountain richiedono biglietti separati molto richiesti.
- Quando andare: stagione secca mag–set (meteo stabile ma più affollato). Nov–mar piogge e nuvole, ma meno code. Apr e ott ottimo compromesso. Nota: l’alba è spesso nebbiosa; tarda mattina/pomeriggio può offrire schiarite migliori.
- Alloggi e bagagli: dormire vicino alla stazione ad Aguas Calientes semplifica bus/treni. Usa il deposito bagagli a Cusco/Aguas Calientes; al sito è consentito solo zainetto piccolo.
- Assicurazione viaggio: copertura alta quota e trekking; utile anche per annullamenti e ritardi dei trasporti.
- Cosa portare/abbigliamento: strati tecnici, impermeabile leggero, cappello, SPF 50, repellente, occhiali da sole, scarpe con suola antiscivolo; bastoncini solo con puntali in gomma.
- Regole nel sito: vietati cibo, droni e treppiedi; servizi igienici solo fuori dall’ingresso; ammessa borraccia riutilizzabile. Facoltativo il timbro sul passaporto all’uscita.
- Logistica & pagamenti: acquista il bus A/R il giorno prima; porta contanti di piccolo taglio (bancomat con commissioni). Prenota treni e ingressi con ampio anticipo in alta stagione.
Un viaggio in Perù è un’esperienza indimenticabile
Il nostro viaggio in Perù termina qui, ma il cuore resta sui sentieri delle Ande: un’avventura che unisce storia, natura e cultura, ideale per chi sogna di scoprire il fascino del Perù. Se stai pianificando un viaggio in Perù tra Cusco, Valle Sacra, Machu Picchu e Lima, questa guida ti aiuta a capire quando andare, come arrivare a Machu Picchu, cosa vedere e dove dormire. Dalle terrazze di Moray alle saline di Maras, fino ai balconi coloniali della capitale, ogni tappa offre spunti autentici e pratici.
Salva l’itinerario, verifica per tempo treni e biglietti e personalizza le tappe: diventerà la tua guida pratica per visitare Machu Picchu e scoprire cosa vedere a Lima. E se vuoi proseguire l’esplorazione, trovi sul sito altri suggerimenti su cosa vedere in Perù e itinerari tematici. Il viaggio continua, anche dopo il rientro.



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